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Cervino CineMountain - Festival Internazionale del Film di Montagna, dal 30 luglio al 8 agosto 2010 in Valtournanche (Aosta)

Dal 30 luglio - 8 Agosto 2010 Valtournanche (Aosta), ospiterà la tredicesima edizione del Cervino CineMountain - Festival Internazionale del Film di Montagna, la rassegna estiva che presenta il meglio della cinematografia specializzata. Nato nel 1997 il Festival attribuisce una serie di riconoscimenti alle opere che premiano film che hanno per tema la storia, l’alpinismo e lo sport e l’identità culturale dei popoli che abitano le montagne. Il cinema riesce ad infondere nello spettatore emozioni che poche altre forme di comunicazione riescono ad eguagliare: per questo il Cervino CineMountain mira a promuovere, attraverso esso, l'identità dei luoghi, la cultura e le bellezze del territorio montano.

Tra gli obiettivi che il Festival si propone spicca quello di sensibilizzare l'opinione pubblica, tramite la cinematografia, al rispetto verso l’ambiente, le ricchezze artistiche della Valle d’Aosta - e non solo - e alla salvaguardia dell’identità culturale di ciascun luogo. Altro target del Festival è quello di valorizzare una produzione di qualità, a cui spesso la diffusione televisiva e cinematografica nazionale e non solo non presta la dovuta attenzione.

I trentaquattro film che partecipano a questa XIIIma edizione sono sia film selezionati nei festival internazionali del genere sia opere prime o film che scegono il Cervino CineMountain per lanciare il proprio film nella diffusione dei festival internazionali. A questi viene assegnato il Grand Prix – Conseil de La Vallée, oltre al Grand Prix Festival, riconoscimento al migliore dei film vincitori tra i festival di cinema di montagna del mondo intero.

Dieci giorni di intensa attività culturale e sportiva fanno di questa rassegna - codiretta da Luisa Montrosset e Luca Bich, presieduta da Antonio Carrel, storica guida del Cervino – un evento estivo di primissimo piano. L’organizzazione è curata dal Comune di Valtournenche e dall'Associazione Culturale Strade del Cinema con la collaborazione della Presidenza del Consiglio Regionale della Valle d’Aosta e il sostegno dell’Assessorato al Turismo, Sport, Commercio e Trasporti della Regione Autonoma Valle d'Aosta, Fondazione CRT, Compagnia di San Paolo, Banca Popolare di Milano, CVA, il Club Alpino Italiano, Fiat e Sony. Nel dettaglio sono segnalati i momenti più significativi di questa edizione dove saranno protagonisti: le indimenticate campionesse della “Valanga Rosa”, trionfatrici di tutte le età sulle nevi internazionali nel mondo intero come Celina Seghi, Giuliana Minuzzo, Claudia Giordani, Paola Magoni, Maria Rosa Quario, Wanda Bieler, Daniela Zini, Paola Marciandi, Isolde Kostner; il regista Davide De Michelis, Giovanni De Agostini, Mario Brigando e il padre Salesiano Don Aldo Rabino per l’omaggio a Padre Alberto De Agostini; alpinisti del calibro di Walter Bonatti, Ivan Guerini, i fratelli Anthametten, Marco ed Hervé Barmasse, scrittori come Marco Albino Ferrari, Christian Arnoldi, Irene Affentranger ed Enrico Camanni; l'On. Antonio Tomassini (Presidente della XII Commissione permanente igiene e sanità), Giuseppe Isabellon (Assessore all'Agricoltura e Risorse Naturali - Valle d'Aosta), Marco Onida (Segretario Generale dell Convenzione delle Alpi), il Prof. Annibale Salsa (Antropologo ed ex Presidente Generale del C.A.I.) e ancora il Senatore Roberto Nicco ed il Deputato Antonio Fosson.

Per questa XIII edizione del Cervino CineMountain Festival ripropone la formula ormai consolidata e vincente delle 4 sezioni: Cervinia Mon Amour, Antropomount, Festival Concorso e After Festival.
Cervinia Mon Amour
Questa sezione è radicata nel territorio e cerca di svelare il genius loci di Breuil-Cervinia: il grande sci di ogni epoca, il Glamour, il cinema. Lo scorso anno fu il momento di celebrare quel periodo magico dello sci italiano che vide i nostri campioni imporsi su ogni neve, su ogni tracciato: la valanga azzurra dei Thöni, dei Gros, degli Stricker etc. Quest’anno, per giocare di contrappunto, il festival vuole celebrare una “valanga rosa” trasversale, di ogni epoca, una linea ideale che unisce la prima grande campionessa italiana degli anni ’40, Celina Seghi, all’olimpionica Giuliana Minuzzo, a Maria Rosa Quario, Claudia Giordani, Paola Magoni, Daniela Zini e infine alla grande discesista Isolde Kostner. Questo evento originale verrà condotto dal giornalista Carlo Gobbo con il supporto audiovisivo delle Teche RAI sede regionale della Valle d’Aosta. Come di tradizione al festival le campionesse lasceranno le loro orme in omaggio a Breuil-Cervinia per la realizzazione futura di una via, una promenade dei grandi dello sci e dell’alpinismo di ogni tempo.

Nella seconda giornata, sabato 31 luglio, il pomeriggio proporremo un “Omaggio a Padre Alberto De Agostini” per i 100 anni dal suo arrivo e scoperta della Patagonia e per i 50 dalla sua scomparsa. La figura di De Agostini è legata indissolubilmente a Valtournenche e al mondo della montagna che gli diede guide ed alpinisti del calibro di Abele e Agostino Pession, Luigi Carrel, Luigi Barmasse, Camillo Pellissier. Per celebrarlo al meglio un film di ultima fattura, “Fin del mundo” di Davide De Michelis, una tavola rotonda ed una mostra, che sarà inaugurata il giorno seguente a Valtournenche presso l’Espace Montagne, con gli scatti originali di De Agostini in Terra del Fuoco dai primi anni del novecento.

La sera verrà dedicata ai 50 anni delle spedizioni Guido Monzino con la presenza dei protagonisti e, per la prima volta, la consegna del Premio Monzino assegnato a due guide alpine di Valtournenche Marco ed Hervé Barmasse e ai fratelli Anthamatten di Zermatt che si sono distinte per la loro attività professionale ed esplorativa.

Antropomount
Per la sezione di antropologia visuale, verrà abbandonato l’approccio monografico (il festival tradizionalmente dedicava ogni anno Antropomount ad un popolo di montagna della Terra) e sarà invece adottata una visione globale. In occasione dell’Anno Internazionale della Biodiversità e dell’Anno Internazionale "du rapprochement entre les cultures", infatti, il Cervino CineMountain ha creato un concetto ad hoc, la bio-diverticalità, attraverso il quale sviluppare una riflessione sul rapporto dell’uomo con la verticalità. Così grazie alla preziosa collaborazione con il Comité du film ethnographique – Festival Jean Rouch di Parigi sarà presentata una selezione di pellicole sui vari modi di vivere e di interpretare il mondo verticale da parte di popolazioni e culture diverse. Questa sezione sarà arricchita da una serata dedicata interamente alla biodiversità con la proiezione di film ed incontri con i relativi autori e dalla serata “suoni dell’altro mondo” con la proiezione nella piazzetta delle Guide di Valtournenche di Man of Aran del grande regista irlandese-americano Robert Flaherty e la musica dal vivo della cantante irlandese Mairéad Ní Mhaonaigh accompagnate da Emer Mayock, Donal Siggins e Steve Larkin.

Il film concorso e l’Espace Montagne
Il giorno di inizio della sezione Antropomount coincide con l’apertura dello spazio attiguo alla sala di proiezioni denominato Espace Montagne. Durante i 10 giorni di durata del Festival questo spazio offrirà al pubblico: una libreria specializzata nell’editoria di montagna, una mostra fotografica di Padre Alberto De Agostini che troverà spazio all’interno della “Piramide”, struttura simbolo del festival, un’installazione a cura dell’Assessorato all’Agricoltura e al Comité Amis des Batailles des Reines, dedicata alla tradizione delle Reines de combat, una selezione di documenti e fotografie operata in collaborazione con l’Association Amis de la Flore tesa ad illustrare la varietà botanica della regione, le presentazioni editoriali in occasioni delle quali editori e/o autori avranno la possibilità di presentare le nuove pubblicazioni. Peraltro all’insegna della biodiversità verranno promossi prodotti di eccellenza la cui produzione sia di tipo biologico.

Le presentazioni editoriali assumeranno la forma di “Racconti verticali”, a cura di Enrico Montrosset, e coinvolgeranno scrittori del calibro di Enrico Camanni, Marco Albino Ferraris e case editrici specializzate quali Priuli e Verlucca, Tararà, Feltrinelli e Liaison.
Per quanto riguarda il film concorso, sono stati selezionati 34 film che rappresentano il meglio della recente produzione di filmografia di montagna nel mondo intero. Ad una giuria internazionale di qualità (Italia, Polonia, Svizzera, Irlanda) spetterà il compito di attribuire i numerosi premi fra cui il Grand Prix – Conseil de La Vallée, oltre al Grand Prix Festival, assegnato al migliore dei vincitori dei festival di cinema di montagna del mondo intero.

