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25.2.10 - Piolet d’Or alla carriera a Reinhold Messner

Dopo Walter Bonatti sarà Reinhold Messner a ricevere il Piolet d’Or alla carriera, seconda edizione. Il “Re degli Ottomila” lo riceverà il 9 aprile a Courmayeur dalle mani di Maurice Herzog, artefice della prima salita ad un ottomila, l’Annapurna nel 1950.

19.2.10 - Queen Maud Land: 11 cime inviolate salite in Antartide da un piccolo team austriaco

Alla fine del 2009 una piccola spedizione austriaca formata da Christoph Höbenreich, Paul Koller e Karl Pichler ha salito 11 cime inviolate nel Queen Maud Land, in Antartide. In quasi un mese di esplorazioni il trio ha salito, tra le altre, l' "Austrian Peak" (2177m), il "Peak Styria" (2170m), il "Peak Alexey Turchin" (2232m), il "Kamelbuckel" (2184m), il "Mount Galileo" (2528m) e il "Peak of Silent Solitude" (2550m). Il "Tiroler Spitze" (2201m) ha opposto un'arrampicata su roccia fino al IV grado UIAA.

16.2.10 - Brutte notizie dalla gloriosa Rivista della Montagna, a quasi 40 anni dalla fondazione

Dal sito della Rivista della Montagna leggiamo con grande dispiacere le righe che seguono.

Quarant'anni sono una bellissima età per una rivista. RdM è nata nel giugno del 1970 e avrei dedicato volentieri questo editoriale al prossimo compleanno della Rivista, e alle sue future prospettive. Invece devo salutare i lettori, poiché non mi è stato rinnovato il contratto per il 2010. Ed è stata interrotta anche la collaborazione della validissima redattrice Renata Germanet.
Di fatto la redazione di RdM è stata azzerata e cancellata, e quindi non so dirvi se e in quali forme la Rivista della Montagna continuerà ad uscire. Eppure nell'ultimo anno le vendite in edicola e le entrate pubblicitarie di RdM erano cresciute, forse anche grazie alle nuove scelte editoriali e alla notevole qualità degli ultimi numeri e articoli usciti sulla Rivista, frutto del notevole lavoro svolto dai nostri validissimi collaboratori.
Ai 44 matti - giornalisti e fotografi - che abbiamo ricordato nel paginone di RdM 300, si erano aggiunti recentemente altri autori, come Andrea Greci, Livio Piatta, Eliana e Nemo Canetta, Luca Re, Marcello Cominetti e Marta Trucco, Roberta Ferraris, Natalino Russo, Luca Gianotti, Alberto Conte (a questi ultimi, insieme a Fabrizio Ardito, si deve uno dei numeri più interessanti dello
scorso anno, il 301 dedicato alla Via Francigena).
Insomma,più di 50 collaboratori che ringrazio per il lavoro svolto e con cui avrei voluto continuare a lavorare, per scoprire e far conoscere tutti gli aspetti dell'escursionismo e del viaggio a piedi.
Ovviamente in redazione sapevamo delle difficoltà economiche della casa editrice e delle testate.
Una situazione comune a tutto il mondo dell'editoria cartacea, dovuta alla situazione generale di crisi, alla concorrenza del web, alla difficoltà di avere prestiti dalle banche (proprio le banche a cui si deve gran parte della responsabilità della crisi finanziaria esplosa nel 2008).Ma fino a poco prima di Natale nulla lasciava immaginare le ultime decisioni editoriali e il precipitare della situazione (mi scuso con gli abbonati per il mancato preavviso, ma nessuno di noi poteva presagire gli ultimi eventi).
Da parte mia sono felice di aver condiviso con voi la bella esperienza di questi anni passati con RdM, e ho intenzione di proseguirla con nuovi percorsi e su altri media.
A tutti i lettori l'augurio di un buon 2010.

