Cima del Bus del Diàol (2148m) . Via Schuster-Conedera-Zecchini - Monti del Sole
(con approccio dalla Forcella della Caccia Grande e conseguente variante iniziale “scorciatoia”)
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foto archivio personale 2003 |
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Avvicinamento: dalla Forcella di Caccia Grande (raggiungibile da Gena Alta in 5 ore di lungo e complesso cammino con passi di I e II) si segue verso nord il sentiero dell'Alta Via dei Monti del Sole che conduce verso la Forc. Dei Pom. Lo si abbandona in prossimità del largo canale che discende subito a sud della Cima del Bus del Diàol (la cui parete meridionale è chiaramente contraddistinta da un largo cengione con due enormi grotte e da una cengetta più in alto - che chiameremo "cengia superiore"- appena accennata e macchiata di mughi). Si risale il canale abbastanza agevolmente (I) fino al limite occidentale della parete Sud della nostra cima, ove si attacca e dove si può godere di uno stupendo scorcio verso l'Agnér e le Pale di San Martino (25 miniti).
Relazione tecnica: dal limite occidentale della parete sud salire verticalmente per una trentina di metri la facile ed articolata paretina soprastante, fino circa all'altezza del cengione con le due grotte, e subito sotto un evidente camino-diedro (35m; II). Salire ancora verticalmente per il camino-diedro di 15 metri, superato il quale bisogna obliquare a sinistra su facili rocce per altri 10 metri puntando ad un bel mugo ove si sosta (30m; IV+, II). Raggiungere una macchia di mughi più in alto a sinistra arrampicando facilmente (10m di I+, una clessidra a metà). Salire obliquamente a sinistra portandosi in parete ovest e poi riportarsi diagonalmente verso destra fino ad un evidente macchia di mughi proprio sulla verticale della sosta e all'inizio di una cengetta (30m; II+). Dalla sosta si va verso destra lungo l'aerea cengia, inizialmente discendendo per 1-2 metri e poi proseguendo orizzontalmente con forte esposizione, doppiando l'arrotondato spigolo sud-est, e procedendo sempre verso destra sotto un difficile diedro e una successiva, poco invitante, parete rocciosa, fino ad una macchia di fitti mughi (60m; II+,I). Proseguire ancora in orizzontale verso destra per una cengia intasatissima di mughi e leggermente ascendente, finché non pare liberarsi un facile passaggio per salire al soprastante pendio mugoso (50m; II). Salire verticalmente raggiungendo il pendio soprastante e poi la cresta sud del monte (II+, I). Percorrerla in direzione nord (un non facile ed esposto passo di II+ in versante est per evitare un primo salto). Giunti sotto un salto roccioso, aggirarlo a sinistra per un esposto canale con macigni incastrati (II+). Portarsi in versante ovest per brevissima cengetta aggirando un risalto e giungendo sotto una friabilissima ed esposta fessura che va risalita direttamente (ottimo chiodo di calata all'uscita, pochi metri di III). Continuare banalmente fino in cima (campi solcati).
Discesa: percorrere il pendio fin sopra la fessura friabile. Calarsi per 15m da un chiodo. Percorrere l'itinerario d'andata fino alla sosta su mugo utilizzata 10m dopo avere doppiato, durante la salita, l'arrotondato spigolo sud-est. Scendere verso est fino sopra un salto roccioso (il diedro chiave della cd “via normale”) e calarsi con una doppia di 30m. Proseguire sul cengione delle due caverne verso destra e proseguire come sopra.
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