Eventi speciali e After festival
Il programma del festival prevede anche due eventi speciali, la serata di chiusura e l’After Festival.

Walter Bonatti presenta Cervino, la montagna del mondo
La serata di chiusura, sabato 7 agosto alle ore 21 presso la Piazza delle Guide, sarà dedicata al Cervino, come montagna simbolo della nascita dell’alpinismo. Sarà uno dei più grandi alpinisti di tutti i tempi Walter Bonatti a parlarci del Cervino e del suo Cervino, introducendo la proiezione di un grande classico del bergfilm di tutti i tempi come La grande conquista (1938) di Luis Trenker.


Vachement Votre: HomMage à la vache d’ici et d’ailleurs
In concomitanza con la bataille des reines che si terrà al Breuil domenica 8 agosto, il Cervino CineMountain prenderà commiato dal suo pubblico non solo riproponendo i film vincitori ma dedicando questa ultima giornata ad un animale emblematico della vita in montagna: la mucca. La serata si aprirà con l’evocazione letteraria di questo animale ed in particolare della tradizione delle reines a partire da liriche di autori valdostani. Seguirà la proiezione del film La vacca e il prigioniero (1959) di Henri Verneuil, interpretato dal grande attore francese Fernandel. Ed infine su una nota di fiocca alle violette e di vin brulé il Festival darà l’appuntamento al prossimo anno.


Ingresso alle proiezioni: 3 euro per ogni sessione (pomeridiana e serale), 5 euro per entrambe (pomeridiana e serale), 15 euro formula abbonamento (per tutte le proiezioni del concorso). Orari delle proiezioni pomeridiane a partire dalle 15,00 mentre quelle serali iniziano alle 21. L’ingresso è gratuito per tutte le altre iniziative del Festival (fino ad esaurimento posti disponibili).

Informazioni relative al Festival:
tel. 0165/230528 - 392/9814692 - 329/9023342 - fax 0165/360413
info@cervinocinemountain.it
www.cervinocinemountain.it
Informazioni turistiche per il pubblico ai numeri telefonici:
CONSORZIO TURISTICO DEL CERVINO
Tel. +39 0166 940986
info@breuil-cervinia.it
Scarica il programma completo

22.7.10 - Nuove guide su FONTAINEBLEAU e ARCO dalla Versante Sud: tutte le informazioni

FALESIE DI ARCO (nuova ediz.) - 106 proposte Valle del Sarca, Rovereto, Trento, Valli Giudicarie
di A. Cicogna, M. Manica, D. Negretti

Come un faro nella notte, Arco è il punto di arrivo di tutti i climber. Arco è il nome che da qualsiasi parte del mondo si provenga sappiamo pronunciare. Ad Arco si scala praticamente tutto l’anno, e la roccia è un gioiello. Ad Arco c’è il Rock Master e il concentrato più portentoso di negozi di arrampicata di tutta Europa, niente da invidiare a Chamonix e forse neanche a Yosemite. E c’è il gelato più spettacolare che mai climber abbia gustato (e che anche Yosemite e Chamonix ci invidiano). Ma Arco è anche il punto di partenza: la finestra aperta sull’intera Valle del Sarca e sulle sue sorelle.
A cinque anni dalla nostra prima guida è sorta l’esigenza di presentare una nuova edizione di Falesie di Arco, aggiornata con 106 proposte rispetto alle precedenti 80, per oltre 3700 tiri su strapiombi e tetti, placche e muri verticali da poter offrire ai variegati palati dei climber.
Con un terzo in più di proposte e senza mai dimenticare che il lavoro di chiodatura, pulitura, manutenzione, richiodatura delle falesie ha più che mai il volto e le mani di pochi, tenaci e sfegatati appassionati, il nostro augurio rimane immutato: che questo lavoro possa contribuire al vostro divertimento. Possa farvi tornare a casa con nuovi sogni, nuovi progetti, nuova voglia di tornare a mettere mani e piedi su tutti questi gioielli.

Gli autori
Antonella Cicogna, milanese, giornalista professionista e traduttrice. Innamorata delle montagne, dal 1995 si è trasferita in trentino. Coniugando il suo lavoro con la passione per la roccia, ha viaggiato e scalato in Oman, Iran, Pakistan, India, Colombia, Perù, Ecuador, Usa e Canada, realizzando reportage di viaggio e alpinismo per testate laiche e specializzate. In letteratura di montagna, le opere da lei tradotte per Versante Sud, Imparare a respirare di Andy Cave e Thomaz Humar. Prigioniero del ghiaccio di Bernadette McDonald hanno vinto rispettivamente il Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” 2008 e il Premio ITAS Cardo d’Argento 2010. Per cinque anni è stata responsabile dell’Ufficio Stampa del Filmfestival Internazionale della Montagna "Città di Trento". Nel 2007 è diventata mamma di Sonia.
Mario Manica, roveretano, accademico del C.A.I e membro del GHM ha vissuto il suo primo incontro con l’arrampicata a quattordici anni, nelle storiche falesie attorno a Rovereto. Promotore di un alpinismo di ricerca ed esplorativo, dal 1985 al 2004 ha aperto vie in Patagonia, Alaska, Baffin, Groenlandia, North West Territories, Borneo, Iran, Oman, Mali, Marocco. Nel Grande Nord è tra i pochi alpinisti ad annoverare dal 1988 al 2000 il maggior numero di prime ascensioni su Big Wall. Dal 2004, in seguito a un incidente su una parete in Venezuela, si è dedicato alla MTB condividendo questa passione con il Team Carpentari di Torbole. Da sempre grande appassionato di letteratura di montagna, cura le pagine di cronaca alpinistica extraeuropea per la Rivista del Cai. È testimonial Camp e Asolo. Nel 2007 è diventato papà di Sonia.
Davide Negretti, comasco, da anni conoscitore del lecchese verticale, nel 2003 si è trasferito in trentino richiamato dallo splendido calcare di Arco e della Valle del Sarca, dove ora abita, a due passi dal Lago di Cavedine. Per diversi anni ha lavorato per alcuni rifugi trentini - non ultimo il Damiano Chiesa sul Monte Altissimo - maturando una profonda conoscenza della zona. Con la sua matita ha fermato su carta i profili e le linee delle falesie della Valle e lavorato a pieno ritmo alla realizzazione della presente guida.

Pagine 460. Prezzo di copertina 29,50 €
Acquista su http://www.versantesud.it/italiano/dettaglio.asp?id=268

BLEAU À BLOC - Bouldering a Fointainebleau
di Jacky Godoffe

Se non conoscete ancora Fontainebleau e siete sul punto di scoprire questo luogo magico, sin dalle prime pagine di questa guida capirete perchè i suoi massi di arenaria sono i più famosi nel mondo dell’arrampicata. Se invece conoscete già il bosco questa guida vi fornirà, grazie alle spiegazioni, ai disegni e alle foto, un mezzo chiaro ed efficace per scegliere i vostri prossimi obiettivi con un semplice colpo d’occhio.
Ogni blocco è descritto più dalla linea che dal grado perchè arrampicare è prima di tutto lo stretto rapporto tra il climber e la roccia.
5.000 passaggi dal 6a all'8c che verranno presentati in un progetto di 3 volumi in 4 lingue, il più importante mai realizzato su quest'area, che solo un simbolo dell'arrampicata a fontainebleau come Jacky Godoffe poteva realizzare con completezza e precisione. Ecco le zone relazionate: Isatis Cuvier Cuisinière Apremont Salamandre Rocher Canon Rocher d’Avon Gorges du Houx Rocher Cassepot Rocher du Calvaire Rocher de Bouligny Rocher Saint Germain Rocher des Demoiselles Mont Ussy – Roche Hercule

Jacky Godoffe è un cinquantenne con cinque figli ma scala almeno quattro volte a settimana. Da trent’anni è un fanatico dell’arrampicata, soprattutto per i blocchi di Fontainebleau, sui quali per primo ha chiuso problemi di 8a e 8b. Instancabile tracciatore per competizioni internazionali, è responsabile del team francese di boulder, scrive per riviste francesi del settore ed è autore di tre guide. Nel tempo che gli rimane suona il piano e la chitarra.