Furio Chiaretta

Comunicazione dell'editore

È proprio così, la situazione generale dell'economia e quella particolare dell'editoria ci costringe alla fine a ripensare e rimodulare le scelte sui nostri prodotti in edicola. Dopo aver mantenuto pressochè immutato per lunghi anni l'assetto editoriale delle testate e della struttura della Vivalda Editori, si è giunti ad un punto in cui non è più possibile rimanere fermi di fronte alle mutazioni del mercato, alle nuove condizioni dei conti economici, allo scenario complessivo della comunicazione.
Per questo possiamo dire che non si tratta di un abbandono ma di un cambiamento, così come avviene nelle fasi della vita di ciascuno di noi. Troveremo il modo di presentare i tradizionali
argomenti fin qui trattati in RdM sotto nuove forme e contenitori. E non si partirà da zero: il lavoro fatto sin qui è il miglior presupposto per impostare nuovi progetti. È stato un ottimo lavoro, professionale e puntiglioso come non ce ne sono altri sul mercato italiano. Non basta ringraziare i collaboratori: stiamo lavorando per trovare il modo di continuare ad essere degni di mettere a frutto le loro competenze. Tutto quanto con un solo pensiero e un solo obiettivo: servire al meglio il pubblico dei lettori, l'unico vero punto fermo degli editori.
L'editore

15.2.10 - Daniel Woods realizza The game, uno dei blocchi più duri del mondo

L'americano Daniel Woods ha finalmente chiuso "the game", un breve ma esplosivo problema di 8 movimenti a Boulder Canyon, che si candida a diventare uno dei più difficili del mondo. Il grado proposto? 8C+.
“L’ho chiamato The Game – ha dichiarato Woods – perchè per me questa salita era un gioco a cui dovevo giocare. Mi dovevo mettere in “modalità gioco” e lavorare su quei movimenti. Sono dovuto crescere mentalmente e fisicamente per metterli tutti insieme. Lo chiamo “il gioco” perché ho giocato ed ho vinto io. Dunque... game over!”.

11.2.10 - Nuova via per gli austriaci Auer E Mayr sulle Torres del Paine

Gli austriaci Hansjörg Auer e Much Mayr hanno aperto "Waiting for Godot" alla Torre Centrale del Paine, in Patagonia: 750m 7b e M6-. "Nei loro piani c’era una grandiosa linea di fessure sulla parete est della Torres Centrale del Paine. Guardando però più da vicino, le fessure si sono rivelate cieche e comunque non percorribili in arrampicata libera, per cui i due austriaci hanno spostato ancora più a destra il loro obiettivo. Non sono stati però agevolati dalla meteo, perchè hanno dovuto combattere duramente con la roccia spesso impiastrata di neve e ghiaccio e contro le scariche di pietre e pezzi di ghiaccio. Ma hanno resistito, portando a termine il loro percorso, nei pressi del colle tra la Torre Centrale e la Torre Nord." (fonte www.up-climbing.com)
In via: 4 spit lungo i tiri, 3 chiodi normali, e soste nella parte superiore dotate di spit. Servono inoltre nuts e Friends fino a # 6

8.2.2010 Al via la XXVIII ed. del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”

Presentati il Bando e il Regolamento 2010. Quest'anno si consolida la struttura che prevede tre sezioni in gara: accanto ad “Alpinismo: imprese, vicende storiche, biografie e guide”, ci saranno “Ecologia e Paesaggio” e “Artigianato di tradizione”.

