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4.3.13 - I Ragni di Lecco salgono la Ovest della Torre Egger

“Die another day”, questo è il nome della via che solca la parete Ovest della Torre Egger, che nessuno era mai riuscito prima a salire.
Da tre anni ci stavano lavorando i Ragni di Lecco Matteo Della Bordella e Matteo Bernasconi. Ora è stata completata da Della Bordella e Luca Schiera.

I due venerdì sera avevano raggiunto il colle Giongo-De Dona’ uscendo dalla parete Ovest della Torre Egger, ieri hanno raggiunto la cima. "La discesa e’ stata lunga e i due sono devastati. Ma felici come noi. E hanno voluto il telefono del “Berna”, Matteo Bernasconi, perche’ la via e’ anche sua.Tre anni di dedizione, tenacia e avventura. I particolari nei prossimi giorni".

 

28.2.13 - Markus Pucher piazza la seconda solitaria della via dei Ragni su Cerro Torre

Il 14/01/2013 l’austriaco Markus Pucher ha salito in solitaria la via dei Ragni sul Cerro Torre in Patagonia in sole 3 ore e 15 minuti. “Una performance impressionante che ci lascia senza parole” ha scritto Rolando Garibotti su pataclimb. Si è trattato non solo della ripetizione più veloce ma anche della prima solitaria completamente in libera, peraltro senza mai autoassicurarsi. L'alpinista ha dichiarato: "sono salito rapidamente e senza fare pause, da qui le 3 ore e 15 minuti dal bivacco posto 150 metri sotto il Col della Speranza, e le 5 ore 40 minuti in totale, per la salita e la discesa dal mio bivacco".

 

28.2.12 - Colin Haley e Sarah Hart salgono la Ovest del Mojon Rojo in Patagonia

Il 21 febbraio Colin Haley e la sua compagna Sarah Hart hanno effettuato la prima assoluta della parete ovest del Mojon Rojo in Patagonia lungo una nuova via chiamata El Zorro (700m, 5.10, A1).

 

28.2.13 - Secondo richiamo dei set da via ferrata negli ultimi sei mesi

UIAA PRESS RELEASE 25/02/2013
Second wave of via ferrata set recalls within six months - considerable deficiencies found in many via ferrata sets

25 February 2013, BERN, Switzerland: A group of manufacturers has issued a recall of certain via ferrata sets following a meeting of the UIAA (International Mountaineering and Climbing Federation) Safety Commission in Munich, Germany.

Following a comprehensive test programme conducted on used or aged rope friction based via ferrata sets, the climbing industry has found that some of these sets can fail in a fall situation. The testing showed that the impact force in a fall may be increased and that the tensile strength of the lanyards may also be reduced in such a way that it could result in a full failure of the via ferrata set.

Severe injury or death may be the consequence.

The level of the risk is dependent upon the specific model. Therefore each rope friction based via ferrata set owner should consult the information provided by the manufacturer of the set. The recall is the second alert about via ferrata sets in the past six months.

There was a worldwide warning issued by the the UIAA on 13 September 2012. It followed a fatal accident on 5 August 2012 on a via ferrata in the vicinity of Walchsee in Tirol, Austria where a climber fell several meters and both lanyards on the energy-absorbing devices (EAS), also known as klettersteig sets, broke.

Changes have now been proposed to UIAA standard 128 for via ferrata sets. These will be up for a discussion and approval at the next UIAA Safety Commission meeting in May 2013.

About the UIAA Safety Commission
The UIAA Safety Commission is made up national delegates from alpine clubs, manufacturers who submit to the UIAA Safety Standard and UIAA laboratories which conduct safety tests on behalf of the commission. The commission maintains a database of certified equipment and recalls.The UIAA was founded in 1932 and has 80 member associations in 50 countries representing about 1.3 million people.

The organization's mission is to promote the growth and protection of mountaineering and climbing worldwide, advance safe and ethical mountain practices and promote responsible access, culture and environmental protection.

The UIAA operates through the work of its commissions which make recommendations, set policy and advocate on behalf of the mountaineering community. The UIAA is recognized by the International Olympic Committee for mountaineering and natural surface climbing.

