Le zecche sono uno dei principali problemi per coloro che frequentano la montagna. Fortunatamente non tutta la zona dolomitica è infestata da questo pericoloso aracnide. I gruppi dove il rischio è notevole sono quelli che rientrano grosso modo nei confini del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi (Monti del Sole-Feruch, sottogruppo del Pizzocco, gruppo della Schiara) e quelli della "sinistra Piave". Le gravi malattie che qui possono essere trasmesse dalle zecche sono due: il Morbo di Lyme e la TBE. La prima porta a disturbi del sistema nervoso centrale, alle articolazioni ed al cuore ma, se presa in tempo, è guaribile con una cura di antibiotici. Per quanto riguarda la seconda malattia, essa può dare origine in alcuni casi ad un'infezione senza o con scarsi sintomi, in altri ad uno stato similinfluenzale che poi passa. In una piccola percentuale dei casi, però, a questo stato seguono disturbi del sistema nervoso centrale (meningite, encefalite, paralisi flaccida). E' possibile fare la vaccinazione contro la TBE e perciò consiglio di informarsi presso il proprio medico curante. Non tutte le zecche sono portatrici delle malattie...anzi, solo una modesta percentuale di esse può trasmettere il Morbo di Lyme, e ancor meno sono quelle portatrici della TBE. Le zecche possono essere di dimensioni molto varie (le più piccole sono paragonabili ai più piccoli nei della nostra pelle, quindi grande attenzione!!) in relazione alla fase di sviluppo in cui si trovano, di colore grigio, marroncino o nero, e sono attive tutto l'anno, anche se in inverno è raro essere morsi.

Come fare per ridurre il rischio che una zecca si attacchi alla nostra pelle col conseguente pericolo che ci infetti? Innanzitutto è necessario utilizzare pantaloni lunghi di colore chiaro, infilati ben bene dentro i calzini in modo da impedire alla zecca che sale di raggiungere subito la pelle delle gambe (attenzione, però, a tessuti, come la lana, attraverso i quali le zecche possono tranquillamente passare). E' utile cucire un elastico alle due parti terminali dei pantaloni, che andrà infilato sotto la pianta del piede e che farà sì che gli stessi non tendano ad uscire da sotto i calzini, in conseguenza del piegamento del ginocchio. Un sistema altrettanto valido consiste nell'indossare delle ghette da neve. Ogni tanto bisogna fermarsi per esaminare i pantaloni, uccidendo le zecche che su di essi stanno tentando di salire. Capita, poi, che arbusti del sottobosco permettano alle zecche di "saltarci addosso" nella parte alta del corpo, mentre ci chiniamo durante l'ascesa: fare attenzione a evitare di strisciare contro gli arbusti ed i fili d'erba più lunghi e cospargersi collo e braccia con prodotti repellenti per le zecche (la loro efficacia è, però, piuttosto scarsa). Esistono prodotti antizecche adatti alla pelle e prodotti più potenti e tossici, che potranno essere spruzzati sui pantaloni e sugli scarponi. Bisogna evitare di sedersi sull'erba, anche sino a quote relativamente elevate (1800 m). Giunti a casa, mettere in "quarantena" tutto il vestiario e controllare lo zaino. Fare la doccia il più presto possibile (evitare il bagno nella vasca) e poi controllare con cura ogni centimetro del corpo per trovare eventuali "intrusi": pare che la rapidità con cui si trova la zecca sia importante al fine di evitare contagi. Se l'esame della pelle ha avuto esito infausto, consiglio di recarsi al pronto soccorso...In verità, è possibile estrarre la zecca da soli ma la cosa richiede pratica e può essere pericolosa (va evitato il "rigurgito" della zecca in caso di pressione o soffocamento), dal momento che può aumentare il rischio di contagio se la zecca è infetta. Non usare creme o olio ma solo la pinzetta!
[Aggiornamento: parrà banale dirlo ma ho verificato di persona che è molto efficace anche un serplice comportamento cui spesso non si pensa, cioè scuotere i pantaloni ad intervalli regolari durante la salita. Le zecche non hanno una presa granchè salda mentre salgono sui pantaloni. Passare le mani vigorosamente sugli stessi come per spazzolarli, è utilissimo perchè fa cadere tutte le zecche che salgono. Banale ma efficace.]
Tutte queste precauzioni dovranno essere rigorosamente adottate nei monti del Sole-Feruch, vera patria delle zecche, e nel gruppo della Schiara, mentre in altre zone a rischio si potrà adottare un comportamento via via meno rigoroso (solo pantaloni lunghi passati sotto i calzini e controllo dopo l'escursione). E' importante non sottovalutare il pericolo, sia perché può benissimo capitare, soprattutto in determinati periodi (primavera), di "raccogliere" fino a trenta ospiti, sia perché la gravità delle malattie è notevole.
Per ulteriori informazioni vedere gli articoli apparsi sui numeri "Estate 1995" (La malattia di Lyme), "Natale 1995" (La TBE: nuova malattia da zecche nella provincia di Belluno) e "Natale 1997" (Una terza malattia trasmessa da zecche?) della rivista "Le Dolomiti Bellunesi".
Opuscolo del SUVA Svizzero: scarica
Inoltre consultare il sito dell'ULSS di Feltre: http://www.ulssfeltre.veneto.it/Piani/Zecche/
Bollettino rischio zecche (diramato da marzo a ottobre): http://www.ulssfeltre.veneto.it/Piani/Zecche/bollettino.html
Osservatorio per lo studio, la sorveglianza e la prevenzione delle infezioni trasmesse dalle zecche: http://www.osservatoriozecche.it/
Sito sulle zecche dell'Università di Udine: http://web.uniud.it/entomoinfo/zecche/zecche.html
Altre informazioni e foto: http://www.architradizionali.it/zecche.htm
Sito sulla TBE (inglese): http://www.tbe-info.com/tbe.aspx
Sito sulla Malattia di Lyme (inglese): http://www.oeghmp.at/eucalb/index.htm
Altro sito utile: http://users.ox.ac.uk/~zool0048/
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