Col Nudo (2471 m) – via normale di salita

Denominare questa grande montagna con il termine “Col” potrebbe giustamente sembrare sminuente, ma tant’è, questo ha prodotto la consuetudine dei valligiani e dobbiamo farcene una ragione. Il Col Nudo è però una cima importante e presenta verso nord-est e nord pareti e versanti severi affacciati su valli selvagge. Alla vetta principale, che si sale senza troppe difficoltà dal versante “alpagotto”, fanno da contorno una serie di ravvicinati vassalli: la Cima Sora il Ciot (o Jolt), il Cimon delle Basilighe, la Cima Secca e la Cima Lastei. Salendo alla cima principale, si transita per la Cima Lastei e in discesa per l’anticima Nord, ma potrebbe essere interessante concatenare anche la Cima Secca e la Cima Sora il Ciot con brevi digressioni di I e II grado.

Zona: Alpi Carniche, Gruppo Col Nudo-Cavallo.
Dislivello in salita: 1450 m circa.
Difficoltà della via normale al Col Nudo: EE, un passo di I grado esposto, delicato.
Tempi: ore 3.30 per la salita; 5.30 in tutto.
Cartina: Carta Topografica Tabacco 012 – ALPAGO, CANSIGLIO, PIANCAVALLO, V. CELLINA

Relazione della via normale al Col Nudo

Si risale la strada che da Pieve d’Alpago porta al Rifugio Dolada ma la si abbandona poco dopo il Rifugio Carota, seguendo a destra una strada stretta che diventa presto sterrata e che conduce alla Casera Scalet Bassa (1170 m), alla quale in verità neppure si arriva in auto, a causa della sconnessione del fondo. Si parcheggia quindi più in basso, a quota 1050 m circa. A piedi si raggiunge la casera e si prosegue per il sentiero CAI 965 che per prati, belle conche, rocce caratteristiche e valloni solenni, guida sicuro fino al Passo di Valbona (2130 m; ore 2.30).
Da qui si seguono i segni rossi a sinistra, che risalgono facilmente ma faticosamente il pendio erboso della Cima Lastei (2439 m). Da questa, per crestina in due punti davvero aerea e delicata (prestare attenzione, I grado) e poi, dopo una sella rocciosa, per pendio detritico, si perviene alla cima principale del Col Nudo (2460 m; ore 1.00 dal passo).
Per la discesa è consigliabile calarsi per roccette non difficili lungo l’opposto versante (segni) ad un intaglio, quindi si raggiunge la cupola nord del monte e si lascia a destra la Forcella Bassa di Col Nudo, calandosi nel circo di ghiaie che sta alla base del Col Nudo e della Cima Secca, ove si vede chiaramente una traccia che lo percorre verso ovest a mezza costa. Seguendola, si può più velocemente e facilmente ritornare alla casera e all’auto senza particolari incertezze (ore 2 dalla cima).


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Luca Bridda

Luca Bridda

Fondatore di www.abcDOLOMITI.com, laureato con master, lavora da oltre 10 anni nel settore Human Resources e nel settore marketing-vendite. Pubblica articoli per le più note riviste dedicate alla montagna e all’alpinismo, è appassionato da vent'anni di alpinismo e arrampicata sportiva.

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