Press contacts: Please email safetylabel@theuiaa.org

 

28.2.2013 - ADAM ONDRA e il suo secondo 9b+ con La dura dura

La dura dura, a Oliana, era stata chiodata da Chris Sharma alcuni anni fa ma era stata poi da lui abbandonata perchè ritenuta troppo dura. Adam aveva allora provato a liberarla e i due hanno poi lavorato la via insieme, fino al successo di Ondra.
Nelle parole di Adam c'è tutta la difficoltà di un tiro oggi al top. "Solo i primi 15 movimenti, appena otto metri di arrampicata, potrebbero essere già 9b/+. Allunghi su piccole arcuate e rovesce che portano a un’ampia spallata a destra su una tacchetta e da lì un dinamico a un grosso buco. La sezione comprende 4 passi di blocco, da chiodo a chiodo, ognuno di quattro movimenti: 7C, 7C, 8A+ e 8A. Dopo questa sezione, il resto è solo 8c+. Fai ancora quattro metri fino a un incastro di ginocchio, molto strano e difficile. Non è un vero riposo senza mani, ma si può prendere fiato per un attimo. I sei metri successivi sono davvero intensi. Un dinamico che ti spacca la spalla, allunghi su pinzate e tacche, con due movimenti molto selettivi appena sotto la presa buona. La scorsa settimana sono caduto in questa parte quattro volte. Fino a qui, sono 20 metri di via. Se ti fermassi qui, sarebbe lo stesso grado. Ma è più bello arrivare fino in cima, e sono altri 20 metri di 8b". Il ceco è piuttosto sicuro che il grado della via sia 9b+ e ritiene la via più difficile di The Change, l'altro 9b+ da lui aperto.

 

28.2.13 - Alex Honnold apre 19 tiri di massimo 8b

Alex Honnold ha liberato "Mi Regalo Favorito", 8b, a Portrero Chico, una via di 19 tiri chiodata da Kurt Smith e Jeb Vetters 15 anni fa.

 

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Che l’e-commerce sia ormai una realtà consolidata anche nel nostro paese, è dimostrato dagli spot pubblicitari dedicati a vari portali di vendita on line che sempre più spesso compaiono sulle reti televisive nazionali: segno chiaro ed evidente che i fatturati sono cresciuti, che gli stessi hanno raggiunto la necessaria "massa critica" e che il mercato è in espansione.
Il consumatore ha ormai preso dimestichezza con il nuovo mezzo, ha imparato a fidarsi e si è deciso ad usare la carta di credito senza eccessive preoccupazioni, anche in mancanza di un commesso in carne ed ossa davanti alla cassa.

All’interno di questo scenario non fa eccezione www.zalando.it, che anzi negli ultimi tempi ha raggiunto una considerevole notorietà, soprattutto puntando sul pubblico femminile e sull’amore viscerale che questo ha per le scarpe alla moda, di tutte le forme e fogge
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Poiché le spese di spedizione e di reso sono sempre gratuite, si può al limite anche rischiare di sbagliare taglia, senza preoccupazioni.

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Ora non ci resta che attendere l’abbassamento delle temperature e l’arrivo della pioggia.

 

2.11.12 - Autunno a Trichiana 2012: filmati e diapositive sulla MONTAGNA e sull’AVVENTURA a Trichiana (BL) dal 10 novembre al 1 dicembre.

Presso il Centro Parrocchiale San Felice di Trichiana va in scena l'edizione 2012 di questa rassegna dedicata alla montagna e all'avventura. Ecco il programma:

Sabato 10 novembre ore 21.00 il geografo, esploratore, alpinista FRANCO MICHIELI presenta LA VIA INVISIBILE, traversate selvagge nelle terre artiche lasciandosi guidare dalla natura.

Domenica 11 novembre ore 08.30, località MELERE di Trichiana: escursione sulle Prealpi con FRANCO MICHIELI. Breve escursione di circa 4 ore nella parte alta del territorio di Trichiana durante la quale saranno spiegati e sperimentati i fondamenti dell'orientamento in natura senza utilizzare strumenti tecnologici, mappe o orologi. Massimo 30 partecipanti. Informazioni o iscrizioni sono possibili direttamente durante la serata che precede l’uscita il 10 novembre.

Sabato 17 novembre ore 21.00 DIMITRI DE GOL e PAOLO CONZ presentano "LA SIGNORA IN BIANCO", consigli per una frequentazione consapevole della montagna invernale

Sabato 24 novembre ore 21.00 OSCAR DE PELLEGRIN presenta LO SPORT COME METAFORA DELLA VITA.

Sabato 01 dicembre ore 21.00 MICHELE PONTRANDOLFO presenta GROENLANDIA 2012, 2315 chilometri e 53 giorni; il racconto della più lunga traversata polare senza supporti esterni in piena autonomia.

