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VECCHIE NEWS PAGINA 9

11.2.08 - Brenna e Barmasse, Prima assoluta alla NO del Piergiorgio

La parete Nordovest del Cerro Piergiorgio era da tempo nel mirino di molti alpinisti, soprattutto dei Ragni di Lecco. Dopo varie spedizioni, ecco che giunge finalmente la notizia che quella via tanto sognata è stata tracciata. A farlo sono stati il valdostano Hervè Barmasse e il Ragno di Lecco Cristian Brenna. Ora il team sta ritornando a El Chalten.

4.1.08 - Cinema di montagna a Trieste dal 7 al 21 febbraio

Giovedì 7 febbraio 2008, ore 18.00 e ore 20.30

LAUBERHORNRENNEN IN SOMMER (Svizzera)
Regia: Daniel Zimmermann (6’)
La pista di Lauberhorn è una delle più lunghe e celebri discese di sci del mondo.L’artista ha voluto ricreare proprio qui,in estate, con l’aiuto di diecimila assicelle di legno, l’immagine della linea ideale che da sempre si è cercato di eseguire con gli sci ma che non è mai stata eseguita alla perfezione. Ecco quindi gareggiare fantomatici sciatori, accompagnati dalle reali voci dei telecronisti, mentre scendono a velocità precipitose per stabilire un nuovo record immaginario.

SKIING SEVEN SUMMIT (Slovenia)
Regia: Boštjan Virc (53’)
Con Davo Karnicar in sala
Davo Karnicar dopo aver fatto parte della squadra nazionale slovena di sci alpino e aver partecipato alle competizioni della Coppa del Mondo ha continuato a far parte di quell’ambiente in qualità di ski-man. Fino a quando il richiamo dei monti e dello sci libero è diventato imperioso. In breve è diventato uno dei migliori specialisti al mondo dello sci estremo, portando le sue tavole dalle Alpi di Kamnik, le montagne di casa, fino al tetto del mondo. E’ stato infatti il primo uomo al mondo a discendere, sci ai piedi, dalla vetta dell’Everest fino al campo base. Dopo di che ha continuato fino ad iscrivere nel suo palmaresse le discese in sci dalle altre sei cime più alte di tutti i continenti.

Giovedì 14 febbraio 2008, ore 18.00 e ore 20.30

FIRST ASCEND (USA)
Regia: Peter Mortimer (88’)
Un viaggio intorno al mondo, dalla paurose e scure profondità del Canyon agli edifici di Hollywood, dalle nevi delle alte cime himalayane fino alle scogliere nelle acque al largo delle coste thailandesi. Il regista prova a delineare le caratteristiche dei “pionieri contemporanei” dell’arrampicata e li segue nei loro tentativi di compiere le “Firts Ascend” sulle più stupefacenti formazioni rocciose e montagne del mondo rimaste ancora inviolate. Armato di videocamera, Mortimer visita i regni inesplorati del mondo verticale e crea un film sulle sue vie leggendarie e sul gruppetto di eroici atleti che le hanno affrontate, vincendole.

SET IN STONE (Gran Bretagna)
Regia: Alastair Lee e David Halsted (49’)
Il film segue le tracce di uno dei maggiori climber mondiali, Dave Birkett. Facendo emergere la grande passione di Birkett per l’arrampicata, i due registi raccontano la ricerca delle magiche linee, soprattutto fra le rocce di Lakeland. Sono inclusi numerosi video e immagini di molte delle più celebri salite di Birkett, tra cui The Return of the King e l’East Buttress.

Giovedì 21 febbraio 2008

Premio Alpi Giulie Cinema- SCABIOSA TRENTA
In parallelo alla Rassegna Internazionale si terrà il “Premio Alpi Giulie Cinema”, concorso riservato alle produzioni cinematografiche di autori originari delle regioni alpine del Friuli Venezia Giulia, Slovenia e Carinzia dedicate alla montagna (sport, cultura e ambiente). L’iniziativa, unica nel suo genere, sia per il contenuto delle opere che per la caratterizzazione internazionale vuole essere un punto fisso di riferimento culturale in un territorio come quello dell’Alpe Adria che ferve di piccoli e grandi produttori di filmati dedicati alla montagna, che difficilmente trovano gli spazi adeguati per proporre le loro realizzazioni. Verranno proiettate le produzioni premiate dalla giuria, formata da autorevoli operatori nel campo della comunicazione, della cultura ed esperti della montagna.
Al regista del miglior video verrà assegnata la “Scabiosa Trenta”, fiore alpino immaginario cercato per una vita dal grande pioniere delle Alpi Giulie, Julius Kugy, a 150 anni dalla sua nascita.
Verrà assegnato anche un premio al miglio soggetto, intitolato alla memoria di Luigi Medeot, direttore della rivista “Alpinismo Goriziano” e componente del GISM (Gruppo Italiano Scrittori di Montagna).
Con il patrocinio di Comune e Provincia di Trieste, Regione Friuli Venezia Giulia. In collaborazione con CAI Sezione di Gorizia, Cooperativa Bonawentura Trieste, ARCI Servizio Civile Trieste.
I film stranieri saranno proposti in lingua originale con traduzione simultanea o sottotitoli

28.1.08 - Rolando Garibotti e Colin Haley concatenano tutta la traversata del Gruppo del Torre

Rolando Garibotti e Colin Haley, dal 21 al 24 gennaio 2008, sono riusciti a realizzare la traversata del gruppo del Cerro Torre: dal Cerro Standhardt per la Punta Herron e la Torre Egger fino al Cerro Torre.

