Latemar: Cimon del Latemar, Monte Schenòn e Torre Christomannos

Stupendo trekking di due giorni che permette di conoscere quasi interamente il Gruppo del Latemar, luogo per elfi e leggende, e che porta in cima a ben tre montagne di grande valore estetico: lo Schenòn (2800 m), la Torre Christomannos (2800 m) e il Cimòn del Latemar (2846 m). Da godere intensamente ci sono anche la foresta incantata del versante nord, la visione unica di quel vero caos artistico creato da una frana 200 anni fa, e i prati del pacifico versante sud in prossimità del Bivacco Baita Latemar, ove si trascorrerà la notte sicuramente stanchi ma soddisfatti.
La Torre Christomannos “è il più alto ed elegante dei campanili del Latemar, insuperabile pilastro che non trova confronti nella pur numerosa compagnia di torri e pinnacolo al suo fianco” (Luca Visentini in “Latemar”, Athesia 1985); lo Schenon le sta ad est come una prua puntata verso nord, anch’esso ardito ma incapace di reggere il confronto. La Gran Torre, infine, chiamata anche Cimon, s’alza proprio al centro della larga e turrita (e famosissima) parete nord del Latemar, e ne costituisce il punto culminante, punto panoramico d’eccezione.

Zona: Dolomiti, Gruppo del Latemar.
Dislivello in salita: 1600 m circa il primo giorno; 350 m circa il secondo.
Difficoltà del trekking nel Latemar: EEA – ferrata non difficile; passi di I grado.
Tempi: ore 10-11.00, da incrementare in base al peso degli zaini.
Cartina: Carta Topografica Tabacco 06 – VAL DI FASSA E DOLOMITI FASSANE

Relazione del trekking di due giorni nel Gruppo del Latemar

Giorno 1: dall’Hotel Carezza al Bivacco Baita Latemar; ore 7-7.30

Dal Passo di Costalunga, raggiungibile dalla Val di Fassa all’altezza di Vigo, si scende verso il Lago di Carezza ma si parcheggia poco prima, in prossimità dell’Hotel Carezza. Da qui bisogna innanzitutto districarsi tra i molti sentieri disponibili per poter imboccare quello giusto, il 18, che si dirige verso la Forcella Piccola (2526 m), sul settore sinistro (est) del gruppo, raggiungendola in circa 2 ore e 45 minuti con belle vedute sulla parete nord del Latemar e sulla pittoresca frana alla sua base. Continuando sotto la cima del Cornon, la si aggira con alcuni passaggi su roccette fino al I grado inferiore, e si perviene alla cima dello Schenòn (croce di vetta, splendide visioni sui campanili principali; ore 1.00 dalla forcella).
Ora bisogna discendere verso occidente, per roccette e ghiaie, risalendo infine al Bivacco Rigatti, già ben visibile sin da sopra (2620 m; ore 4.00 dall’Hotel Carezza). Dietro il bivacco si risale un pendio ghiaioso e si va all’attacco della non difficile ma davvero remunerativa “Via Attrezzata dei Campanili” (peraltro evitabile continuando per il semplice sentiero numero 18 che abbiamo seguito sino a questo punto). Si procede lungo la ferrata superando un canale attrezzato, un interessante intaglio e poi una scala metallica infissa su una parete leggermente strapiombante.
Poco oltre si arriva presso un pendio che si estende uniformemente dalla cima del Cimon del Latemar e qui è possibile fare due brevi digressioni per salire altre due cime. Si abbandona il sentiero che prosegue in quota e si sale il pendio fino quasi ad una forcelletta posta tra Torre Christomannos e Cimon. Qui si va a destra attraversando un canale e proseguendo in diagonale verso destra. Si raggiunge così un canale sassoso, inizialmente più difficile (I grado) e poi più semplice ma friabile, arrivando alla cresta e alla vicina vetta che si raggiunge in 30 minuti dalla via ferrata.
Tornati sui propri passi (15-20 minuti) si obliqua a sinistra risalendo interamente e facilmente tutto il piano inclinato sotto il Cimon, fino alla vetta (altri 30 minuti).
Tornati al sentiero della via attrezzata, si prosegue verso ovest traversando interamente il pendio sud, in quota, fino alla spettacolare Forcella Diamantidi. Si traversa sotto le successive torri occidentali e proseguendo con cavi metallici nei punti esposti si arriva infine alla Forcella dei Campanili, a 2600 m di quota circa. Da qui resta solo da imboccare il sentiero che, in discesa, fa perdere quota fino ai 2365 m del Bivacco Baita Latemar ove si pernotterà (ore 3.15 dal Bivacco Rigatti, ore 7.15-7.30 complessivamente; 10 posti, sempre aperto).

Giorno 2: dal Bivacco Baita Latemar all’Hotel Carezza; ore 3.00-4.00

Si tratta semplicemente di valicare il Forcellone (2582 m) imboccando il sentiero 516b dietro il bivacco, calandosi poi nel Circo del Forcellone, dove è necessario fare un po’ di attenzione per ritrovare il sentiero. Si prosegue in discesa fino al sentiero 21, che va poi lungamente seguito verso destra all’interno della foresta del Latemar, fino ad incrociare il 18, che ci riporterà al luogo di partenza (ore 3-4.00).


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Luca Bridda

Luca Bridda

Fondatore di www.abcDOLOMITI.com, laureato con master, lavora da oltre 10 anni nel settore Human Resources e nel settore marketing-vendite. Pubblica articoli per le più note riviste dedicate alla montagna e all’alpinismo, è appassionato da vent'anni di alpinismo e arrampicata sportiva.

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