 

8.10.12 - Adam Ondra ha liberato la sua via più dura di sempre, "Change", per cui ha proposto il grado 9b+

Questo vione si trova in Norvegia, nella grotta di Hanshelleren - Flatanger, ed è lungo ben 55 m. Sul tema più spinoso, il grado, Ondra non si è tirato indietro e ha proposto il 9b+, che pone la via (naturalmente in attesa di conferme future) al top della difficoltà, insieme a pochissime altre vie o persino al massimo assoluto.

La via è divisa in due sezioni distinte. La prima è di circa 20 metri con un boulder iniziale di 8B+, complessivamente attorno al 9a+/9b. Quindi si raggiunge un riposo senza mani e da qui si prosegue per altri 25 metri di 9a. La via è stata lavorata da Ondra per ben tre settimane in estate e per altre due in autunno, prima del concatenamento. Complimenti veramente a questo campione della verticale!

 

4.10.12 - Edizione 2012 di Oltre le Vette, a Belluno: info e programma

La sedicesima edizione di Oltre le Vette si terrà, come di consueto, nella città di Belluno e si svolgerà dal 6 al 14 di questo mese. Si tratta di una delle più importanti e rinomate rassegne culturali dedicate alla montagna, che affronta il tema in maniera multidisciplinare, iniziando il percorso con il teatro, per poi proseguire con la lettura, il grande cinema di Herzog e il cinema più spiccatamente di genere. Saranno come di consueto presentati libri e guide dedicati alla montagna e all'alpinismo, ci sarà l'immancabile mostra d'arte e tanto altro.

Per visionare il programma completo ecco il link:

http://www.oltrelevette.it/sites/www.oltrelevette.it/files/edizione%202012/programma_olv_2012.pdf

Il sito: www.oltrelevette.it

 

 

Il disastro delle Alpi Apuane: ne parla anche il tedesco Süddeutsche Zeitung. Ecco la news pubblicata sul sito di MountainWilderness.

Questa volta è il turno del Süddeutsche Zeitung, uno dei più importanti quotidiani tedeschi, dopo il Der Spiegel e la radio nazionale tedesca. In Toscana sembrano in pochi ad accorgersi della devastazione e così anche a livello nazionale, per fortuna qualcuno in Europa sa ancora apprezzare le italiche bellezze, per non parlare del disastro ambientale che vi è legato, definito il "più grande disastro ambientale d'Europa".

Süddeutsche Zeitung - Domenica 29 ago 2012

LA FURIA NELLA MONTAGNA

Una volta il marmo rappresentava il capitale di Carrara, oggi per molti abitanti della zona è una maledizione. L’escavazione distrugge un massiccio montuoso, inquina le falde idriche e riempie l’aria di polveri fini.