Con la presentazione in questi giorni del bando 2010, prende il via la XXVIII edizione Premio GAMBRINUS “Giuseppe Mazzotti”, che sancisce il consolidamento della nuova struttura a tre sezioni, inaugurata e sperimentata con successo lo scorso anno, e introduce un nuovo ambito di concorso, dedicato all'alpinismo.
Il prestigioso premio “per libri di montagna, alpinismo, esplorazione, ecologia, artigianato di tradizione e sulla civiltà veneta”, dedicato alla figura e l’opera di Giuseppe Mazzotti, scrittore, alpinista, gastronomo, salvatore delle ville venete, per lunghi anni consigliere del Touring Club italiano, nella precedente edizione ha visto in gara le sezioni “Montagna”, “Esplorazione – viaggi” e “Finestra sulle Venezie”, mentre quest'anno sarà la volta della seconda terna, “Alpinismo: imprese, vicende storiche, biografie e guide”, “Ecologia e paesaggio”, “Artigianato di tradizione”.
La novità è costituita da quest'ultimo ambito, l'alpinismo, a cui si è deciso di dare specifica collocazione nel concorso con una sezione ad hoc. Negli anni infatti, tale settore si è imposto con opere di notevole pregio e valore, tanto da spingere l'organizzazione del Premio a dedicarvi un riconoscimento esclusivo.
Aria di rinnovamento anche tra le fila della Giuria del Premio GAMBRINUS “Giuseppe Mazzotti” che, se da un lato vede l'abbandono, dovuto ai numerosi impegni professionali, di due grandi nomi del giornalismo, Ferruccio De Bortoli e Paolo Rumiz, dall'altro guadagna tuttavia due personalità di alto calibro come Giuseppe De Rita, presidente dell'istituto di ricerca socioeconomica italiana (CENSIS), e Valerio Massimo Manfredi, noto professore, archeologo e scrittore.
La Giuria avrà il compito di individuare un vincitore per ciascuna delle tre sezioni in gara, a ciascuno dei quali verrà assegnato un premio di tremila euro.
Il Premio, promosso dall’Associazione “Premio Letterario Giuseppe Mazzotti”, patrocinato e sostenuto dal Touring Club Italiano, dal Comune di San Polo di Piave, dalla Regione del Veneto, dal Club Alpino Italiano, dalla CONFARTIGIANATO DEL VENETO, dalla VALCUCINE Spa, con il sostanziale contributo della FONDAZIONE VENETO BANCA, è riservato a opere scritte o tradotte in italiano, pubblicate dal 1° gennaio 2008 al 31 maggio 2010.
Il bando scadrà il 7 giugno 2010 e la cerimonia delle premiazioni si terrà al Parco Gambrinus di San Polo di Piave, sabato 20 novembre. Particolarmente attesa sarà l’assegnazione, durante la serata conclusiva, del premio “VENETO BANCA – La voce dei lettori” di cinquemila euro, determinato dal voto di preferenza di una consulta di 40 lettori (rappresentanti del mondo della cultura, dell’associazionismo, della comunicazione, della scuola, dell’università) fra le tre opere già premiate dalla Giuria.
Per informazioni, Segreteria del PREMIO GAMBRINUS “GIUSEPPE MAZZOTTI”: tel. 0422 855609 – fax 0422 802070; e-mail message@premiomazzotti.it; www.premiomazzotti.it

22.12.09 Novità editoriali dalla VERSANTE SUD: la nuova guida al freeride nelle Dolomiti e il tanto atteso libro su T. Humar

FREERIDE IN DOLOMITI, 100 ITINERARI - Nuova edizione
di Francesco Tremolada

Questa seconda edizione raccoglie una scelta degli itinerari più interessanti delle Dolomiti centro-orientali, in un’area che spazia dalla Marmolada alle valli attorno al Sella, fino al Passo Falzarego e alla conca Ampezzana. Le discese sono suddivise in 8 capitoli.

Le Dolomiti sono conosciute in tutto il mondo per il loro incredibile aspetto: un susseguirsi di valli dove svettano torri e pareti verticali che si colorano al tramonto. Quando questi luoghi sono coperti dalla neve lo spettacolo è forse ancor più affascinante ed esse diventano una delle zone più interessanti in assoluto per il fuoripista. Anche se qui non si trova il dislivello delle lunghe discese delle Alpi Occidentali, in nessun altro posto è possibile muoversi in un ambiente così particolare e unico, scendere stretti canali tra le rocce e spostarsi rapidamente di valle in valle cambiando continuamente prospettiva. In realtà questo è possibile grazie all’estesa rete di impianti e piste da sci che collegano, con un unico skipass un territorio estremamente vasto. Nonostante le grandi possibilità sono poche però le persone che si avventurano fuori delle piste preparate e questa è una grande fortuna, perché rispetto ai centri più blasonati delle Alpi, in Dolomiti è ancora normale essere i primi a “fare la traccia” dopo una bella nevicata…