Pagine 336. Prezzo di copertina 30 €
Acquista su http://www.versantesud.it/italiano/dettaglio.asp?id=261

21.7.10 - Jason Kruk e Jon Walsh tracciano la quinta via sulla leggendaria Emperor Face del Mount Robson

I canadesi Jason Kruk e Jon Walsh nelle scorse settimane hanno aggiunto i loro nomi alla lista (molto breve) dei salitori della leggendaria Emperor Face (parete nord-ovest) del Mount Robson (3954 m, Canadian Rockies): una delle muraglie più ambite, problematiche e meno scalate del pianeta. Kruk e Walsh, poi, non si sono “accontentati” di ripercorrere una delle quattro linee esistenti – in ogni caso sarebbe stata, a quanto risulta, una prima ripetizione – ma ne hanno tracciata una propria: un itinerario lungo ed impegnativo (2500 m, M6) che si sviluppa a destra della House-Haley (Steve House e Colin Haley, 2007, 1000 m, WI5 e M8) e a sinistra di Infinite Patience (Barry Blanchard, Eric Dumerac e Philippe Pellet, 2002, 2200 m, VI, WI4+ e M5), ricalcando nella parte mediana un tratto del pionieristico tentativo effettuato nel 1974 da Pat Callis e Jim Kanzler. Dopo aver salito difficoltà di M5, M6 e forse M7, a mezzanotte sono sbucati sulla Emperor Ridge, cioè la cresta nord-ovest, per la quale sono scesi evitando una tempesta.
Info http://www.iborderline.net/intotherocks/

14.7.10 - David Lama sale Bellavista, il capolavoro di Huber sulla Ovest di Lavaredo

David Lama ha ripetuto Bellavista sulla Cima Ovest delle Tre Cime di Lavaredo, la via che Alexander Huber aveva aperto da solo nell'inverno 1999 con difficoltà in artificiale fino all'A4 e che il tedesco aveva poi liberato nel luglio 2001, gradandola 8c. Questo capolavoro era poi stato ripetuto da Mauro Bubu Bole.

Lama, in compagnia di Peter Ortner, ha provato la via e l'ha poi ripetuta in velocità, cadendo nel tetto per poi salire questo tiro chiave in rotpunkt. I due hanno poi continuato, raggiungendo la cima proprio al tramonto. Dopo la salita Lama ha scritto: "Con la sua via Alex ha creato una pietra miliare nella storia alpinistica delle Tre Cime. La prima volta che l'ho tentata molte prese ed appoggi erano segnati, c'erano tutte le protezioni e così ho risparmiato molto lavoro. Una prima salita richiede ben di più, che una ripetizione. Rispetto per questa grande via!"

Bellavista, Cima Ovest di Lavaredo
Prima salita: Alexander Huber in solitaria durante l'inverno 1999
Prima libera: Alexander Huber 18/07/2001
Tiri: 7b, 6c+, 6a+, 7a+, 7b, 8c, 8a, 7a, 6c, 6b

30.6.10 - I fratelli Pou ripetono “Solo per vecchi guerrieri” di Manolo

I fratelli Pou hanno fatto la redpoint di "Solo Per Vecchi Guerrieri", la straordinaria via firmata da Manolo nel 2006 sulle Vette Feltrine.
L’itinerario misura 150 m per una difficoltà massima di 8c. I due climber spagnoli scrivono nel loro blog: "solo al pensiero che questo itinerario è stato aperto dal basso, con spit distanti 8 10 metri e difficoltà di 7c, 7b+/7c, 8b, 8c. D’altra parte il suo “Il Mattino dei Maghi” del 1981 era stato il primo 8 a in Europa con un tiro di 30 metri e un solo spit a metà…"

16.6.10 - In uscita il decimo numero di Stile Alpino, la rivista di Alpinismo curata dai Ragni di Lecco.

Anche l’ultimo numero, in uscita a giorni, non mancherà di riservare piacevoli novità ed articoli di grande classe, sia per il contenuto tecnico che per la capacità di comunicare dei protagonisti stessi. Ovviamente ci saranno grandi nomi dell’Alpinismo d’Elite internazionale, a cominciare dal Fuoriclasse Austriaco Hans Joerg Auer che oltre a descrivere la salita in libera dei 14 tiri di “Vogelfrei” sullo Schüsselkarspitze traccia una cronostoria ed una descrizione del Gruppo montuoso in cui è inserito questo "mostro". Forse uno degli articoli di più alto spessore tra quelli proposti sinora è quello di Kelly Cordes, caporedattore dell’AAJ, che descrive magistralmente la salita della Grande Torre di Trango. Peter Podgornik è uno dei protagonisti della Via degli Sloveni al Torre, una delle imprese alpinistiche di più alto spessore avvenute in Patagonia. Descriverà poi il Mangart, situato nel massiccio delle Alpi Giulie. Da segnalare inoltre nuovi reportage fotografici da parte di Nakamura sul Tibet Cinese, il tentativo di Daniele Nardi all’Ama Dablam ed le nuove proposte nel Gruppo del Lechtaler…

11.6.10 - Frana sul Monte Pizzocco: interessate diverse vie e il sentiero alla base della parete

Immagine di bepositive

Molte informazioni e foto su:

http://www.fuorivia.com/forum/viewtopic.php?f=6&t=25636&hilit=pizzocco&start=30

7.6.10 - abcDOLOMITI.com recensito sull'ultimo numero della Rivista del CAI

12.5.10 - Via di M10 sulla parete nord del Gran Zebrù per i fratelli Riegler

I fortissimi fratelli Florian e Martin Riegler hanno aperto una nuova via sulla parete nord del Gran Zebrù (Königspitze) 3951m nel gruppo Ortles/Cevedale. Sette sono stati i tiri superati con la tecnica del dry-tooling, con i quali hanno risolto lo strapiombante muro roccioso dal quale pendevano alcune stalattiti di ghiaccio, alla base della nord della montagna, a est dello sbocco della seraccata. Con loro su questo palcoscenico sospeso il fotografo Eduardo Gellner. L’itinerario è stato attrezzato a spit e presenta tre lunghezze di corda molto continue intorno all’M10/M0+. Nella parte superiore, dopo un lenzuolo di neve a 45°, i due hanno superato un gradino roccioso di M5, percorrendo infine il settore sinistro dell’ampia parete settentrionale del Gran Zebrù. La via è lunga 1000 metri e presenta difficoltà di WI5/M10+ e pendii di neve fino a 55°. Fonte www.UpClimbing.com

Premio Itas del Libro di Montagna: Cardo d’Argento a “Tomaz Humar – Prigioniero del ghiaccio” di Bernadette McDonald (Versante Sud)

Edizione 58 del Trento Film Festival: si è svolta al Castello del Buonconsiglio la consegna del “Cardo d’oro” Premio Itas del Libro di montagna “destinato a riconoscere opere significative per i valori culturali della montagna espressi attraverso la letteratura e la saggistica, insieme ad opere di divulgazione tecnica e scientifica riferite all’ambiente naturale alpino, all’esplorazione, alla più diffusa conoscenza e protezione di terre, acque, flora e fauna ed alla pratica degli sport della montagna”.

Claudio Rigon si è aggiudicato il Cardo d’oro con il volume “I FOGLI DEL CAPITANO MICHEL”. Il volume, edito da Giulio Einaudi, racconta i luoghi di montagna della Grande Guerra che si svegliano da un lungo sonno e raccontano le loro vicende attraverso frammenti di quotidiana documentazione: fonogrammi, biglietti, appunti, fotografie. Pian piano questo palcoscenico s’illumina e si anima, mentre l’autore procede di foglietto in foglietto a ricostruire la vita e le battaglie di un gruppo di soldati sull’Ortigara nel 1916.

“Cardo d’argento”, per opere che rivelino interesse nell’ambiente montano, a “Tomaz Humar – PRIGIONIERO DEL GHIACCIO” di Bernadette McDonald – Edizioni Versante Sud – Milano e “Cardo d’argento” (per la saggistica) a “TRISTI MONTAGNE – Guida ai malesseri alpini” di Christian ARNOLDI – Priuli & Verlucca Editori- Scarmagno (To).

Dal 6 al 9 maggio 2010 torna il MELLOBLOCCO - VII RADUNO INTERNAZIONALE DI SASSISTI

