Dolomiti – Patrimonio Universale dell’Umanità Unesco

Il ‘World Heritage Committee’ ha ufficialmente inserito le Dolomiti nella lista del Patrimonio Universale dell’Umanità Unesco. La decisione sulla candidatura presentata dallo stato italiano è stata presa all’unanimità dai 21 membri della commissione Unesco, riunita a Siviglia.

Alla proclamazione ha assistito la delegazione italiana guidata dall’ambasciatore all’Unesco Giuseppe Moscato. In sala anche esponenti delle realtà territoriali che l’hanno sostenuta.
Il riconoscimento corona un lungo cammino che ha sancito lo straordinario valore paesaggistico e naturalistico delle “montagne più belle del mondo”. L’area riconosciuta come patrimonio non include tutte le Dolomiti ma, in pratica, ricalca il perimetro delle aree naturali protette già istituite e dei Siti di Importanza Comunitaria già individuati nelle Dolomiti, questo perché l’Unesco chiede precise garanzie in merito alla tutela del bene inserito nel Patrimonio.

Dolomiti patrimonio UNESCO
Dolomiti patrimonio UNESCO

Grazie anche alla presenza e al lavoro dei Parchi è stato così possibile assolvere a tre principi fondamentali richiesti dall’Unesco:
a. l’adozione di una politica generale intesa ad assegnare una funzione strategica al patrimonio culturale e naturale nella vita collettiva e l’integrazione della protezione di questo patrimonio nei programmi di pianificazione generale: questo aspetto è assolto dagli strumenti di pianificazione dei Parchi.
b. l’istituzione sul territorio di uno o più servizi di protezione, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale e naturale, dotati di personale appropriato, provvisto dei mezzi necessari per adempiere i compiti che gli incombono: gli enti parco nascono proprio per svolgere queste funzioni di protezione e vigilanza richieste dall’Unesco.
c. lo sviluppo di studi e ricerche scientifiche per perfezionare i metodi di intervento che permettono a uno Stato di far fronte ai pericoli che minacciano il proprio patrimonio culturale o naturale: le attività di ricerca scientifica fanno parte delle finalità istituzionali dei Parchi, che realizzano monitoraggi, censimenti, studi scientifici per approfondire la conoscenza del patrimonio che sono chiamati a proteggere.

Nello specifico si tratta di nove gruppi dolomitici per un’estensione complessiva di 142 mila ettari, cui si aggiungono altri 85 mila ettari di ‘aree cuscinetto’, per un totale di 231 mila ettari, suddivisi tra le province di Trento, Bolzano, Belluno, Pordenone ed Udine. Fanno parte il gruppo formato da Pelmo e Croda da Lago, situati in Veneto, tra Cadore, Zoldano e Ampezzano; del massiccio della Marmolada, posto fra Trentino e Veneto e comprendente la cima piu’ alta delle Dolomiti (3.343 metri) e il ghiacciaio più significativo; il gruppo formato dalle Pale di San Martino, Pale di San Lucano e Dolomiti Bellunesi, per lo piu’ in territorio veneto ma anche Trentino; il gruppo formato dalle Dolomiti Friulane e d’Oltre Piave, le più orientali, suddivise fra le province friulane di Pordenone e Udine; le Dolomiti Settentrionali, situate fra Alto Adige e Veneto e comprendenti i frastagliati Cadini, le candide Dolomiti di Sesto, le austere Dolomiti d’Ampezzo, le lunari Dolomiti di Fanes, Senes e Braies; il gruppo Puez-Odle, tutto in territorio altoatesino, oggi splendido parco naturale; il gruppo formato dallo Sciliar, dal Catinaccio e dal Latemar, a cavallo fra Alto Adige e Trentino; le Dolomiti di Brenta, le piu’ occidentali, dove vive ancora l’orso bruno, tutte in territorio trentino; il Rio delle Foglie, uno straordinario canyon, unico al mondo, le cui stratificazioni rocciose dei più diversi colori e gli innumerevoli fossili di animali preistorici permettono di ‘leggere’ come in un libro aperto la storia geologica della Terra.