Il capitolo I è dedicato alla Marmolada, la cima più alta delle Dolomiti. Qui gli itinerari, esclusa la difficile discesa nel vallone d’Antermoia, si sviluppano prevalentemente sui pendii aperti del ghiacciaio, comodamente servito dalla funivia che sale fino a 3250 m. della stazione di Punta Rocca. Si tratta di un terreno ideale per il freeride e spesso vi si trova una neve di ottima qualità, ma che è anche molto esposto al vento, che in poche ore può rovinare la magia e creare pericolosi accumuli.
Gli itinerari che iniziano invece dall’impianto di Pian dei Fiacconi, sono più “scialpinistici” e consentono di prolungare l’attività fino a primavera inoltrata.
Il capitolo II descrive le discese che si sviluppano a partire dalla cresta di roccia vulcanica che separa la Marmolada dalla valle di Arabba. La maggior parte di esse si sviluppa su terreno aperto e nel bosco e molti itinerari sono “nuovi”, mentre altri, come valle Ornella, stanno ormai diventando dei classici della zona grazie ad un innevamento sempre abbondante e neve soffice quasi garantita.
Da non perdere le traversate scialpinistiche nel gruppo del Sassolungo, capitolo III, che consentono di entrare in uno degli ambienti più suggestivi in Dolomiti. Per gli amanti del ripido invece, sarà il canale Nord del Sassopiatto ad attirare l’attenzione.
In questo capitolo è stata inserita anche la traversata della Furcia Neigra, attorno al gruppo del Colac, poco frequentata, ma molto interessante.
Nel capitolo IV viene descritto il gruppo più importante, quello del Sella, che con i suoi canali stretti tra le rocce è l’icona stessa dello scifuoripista in Dolomiti e che con il suo terreno articolato permette “infinite” varianti e possibilità di discesa. La Val Mesdì, la Val Lasties e la Forcella Pordoi sono le discese più famose e vengono percorse da numerosi sciatori, al punto da essere spesso simili ad una pista con le gobbe. Negli ultimi anni anche la val Setus e la val Culea sono “tracciate” sempre più spesso, ma per fortuna vi sono molti altri itinerari ancora avventurosi e solitari.
Nel capitolo V sono raccolti gli itinerari che partono dalla Val Badia e che comprendono fuoripista molto facili, itinerari di scialpinismo con salita breve e tre difficili canali. La Valscura del Sassongher, in particolare, è diventata negli ultimi anni una “classica” dello sci ripido conosciuta anche a livello internazionale per le foto della sua linea, apparse su diverse riviste.
Il capitolo VI descrive le più interessanti possibilità dell’area Lagazuoi – Cinque Torri. Alcuni sono dei classici, come i canali del Col dei Bos, il Cadin di Fanis, i boschi delle Cinque Torri... ma la traversata scialpinistica della forcella Grande, le due “ dirette” , la forcella Salares e ancora l’itinerario Armentarola nord e Croda Negra non sono mai state descritte prima. Un’area molto varia ed interessante ancora poco frequentata.
Spostandoci verso Cortina d’Ampezzo ecco il capitolo VII dedicato alle maestose Tofane e alla zona del Faloria. La scelta qui spazia dalla grande cima, con la salita scialpinistica alla Tofana di Rozes, alle famose discese del Bus de Tofana, vallon de Raola, Sci 18 e val Orita. Non sono descritti invece i ripidi canali di Ra Valles, che finiscono proprio sopra le piste, con conseguenti problemi di divieti ed ordinanze.
L’ultimo è il capitolo VIII, dedicato al gruppo del Cristallo. Tutti gli itinerari qui hanno caratteristiche di alta montagna e nessuno è facile… anche le più conosciute Creste Bianche hanno un accesso difficile ed alpinistico.
Per gli amanti dello sci ripido è però una delle zone più interessanti in Dolomiti, con lunghe discese tecniche in ambiente isolato e severo.
In generale si è scelto di descrivere discese che si sviluppano ad una certa distanza dagli impianti, sia perché il fuoripista è spesso vietato nelle aree limitrofe ad essi, ma soprattutto perché (nonostante i divieti) i pendii più vicini alle piste sono sempre molto tracciati in quanto percorribili “a vista”. Molti itinerari richiedono inoltre una salita, a volte anche lunga, per raggiungere il punto dove comincia la discesa o presentano delle difficoltà alpinistiche; quasi tutti si svolgono inoltre su terreno d’alta montagna.
E’ importante quindi affrontarli con preparazione ed esperienza o meglio ancora rivolgendosi a una guida alpina per effettuarli.

L'autore: Francesco Tremolada vive con la sua famiglia in Dolomiti dove svolge a tempo pieno la professione di Guida alpina nella scuola di alpinismo Alta Badia Guides di Corvara. La passione per la montagna lo ha portato sulle nevi dell’Himalaya, delle Ande, del nord America e del Caucaso, ma i ripidi canali delle Dolomiti rimangono il suo terreno d’azione preferito. Professionista fotografo ha scattato le foto presenti in questa guida; ha collaborato alla realizzazione di libri fotografici di grande formato e diversi articoli sulle principali riviste di sci ed alpinismo. Ha inoltre scritto altri 4 libri di itinerari in Dolomiti, tra cui la prima edizione di “Freeride in Dolomiti” nel 2004.

