Guglia De Amicis (2100 m) – Via Dulfer

Quando nel 1913 Hans Dulfer, insieme a Von Bernuth, E. Kasnapoff e A. Zelger, scalò per primo questa guglia sparata verso il cielo, sapeva di non stare calcando una vetta vergine. Sì perché quel diavolo di un Tita Piaz l’aveva già fatta sua, con una manovra da acrobata: una traversata aerea dalla parete adiacente.
Quella di Dulfer rappresentava però la prima salita “alpinistica”, e con che via! Il tracciato sfrutta infatti tutti i punti deboli della guglia e la vince con scalata sempre aerea ed esposta, sebbene di breve sviluppo. La roccia non sempre ottima aggiunge un po’ di adrenalina all’ascesa, al di là del grado tecnico.

Zona: Dolomiti, Gruppo del Cristallo.
Difficoltà: IV,IV+,1 passo di V/A0.
Sviluppo della via: 60 m
Tempi: ore 0.50 per l’attacco.
Cartina: Carta Topografica Tabacco 03 – CORTINA D’AMPEZZO E DOLOMITI AMPEZZANE

Accesso
Da Misurina, tra L’Hotel Lavaredo e l’ufficio postale, si imbocca una traccia che risale i prati e si trasforma presto in mulattiera. Si prosegue facilmente nel bosco fino ad un bivio ove bisogna imboccare il sentiero di destra (ore 0.30). Dopo ancora qualche minuto si incontra un evidentissimo ometto che segna l’inizio della traccia che tra i mughi, tagliando orizzontalmente verso destra, porta alla guglia (50 minuti in tutto).

// Relazione
– Si attacca sotto lo spigolo nord della guglia. Salire verticalmente per 2 metri (chiodo) fino ad una bella cengia che va interamente seguita (2 chiodi) verso sinistra fin oltre lo spigolo est. Risalire ora per 3 metri raggiungendo una sosta con uno spit e un chiodo normale (15 m, II, III).
– Con delicata e aerea arrampicata si sale in aperta parete sud-est, prima in diagonale verso sinistra fino quasi allo spigolo sud (non lasciarsi invogliare da una fila di chiodi da roccia giusto sopra la verticale della sosta; roccia molto friabile), quindi obliquando leggermente verso destra e poi continuando dritti, raggiungendo l’ottima sosta sotto la cuspide terminale (3 chiodi e due cordini – sosta su due spit; 26 m di IV e IV+ continui).
– Superare con movimento atletico lo strapiombetto giusto un metro a destra della sosta (chiodo prima del passaggio e residuo di fittone all’uscita) uscendo a destra e proseguendo più facilmente fino alla sosta con 3 spit (15 m; 1 passo di V/A0 poi IV e III).

Discesa
Dalla cima, sfruttando l’ottima sosta ci si cala per 43 m esatti in parete ovest, fino alle ghiaie della forcelletta a monte della guglia. Ora, seguendo in discesa il ghiaione, ci si cala ripidamente verso valle, trovando una traccia verso destra che permette di superare la stretta fascia di mughi. Scendere ancora in linea retta nel bosco senza via obbligata fino a Misurina. 15 minuti.


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Luca Bridda

Luca Bridda

Fondatore di www.abcDOLOMITI.com, laureato con master, lavora da oltre 10 anni nel settore Human Resources e nel settore marketing-vendite. Pubblica articoli per le più note riviste dedicate alla montagna e all’alpinismo, è appassionato da vent'anni di alpinismo e arrampicata sportiva.

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