Le vette sembrano coperte di glassa. Oppure pesantemente innevate. Dal mare, circa da Forte dei Marmi, si vede bene fin dentro le Alpi Apuane. Anche le migliaia di turisti che d’agosto sono in vacanza al mare ammirano le bianche montagne. Non è neve che risplende sulle cime ma il famosissimo marmo bianco di Carrara. Michelangelo scelse qui la pietra per la sua Pietà, ammirata ogni anno da milioni di visitatori in San Pietro a Roma. Il Pantheon a Roma è in parte ricoperto di marmi di Carrara, come anche le cattedrali di Siena e Firenze. Monumenti a Londra e Washington sono fatti con lo stesso marmo. Una volta era la grande risorsa della zona, oggigiorno si sostiene sempre di più che il marmo sarà fatale a Carrara.
Elia Pegollo, da quota 1200, osserva la valle di Colonnata, sopra Carrara. Ha una vista mozzafiato sulla costa e sulla città. L’aria è torbida, ma i pendii hanno un tale riverbero che bisogna socchiudere gli occhi per non rimanere abbagliati. Strade zigzagano su per i versanti, o almeno per ciò che ne è rimasto. Quel che dal fondovalle sembrava una meraviglia naturale si rivela un’unica devastazione. L’andamento naturale della montagna è interrotto da grossi squarci. Quasi ovunque i Comuni di Carrara e Massa appaiono come una gigantesca mascella sulla quale s’è scatenato un dentista. I monti sono svuotati, enucleati, asportati.
“La montagna è tagliata come fosse burro” dice Pegollo mentre scuote tristemente la testa. Ambientalista, alpinista e cooperante allo sviluppo, nacque 74 anni fa in questa zona. Suo padre lavorò da capocava per 63 anni. Ma con l’escavazione essenzialmente manuale d’un tempo l’industria contemporanea non ha quasi niente in comune. Pochi uomini governano grossi macchinari che penetrano facilmente nelle preziose vene del marmo lasciando dietro di sé una scia di devastazione. Un tuono rimbomba nella valle, un altro pezzo di montagna frana dal pendio.
100 anni fa l’estrazione annuale si aggirava sulle 120.000 tonnellate. Oggi sono cinque milioni di tonnellate l’anno. “Ci si potrebbe ricoprire una strada da Firenze a Stoccolma con uno strato di due centimetri” dice Pegollo. Dei cinque milioni di tonnellate, un solo milione arriva a destinazione come blocchi. Il resto, quasi l’80 percento del cavato, viene polverizzato. Dagli anni ‘90 l’estrazione si concentra meno sui blocchi, impiegati nell’edilizia o nella scultura. L’affare assai maggiore è trattare gli scarti dell’escavazione. Le scaglie di marmo vengono macinate a polvere fine che è richiesta, in quanto carbonato di calcio, da varie industrie.
Il carbonato di calcio non solo è uno sbiancante, s’impiega anche nella produzione di colori e lacche, sostituisce la lignina nella carta, è impiegato come eccipiente nell’industria alimentare e cosmetica. Molte pagnotte contengono carbonato di calcio, come molti dentifrici.
L’impiego del famosissimo marmo di Carrara ha avuto, nel secolo passato, un’evoluzione rimarchevole: nell’antichità era il materiale da costruzione più ambito, nel rinascimento servì agli artisti come materiale grezzo per le grandi sculture. Oggi se ne caricano i tubetti di dentifricio e i panini. E per questo si distrugge una catena montuosa di 53 chilometri. “E’ un disastro”, dice Pegollo. Lui fa parte d’un coordinamento di ambientalisti e di associazioni che si sono aggregate sotto il nome “Salviamo le Apuane”. In tutto più di 5000 persone si sono organizzate in questa rete. Quando un paio d’anni fa gli industriali del marmo di Carrara esposero grandi blocchi di marmo ad una manifestazione a Firenze, gli attivisti protestarono con spazzolini e dentifrici. Insieme lottano contro la rapina del territorio, come Pegollo definisce l’attività estrattiva.
Carrara ha approfittato per anni del commercio della preziosa materia prima. All’incirca nel 1950 il settore lapideo vi impiegava ancora 16.000 lavoratori. Oggi, in una città di 66.000 abitanti, sono meno di 1.000. Della dozzina di famosi laboratori del marmo è rimasta solo una ditta conosciuta a livello interregionale. La disoccupazione nella zona si attesta sull’undici percento, la più alta in Toscana. “Siamo governati da gente che non sostiene gli interessi del popolo ma di quei pochi che praticano la rapina del territorio” sostiene Pegollo. Le concessioni rilasciate dal Comune sono nelle mani d’una dozzina di ditte. Sul mercato globale si confrontano con la crescente concorrenza di Cina, India e Russia. Gruppi come la svizzera Omya comprano enormi masse di scaglie. Il regolare svolgimento dell’estrazione secondo quantitativi regolati per legge viene “rigorosamente controllato” dalle autorità competenti, fa sapere Elisa Giannoni, portavoce di Omya. Il marmo sarebbe “una risorsa molto importante per la collettività”. Gli ambientalisti sostengono il contrario: secondo loro i controlli sono quasi inesistenti, i meccanismi della concorrenza non concedono niente alla popolazione che, anzi, paga un prezzo alto.
Nel 1991 dovettero impiegare le autobotti per rifornire d’acqua la gente della zona perché la falda era inquinata dagli oli dei macchinari di cava. Qualche anno dopo il Comune di Carrara pagò la ripulitura dell’alveo del fiume Frigido dalle stratificazioni di polvere di marmo e recentemente 143 milioni di Euro per la superstrada per l’incrementato traffico dei camion. Fino a un paio d’anni fa circa 1.000 camion al giorno percorrevano le strette strade di Carrara, andata e ritorno.
Oltre al danno irreparabile per la natura, anche la salute degli abitanti è minacciata. Il traffico dei camion ha chiaramente incrementato la concentrazione di polveri fini. Il problema non riguarda tanto i gas di scarico, quanto la finissima polvere di marmo che penetra nell’organismo attraverso i polmoni e sulla quale si depositano i cosiddetti Idrocarburi Policiclici Aromatici , sostanze leggermente cancerogene. Ciò è stato accertato da più esperti, tra cui scienziati dell’Università di Genova. Nel 2008 il tribunale di Massa Carrara impose ai Comuni l’adozione di varie misure a difesa della salute pubblica quali una giornata di divieto di circolazione dei camion, l’abbattimento delle polveri fini e la corretta copertura dei camion. Il gruppo Omya si giustifica dichiarando che i propri camion sono sufficientemente coperti. “Il Comune non ha mai adottato queste misure e di fatto non esegue i controlli” dichiara Giuseppe Sansoni dell’associazione ambientalista Legambiente. Nel frattempo il numero dei mezzi che fanno la spola tra le cave in montagna e gli impianti di macinazione in pianura s’è ridotto a circa 600 al giorno. Ma secondo gli ambientalisti il decremento non è riconducibile ad un aumento della sensibilità ambientale, al contrario: mentre prima, all’apertura di nuove cave, si asportavano le terre superficiali, adesso alcuni imprenditori si liberano di questi materiali inutili scaricandoli illegalmente sul pendio. “Di conseguenza, con forti piogge l’acqua non s’infiltra più nei versanti ma scorre liberamente a valle inondando gli alvei dei torrenti”, dice Sansoni.
Elia Pegollo sta sul bordo del bianco paesaggio lunare della valle di Colonnata, davanti ha il triste-bello spettacolo del marmo che rombando cade dai fianchi del monte. “Qui prima muoiono i posti, poi i ricordi”, dice. Nonostante i suoi 74 anni scala ancora spesso le vette della sua infanzia. E sempre più spesso gli capita di cercare posti che non esistono più.