S'inizia Giovedì 6 e si finisce domenica 9 maggio 2010. Sono questi i 4 giorni del Melloblocco n° 7, l'happening più atteso dai boulderisti. Come sempre l'appuntamento è nella Riserva Naturale della Val di Mello, nel Comune di Valmasino in Valtellina. E, come sempre, i boulderisti arriveranno da tutto il mondo. Per condividere la loro passione per l'arrampicata. Per ritrovarsi e fare festa. Ma anche e soprattutto per immergersi, ancora una volta, nella Valle del Bouldering. Quel piccolo grande paradiso di pareti incantate, prati verdi e massi che sembrano caduti dal cielo, che ogni anno li accoglie con il sorriso. L'anno scorso sono stati più di 2.000 i “Melloblocchisti” e più di 6000 le presenze in Valle. Un popolo, anzi una colorata “tribù” internazionale del boulder, che per 4 giorni ha animato, vissuto, riempito ma anche rispettato la Valle portandosela nel cuore. E' anche per questo che la Val di Mello e il Comune di Valmasino hanno adottato il Melloblocco. Per questo, durante il Melloblocco, si va a piedi o si prendono i bus navetta. Perché il “Mello” è all'insegna della scalata e della natura, e il suo motto è: Boulder, Wilderness e Pace.
Si parte Giovedì 6 febbraio, dai Bagni di Masino. Con il convegno dedicato proprio alla nuova Riserva Naturale della Val di Mello, la più estesa della Lombardia. Ma in programma c'è anche la premiazione dei giovani che hanno partecipato al Concorso “Crea il marchio della Riserva”. Non manca però l'arrampicata sul campo, con l'apertura della nuova area boulder dei Bagni di Masino. In serata, dopo l'appuntamento fisso l'happy hour in musica a San Martino, tutti al Centro Polifunzionale della Montagna per l'inaugurazione della mostra “Smettiamola di andare con delle sconosciute”, ovvero la geologia applicata all'arrampicata. Poi, venerdì, sabato e domenica si continua ad oltranza per tre giorni di bouldering e arrampicata sugli infiniti massi della Valle. Un immenso campo di gioco che spazia dallo cuore storico della manifestazione, la Val di Mello, ai massi nelle foreste dei Bagni di Masino. Dalle aree boulder di San Martino ai blocchi del Sasso Remenno. Per continuare con quelli sparsi in tutta la Valle delle meraviglie. Come sempre una speciale mappa guiderà i Melloblocchisti sui mille problemi di roccia della Valle. Quelli “vecchi” e quelli nuovi di zecca che, anche quest'anno, sono stati preparati e pensati dallo speciale team guidato da Simone Pedeferri. Non mancheranno né lo speciale Melloblocco Baby per avvicinare all'arrampicata le scolaresche, né Clinics con i campioni. Si potranno provare le nuove attrezzature ma anche partecipare a speciali slackline contest, incontri, proiezioni, presentazioni. E, naturalmente, si festeggerà il 7° Melloblocco e la gioia di arrampicare nell'imperdibile La Sportiva Party del sabato. Poi la grande conclusione della domenica sera con i premi per i campioni che avranno salito i problemi più difficili ma anche i premi per tutti i Melloblocchisti. Perché la grande festa del boulder in Val di Mello è di tutti.

Iscrizioni: Il Melloblocco è aperto a tutti. Pre-iscrizioni sul sito ufficiale www.melloblocco.it
Info: www.melloblocco.it
Il MELLOBLOCCO è organizzato dal COMUNE DI VAL MASINO

29.4.10 - Nuova cartellonistica per il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi con il logo Unesco

Come è noto, nel giugno dello scorso anno l'UNESCO ha inserito le Dolomiti nel patrimonio naturale mondiale dell'Umanità, un traguardo di importanza assoluta, reso possibile grazie alla presenza nell'area dolomitica di una serie di parchi e aree protette. Ora si è deciso di dare adeguato risalto, anche con una cartellonistica dedicata, all'inserimento del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi nel patrimonio Unesco. Fin dal 1997 era stata installata una segnaletica nei punti di ingresso ai 15 Comuni inseriti nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. Nel cartello c'erano il logo dell'area protetta e la dicitura "Comune del Parco". Si è pensato quindi di aggiornare tale segnaletica, inserendo il logo dell'Unesco e la dicitura "Dolomiti - monumento del Mondo". Un intervento semplice e poco costoso, ma estremamente efficace dal punto di vista della comunicazione ai turisti, che troveranno queste indicazioni su tutte le strade che si avvicinano o attraversano il Parco.

22.4.10 - Spedizione "Our Extreme Expedition 2010" di 20 Sherpa per ripulire l'Everest nella zona della morte

E' partita da Kathmandu la spedizione "Our Extreme Expedition 2010" composta da 20 Sherpa incaricata dal governo nepalese di ripulire l'Everest dagli 8000 metri di Colle Sud in su, e di riportare a valle i cadaveri di almeno 5 alpinisti.

"E' la prima volta che una spedizione sale a ripulire la Death zone - ha dichiarato, sottolineando la differenza tra questa e le altre missioni di pulizia, il capo spedizione Namgyal Sherpa, che ha salito l'Everest 7 volte -. Sarà molto difficile e pericoloso. La spazzatura è stata sepolta sotto la neve in passato, ma ora è riaffiorata in superficie a causa dello scioglimento dei ghiacci dovuto al global warming".

La spedizione è stata voluta dal governo nepalese, costerà 83.800 euro e sarà finanziata in parte dalla Nepal Investment Bank e in parte dalla Golchha Organization. Il resto sarà pagato da diversi sponsor.

19.4.10 - Gabriele Moroni ha salito Action Direct, la via di 9a aperta da Wolfgang Güllich nel 1991

Gabriele Moroni, 23 anni, il 17 aprile ha finalmente salito la mitica via di Gullich che aveva provato sin dal 2008, e che ancora oggi rappresenta il riferimento principale su queste difficoltà. Si tratta della 12esima salita assoluta. Ecco l'elenco di tutte le rotpunkt:

1. Wolfgang Güllich, Germania (1991) - prima salita
2. Alexander Adler, Germania (1995)
3. Iker Pou, Spagna (2000)
4. Dave Graham, USA (2001)
5. Christian Bindhammer, Germania (2003)
6. Richard Simpson, Inghilterra (2005)
7. Dai Koyamada, Giappone (2005)
8. Markus Bock, Germania (2005)
9. Kilian Fischhuber, Austria (2006)
10. Adam Ondra, Repubblica Ceca (2008)
11. Patxi Usobiaga, Spagna (2008)
12. Gabriele Moroni, Italia (2010)

LIBERIAMO L’ALTOPIANO

Siamo stufi, indignati e arrabbiati.

Siamo stufi di leggere notizie come quella pubblicata dal Gazzettino del 14 aprile 2010, a firma Dario Fontanive, in cui si annuncia l’imminente realizzazione di un avveniristico bivacco fisso sull’Altopiano delle Pale di San Martino. Dietro a questo insensato progetto ci sono gli stessi sedicenti valorizzatori di montagne che soltanto due anni fa volevano snaturare l’intera cresta dei Bureloni con una nuova via ferrata, l’ennesima, salvo poi rinunciare per la sacrosanta disapprovazione del mondo alpinistico ed escursionistico.

Siamo indignati per l’uso strumentale che i medesimi operatori e amministratori fanno del grande scrittore Dino Buzzati, tentando di crearsi un alibi culturale per abbellire ciò che invece è un vero e proprio scempio ambientale: quando nella nostra epoca così piena e frenetica sono appunto i deserti a ispirare, e non certo i fabbricati inutili degli speculatori.

Siamo arrabbiati perché amiamo il lembo selvaggio tra il Marùcol e il Col Alto, dove intenderebbero costruire la loro bruttura: uno straordinario balcone panoramico a tutt’oggi miracolosamente intatto, sopra la magia delle Comelle. E dal quale con un’oretta all’incirca di cammino il turista potrebbe riparare al Rifugio Rosetta, oppure alla Casera Valbona, o ancora alla Casera Campigàt.

Un manufatto del genere in tale posizione non serve a chi va in montagna, né a chi vive e lavora in montagna. Con tutti quei soldi carpiti alla buona fede pubblica, che si sistemino piuttosto i vari sentieri della Val di Garés compromessi dagli ultimi inverni. Gli accessi alle miniere anche, ma sottostanti al Sass Neghér e prossimi alla Forcella Cesurette, nonché i ricoveri già esistenti.

Difenderemo l’Altopiano!

Le prime firme raccolte: Annalisa Andrich, Silvio Bagnini, Gianni Ballan, Giorgio Barchiesi, Sergio Bella, Lorenzo Bogo, Luca Calvi, Adriano Campardo, Alessandra Cantoni, Paolo Colombera, Lorenzo Conserva, Federica Crosato, Alberto Da Ronch, Ettore De Biasio, Marco Fardelli, Andrea Gabrieli, Gianluca Gemin, Riccardo Gusso, Stefano Lovison, Paolo Marchiori, Claudia Martin, Marina Morpurgo, Cesare Nanni, Walter Novello, Michele Porrino, Daniele Pozzati, Matteo Sgrenzaroli, Fausto Tonetto, Luca Visentini...

Per firmare vai su http://www.fuorivia.com/forum/viewtopic.php?f=3&t=25331

o inviate l’adesione a luca.visentini@libero.it o contattate la redazione di Antersass info@antersass.it

14.4.10 - Cinque vincitori per il Piolet d'Or 2010

Il diciottesimo Piolet d'Or, secondo con la nuova formula, è andato ai kazaki Denis Urubko e Boris Dedechko per la nuova via sulla parete sud-est del Cho Oyu e agli americani Jed Brown e Kyle Dempster e allo scozzese Bruce Normand per la nuova via sulla parete Nord dello Xuelian West, sperduta cima cinese. La Giuria era presieduta dallo sloveno Andrej Stremfelj ed ha premiato indubbiamente la difficoltà assoluta delle salite ma anche lo stile con cui sono state portate a termine.
Come anticipato, Reinhold Messner ha ricevuto il Piolet d'Or alla carriera ed insieme a Walter Bonatti, invitato alla cerimonia, ha dato un significato simbolico a tutta la manifestazione, indicando all'alpinismo d'oggi una direzione etica chiara.

