Fradusta (2939 m), via normale di salita

Luca Visentini, in una delle sue guide più famose, così descrive la Fradusta: “L’aspetto settentrionale è quello di un’ostrica dal largo guscio aperto, che al posto del prelibato mollusco avvolge comunque uno squisito ghiacciaietto”. L’immagine fantasiosa pare davvero azzeccata per questa montagna particolare, che verso sud rivolge pareti a picco e verso nord protegge il proprio ghiacciaio, che tra l’altro è il più ampio delle Pale di San Martino e, sebbene in rapida ritirata, presenta un fronte di proporzioni inconsuete per le Dolomiti, che si tuffa in un lago glaciale di un blu profondissimo. La salita qui descritta è relativamente facile ma davvero “eterna”, regala la vetta di un quasi 3000 m e permette di visitare l’Altopiano delle Pale e ben due importanti valli delle Pale.

Zona: Dolomiti, Pale di San Martino.
Dislivello in salita: 1800 m circa.
Difficoltà: EE
Tempi: ore 8.30 complessivamente.
Cartina: Carta Topografica Tabacco 022 – PALE DI SAN MARTINO

// Relazione via normale di salita alla Fradusta

La via di salita alla Fradusta può essere approcciata da diverse parti. I più pigri potranno raggiungere il Rifugio Rosetta con la funivia e poi arrivare all’inizio della salita, nei pressi di Forcella Alta del Ghiacciaio, attraversando l’Altopiano delle Pale da nord-ovest, lungo il sentiero 709 e 708 (ore 2.00; nessuna difficoltà ma attenzione all’orientamento in caso di nebbia).
Qui descriveremo un giro ben più impegnativo ma di gran lunga più soddisfacente, che salirà per la Val Canali, raggiungerà la vetta e discenderà poi per la Val Pradidali. Grandi fatiche assicurate.
Da Fiera di Primiero, in Trentino, si prende la strada verso il Passo Cereda ma pochi chilometri dopo, seguendo le indicazioni per Cant del Gal e Rifugio Treviso, si prende una stradina secondaria che risale verso nord la valle. A Cant del Gal (1180 m) si va a destra, parcheggiando poco oltre, ove la strada non è più accessibile ai mezzi motorizzati (1300 m circa). Si prosegue risalendo ancora la valle a lato del torrente e si seguono le indicazioni per il Rifugio Treviso cui si giunge banalmente in ore 1.15. Si imbocca il facile sentiero 707 che risale verso nord tenendosi sotto la Pala del Rifugio, la Cima dei Vani Alti e la suggestiva Cima dell’Alberghetto, per poi transitare al Passo Canali (2469 m). Si lascia il 707 a favore del sentiero 708 che porta per mano fino alla Forcella Alta del Ghiacciaio, sempre senza difficoltà ma con la fatica che aumenta nelle gambe (ore 3.00 dal rifugio).
Dalla Forcella Alta del Ghiacciaio (2727 m) si devia a sinistra abbandonando il sentiero 708. Si risale per evidente traccia il costone est della Fradusta, per sfasciumi e roccette, e poi il suo fianco est arrivando rapidamente in vetta (30 minuti dalla forcella).
Si ridiscende ora lungo la via di salita fino alla forcella e di qui si torna sul sentiero 708 che permette di attraversare senza problemi il ghiacciaio (non crepacciato e poco inclinato) e conduce al Passo della Fradusta (2610 m; ore 5.30 dal parcheggio).
Non resta che individuare correttamente le indicazioni per il Rifugio Pradidali, scendendo quindi per pendii ghiaiosi e pietraie sino al rifugio. Si segue ancora lungamente il 709 perdendo quota lungo la Val Pradidali fino a Cant del Gal. Qui si ripercorre in leggera salita la strada verso il Rifugio Treviso per ritornare al parcheggio (altre 3 ore circa; ore 8.30 complessivamente).

Luca Bridda

Luca Bridda

Fondatore di www.abcDOLOMITI.com, laureato con master, lavora da oltre 10 anni nel settore Human Resources e nel settore marketing-vendite. Pubblica articoli per le più note riviste dedicate alla montagna e all’alpinismo, è appassionato da vent'anni di alpinismo e arrampicata sportiva.

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