Pagine 448
Lingua ITA/ENG
Prezzo di copertina 31,50

TOMAZ HUMAR - PRIGIONIERO DEL GHIACCIO
Bernadette McDonald trad. A. Cicogna

Proprio mentre questo libro veniva stampato, Tomaz Humar ha perso la vita sulla nord del Langtang Lirung, in Nepal. La Versante Sud esprime profondo rammarico per la perdita del grande alpinista, senza nascondere un po' di imbarazzo per il casuale tempismo con cui esce questo volume a lui dedicato, preparato nei mesi che hanno preceduto la disgrazia, e andato in stampa prima dell'incidente. In altre circostanze, il libro avrebbe avuto una redazione leggermente differente nelle parti introduttive e complementari al testo, che nella versione attuale sono state realizzate senza tener conto del tragico epilogo. Nell’agosto del 2005 Tomaz Humar rimane intrappolato su una stretta cengia a 5900 metri di quota, durante l’apertura in solitaria di una nuova via al centro della più grande parete al mondo: l’imponente versante Rupal del Nanga Parbat (8126 m).
Trascorsi sei giorni, l’alpinista sloveno si ritrova senza cibo, col carburante agli sgoccioli e sotto il costante tiro delle valanghe. In una brevissima finestra di bel tempo, tre elicotteri si alzano in volo nel tentativo di strapparlo alla furia mortale della parete. Il tutto sotto gli occhi attenti e curiosi di milioni di spettatori di tutto il mondo, attratti da quella vicenda per l’audacia della salita, la notorietà dell’alpinista, il rischio elevatissimo di quell’operazione di soccorso, e aggiornati dai bollettini che il campo base pubblica ora dopo ora sul sito web di Humar.
Anni prima, col crollo del regime comunista e la dissoluzione della Federazione Jugoslava, Humar era stato brutalmente arruolato come soldato in una sporca guerra che lui disprezzava, costretto a vivere in condizioni disumane e ad assistere alle brutali e efferate atrocità condotte con sistematicità sui civili. «Scoprii la parte peggiore dell’umanità». Infine riuscì nell’impossibile: scappò, per tornare a casa in quella che ora era diventata una nazione nuova, la Slovenia.
Rimessosi a scalare, Humar divenne in pochi anni tra i grandi alpinisti di punta mondiale. Messner lo ha definito: «Il più incredibile alpinista della sua generazione». Le sue linee non vengono quasi mai ripetute, giudicate dai più vie da suicidio, che tuttavia egli realizza senza compagni, non ultima la prima assoluta in solitaria alla cima est dell’Annapurna (8047 m), dopo aver salito la parete sud.
Per raccontare questa sua incredibile vicenda Tomaz Humar ha collaborato con Bernadette McDonald, scrittrice affermata e pluripremiata. Con questo libro la McDonald è stata insignita nel 2008 del Premio di letteratura di montagna Kekoo Naoroji Award.

L'autrice: Bernadette McDonald, Canadese, per molti anni vicepresidente del Mountain Culture Centre di Banff ed ex direttrice del rinomato Filmfestival Internazionale della Montagna di Banff. Per questo libro è stata insignita nel 2008 del Premio di letteratura di montagna Kekoo Naoroji Award, già vinto l'anno precedente con il libro "Brotherhood of Rope". Non è mai accaduto che questo premio, indetto dall'Himamayan Club, venisse assegnato a uno stesso autore per ben due volte.