22.3.10 - Alessandro Baù e Nicola Tondini firmano la prima invernale (in giornata) di Capitan Sky-Hook in Civetta

Alle 3 del mattino di venerdì 19 marzo 2010, Alessandro Baù e Nicola Tondini hanno lasciato il rifugio Coldai, hanno raggiunto la base della parete nord-ovest della Civetta e hanno attaccato la via Sky-Hook, aperta da Paolo Crippa e Dario Spreafico nel 1987 (600 m escluso lo zoccolo, VII+ e A2, 7b+ in libera). Alle 18.30 i due sono arrivati in fondo alla via firmando la prima invernale e terza ripetizione assoluta.
«La via, a parte qualche breve tratto, era in condizioni perfette – spiega Baù – e nonostante un po’ di freddo l’abbiamo veramente gustata: posso dire che ci siamo divertiti. C’era neve sui ripiani all’uscita di alcuni tiri ma non ci ha creato troppi problemi».

immagini da www.iborderline.net/intotherocks/

19.03.10 - Alp si rinnova e fonde in sè ALP+, Alp Speciali e RdM

La casa editrice Vivalda ha annunciato che Alp non chiuderà ma si rinnoverà profondamente, accorpando tre periodici in uno, sotto la direzione di Giorgio Vivalda, l'editore in persona. Direttore editoriale sarà Valter Giuliano mentre nel ruolo di consulente di marketing è stato indicato Gianluigi Montresor. Dalle tre testate precedenti (ALP+, Alp Speciali e RdM) si passerà a un unico prodotto con frequenza mensile. "Ciascun numero si focalizzerà su un argomento principe differente, dall'alpinismo, all'arrampicata, al bouldering, alla mountain-bike, al run o al freeski. Poi ci saranno approfondimenti sulle varie problematiche della montagna. Il primo numero del nuovo Alp sarà disponibile da aprile."


15.3.10 - Adam Ondra ripete Golpe de Estado, 9b, aperta da Sharma nel 2008

Il 13 marzo 2010 Adam Ondra ha fatto la prima ripetizione di Golpe de Estado 9b, via top di Chris Sharma aperta nel dicembre 2008. Questa via è formata da una prima parte di 9a+ che continua su Estado critico, valutata di 9a dopo la rottura di una presa: si tratta in parole povere della difficoltà più alta raggiunta al mondo in arrampicata sportiva.

Foto Vojtech Vrzba

25.2.10 - Piolet d’Or alla carriera a Reinhold Messner

Dopo Walter Bonatti sarà Reinhold Messner a ricevere il Piolet d’Or alla carriera, seconda edizione. Il “Re degli Ottomila” lo riceverà il 9 aprile a Courmayeur dalle mani di Maurice Herzog, artefice della prima salita ad un ottomila, l’Annapurna nel 1950.

Foto Primo Bridda

19.2.10 - Queen Maud Land: 11 cime inviolate salite in Antartide da un piccolo team austriaco

Alla fine del 2009 una piccola spedizione austriaca formata da Christoph Höbenreich, Paul Koller e Karl Pichler ha salito 11 cime inviolate nel Queen Maud Land, in Antartide. In quasi un mese di esplorazioni il trio ha salito, tra le altre, l' "Austrian Peak" (2177m), il "Peak Styria" (2170m), il "Peak Alexey Turchin" (2232m), il "Kamelbuckel" (2184m), il "Mount Galileo" (2528m) e il "Peak of Silent Solitude" (2550m). Il "Tiroler Spitze" (2201m) ha opposto un'arrampicata su roccia fino al IV grado UIAA.

16.2.10 - Brutte notizie dalla gloriosa Rivista della Montagna, a quasi 40 anni dalla fondazione

Dal sito della Rivista della Montagna leggiamo con grande dispiacere le righe che seguono.

Quarant'anni sono una bellissima età per una rivista. RdM è nata nel giugno del 1970 e avrei dedicato volentieri questo editoriale al prossimo compleanno della Rivista, e alle sue future prospettive. Invece devo salutare i lettori, poiché non mi è stato rinnovato il contratto per il 2010. Ed è stata interrotta anche la collaborazione della validissima redattrice Renata Germanet.
Di fatto la redazione di RdM è stata azzerata e cancellata, e quindi non so dirvi se e in quali forme la Rivista della Montagna continuerà ad uscire. Eppure nell'ultimo anno le vendite in edicola e le entrate pubblicitarie di RdM erano cresciute, forse anche grazie alle nuove scelte editoriali e alla notevole qualità degli ultimi numeri e articoli usciti sulla Rivista, frutto del notevole lavoro svolto dai nostri validissimi collaboratori.
Ai 44 matti - giornalisti e fotografi - che abbiamo ricordato nel paginone di RdM 300, si erano aggiunti recentemente altri autori, come Andrea Greci, Livio Piatta, Eliana e Nemo Canetta, Luca Re, Marcello Cominetti e Marta Trucco, Roberta Ferraris, Natalino Russo, Luca Gianotti, Alberto Conte (a questi ultimi, insieme a Fabrizio Ardito, si deve uno dei numeri più interessanti dello
scorso anno, il 301 dedicato alla Via Francigena).
Insomma,più di 50 collaboratori che ringrazio per il lavoro svolto e con cui avrei voluto continuare a lavorare, per scoprire e far conoscere tutti gli aspetti dell'escursionismo e del viaggio a piedi.
Ovviamente in redazione sapevamo delle difficoltà economiche della casa editrice e delle testate.
Una situazione comune a tutto il mondo dell'editoria cartacea, dovuta alla situazione generale di crisi, alla concorrenza del web, alla difficoltà di avere prestiti dalle banche (proprio le banche a cui si deve gran parte della responsabilità della crisi finanziaria esplosa nel 2008).Ma fino a poco prima di Natale nulla lasciava immaginare le ultime decisioni editoriali e il precipitare della situazione (mi scuso con gli abbonati per il mancato preavviso, ma nessuno di noi poteva presagire gli ultimi eventi).
Da parte mia sono felice di aver condiviso con voi la bella esperienza di questi anni passati con RdM, e ho intenzione di proseguirla con nuovi percorsi e su altri media.
A tutti i lettori l'augurio di un buon 2010.

Furio Chiaretta

Comunicazione dell'editore

È proprio così, la situazione generale dell'economia e quella particolare dell'editoria ci costringe alla fine a ripensare e rimodulare le scelte sui nostri prodotti in edicola. Dopo aver mantenuto pressochè immutato per lunghi anni l'assetto editoriale delle testate e della struttura della Vivalda Editori, si è giunti ad un punto in cui non è più possibile rimanere fermi di fronte alle mutazioni del mercato, alle nuove condizioni dei conti economici, allo scenario complessivo della comunicazione.
Per questo possiamo dire che non si tratta di un abbandono ma di un cambiamento, così come avviene nelle fasi della vita di ciascuno di noi. Troveremo il modo di presentare i tradizionali
argomenti fin qui trattati in RdM sotto nuove forme e contenitori. E non si partirà da zero: il lavoro fatto sin qui è il miglior presupposto per impostare nuovi progetti. È stato un ottimo lavoro, professionale e puntiglioso come non ce ne sono altri sul mercato italiano. Non basta ringraziare i collaboratori: stiamo lavorando per trovare il modo di continuare ad essere degni di mettere a frutto le loro competenze. Tutto quanto con un solo pensiero e un solo obiettivo: servire al meglio il pubblico dei lettori, l'unico vero punto fermo degli editori.
L'editore

15.2.10 - Daniel Woods realizza The game, uno dei blocchi più duri del mondo

L'americano Daniel Woods ha finalmente chiuso "the game", un breve ma esplosivo problema di 8 movimenti a Boulder Canyon, che si candida a diventare uno dei più difficili del mondo. Il grado proposto? 8C+.
“L’ho chiamato The Game – ha dichiarato Woods – perchè per me questa salita era un gioco a cui dovevo giocare. Mi dovevo mettere in “modalità gioco” e lavorare su quei movimenti. Sono dovuto crescere mentalmente e fisicamente per metterli tutti insieme. Lo chiamo “il gioco” perché ho giocato ed ho vinto io. Dunque... game over!”.

11.2.10 - Nuova via per gli austriaci Auer E Mayr sulle Torres del Paine

Gli austriaci Hansjörg Auer e Much Mayr hanno aperto "Waiting for Godot" alla Torre Centrale del Paine, in Patagonia: 750m 7b e M6-. "Nei loro piani c’era una grandiosa linea di fessure sulla parete est della Torres Centrale del Paine. Guardando però più da vicino, le fessure si sono rivelate cieche e comunque non percorribili in arrampicata libera, per cui i due austriaci hanno spostato ancora più a destra il loro obiettivo. Non sono stati però agevolati dalla meteo, perchè hanno dovuto combattere duramente con la roccia spesso impiastrata di neve e ghiaccio e contro le scariche di pietre e pezzi di ghiaccio. Ma hanno resistito, portando a termine il loro percorso, nei pressi del colle tra la Torre Centrale e la Torre Nord." (fonte www.up-climbing.com)
In via: 4 spit lungo i tiri, 3 chiodi normali, e soste nella parte superiore dotate di spit. Servono inoltre nuts e Friends fino a # 6

8.2.2010 Al via la XXVIII ed. del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”

Presentati il Bando e il Regolamento 2010. Quest'anno si consolida la struttura che prevede tre sezioni in gara: accanto ad “Alpinismo: imprese, vicende storiche, biografie e guide”, ci saranno “Ecologia e Paesaggio” e “Artigianato di tradizione”.

