Piz de Sagron (2486 m) – via normale

Ascensione molto remunerativa per la bellezza dell’accesso al Bivacco Feltre-Bodo e per i passaggi di facile arrampicata (I e II) lungo la via normale al castello sommitale del Piz de Sagron. Panorama mozzafiato dalla cima sul dirimpettaio, magnifico, Sass de Mura e sulle Pale di San Martino tutte. La cima fu salita per la prima volta nell’estate del 1877 da Cesare Tomè, figura di spicco nella storia dell’alpinismo dolomitico, accompagnato da T. Dal Col e M. Bernardin.

Zona: Dolomiti Feltrine.
Dislivello in salita: 1850 m circa.
Difficoltà: EE, passaggi di I e II.
Tempi: ore 5.15 per la salita.
Cartina: Carta Topografica Tabacco 023 – ALPI FELTRINE, LE VETTE-CIMONEGA

Accesso
Da Belluno o Feltre si guida fino a Cesiomaggiore o Soranzen, e di qui si seguono le indicazioni per il Lago della Stua e la Val Canzoi. Poco prima dell’Albergo Alpino Boz (660 m) si parcheggia l’auto e si risale la ripida strada asfaltata che porta rapidamente al Lago della Stua. Per strada ora sterrata si costeggia il lago sulla sinistra (segnavia CAI numero 806), si traversa il torrente Caorame due volte e si prende un sentiero molto ben marcato (sempre 806) che, ora sulla destra ora sulla sinistra idrografica, risale verso il Bivacco Feltre-Bodo (1930 m; ore 3:30). Sin qui nessuna difficoltà (il tratto attrezzato è stato smantellato e ora il sentiero passa più a destra su terreno banale; un breve cavo metallico si trova poco sotto il bivacco).

Dal bivacco si sale verso nord per sentierino lasciando sulla sinistra una caratteristica formazione rocciosa chiamata Vomere, portandosi sulla piatta terrazza sotto il Piz de Sagron (qualche segno verde sbiadito e vari ometti; ore 1.00 dal bivacco). L’attacco è evidenziato con vernice e si trova alla base di una paretina allo sbocco di un canale. Superata la breve paretina di II grado, si seguono gli ometti e i segni di vernice che conducono verso sinistra ad una larga cengia che traversa tutto il versante meridionale della montagna (I grado). Seguendo la cengia (I, I+) verso destra (est) si passa in versante est e di qui si risale un canale friabile, seguito da sfasciumi, fino in vetta (45 minuti; ore 5.15 complessivamente).


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Luca Bridda

Luca Bridda

Fondatore di www.abcDOLOMITI.com, laureato con master, lavora da oltre 10 anni nel settore Human Resources e nel settore marketing-vendite. Pubblica articoli per le più note riviste dedicate alla montagna e all’alpinismo, è appassionato da vent'anni di alpinismo e arrampicata sportiva.

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