Monte Musi via normale da nord

Il Monte Musi si alza verso sud come un muro, enorme e turrito, lungo chilometri, alto più di mille metri. La sua estensione impressiona, la singolare regolarità fa pensare alle mura di difesa di una città abitata da giganti, ma oltre quel muro, invece, non c’è nulla da difendere. Il ciglio è sempre affilato e collega diverse elevazioni, tutte più o meno alla stessa quota. Il culmine si registra sulla cima est, che misura 1878 m, dieci in più della cima ovest. Il versante nord è il contrario, è fatto di boschi di faggi, pendii poco ripidi e circhi glaciali, un territorio protetto interamente dal Parco Naturale delle Prealpi Giulie.

La via normale alla cima più alta del Monte Musi si sviluppa lungo questo versante e non presenta difficoltà tecniche. Regala però una passeggiata per boschi e un panorama di vetta estesissimo, senza pretendere troppa fatica. In più, fa transitare per un circo glaciale ingombro di enormi massi, precipitati chissà quando dal soprastante Veliki Rop, che fa tornare bambini: il luogo è magico!

Zona: Alpi Giulie
Dislivello in salita: 800 m circa.
Difficoltà via normale al Monte Musi Cima Est: E
Tempi: 2.30-2.45 per la salita.
Cartina: Carta Topografica Tabacco 027

Relazione della via normale al Monte Musi

Da Udine si guida fin oltre Tolmezzo e presso l’abitato di Resiutta si imbocca la provinciale che risale la Val Resia. Dopo alcuni chilometri la si abbandona per imboccare una strada più stretta, ma sempre ben pavimentata, che risale la valle laterale di Uccea, fino al valico della Sella Carnizza (1090 m), dove si parcheggia. Il sentiero parte ben evidente verso sud, segnato col numero 737. Dopo un bosco di faggi, piega decisamente a destra per proseguire in zona carsica, quasi in piano, portandosi a valle di un circo glaciale ingombro di enormi massi staccatisi dal Veliki Rop, che hanno lasciato sulla montagna ampie e regolari lastronate di roccia bianca. Il sentiero è sempre evidente, senza possibili deviazioni. Lo si segue sempre più in alto, puntando alla forcella tra Veliki Rop e Monte Musi, per la quale infine si transita. Qui si prosegue ancora per il 737 ma solo per poche decine di metri, cioè finché si raggiunge il filo di cresta. Si abbandona quindi il sentiero CAI e si segue una traccia nel prato che risale a sinistra fino in vetta (5-10 min. dalla forcella; ore 2.45 in tutto).

(NB: per raggiungere la non lontanissima cima ovest si può proseguire per il sentiero 737, che da qui in avanti si fa assai ardito (EEA) anche se ben segnato, itinerario fatto di passaggi continui in cresta e cavi metallici. Una volta in vetta si potrà scendere in Valle di Musi passando per il Bivacco Brollo con difficoltà EE. Tratti attrezzati con pioli e cavi metallici.)


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Luca Bridda

Luca Bridda

Fondatore di www.abcDOLOMITI.com, laureato con master, lavora da oltre 10 anni nel settore Human Resources e nel settore marketing-vendite. Pubblica articoli per le più note riviste dedicate alla montagna e all’alpinismo, è appassionato da vent'anni di alpinismo e arrampicata sportiva.

7 pensieri riguardo “Monte Musi via normale da nord

  • 28 ottobre 2015 in 20:25
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    Complimenti per le foto!
    L’escursione mi sembra di assoluto interesse. Sicuramente la programmeremo per la prossima primavera.
    Pensi che sia un buon periodo per quella zona? Grazie in anticipo.
    Angela

    Risposta
    • Luca Bridda
      29 ottobre 2015 in 9:57
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      Ciao Angela, per la salita da nord direi che la primavera potrebbe essere un buon periodo. Nel circo glaciale troveresti sicuramente accumuli di neve ma la quota è bassa. Preciso che la parte inserita nel nota bene non è stata testata da me e quindi mi sono limitato a riportare indicazioni sommarie. Credo che il percorso sia ardito e da fare con cautela, magari attendendo che le condizioni della montagna siano ottimali.

      Risposta
  • 29 ottobre 2015 in 13:49
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    Bellissima introduzione, molto evocativa! Mi ha fatto pensare al Deserto dei Tartari. Complimenti Luca!

    Risposta
    • Luca Bridda
      4 novembre 2015 in 10:36
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      Beh, diciamo che farsi ispirare da un monte così particolare non è difficile…Grazie e buone salite. Luca

      Risposta
  • 9 novembre 2015 in 21:33
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    Affascinante il giardino di pietra sotto la parete nord. Enormi blocchi squadrati mostrano ancora l’impronta delle crode da cui si sono staccati mille migliaia di anni fa, come cubi da costruzione di un gioco per giganti.

    Risposta

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