Con la presentazione in questi giorni del bando 2010, prende il via la XXVIII edizione Premio GAMBRINUS “Giuseppe Mazzotti”, che sancisce il consolidamento della nuova struttura a tre sezioni, inaugurata e sperimentata con successo lo scorso anno, e introduce un nuovo ambito di concorso, dedicato all'alpinismo.
Il prestigioso premio “per libri di montagna, alpinismo, esplorazione, ecologia, artigianato di tradizione e sulla civiltà veneta”, dedicato alla figura e l’opera di Giuseppe Mazzotti, scrittore, alpinista, gastronomo, salvatore delle ville venete, per lunghi anni consigliere del Touring Club italiano, nella precedente edizione ha visto in gara le sezioni “Montagna”, “Esplorazione – viaggi” e “Finestra sulle Venezie”, mentre quest'anno sarà la volta della seconda terna, “Alpinismo: imprese, vicende storiche, biografie e guide”, “Ecologia e paesaggio”, “Artigianato di tradizione”.
La novità è costituita da quest'ultimo ambito, l'alpinismo, a cui si è deciso di dare specifica collocazione nel concorso con una sezione ad hoc. Negli anni infatti, tale settore si è imposto con opere di notevole pregio e valore, tanto da spingere l'organizzazione del Premio a dedicarvi un riconoscimento esclusivo.
Aria di rinnovamento anche tra le fila della Giuria del Premio GAMBRINUS “Giuseppe Mazzotti” che, se da un lato vede l'abbandono, dovuto ai numerosi impegni professionali, di due grandi nomi del giornalismo, Ferruccio De Bortoli e Paolo Rumiz, dall'altro guadagna tuttavia due personalità di alto calibro come Giuseppe De Rita, presidente dell'istituto di ricerca socioeconomica italiana (CENSIS), e Valerio Massimo Manfredi, noto professore, archeologo e scrittore.
La Giuria avrà il compito di individuare un vincitore per ciascuna delle tre sezioni in gara, a ciascuno dei quali verrà assegnato un premio di tremila euro.
Il Premio, promosso dall’Associazione “Premio Letterario Giuseppe Mazzotti”, patrocinato e sostenuto dal Touring Club Italiano, dal Comune di San Polo di Piave, dalla Regione del Veneto, dal Club Alpino Italiano, dalla CONFARTIGIANATO DEL VENETO, dalla VALCUCINE Spa, con il sostanziale contributo della FONDAZIONE VENETO BANCA, è riservato a opere scritte o tradotte in italiano, pubblicate dal 1° gennaio 2008 al 31 maggio 2010.
Il bando scadrà il 7 giugno 2010 e la cerimonia delle premiazioni si terrà al Parco Gambrinus di San Polo di Piave, sabato 20 novembre. Particolarmente attesa sarà l’assegnazione, durante la serata conclusiva, del premio “VENETO BANCA – La voce dei lettori” di cinquemila euro, determinato dal voto di preferenza di una consulta di 40 lettori (rappresentanti del mondo della cultura, dell’associazionismo, della comunicazione, della scuola, dell’università) fra le tre opere già premiate dalla Giuria.
Per informazioni, Segreteria del PREMIO GAMBRINUS “GIUSEPPE MAZZOTTI”: tel. 0422 855609 – fax 0422 802070; e-mail message@premiomazzotti.it; www.premiomazzotti.it

22.12.09 Novità editoriali dalla VERSANTE SUD: la nuova guida al freeride nelle Dolomiti e il tanto atteso libro su T. Humar

FREERIDE IN DOLOMITI, 100 ITINERARI - Nuova edizione
di Francesco Tremolada

Questa seconda edizione raccoglie una scelta degli itinerari più interessanti delle Dolomiti centro-orientali, in un’area che spazia dalla Marmolada alle valli attorno al Sella, fino al Passo Falzarego e alla conca Ampezzana. Le discese sono suddivise in 8 capitoli.

Le Dolomiti sono conosciute in tutto il mondo per il loro incredibile aspetto: un susseguirsi di valli dove svettano torri e pareti verticali che si colorano al tramonto. Quando questi luoghi sono coperti dalla neve lo spettacolo è forse ancor più affascinante ed esse diventano una delle zone più interessanti in assoluto per il fuoripista. Anche se qui non si trova il dislivello delle lunghe discese delle Alpi Occidentali, in nessun altro posto è possibile muoversi in un ambiente così particolare e unico, scendere stretti canali tra le rocce e spostarsi rapidamente di valle in valle cambiando continuamente prospettiva. In realtà questo è possibile grazie all’estesa rete di impianti e piste da sci che collegano, con un unico skipass un territorio estremamente vasto. Nonostante le grandi possibilità sono poche però le persone che si avventurano fuori delle piste preparate e questa è una grande fortuna, perché rispetto ai centri più blasonati delle Alpi, in Dolomiti è ancora normale essere i primi a “fare la traccia” dopo una bella nevicata…

Il capitolo I è dedicato alla Marmolada, la cima più alta delle Dolomiti. Qui gli itinerari, esclusa la difficile discesa nel vallone d’Antermoia, si sviluppano prevalentemente sui pendii aperti del ghiacciaio, comodamente servito dalla funivia che sale fino a 3250 m. della stazione di Punta Rocca. Si tratta di un terreno ideale per il freeride e spesso vi si trova una neve di ottima qualità, ma che è anche molto esposto al vento, che in poche ore può rovinare la magia e creare pericolosi accumuli.
Gli itinerari che iniziano invece dall’impianto di Pian dei Fiacconi, sono più “scialpinistici” e consentono di prolungare l’attività fino a primavera inoltrata.
Il capitolo II descrive le discese che si sviluppano a partire dalla cresta di roccia vulcanica che separa la Marmolada dalla valle di Arabba. La maggior parte di esse si sviluppa su terreno aperto e nel bosco e molti itinerari sono “nuovi”, mentre altri, come valle Ornella, stanno ormai diventando dei classici della zona grazie ad un innevamento sempre abbondante e neve soffice quasi garantita.
Da non perdere le traversate scialpinistiche nel gruppo del Sassolungo, capitolo III, che consentono di entrare in uno degli ambienti più suggestivi in Dolomiti. Per gli amanti del ripido invece, sarà il canale Nord del Sassopiatto ad attirare l’attenzione.
In questo capitolo è stata inserita anche la traversata della Furcia Neigra, attorno al gruppo del Colac, poco frequentata, ma molto interessante.
Nel capitolo IV viene descritto il gruppo più importante, quello del Sella, che con i suoi canali stretti tra le rocce è l’icona stessa dello scifuoripista in Dolomiti e che con il suo terreno articolato permette “infinite” varianti e possibilità di discesa. La Val Mesdì, la Val Lasties e la Forcella Pordoi sono le discese più famose e vengono percorse da numerosi sciatori, al punto da essere spesso simili ad una pista con le gobbe. Negli ultimi anni anche la val Setus e la val Culea sono “tracciate” sempre più spesso, ma per fortuna vi sono molti altri itinerari ancora avventurosi e solitari.
Nel capitolo V sono raccolti gli itinerari che partono dalla Val Badia e che comprendono fuoripista molto facili, itinerari di scialpinismo con salita breve e tre difficili canali. La Valscura del Sassongher, in particolare, è diventata negli ultimi anni una “classica” dello sci ripido conosciuta anche a livello internazionale per le foto della sua linea, apparse su diverse riviste.
Il capitolo VI descrive le più interessanti possibilità dell’area Lagazuoi – Cinque Torri. Alcuni sono dei classici, come i canali del Col dei Bos, il Cadin di Fanis, i boschi delle Cinque Torri... ma la traversata scialpinistica della forcella Grande, le due “ dirette” , la forcella Salares e ancora l’itinerario Armentarola nord e Croda Negra non sono mai state descritte prima. Un’area molto varia ed interessante ancora poco frequentata.
Spostandoci verso Cortina d’Ampezzo ecco il capitolo VII dedicato alle maestose Tofane e alla zona del Faloria. La scelta qui spazia dalla grande cima, con la salita scialpinistica alla Tofana di Rozes, alle famose discese del Bus de Tofana, vallon de Raola, Sci 18 e val Orita. Non sono descritti invece i ripidi canali di Ra Valles, che finiscono proprio sopra le piste, con conseguenti problemi di divieti ed ordinanze.
L’ultimo è il capitolo VIII, dedicato al gruppo del Cristallo. Tutti gli itinerari qui hanno caratteristiche di alta montagna e nessuno è facile… anche le più conosciute Creste Bianche hanno un accesso difficile ed alpinistico.
Per gli amanti dello sci ripido è però una delle zone più interessanti in Dolomiti, con lunghe discese tecniche in ambiente isolato e severo.
In generale si è scelto di descrivere discese che si sviluppano ad una certa distanza dagli impianti, sia perché il fuoripista è spesso vietato nelle aree limitrofe ad essi, ma soprattutto perché (nonostante i divieti) i pendii più vicini alle piste sono sempre molto tracciati in quanto percorribili “a vista”. Molti itinerari richiedono inoltre una salita, a volte anche lunga, per raggiungere il punto dove comincia la discesa o presentano delle difficoltà alpinistiche; quasi tutti si svolgono inoltre su terreno d’alta montagna.
E’ importante quindi affrontarli con preparazione ed esperienza o meglio ancora rivolgendosi a una guida alpina per effettuarli.