JULIUS MÜLLER-MEININGEN - traduzione di A. Benvenuti.

info@mountainwilderness.it

 

18.9.12 - Auer e Mayr in libera sull'8b+, senza spit e...sulla sud della Marmolada.

Hansjörg Auer e Much Mayr hanno realizzato la prima libera della via "L'ultimo dei paracadutisti" (8b+, 750m), sulla sud della Marmolada. La via era stata aperta nel 1988 da Graziano Maffei, Mariano Frizzera e Paolo Leoni, era stat gradata 6+/A4 e mai ripetuta.
Nessun chiodo lasciato dagli apritori, scarse possibilità di proteggersi, roccia friabile. La lunghezza chiave, superata dai primi salitori in artificiale, è il dodicesimo tiro, a 3200 metri sul livello del mare.

 

12.9.12 Civetta: Baù, Beber e Tondini svelano "Colonne d'Ercole" (1200m, max IX, obbl. VIII+)

Alessandro Baù, Alessandro Beber e Nicola Tondini hanno prima aperto (2009-2012) e poi, in questi ultimi giorni finalmente liberato, la grandiosa via Colonne d'Ercole, sulla Punta Tissi in Civetta. La difficoltà è max IX, obbl. VIII+, il tutto spalmato su 1200 m di muraglia e 29 lunghezze di corda. La chiodatura? Niente spit, solo chiodi normali e protezioni veloci.
"A nostro parere” dichiara entusiasticamente Tondini "si tratta di una linea assolutamente unica, che per bellezza, difficoltà ed etica di apertura, potrà porsi tra le vie di riferimento dell'alpinismo in Dolomiti".

 

3.9.12 - Richiamo di set da ferrata elastici

Il crescente numero di frequentatori di ferrate ha portato negli anni recenti a un notevole aumento dei tipi di "set da ferrata". Un notevole progresso nel senso della comodità d'uso è costituito dai "set elastici". Com'è noto i set sono a forma di Y, la cui "gamba" è collegata all'imbracatura dell'utente, mentre i due "bracci" terminano con un moschettone per il collegamento al cavo di sicurezza.
Nei set elastici questi bracci sono a riposo corti; vengono allungati dall'utente quando effettua il collegamento. Sono stati escogitati sistemi ingegnosi per consentire questa "elasticità"; i bracci si possono suddividere tipicamente in due categorie:

A - quelli in cui l'interno è costituito da un cavo elastico, che a riposo mantiene accorciata la parte esterna, portante, costituita da una fettuccia tubolare, non estendibile, "raggrinzita" a fisarmonica fino al momento dell'uso;
B - quelli in cui fibre portanti e fibre elastiche sono in qualche modo commiste ottenendo una massa uniforme, elastica, che si estende fino al punto consentito dalle fibre portanti.

Un set del tipo “B” ha ceduto durante una caduta, per rottura di ambo i bracci, con conseguenze fatali. La ditta costruttrice ha immediatamente richiamato tutti i set esistenti sul mercato, e contemporaneamente un’indagine è stata compiuta su tutti i tipi di set elastici in commercio, da parte del DAV (Deutscher Alpenverein) e del TÜV (Technischer Überwachungsverein) di Monaco.
Gli esperimenti hanno suggerito che in alcuni set di tipo “B”, a causa del ripetuto processo di allungamento, lo sfregamento fra elementi elastici ed elementi portanti genera un’usura di questi ultimi e a un carico di rottura dell'insieme di poche centinaia di kg.
È ancora presto per commenti più precisi. Una riunione congiunta UIAA-CEN si svolgerà a Berna il 6 settembre, per approfondire l'analisi tecnica del problema. Intanto vale però la pena di comunicare i primi risultati della suddetta indagine sperimentale: nella tabella allegata si elencano i set che al momento sono stati richiamati del costruttore (affected) e quelli giudicati idonei (unaffected).