La candidatura delle Dolomiti era arrivata in Spagna forte del parere positivo espresso nelle scorse settimane dall’Iucn (l’Unione mondiale per la conservazione della natura), l’organismo internazionale incaricato di esaminare in prima istanza e candidature dei beni naturali Unesco.
Tra i criteri possibili stabiliti dall’Unesco per definire un bene Patrimonio dell’umanità le Dolomiti ne soddisfano due: il settimo, ovvero quello su fenomeni naturali superlativi o bellezza naturale o importanza estetica, e l’ottavo, cioè quello riguardante la storia della Terra, le caratteristiche e i processi geologici e geomorfologici. Per il primo criterio in questione l’Unesco ha ritenuto che le Dolomiti lo soddisfino perchè sono universalmente considerate tra i più attraenti paesaggi montani al mondo. La loro bellezza intrinseca deriva da una varietà di forme verticali spettacolari, come pinnacoli, guglie e torri, in contrasto con superfici orizzontali tra cui cenge, balze e altipiani, il tutto emergente all’improvviso da estesi giacimenti detritici o da dolci colline. Una grande diversità di colori è data dai contrasti tra le spoglie e pallide rocce e dalle foreste e i prati sottostanti. Le montagne risaltano come guglie, alcune isolate, altre unite a formare estesi paesaggi. Lo scenario distintivo delle Dolomiti ha dato il nome all’archetipo ‘paesaggio dolomitico’. Gli stessi pionieri della geologia, del resto, furono catturati innanzitutto dalla bellezza delle montagne e i loro scritti, disegni e fotografie sottolineano il fascino di queste montagne.

Per l’altro criterio, le Dolomiti sono di valore internazionale per la geomorfologia. L’area presenta infatti un’ampia gamma di forme rocciose, derivanti da erosione, movimenti tettonici e glaciazioni. La quantità e la concentrazione di una varietà estrema di formazioni calcaree è straordinaria e comprende alcune delle più alte pareti calcaree verticali al mondo. I valori geologici sono inoltre d’importanza internazionale e ne sono prova le piattaforme di carbonato del Mesozoico o gli atolli fossilizzati del Permiano-Triassico. Le Dolomiti contengono anche molti settori d’importanza internazionale per la stratigrafia del periodo triassico. I valori scientifici del Bene sono inoltre provati dalla lunga storia di studi e riconoscimenti a livello internazionale. Presi assieme, la combinazione di valori geomorfologici e geologici creano un bene di rilevanza globale.

Fonti:
. Ansa
. Sito Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi
. www.unesco.org

La lista dei siti UNESCO Patrimonio dell’Umanità:
http://whc.unesco.org/pg.cfm?cid=31

Le Dolomiti sul sito UNESCO:
http://whc.unesco.org/en/list/1237
Le zone dolomitiche incluse nel patrimonio Unesco

mappa-DOLOMITI-UNESCO

1237rev-001
Pelmo-Croda da Lago
Belluno, Veneto
N46 26 52 E12 06 49
Property: 4343.57 Ha
Buffer zone: 2427.252 Ha

1237rev-002
Marmolada
Trento, Belluno, Trentino-Alto Adige/Veneto
N46 25 54 E11 51 23
Property: 2207.53 Ha
Buffer zone: 577.953 Ha

1237rev-003
Pale di San Martino San Lucano – Dolomiti Bellunesi – Vette Feltrine
Trento, Belluno, Trentino-Alto Adige/Veneto
N46 14 51 E11 59 39
Property: 31665.7 Ha
Buffer zone: 23668.939 Ha

1237rev-004
Dolomiti Friulane e d`Oltre Piave
Pordeone, Udine Belluno, Friuli Venezia Giulia Veneto
N46 20 48 E12 30 13
Property: 21460.63 Ha
Buffer zone: 25027.641 Ha

1237rev-005
Dolomiti Settentrionali Cadorine, Sett Sass
Trento, Bolzano Belluno, Trentino-Alto Adige/Veneto
N46 36 47 E12 09 47
Property: 53585.968 Ha
Buffer zone: 25182.289 Ha

1237rev-006
Puez-Odle / Puez-Geisler / Pöz-Odles
Bolzano, Trentino-Alto Adige
N46 36 13 E11 48 24
Property: 7930.337 Ha
Buffer zone: 2863.546 Ha

1237rev-007
Sciliar-Catinaccio
Trento, Bolzano, Trentino-Alto Adige
N46 27 16 E11 36 10
Property: 9302.098 Ha
Buffer zone: 4770.689 Ha

1237rev-008
Rio delle Foglie
Bolzano, Trentino-Alto Adige
N46 21 37 E11 25 14
Property: 271.6 Ha
Buffer zone: 547.408 Ha

1237rev-009
Dolomiti di Brenta
Trento, Trentino-Alto Adige
N46 09 51 E10 54 09
Property: 11135.442 Ha
Buffer zone: 4201.045 Ha

Luca Bridda

Luca Bridda

Fondatore di www.abcDOLOMITI.com, laureato con master, lavora da oltre 10 anni nel settore Human Resources e nel settore marketing-vendite. Pubblica articoli per le più note riviste dedicate alla montagna e all’alpinismo, è appassionato da vent'anni di alpinismo e arrampicata sportiva.

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