Pagine 308
Prezzo di copertina 19,00

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23.10.09 - A Trichiana (BL) 5 serate dedicate alla montagna

La PRO LOCO di TRICHIANA ed il COMUNE DI TRICHIANA presentano l'edizione 2009 di "AUTUNNO A TRICHIANA", 5 SERATE di FILMATI e DIAPOSITIVE sulla MONTAGNA e sull’AVVENTURA raccontate dai PROTAGONISTI. La manifestazione si terrà presso il Centro Parrocchiale San Felice alle ore 21.00 ed avrà il seguente programma:

sabato 7 NOVEMBRE
KURT DIEMBERGER, uno dei grandi maestri dell’alpinismo presenta: PASSI VERSO L’IGNOTO, UNA CARRELLATA DI VITA TRA 0 E 8000… DAL K2, AL BROAD PEAK, LE ALPI CON LE GRANDI PARETI NORD FINO ALLA CIMA DELL’EVEREST. INGRESSO 5 €

sabato 14 NOVEMBRE
ANSELMO CAGNATI presenta: ANTARTIDE, TERRA DI SCIENZA ED ESPLORAZIONI
INGRESSO LIBERO

venerdì 20 NOVEMBRE
Una serata alla scoperta storica di alcuni angoli di Trichiana. MONICA FRAPPORTI presenta:
SULLE TRACCE DEL MEDIOEVO: IL “PONTE DELLE DONNE” E UN MISTERIOSO CASTELLO A S. ANTONIO TORTAL.
INGRESSO LIBERO

sabato 21 NOVEMBRE
Le Dolomiti Bellunesi raccontate da… GIOVANNI DE BIASI:
TESTIMONIANZE DI UNA PASSIONE ALPINISTICA
INGRESSO LIBERO

sabato 28 NOVEMBRE
PAOLO TASSI presenta:
LA VITA È TROPPO BELLA PER SCIARE MALE, esperienze di vita a tutte le latitudini sempre con gli sci ai piedi
INGRESSO LIBERO

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21.7.09 - Al via il Festival Cervino CineMountain XII

Il Festival più alto d'Europa giunge quest'anno alla XII edizione, per offrire al suo pubblico dieci giorni all'insegna del cinema e della montagna. L'idea di montagna, tuttavia, supera i confini planetari, in questo Anno Internazionale dell'Astronomia, come testimonia l'immagine scelta per rappresentare la XII edizione del Cervino CineMountain: il Monte Olimpo, colosso di Marte, la montagna più alta del sistema solare. E il CCM, che almeno per quest'anno potrà essere considerato il festival più alto del sistema solare, espande i suoi orizzonti organizzando anche una conferenza, in collaborazione con l'Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d'Aosta, proprio sulle montagne dei pianeti che, come la Terra, girano intorno al Sole.

Proseguendo sulla linea tracciata nelle due passate edizioni, il festival si svolgerà nei due pricipali paesi del comune di Valtournenche, ovvero a Breuil-Cervinia presso il Cinéma des Guides (via Carrel, 32) e a Valtournenche presso la Sala Congressi del centro polivalente (piazza del Mercato, 4), dal 24 luglio al 2 agosto 2009.

La montagna sarà come sempre la vera protagonista della manifestazione, anche grazie al suo declinarsi in diverse sezioni: Cervinia Mon Amour - dedicata al glamour sportivo ai piedi del Cervino, Antropomount - la sezione storico-antropologica quest'anno dedicata ai popoli del massiccio nordafricano dell'Atlas, il Festival Concorso - fulcro della manifestazione che offre la possibilità di godersi il meglio della filmografia di montagna, spesso relegata lontano dai circuiti canonici.

Accanto a tutto questo sarà allestito, tra conferme e interessanti novità, l'Espace Montagne (nella palestra della Sala Polivalente), vera e propria Agorà del festival dove trovano spazio la libreria di montagna, l'emeroteca, gli incontri editoriali, le interviste verticali... il tutto sotto lo sguardo protettivo dell'imponente piramide lignea, che dallo scorso anno caratterizza il festival in modo molto simbolico: una montagna che ci chiama a sé e ci accoglie.

Il festival è organizzato dall'Associazione Culturale Strade del Cinema in collaborazione con il Comune di Valtournenche e con l'Assessorato al Turismo, Sport, Commercio e Trasporti della Regione Autonoma Valle d'Aosta.

21.7.09 - Summer school al Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi

Torna la summer school al Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi con un corso sulle tecniche di educazione ambientale.