CAI, Centro Studi Materiali e Tecniche, 1 Settembre 2012

 

2.9.12 - Eiter e Puigblanque vincono il Rock Master Lead 2012

Angela Eiter e Ramón Julian Puigblanque hanno vinto il recente Rock Master Lead. Tra gli uomini, Schubert è arrivato 2°, Verhoeven 3°, Chernikov 4°, Ondra 5°, Lechner 6°, Reffo 7°, Primozic 8°, Camacho 9°. Tra le donne, Christine SCHRANZ è seconda, Evgenia MALAMID terza e la nostra Lavarda è ottima quarta.

 

31.5.12 - Via nuova per Hainz e Kehrer sul Sas dai Tamersc, Fanis, Dolomiti

Christoph Hainz e Simon Kehrer a metà maggio hanno liberto "Gratta e Vinci", una nuova via di arrampicata da loro aperta nel 2011 sulla parete SO del Sas dai Tamersc, Fanis, Dolomiti. Si tratta di un itinerario di 420 m con difficoltà massime di 7b. Scrive Simon che "Gratta e vinci è stata aperta nella ricerca della miglior roccia, ed anche se completamente attrezzata con spit e qualche chiodo, è comunque una bella salita alpinistica. La via offre uno stile di arrampicata simile a quello delle Tre Cime di Lavaredo: molto tecnica ed a tratti ancora da ripulire."


31.5.12 - Wilkinson e Ozturk completano la Tooth Traverse sul Mooses Tooth in Alaska

Gli statunitensi Freddie Wilkinson e Renan Ozturk sono riusciti a completare la Tooth Traverse, una cavalcata in cresta che si sviluppa per 8 km nel massiccio del Mooses Tooth in Alaska. Il progetto era già stato tentato ma questa volta è stato portato a termine in cinque giorni. Ricordiamo che Freddie Wilkinson è stato insignito, con Mark Richey e Steve Swenson, del Piolet d’Or 2012 per la prima ascensione assoluta del Sasser Kangri II 7513 in India, mentre Renan Ozturk è stato nominato, insieme a Conrad Anker e Jimmy Chin, al Piolet d’Or 2012 per la salita del Shark’s Fin.


30.5.12 - Antonio Boscacci, il guru della Val di Mello, se n'è andato

Boscacci è stato un grande arrampicatore oltre che un matematico, uno scrittore e tante altre cose. Il suo nome è legato soprattutto alla Val di Mello, dove ha aperto vie mitiche come Luna Nascente, e ad una concezione nuova dell'arrampicarsi, slegato dal vecchio concetto di "lotta coll'Alpe" e più vicino al "piacere nel muoversi nella natura". Alla valle dedicò due guide ("Val di Mello" ed. Tamari 1980 e "Mello" ed. Albatros 1990).

 

Il grande alpinismo con la Gazzetta dello Sport: collana di 14 dvd dedicati alla montagna

Il 3 maggio scorso è partita un’imperdibile iniziativa della Gazzetta dello Sport, dedicata al grande alpinismo e alla montagna. Si tratta di una collana di 14 dvd con film e documentari, tra i migliori degli ultimi anni, alcuni già famosi anche nel nostro paese, altri inediti o tradotti per la prima volta.

All’alpinismo i media tradizionali offrono normalmente così poco spazio, che stupisce davvero positivamente constatare come il principale quotidiano sportivo italiano abbia avviato un’iniziativa di questo livello e qualità.

Il viaggio è partito con “Nanga Parbat”, film che ripercorre la storia della prima salita della parete Rupal, la più alta del mondo, coronato da successo alpinistico ma segnato da una grandissima tragedia umana, la morte di Gunther, fratello del celebre Reinhold. Le varie uscite porteranno noi appassionati in giro per il mondo, sulle montagne più alte della Terra come su quelle più belle della Patagonia, e ci faranno conoscere tanto i pionieri quanto gli alpinisti dei nostri giorni. Alcuni altri titoli in programma sono “La morte sospesa”, “North Face – una storia vera”, “Torre del vento – Prima assoluta di una cima impossibile”, “Beyond the summit”, “Asgard Project”, “Cold”, “Linea continua”, “Big Stone”, “King lines”, “Alone on the wall”, “Everest sea to summit”.

