Sass de Mura (2547 m) - "Via della Croce" - Gruppo del Cimonega

La scalata del Sass de Mura per la via della Croce è a dir poco entusiasmante, per l'ambiente severo ed isolato in cui si svolge. Le difficoltà tecniche non superano il III+ nel famoso "Camino Cesaletti" ma la presenza di ghiaie mobili in più punti della salita impongono prudenza ed attenzione. Lungo tutta la via si incontra una sola sosta già attrezzata, un chiodo ed un cuneo di dubbia tenuta. Molte, però, le possibilità di proteggersi a nut e friend, oltre che utilizzando massi incastrati e spuntoni. L'accesso è lungo, faticoso e tutt'altro che privo di difficoltà poichè, dopo il bivacco Feltre-Bodo (ove si pernotta), vi sono vari tratti di I. Via da non sottovalutare.

Sass de Mura  
Elaborazione tracciato di abcdolomiti su foto di S. Casara in "Le Dolomiti di Feltre" Castaldi
 

Accesso: Dopo aver percorso la Val Canzoi fino all'Albergo Alpino Boz (660 m) si parcheggia l'auto e si risale la ripida strada asfaltata che porta rapidamente al Lago della Stua. Per strada ora sterrata si costeggia il lago sulla sinistra (segnavia C.A.I. numero 806), si traversa il torrente Caorame due volte e si prende un sentiero molto ben marcato (sempre 806) che, ora sulla destra ora sulla sinistra idrografica, risale verso il Bivacco Feltre-Bodo (1930 m; ore 4:00). Sin qui nessuna difficoltà (il tratto attrezzato è stato smantellato ed ora il sentiero passa più a destra su terreno banale). Qui si pernotta. Dal bivacco un sentiero ben marcato si dirige verso ovest e porta a valicare la Forcelletta del Leone (attenzione a non dirigersi, invece, all'intaglio più a sinistra, invitante perchè più basso ma non valicabile se non con costanti movimenti esposti di I e II). Traversando per ghiaione ci si dirige poi alla Forcella Cimonega (2156 m), tra il Piz de Mez e la nostra montagna. Bisogna ora risalire per una cinquantina di metri lo zoccolo del Sass de Mura (I) al fine di raggiungere la cengia che taglia a mezz'altezza tutto il castello sommitale. La si percorre verso sinistra in direzione del caratteristico Passo Finestra (un valico sul quale si innalza un evidentissimo ponte roccioso che forma una larga finestra di una decina di metri), punto di attacco della via. Ore 1:30 dal bivacco.

Via della croce
300 m; II e III con un tratto di III+; ore 3:00 circa.

Relazione: si sale sul ponte naturale della finestra e lo si percorre interamente. Si traversa 20 metri a destra su stretta cornice fino ad un camino (il "Camino Cesaletti"). Lo si risale (III+) incontrando all'uscita un chiodo e, poco oltre, una sosta con tre chiodi, utilizzata per la prima delle due calate durante la discesa. Ancora per facili rocce di II fino alla cresta, in prossimità del Birillo, un caratteristico monolite di roccia. Si continua ancora obliquamente verso destra per 50 metri tenendosi poco sotto la cresta, sino ad una fessura con un cuneo di legno. La si risale (II) e si continua sempre poco sotto la cresta facendosi aiutare da alcuni ometti (due tratti di III, il resto iI). Il terreno diventa via via più ghiaioso e meno ripido finchè si esce a sinistra in cresta. Da qui, passando per l'anticima ed una esposta cresta, si giunge in vetta.

Discesa: per la medesima via di salita in arrampicata fino alla sosta con tre chiodi incontrata alla fine del tiro del camino Cesaletti. Da qui ci si cala per 10 m nel canale che scende parallelamente al Camino stesso e a sinistra di questo (faccia a valle), incontrando la sosta per la successiva doppia di 50 m, la quale deposita direttamente sulla cengia anulare.

 

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