Per il terzo anno consecutivo il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi ospita la scuola estiva del Master in Governance delle aree naturali protette. Il Master è organizzato dall'Università del Molise, in collaborazione con la Direzione Protezione Natura del Ministero dell'Ambiente, AIDAP (l'associazione che riunisce Direttori e funzionari delle aree protette italiane), Federparchi, i Parchi Nazionali delle Dolomiti Bellunesi, d'Abruzzo, delle Cinque Terre e del Circeo, l'Agenzia Regionale Parchi del Lazio. Destinato a giovani laureati che intendono lavorare nel mondo delle aree protette, il master prevede corsi presso i parchi nazionali che collaborano al progetto didattico. Dal 20 al 25 luglio gli studenti saranno ospitati presso l'ostello di Valle Imperina, e avranno modo di conoscere dal vivo le attività del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, le strutture realizzate, i progetti in corso.
La settimana di scuola estiva alle Dolomiti Bellunesi si concentrerà quest'anno sulle tecniche di educazione ambientale.
Tra gli argomenti affrontati dagli studenti ci sono l'interpretazione naturalistica, la teoria e la pratica dell'educazione ambientale.
Attraverso lezioni in aula, escursioni sul territorio, lavori di gruppo, incontri con i responsabili e le guide del Parco, gli studenti potranno vedere come sono organizzate le attività di educazione ambientale alle Dolomiti Bellunesi e utilizzare queste esperienze per pianificare nuovi progetti.
Coordinatore delle attività didattiche è Maurilio Cipparone, che si occupa da anni dei temi dell'educazione ambientale nelle aree protette e ha recentemente avviato, in collaborazione con AIDAP e numerosi parchi italiani, il progetto "Equilibri naturali" (al quale partecipa anche il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi). Equilibri Naturali ha l'obiettivo di realizzare attività di educazione ambientale che coinvolgano non solo bambini e ragazzi, ma anche le loro famiglie, ispirandosi ai progetti organizzati negli Stati Uniti dal National Park Service e da varie organizzazioni non governative che si occupano di conservazione della natura e di educazione.

6.7.09 - E' morto John Bachar

John Bachar stava arrampicando da solo, slegato, sulla Dike Wall: non una muraglia altissima, selvaggia e remota, ma una falesia granitica di una trentina di metri nella zona di Mammoth Lakes, nel cuore della Sierra Nevada, in California. John Bachar, una leggenda, il 5 luglio 2009 era a due passi da casa ed è caduto. Nato nel 1957, studente all'Università della California di Los Angeles dove suo padre insegnava matematica, rapito dall'arrampicata, John non poté fare a meno di dedicarle tutto il suo tempo concentrandosi sull'allenamento - avete in mente la terribile Bachar Ladder? - e sull'alimentazione, per innalzare le proprie prestazioni. Solitario senza compromessi, capace di promettere 10mila dollari a chi l'avesse seguito per un'intera giornata su e giù per le pareti (era il 1981 e nessuno raccolse la sfida), nel 1986 si legò con il canadese Peter Croft per un'impresa pionieristica: il concatenamento, in 14 ore, del Nose su El Capitan e della Regular Route sulla Nord-ovest dell'Half Dome. Il suo angolo al Camp 4 era un concentrato di aggeggi da allenamento (ma non mancava neppure il famoso sassofono, quello che compare nella foto con Ron Kauk) e la storia tramanda che, all'apice della forma, John riuscisse ad effettuare una trazione monobraccio con 12,5 libbre (circa 5,7 chilogrammi) di sovraccarico. Tra le sue free solo degli anni Novanta spiccano Enterprise (5.12b ossia 7b, Owens River Gorge), The Gift (5.12c ossia 7b+, Red Rocks) e Father Figure (5.12d/13a ossia 7c/c+ con un boulder duro in uscita, Joshua Tree). Per Rob Robinson (www.climbing.com) «Bachar ha spostato il limiti del possibile [...] salendo in solitaria il 5.11 quando il 5.12 non esisteva».

Le parole di John Long sono ancora più forti: «Non c'è mai stato nessuno come John Bachar e mai ci sarà in futuro». E chiudiamo con Peter Croft: «John Bachar è stato senza dubbio il più grande arrampicatore della nostra generazione». (da http://www.intotherocks.splinder.com/)

30.6.09 - Maja Vidmar sale Attila Lunga 8c+ al Baratro

Il 18/06/2009 la slovena Maja Vidmar ha salito il suo primo 8c+, Attila Lunga nella falesia del Baratro a Trieste. Il successo per Maja è arrivato dopo che già aveva liberato la prima parte della via - Attila 8c - un paio di giorni prima. In realtà questo salto di qualità dall' 8c all' 8c+ era nell'aria da un bel po' di tempo, e non a caso è arrivato dopo la sua rotpunkt di Strelovod (8c) a Misja Pec (Slovenia) e l'a-vista di Spartan wall 8b a Kalymnos, in Grecia.