I dvd potranno essere acquistati in edicola con la Gazzetta dello Sport o anche successivamente, via web (link)

Il Grande Alpinismo

 

 

13.10.11 - Nuova via sulla sud della Tofana di Rozes

I due alpinisti sloveni Tomaz Jakofcic e Luka Lindic hanno aperto in settembre la via nuova "Viki krema" (VIII /IX-, VIII- obl., 800 m) lungo la parete sud della meravigliosa Tofana di Rozes. Jakofčič e Lindic hanno aperto la linea dal basso, in quattro giorni, e successivamente hanno realizzato la libera aprendo pure gli ultimi 100 ripidi metri di scalata. Gli alpinisti hanno lasciato sulla via 23 spit, quattro chiodi da roccia e le soste attrezzate.

la via

 


5.8.11 - Gli sloveni Koren e Vidmar tracciano una nuova via in Tofana

Gli sloveni Dejan Koren e Sranka Vidmar hanno tracciato una via nuova sulla parete sud della Tofana di Rozes, giusto a destra del famoso e ultraripetuto Primo Spigolo. Si tratta di un itinerario di 400 m con difficoltà massima di 7b (obbligatorio di 7a) in parte attrezzata a fix. Il nome? Il mio criceto.

 

19.05.2011 - Mountain Wilderness denuncia: Dolomiti Patrimonio dell'Umanità, il progetto sconosciuto. Informazione e partecipazione, le carenze della Fondazione. Si investe nel modello basato sul consumo del territorio.

Con un ritardo che ha dell’incredibile, a 50 giorni dall’arrivo dei commissari UNESCO, la Provincia di Trento si sveglia e si accorge che centinaia di amministratori pubblici e decine di migliaia di cittadini nulla conoscono di cosa significhi realmente Dolomiti patrimonio naturale dell’umanità. La soluzione individuata, come sempre in Trentino, è solo istituzionale. Si affida a STEP Scuola di governo del territorio e del paesaggio il compito di informare sul tema gli amministratori pubblici, comunali e provinciali con una serie di incontri da tenersi nelle vallate.

Prima di commentare la notizia è opportuno ricordare alcuni passaggi che molti cittadini non conoscono:

* tutti i consigli comunali delle province di Belluno, Pordenone e Udine si sono espressi, in tempi utili, fin dal 2005, sull’argomento: sostenere o meno il patrocinio UNESCO. I comuni del Trentino e della provincia di Bolzano sono stati tenuti all’oscuro di ogni iniziativa;
* su volontà espressa in termini forti dagli assessori trentini e bolzanini, Gilmozzi e Laimer, le altre province sono state costrette, dal 2005 in poi, a porre termine all’operazione coinvolgimento dell’associazionismo sociale dei territori: imprenditori, sindacati, ambientalisti e volontari;
* da mesi associazioni ambientaliste chiedono alla Fondazione Dolomiti UNESCO di essere coinvolte nei progetti di gestione delle nove aree e dell’intero progetto. Dalla Fondazione non arriva nemmeno il segnale di una risposta. L’unica associazione accettata, non casualmente, è il CAI, Club Alpino Italiano.

I cittadini delle Dolomiti devono aver bene presente che senza un coinvolgimento attivo della società civile, senza condivisione dei progetti di gestione, l’UNESCO sarà costretta a sospendere il patrocinio costruito attraverso tante difficoltà ed una abile regia politico-amministrativa.
Il fatto che STEP coinvolga nell’operazione ascolto (perché di null’altro si tratta) alcune decine di amministratori pubblici non soddisfa quanto richiede la convenzione UNESCO. E’ necessario che i progetti, i piani di gestione, fin nel dettaglio, siano condivisi da tutta la società civile interessata.

E’ molto probabile che le province interessate abbiano ormai deciso definitivamente di utilizzare il logo dell’UNESCO come un banale marchio turistico. A dimostrazione di questo sta l’incredibile cifra che la Fondazione ha chiesto come contributo al Ministero dell’ambiente, oltre 5 milioni di euro.
Nel frattempo la gestione del territorio non subisce ripensamenti: si investe nei nuovi collegamenti Pelmo – Civetta, in quelli del Cadore fra Cortina e Arabba, negli scempi dei Resort di lusso in alta quota, nei collegamento Moena – Costalunga, nella distruzione dell’altopiano dello Sciliar.

