Monte Brentoni (2548 m) – via normale

Il relativamente scarso dislivello in salita, la notevole posizione paesaggistica e, soprattutto, i bellissimi tratti di facile arrampicata, fanno di questa via normale un gioiellino per l’escursionista evoluto. Il diedro finale di I e II, esposto quanto basta, è davvero divertente, come delicata e adrenalinica è la traversata dalla Cima Ovest a quella Principale (I, II+), di solo un metro più alta.

Zona: Alpi Carniche.
Dislivello in salita: 800 m circa.
Difficoltà: F+, passi di I e II- (fino al II+ per la cima principale).
Tempi: ore 2.45 per la Cima Ovest, ore 3.15 per quella principale.
Cartina: Carta Topografica Tabacco 01 – SAPPADA S. STEFANO, FORNI AVOLTRI

// Relazione
Provenendo dal Cadore, si seguono le indicazioni per Laggio di Cadore, si parcheggia l’auto duecento metri prima del valico automobilistico di Cima Ciampigotto (1790 m) e si imbocca la strada sterrata (sbarra) che si stacca sulla sinistra (segnavia 332). Per boschi si giunge nei pressi di Forcella Losco. Qui si continua per sentiero alla volta di Forcella Camporosso (1913 m) fino ai pressi delle ghiaie alla base della nostra montagna. Qui si deve lasciare il sentiero 328 che continua traversando tutto il versante sud del gruppo e si imbocca una marcata traccia (segni rossi) che sale sulla destra verso un evidente canale e che conduce alla forcella quotata 2380 m circa, subito a ovest della Cima Ovest del Monte Brentoni (un passo di I+ e altri di I). Si intravede con immediatezza il diedro di I grado e II- che va percorso. E’ indicato, anche, a scanso di equivoci, con una sbiadita freccia e da vari segni rossi. Questo diedro, molto interessante e di soddisfazione, è provvisto anche di 3 chiodi all’apparenza solidi in tre punti strategici (uno all’attacco, uno circa a metà e uno quasi alla fine). La roccia è per lo più solida e offre una piacevole e facile arrampicata, ma una caduta è doverosamente da sconsigliare. Terminato il diedro si raggiunge la cresta e la vetta della Cima Ovest (2547m; croce e libro; ore 2:45).
Per coloro che qui non si sentono appagati, consiglio la prosecuzione sulla dirimpettaia cima principale, di gran lunga meno frequentata e caratterizzata solo da un grosso ometto di pietre. La traversata è piuttosto delicata (I,II, 1 movimento di II+) e soggetta ad inevitabili scariche di pietre. Utile uno spezzone di corda, soprattutto al ritorno.
Abbassarsi per una traccia appena avvertibile (I, attenzione!) verso il canale che scende dalla forcelletta tra le due cime, quindi tagliare verso destra risalendo un brevissimo caminetto (II+) e giungendo ad una breve cengetta erbosa che subito si abbandona per guadagnare la cresta, molto aerea ed esposta, che con passi di I+ conduce in vetta (2548m; altri 30-45 minuti).


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Luca Bridda

Luca Bridda

Fondatore di www.abcDOLOMITI.com, laureato con master, lavora da oltre 10 anni nel settore Human Resources e nel settore marketing-vendite. Pubblica articoli per le più note riviste dedicate alla montagna e all’alpinismo, è appassionato da vent'anni di alpinismo e arrampicata sportiva.

3 pensieri riguardo “Monte Brentoni (2548 m) – via normale

  • 20 ottobre 2015 in 13:40
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    Ciao Luca, bei ricordi di questa salita fatta assieme parecchi anni fa. Ora temo che la normale sia stata compromessa da una ferrata…

    Risposta
    • Luca Bridda
      20 ottobre 2015 in 19:47
      Permalink

      Grazie della segnalazione, Franz. Da quello che ho capito, pare che nel 2014, con l’avvallo della locale sezione del CAI, le Guide Alpine abbiano attrezzato con cavo metallico due tratti della via normale alla Cima Brentoni, uno di 20 e uno di 60 metri, ripristinando – a detta loro – un vecchio sentiero attrezzato da cacciatori. “Le parti attrezzate sono limitate solamente alla copertura delle reali necessità di sicurezza del sentiero, visto il numero piuttosto consistente di utenti dello stesso”.
      Con tutto il rispetto, noi ci dissociamo con forza da questa iniziativa e da altre similari: le vie normali alle cime dolomitiche non devono diventare sentieri attrezzati, cioè banalizzati, devono restare il più possibile integre! Questa via normale, peraltro, era di una bellezza incredibile e non meritava il solito intervento di inutili valorizzatori.

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  • 19 agosto 2017 in 12:35
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    Ripeto questa salita dopo 10 anni e con grande sorpresa la trovo attrezzata,un gran sbaglio deturpare una simpatica arrampicata. Per me era eventualmente da attrezzare la discesa per la cresta S.E. più discontinua. Questi interventi non valorizzano ma deturpano la montagna. Per cortesia non valorizzate più la montagna: è bella senza i vostri interventi.

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