24.4.09 - Yuji Hirayama libera the Fifth Element 9a

Yuji Hirayama ha liberato The Fifth Element, un nuovo 9a nella falesia di Chichibu, in Giappone. La linea attraversa un'enorme tetto di 15m prima dell'uscita che presenta un bel boulder.

12.3.2009 - Prima invernale di "Masada" sul Sass Maor

Dal 27 al 28 febbraio 2009 Rolando Larcher e Fabio Leoni hanno realizzato la prima salita invernale della via Masada sulla parete est del Sass Maor (Pale di San Martino, Dolomiti). Questa via era stata aperta nel 2001 da Marco Canteri e Davide De Paoli con l'allora 61enne Samuele Scalet, ovvero uno degli alpinisti mito delle Pale e probabilmente uno dei meno celebrati. Masada è una bellissima via di 1260m con difficoltà di VIII- e un tratto di A0 ancora non liberato. (fonte: Planetmountain.com)

ALPINE ICE - Le 600 più belle cascate di ghiaccio delle Alpi
di Mario Sertori

Questo libro, primo nel suo genere in Europa, prende in esame un territorio molto vasto com’è quello della catena alpina e presenta le più belle cascate di ghiaccio tra Francia, Svizzera, Austria, Slovenia e Italia.
Grande attenzione è riservata alle condizioni di sicurezza con cui bisogna affrontare gli itinerari, con particolare riferimento al pericolo di valanghe e ai possibili crolli in presenza di colonne sospese. Alla parte fotografica è stato dato speciale rilievo, con molte spettacolari immagini d’azione, e foto con i tracciati degli itinerari descritti.
La collaborazione di alcuni tra i migliori ice-climber europei: Patrick Gabarrou, Ueli Steck, Ezio Marlier, Beat Kammerlander e Peter Podgornik, garantisce la correttezza delle informazioni e dona autorevolezza all’opera. Un must per l’ice-climber evoluto e, come ricorda Claude Gardien, direttore di Vertical, nella sua prefazione: «…un invito al viaggio, agli incontri e alla scoperta di ghiacci lontani e poco conosciuti.»

106 proposte in Francia
85 proposte in Svizzera
54 proposte in Austria
59 proposte in Slovenia
289 proposte in Italia (Piemonte, V.d'Aosta, Lombardia, Veneto, Trentino, Friuli)

Mario Sertori è nato a Sondrio nel 1962. Guida alpina dal 1991 e seguace del filone esplorativo dell’alpinismo, ha salito oltre 100 nuove vie glaciali e quasi altrettante su roccia in ambiente. Grande appassionato di ghiacci, ne ha scalati un po’ ovunque, dall’arco alpino ai Pirenei, poi più lontano in Norvegia, Scozia, Islanda, Canada e Usa. Dei suoi viaggi avventurosi ha scritto molto sulle riviste di settore sia in Italia che all’estero. Ha pubblicato nel 2004 per Blu Edizioni una guida che raccoglie 500 itinerari sulle cascate di ghiaccio delle Alpi Centrali e nel 2007, per Versante Sud, con Guido Lisignoli, Solo Granito, la più completa guida sulle scalate su roccia nel gruppo Masino-Bregaglia-Disgrazia. Collabora con Grivel e Aku.

Pagine 446 a colori
Prezzo euro 31,50
Lingua: Italiano

Edizioni anche in Inglese, Tedesco o Francese

Per acquisti on line:
http://www.versantesud.it/alpine.ita.html

11.2.09 - Prima libera di Free South Africa in Patagonia

I climbers Nicolas Favresse, Sean Villanueva e Ben Ditto sono riusciti a liberare la via "Free South Africa" aperta dai sudafricani Paul Fatti, Roger Fuggle, Art McGarr, Mervyn Prior, Mike Scott e Richard Smithers sulla parete E della Torre Centrale del Paine, in Patagonia, dopo 13 giorni in parete. La via ha una lunghezza di 1200m ed era stata aperta nella stagione 1973/74 e gradata A4/5.10.

 

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