Nonostante ripetute richieste ufficiali e nonostante promesse che sembravano chiare ottenute solo pochi mesi fa dal mondo politico, nulla sta cambiando: si procede negli investimenti che portano vantaggio ad una ristretta elites di cittadini, non si sviluppano le filiere economiche, non si investe in innovazione, in termini di qualità, di formazione, di cultura. Anche sotto l’ombra dell’orribile marchio la gestione del territorio delle Dolomiti rimane quella imposta fin dagli anni ’60: cemento, asfalto, gallerie e industria dello sci. Niente altro.

Luigi Casanova
portavoce di Mountain Wilderness Italia
info@mountainwilderness.it

29.4.11 - Melloblocco 2011 dal 5 all' 8 maggio: Oltre 2200 iscritti

Quest'anno al Melloblocco, il più grande raduno mondiale di bouldering, i partecipanti saranno oltre 2200. Si svolgerà dal 5 all' 8 maggio 2011 in Val Masino e saranno presenti campioni celebrati come Adam Ondra e Chris Sharma, Muriel Sarkany e Mauro Calibani, Daila Ojeda ed Enzo Oddo, Barbara Zangerl, Pietro dal Prà, Cody Roth e via discorrendo. Campioni affermati e perfetti sconosciuti, insieme, sui tanti blocchi della valle. Il Melloblocco è aperto a tutti ed è possibile pre-registrarsi sul sito ufficiale: www.melloblocco.it

Manifestazione SALVIAMO IL MONTE PELMO E MONDEVAL 13 Marzo 2011

Vi segnaliamo, per chi abbia a cuore il futuro degli ambienti naturali delle nostre Alpi, che nelle Dolomiti del Cadore si sta prospettando un'iniziativa devastante con la realizzazione di un mega carosello sciistico tra S.Vito di Cadore e Pescul in Val Fiorentina.
Gli impianti andrebbero ad intaccare una zona particolarmente sensibile, integra e di eccezionale importanza storica, archeologica, geologica, vegetazionale e faunistica (zona SIC e sito Unesco n°1). Parlo dei versanti meridionali delle Rocchette di Prendera e parte della famosa Alpe di Mondeval. Riteniamo che questo progetto per ora solo in fase preliminare (ma i sostenitori spingono sull'acceleratore per vedere tutto già in funzione tra pochi anni) sia il più grande scempio in territorio dolomitico mai realizzato. Si parla di circa 25 Km di piste per circa 100 ettari di superficie, 11.5 Km di impianti, numerosi rifugi e ristoranti in quota, innevamento programmato, parcheggi e quant'altro. Vi invitiamo a partecipare alla manifestazione del 13 marzo (in dettaglio qui sotto troverete tutte le informazioni necessarie) e a visitare il sito http://www.pelmo-mondeval.it/ dove troverete tutto per farvi un'idea e soprattutto per aderire alla raccolta di firme in atto per dire di NO.

SALVIAMO IL MONTE PELMO E MONDEVAL.

Il comune di San Vito di Cadore ha presentato un progetto di collegamento sciistico fra le aree del Monte Civetta e la valle del Boite attraverso la zona del Pelmo, le Rocchette,in area 1 delle Dolomiti patrimonio naturale dell'umanità. E' un progetto che prevede sette nuovi impianti ed un totale di 16 piste di discesa; qualora realizzato il fascino ed i segreti di Mondeval, dei Fiorentini e della montagna di San Vito sarebbero definitivamente violati. L'insieme delle strutture passerebbe nelle pertinenze dell'area archeologica di Mondeval e nel cuore dei pascoli che reggono le vette affascinanti delle Rocchette e del Monte Pelmo. Mountain Wilderness invita tutte le persone dotate di sensibilità e attenzione verso i tesori raccolti in queste montagne ad una grande azione di opposizione. E' importante che gli alpinisti, gli escursionisti, i naturalisti, abitanti delle montagne e delle città si ritrovino in questo primo appuntamento pubblico di opposizione. sul sito di www.MountainWilderness.it troverete maggiori dettagli che riguardano anche il progetto.

DOMENICA 13 MARZO

Ritrovo a Passo Staulanza, presso il parcheggio, alle ore 8.00

 

07.01.11 - E' uscito il numero 11 della rivista di alpinismo Stile Alpino >>

Nel nuovo numero, l'undicesimo, gli autori sono per la prima volta solo italiani, grazie ai notevoli contributi che arrivati in redazione. Ci sarà l'Ossola con itinerari di sci ripido, ci saranno le cascate di ghiaccio intorno al Bernina, salite di misto per tutti i gusti nel Windgallen, scalate di roccia in Marocco, e ovviamente tanto da leggere, grazie a Rusconi e Giuseppe Popi Miotti.

 

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