L'autore: Francesco Tremolada vive con la sua famiglia in Dolomiti dove svolge a tempo pieno la professione di Guida alpina nella scuola di alpinismo Alta Badia Guides di Corvara. La passione per la montagna lo ha portato sulle nevi dell’Himalaya, delle Ande, del nord America e del Caucaso, ma i ripidi canali delle Dolomiti rimangono il suo terreno d’azione preferito. Professionista fotografo ha scattato le foto presenti in questa guida; ha collaborato alla realizzazione di libri fotografici di grande formato e diversi articoli sulle principali riviste di sci ed alpinismo. Ha inoltre scritto altri 4 libri di itinerari in Dolomiti, tra cui la prima edizione di “Freeride in Dolomiti” nel 2004.

Pagine 448
Lingua ITA/ENG
Prezzo di copertina 31,50

TOMAZ HUMAR - PRIGIONIERO DEL GHIACCIO
Bernadette McDonald trad. A. Cicogna

Proprio mentre questo libro veniva stampato, Tomaz Humar ha perso la vita sulla nord del Langtang Lirung, in Nepal. La Versante Sud esprime profondo rammarico per la perdita del grande alpinista, senza nascondere un po' di imbarazzo per il casuale tempismo con cui esce questo volume a lui dedicato, preparato nei mesi che hanno preceduto la disgrazia, e andato in stampa prima dell'incidente. In altre circostanze, il libro avrebbe avuto una redazione leggermente differente nelle parti introduttive e complementari al testo, che nella versione attuale sono state realizzate senza tener conto del tragico epilogo. Nell’agosto del 2005 Tomaz Humar rimane intrappolato su una stretta cengia a 5900 metri di quota, durante l’apertura in solitaria di una nuova via al centro della più grande parete al mondo: l’imponente versante Rupal del Nanga Parbat (8126 m).
Trascorsi sei giorni, l’alpinista sloveno si ritrova senza cibo, col carburante agli sgoccioli e sotto il costante tiro delle valanghe. In una brevissima finestra di bel tempo, tre elicotteri si alzano in volo nel tentativo di strapparlo alla furia mortale della parete. Il tutto sotto gli occhi attenti e curiosi di milioni di spettatori di tutto il mondo, attratti da quella vicenda per l’audacia della salita, la notorietà dell’alpinista, il rischio elevatissimo di quell’operazione di soccorso, e aggiornati dai bollettini che il campo base pubblica ora dopo ora sul sito web di Humar.
Anni prima, col crollo del regime comunista e la dissoluzione della Federazione Jugoslava, Humar era stato brutalmente arruolato come soldato in una sporca guerra che lui disprezzava, costretto a vivere in condizioni disumane e ad assistere alle brutali e efferate atrocità condotte con sistematicità sui civili. «Scoprii la parte peggiore dell’umanità». Infine riuscì nell’impossibile: scappò, per tornare a casa in quella che ora era diventata una nazione nuova, la Slovenia.
Rimessosi a scalare, Humar divenne in pochi anni tra i grandi alpinisti di punta mondiale. Messner lo ha definito: «Il più incredibile alpinista della sua generazione». Le sue linee non vengono quasi mai ripetute, giudicate dai più vie da suicidio, che tuttavia egli realizza senza compagni, non ultima la prima assoluta in solitaria alla cima est dell’Annapurna (8047 m), dopo aver salito la parete sud.
Per raccontare questa sua incredibile vicenda Tomaz Humar ha collaborato con Bernadette McDonald, scrittrice affermata e pluripremiata. Con questo libro la McDonald è stata insignita nel 2008 del Premio di letteratura di montagna Kekoo Naoroji Award.

L'autrice: Bernadette McDonald, Canadese, per molti anni vicepresidente del Mountain Culture Centre di Banff ed ex direttrice del rinomato Filmfestival Internazionale della Montagna di Banff. Per questo libro è stata insignita nel 2008 del Premio di letteratura di montagna Kekoo Naoroji Award, già vinto l'anno precedente con il libro "Brotherhood of Rope". Non è mai accaduto che questo premio, indetto dall'Himamayan Club, venisse assegnato a uno stesso autore per ben due volte.

Pagine 308
Prezzo di copertina 19,00

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23.10.09 - A Trichiana (BL) 5 serate dedicate alla montagna

La PRO LOCO di TRICHIANA ed il COMUNE DI TRICHIANA presentano l'edizione 2009 di "AUTUNNO A TRICHIANA", 5 SERATE di FILMATI e DIAPOSITIVE sulla MONTAGNA e sull’AVVENTURA raccontate dai PROTAGONISTI. La manifestazione si terrà presso il Centro Parrocchiale San Felice alle ore 21.00 ed avrà il seguente programma:

sabato 7 NOVEMBRE
KURT DIEMBERGER, uno dei grandi maestri dell’alpinismo presenta: PASSI VERSO L’IGNOTO, UNA CARRELLATA DI VITA TRA 0 E 8000… DAL K2, AL BROAD PEAK, LE ALPI CON LE GRANDI PARETI NORD FINO ALLA CIMA DELL’EVEREST. INGRESSO 5 €

sabato 14 NOVEMBRE
ANSELMO CAGNATI presenta: ANTARTIDE, TERRA DI SCIENZA ED ESPLORAZIONI
INGRESSO LIBERO

venerdì 20 NOVEMBRE
Una serata alla scoperta storica di alcuni angoli di Trichiana. MONICA FRAPPORTI presenta:
SULLE TRACCE DEL MEDIOEVO: IL “PONTE DELLE DONNE” E UN MISTERIOSO CASTELLO A S. ANTONIO TORTAL.
INGRESSO LIBERO

sabato 21 NOVEMBRE
Le Dolomiti Bellunesi raccontate da… GIOVANNI DE BIASI:
TESTIMONIANZE DI UNA PASSIONE ALPINISTICA
INGRESSO LIBERO

sabato 28 NOVEMBRE
PAOLO TASSI presenta:
LA VITA È TROPPO BELLA PER SCIARE MALE, esperienze di vita a tutte le latitudini sempre con gli sci ai piedi
INGRESSO LIBERO

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21.7.09 - Al via il Festival Cervino CineMountain XII

Il Festival più alto d'Europa giunge quest'anno alla XII edizione, per offrire al suo pubblico dieci giorni all'insegna del cinema e della montagna. L'idea di montagna, tuttavia, supera i confini planetari, in questo Anno Internazionale dell'Astronomia, come testimonia l'immagine scelta per rappresentare la XII edizione del Cervino CineMountain: il Monte Olimpo, colosso di Marte, la montagna più alta del sistema solare. E il CCM, che almeno per quest'anno potrà essere considerato il festival più alto del sistema solare, espande i suoi orizzonti organizzando anche una conferenza, in collaborazione con l'Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d'Aosta, proprio sulle montagne dei pianeti che, come la Terra, girano intorno al Sole.

Proseguendo sulla linea tracciata nelle due passate edizioni, il festival si svolgerà nei due pricipali paesi del comune di Valtournenche, ovvero a Breuil-Cervinia presso il Cinéma des Guides (via Carrel, 32) e a Valtournenche presso la Sala Congressi del centro polivalente (piazza del Mercato, 4), dal 24 luglio al 2 agosto 2009.

La montagna sarà come sempre la vera protagonista della manifestazione, anche grazie al suo declinarsi in diverse sezioni: Cervinia Mon Amour - dedicata al glamour sportivo ai piedi del Cervino, Antropomount - la sezione storico-antropologica quest'anno dedicata ai popoli del massiccio nordafricano dell'Atlas, il Festival Concorso - fulcro della manifestazione che offre la possibilità di godersi il meglio della filmografia di montagna, spesso relegata lontano dai circuiti canonici.

Accanto a tutto questo sarà allestito, tra conferme e interessanti novità, l'Espace Montagne (nella palestra della Sala Polivalente), vera e propria Agorà del festival dove trovano spazio la libreria di montagna, l'emeroteca, gli incontri editoriali, le interviste verticali... il tutto sotto lo sguardo protettivo dell'imponente piramide lignea, che dallo scorso anno caratterizza il festival in modo molto simbolico: una montagna che ci chiama a sé e ci accoglie.

Il festival è organizzato dall'Associazione Culturale Strade del Cinema in collaborazione con il Comune di Valtournenche e con l'Assessorato al Turismo, Sport, Commercio e Trasporti della Regione Autonoma Valle d'Aosta.

