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Campanile di Brabante – Via Tissi – Gruppo Civetta
Bellissimo campanile incastonato tra guglie di arditezza straordinaria! Il posto è assolutamente da visitare, anche senza l’attrezzatura d’arrampicata. La roccia di questa famosa via, aperta da Attilio Tissi su difficoltà estreme di VI grado, è sempre ottima, addirittura entusiasmante lungo il secondo e terzo tiro, ove somiglia a quella dello “Spigolo del Velo”.
Difficoltà e tempi
IV, IV+ e un tratto di VI; ore 2.30
Sviluppo
95 m

Avvicinamento

Dal Rifugio Vazzoler (raggiungibile in 1 ora e 30 dalla Capanna Trieste per larga strada sterrata) ci si dirige verso il Rifugio Tissi. Giunti alla Sella di Pelsa si lascia il sentiero segnato e ci si dirige a destra per prati e poi su per il ghiaione, seguendo ogni tanto una traccia che porta dentro l’evidente e largo canale. Già appare imponente la gialla e larga sagoma della Guglia Rudatis con dietro, seminascosto, il Campanile di Brabante; più in alto spiccano altre aguzze e pendenti guglie. Si aggira a destra prima la guglia Rudatis, poi il Bocia ed infine la nostra meta, sino a portarsi nell’intaglio tra il campanile stesso e la Cima delle Mede. Si fa sosta sfruttando dei massi incastrati tra due enormi pietroni. (1:30 dal Vazzoler)

Relazione

1. Si monta su un masso appoggiato tra la parete del campanile ed un grosso macigno, e si sale per due metri fino ad un buon chiodo. Obliquare verso destra per 6m, in direzione di alcuni grossi buchi con cordini (VI; 4 chiodi di cui 2 dubbi) e doppiare lo spigolo (non facile) in forte esposizione. Traversare la parete appoggiata per 3m, sino alla poco visibile sosta con 2 chiodi. (20m di IV e VI)
2. Salire direttamente la parete di roccia saldissima e ben appigliata, qualche metro a destra dello spigolo o lungo lo spigolo stesso, ove appare più semplice, sino ad una nicchia posta 2m sotto il grande tetto che chiude tutta la parete. (30m di IV+ tecnico; 2 chiodi e 2 clessidre; sosta su un chiodo ed una grossa clessidra dentro la nicchia)
3. Traversare a destra verso il lato opposto della larga parete sino al suo termine, ove si sale per due metri fino alla sosta (20m di III, sosta su due chiodi)
4. Risalire il facile pendio (attenzione ai molti sassi mobili) raggiungendo la vetta. (25m di I e II)

Discesa: dalla cima si ridiscende sino alla sosta d’arrivo del terzo tiro. Da qui si appronta una doppia di 25m in direzione del pendio che porta verso il Bocia (cioè quel basso pinnacolo posizionato tra il nostro campanile e la Guglia Rudatis). Giusto prima della parete a strapiombo troviamo un secondo ancoraggio di calata, dal quale si appronta una doppia di 30m che, nel vuoto, porta a posarsi quasi in cima al Bocia. Da qui, una terza doppia di 30m deposita sulle ghiaie basali.

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Lo schizzo della via in uno storico disegno Domenico Rudatis
Il tratto chiave
Il traverso
   

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