21.7.09 - Summer school al Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi

Torna la summer school al Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi con un corso sulle tecniche di educazione ambientale.

Per il terzo anno consecutivo il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi ospita la scuola estiva del Master in Governance delle aree naturali protette. Il Master è organizzato dall'Università del Molise, in collaborazione con la Direzione Protezione Natura del Ministero dell'Ambiente, AIDAP (l'associazione che riunisce Direttori e funzionari delle aree protette italiane), Federparchi, i Parchi Nazionali delle Dolomiti Bellunesi, d'Abruzzo, delle Cinque Terre e del Circeo, l'Agenzia Regionale Parchi del Lazio. Destinato a giovani laureati che intendono lavorare nel mondo delle aree protette, il master prevede corsi presso i parchi nazionali che collaborano al progetto didattico. Dal 20 al 25 luglio gli studenti saranno ospitati presso l'ostello di Valle Imperina, e avranno modo di conoscere dal vivo le attività del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, le strutture realizzate, i progetti in corso.
La settimana di scuola estiva alle Dolomiti Bellunesi si concentrerà quest'anno sulle tecniche di educazione ambientale.
Tra gli argomenti affrontati dagli studenti ci sono l'interpretazione naturalistica, la teoria e la pratica dell'educazione ambientale.
Attraverso lezioni in aula, escursioni sul territorio, lavori di gruppo, incontri con i responsabili e le guide del Parco, gli studenti potranno vedere come sono organizzate le attività di educazione ambientale alle Dolomiti Bellunesi e utilizzare queste esperienze per pianificare nuovi progetti.
Coordinatore delle attività didattiche è Maurilio Cipparone, che si occupa da anni dei temi dell'educazione ambientale nelle aree protette e ha recentemente avviato, in collaborazione con AIDAP e numerosi parchi italiani, il progetto "Equilibri naturali" (al quale partecipa anche il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi). Equilibri Naturali ha l'obiettivo di realizzare attività di educazione ambientale che coinvolgano non solo bambini e ragazzi, ma anche le loro famiglie, ispirandosi ai progetti organizzati negli Stati Uniti dal National Park Service e da varie organizzazioni non governative che si occupano di conservazione della natura e di educazione.

6.7.09 - E' morto John Bachar

John Bachar stava arrampicando da solo, slegato, sulla Dike Wall: non una muraglia altissima, selvaggia e remota, ma una falesia granitica di una trentina di metri nella zona di Mammoth Lakes, nel cuore della Sierra Nevada, in California. John Bachar, una leggenda, il 5 luglio 2009 era a due passi da casa ed è caduto. Nato nel 1957, studente all'Università della California di Los Angeles dove suo padre insegnava matematica, rapito dall'arrampicata, John non poté fare a meno di dedicarle tutto il suo tempo concentrandosi sull'allenamento - avete in mente la terribile Bachar Ladder? - e sull'alimentazione, per innalzare le proprie prestazioni. Solitario senza compromessi, capace di promettere 10mila dollari a chi l'avesse seguito per un'intera giornata su e giù per le pareti (era il 1981 e nessuno raccolse la sfida), nel 1986 si legò con il canadese Peter Croft per un'impresa pionieristica: il concatenamento, in 14 ore, del Nose su El Capitan e della Regular Route sulla Nord-ovest dell'Half Dome. Il suo angolo al Camp 4 era un concentrato di aggeggi da allenamento (ma non mancava neppure il famoso sassofono, quello che compare nella foto con Ron Kauk) e la storia tramanda che, all'apice della forma, John riuscisse ad effettuare una trazione monobraccio con 12,5 libbre (circa 5,7 chilogrammi) di sovraccarico. Tra le sue free solo degli anni Novanta spiccano Enterprise (5.12b ossia 7b, Owens River Gorge), The Gift (5.12c ossia 7b+, Red Rocks) e Father Figure (5.12d/13a ossia 7c/c+ con un boulder duro in uscita, Joshua Tree). Per Rob Robinson (www.climbing.com) «Bachar ha spostato il limiti del possibile [...] salendo in solitaria il 5.11 quando il 5.12 non esisteva».

Le parole di John Long sono ancora più forti: «Non c'è mai stato nessuno come John Bachar e mai ci sarà in futuro». E chiudiamo con Peter Croft: «John Bachar è stato senza dubbio il più grande arrampicatore della nostra generazione». (da http://www.intotherocks.splinder.com/)

30.6.09 - Maja Vidmar sale Attila Lunga 8c+ al Baratro

Il 18/06/2009 la slovena Maja Vidmar ha salito il suo primo 8c+, Attila Lunga nella falesia del Baratro a Trieste. Il successo per Maja è arrivato dopo che già aveva liberato la prima parte della via - Attila 8c - un paio di giorni prima. In realtà questo salto di qualità dall' 8c all' 8c+ era nell'aria da un bel po' di tempo, e non a caso è arrivato dopo la sua rotpunkt di Strelovod (8c) a Misja Pec (Slovenia) e l'a-vista di Spartan wall 8b a Kalymnos, in Grecia.

24.4.09 - Yuji Hirayama libera the Fifth Element 9a

Yuji Hirayama ha liberato The Fifth Element, un nuovo 9a nella falesia di Chichibu, in Giappone. La linea attraversa un'enorme tetto di 15m prima dell'uscita che presenta un bel boulder.

12.3.2009 - Prima invernale di "Masada" sul Sass Maor

Dal 27 al 28 febbraio 2009 Rolando Larcher e Fabio Leoni hanno realizzato la prima salita invernale della via Masada sulla parete est del Sass Maor (Pale di San Martino, Dolomiti). Questa via era stata aperta nel 2001 da Marco Canteri e Davide De Paoli con l'allora 61enne Samuele Scalet, ovvero uno degli alpinisti mito delle Pale e probabilmente uno dei meno celebrati. Masada è una bellissima via di 1260m con difficoltà di VIII- e un tratto di A0 ancora non liberato. (fonte: Planetmountain.com)

ALPINE ICE - Le 600 più belle cascate di ghiaccio delle Alpi
di Mario Sertori

Questo libro, primo nel suo genere in Europa, prende in esame un territorio molto vasto com’è quello della catena alpina e presenta le più belle cascate di ghiaccio tra Francia, Svizzera, Austria, Slovenia e Italia.
Grande attenzione è riservata alle condizioni di sicurezza con cui bisogna affrontare gli itinerari, con particolare riferimento al pericolo di valanghe e ai possibili crolli in presenza di colonne sospese. Alla parte fotografica è stato dato speciale rilievo, con molte spettacolari immagini d’azione, e foto con i tracciati degli itinerari descritti.
La collaborazione di alcuni tra i migliori ice-climber europei: Patrick Gabarrou, Ueli Steck, Ezio Marlier, Beat Kammerlander e Peter Podgornik, garantisce la correttezza delle informazioni e dona autorevolezza all’opera. Un must per l’ice-climber evoluto e, come ricorda Claude Gardien, direttore di Vertical, nella sua prefazione: «…un invito al viaggio, agli incontri e alla scoperta di ghiacci lontani e poco conosciuti.»

106 proposte in Francia
85 proposte in Svizzera
54 proposte in Austria
59 proposte in Slovenia
289 proposte in Italia (Piemonte, V.d'Aosta, Lombardia, Veneto, Trentino, Friuli)

Mario Sertori è nato a Sondrio nel 1962. Guida alpina dal 1991 e seguace del filone esplorativo dell’alpinismo, ha salito oltre 100 nuove vie glaciali e quasi altrettante su roccia in ambiente. Grande appassionato di ghiacci, ne ha scalati un po’ ovunque, dall’arco alpino ai Pirenei, poi più lontano in Norvegia, Scozia, Islanda, Canada e Usa. Dei suoi viaggi avventurosi ha scritto molto sulle riviste di settore sia in Italia che all’estero. Ha pubblicato nel 2004 per Blu Edizioni una guida che raccoglie 500 itinerari sulle cascate di ghiaccio delle Alpi Centrali e nel 2007, per Versante Sud, con Guido Lisignoli, Solo Granito, la più completa guida sulle scalate su roccia nel gruppo Masino-Bregaglia-Disgrazia. Collabora con Grivel e Aku.

Pagine 446 a colori
Prezzo euro 31,50
Lingua: Italiano

Edizioni anche in Inglese, Tedesco o Francese

Per acquisti on line:
http://www.versantesud.it/alpine.ita.html

11.2.09 - Prima libera di Free South Africa in Patagonia

I climbers Nicolas Favresse, Sean Villanueva e Ben Ditto sono riusciti a liberare la via "Free South Africa" aperta dai sudafricani Paul Fatti, Roger Fuggle, Art McGarr, Mervyn Prior, Mike Scott e Richard Smithers sulla parete E della Torre Centrale del Paine, in Patagonia, dopo 13 giorni in parete. La via ha una lunghezza di 1200m ed era stata aperta nella stagione 1973/74 e gradata A4/5.10.

 

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