Ecco le parole dei protagonisti: «Abbiamo salito il Cerro Standhardt per la via Exocet, raggiungendo la vetta poco dopo mezzogiorno. Ci siamo quindi calati al Colle dei Sogni tra lo Standhardt e la Punta Herron. Sullo Spigolo dei Bimbi di quest'ultima abbiamo trovato dei tratti ghiacciati, che ci hanno costretti ad alcune varianti (lungo il secondo, il terzo e il quarto tiro). Rallentati dalla neve e dal vento abbiamo bivaccato ai piedi dei funghi della Herron. Il 22 gennaio, con il tempo perfetto ma stranamente stanchi (probabilmente a causa del monossido di carbonio sviluppatosi all'interno del sacco da bivacco), abbiamo continuato fino in cima alla Punta Herron e alla Torre Egger: anche sullo spigolo settentrionale della Egger abbiamo dovuto effettuare alcune varianti a causa della roccia ghiacciata. Con il bel tempo la temperatura si è alzata e così, poco sopra il Colle della Conquista, tra la Torre Egger e il Cerro Torre, abbiamo dovuto cercare un posto riparato dalle cadute di ghiaccio, fermandoci a bivaccare attorno alle 17 sotto uno strapiombo roccioso. Il giorno dopo, 23 gennaio, ecco una piacevole sorpresa: il fungo di ghiaccio che aveva bloccato il tentativo del novembre scorso era caduto. Abbiamo trovato la parte superiore de El Arca de los Vientos in condizioni peggiori rispetto al 2005, dovendo così lavorare parecchio per liberare le fessure dal ghiaccio. Abbiamo anche dovuto piantare uno spit in corrispondenza del pendolo per evitare un altro fungo. Ormai molto stanchi, con alle spalle due giorni di scalata, e rallentati dalle condizioni della montagna, alle 17 avevamo la nord del Torre sotto i nostri piedi: ci aspettavano i tiri finali della Ferrari sulla parete ovest. Siamo saliti per due lunghezze attraverso dei tunnel nel ghiaccio, giungendo a tu per tu con il terribile tiro finale, famoso per aver costretto alla resa molti alpinisti. Possiamo dire che, avendolo già salito entrambi (Garibotti in occasione dell'apertura de El Arca de los Vientos, nel novembre 2005, Haley durante il grande concatenamento di À la recherche du temps perdu e della parte superiore della Ferrari, nel gennaio 2007, ndr), era in condizioni mai viste: terribili. Lo si supera laboriosamente, scavando un passaggio verticale nel ghiaccio... Non essendo stato tentato da nessuno durante l'ultima stagione, ci siamo ritrovati davanti 50 metri di ghiaccio spaventoso, tutto da scavare! Colin ha tentato subito: in un'ora, scavando, è salito di una decina di metri ma, essendo ormai sera, ha rinunciato. In compagnia della luna piena abbiamo bivaccato ad una lunghezza di corda dalle vetta del Cerro Torre... “Riposato” dopo una lunga notte di brividi, Colin ha attaccato nuovamente: in tre ore ha scavato un tunnel di 20 metri nel fungo sommitale, finendo in un tunnel naturale. A mezzogiorno del 24 gennaio eravamo in vetta al Cerro Torre: la fantastica traversata era realtà. Abbiamo tirato un attimo il fiato e siamo scesi per la Via del compressore, lungo lo spigolo sud-est, raggiungendo il ghiacciaio quando era ormai sera. Un grande grazie va al “Maestro” (in italiano nell'originale, ndr), ad Ermanno Salvaterra per l'idea, lo stimolo e perché continua, da vent'anni, a mostrare la strada».

Foto Garibotti

24.1.08 - Presentazione del primo diaporama del fotografo Paolo Colombera

Il Diaporama è sostanzialmente una proiezione di diapositive accompagnate da un sottofondo musicale e a volte anche vocale. Ma un buon diaporama dev'essere soprattutto in grado di trasmettere allo spettatore un messaggio chiaro, per questo per la sua realizzazione ottimale è necessario diverso tempo. "Con gli occhi di un Camòrz" è il primo Diaporama del fotografo Paolo Colombera, da oggi disponibile per il download (in versione ridotta) all'indirizzo: www.dolomitipanoramiche.it/diaporama.html

"Le selvagge Dolomiti Bellunesi viste da un animale che ne conosce ogni segreto, il camoscio, il re dei viàz. Questo è il suo regno, montagne selvagge, a due passi dalla popolosa Val Belluna eppure oltremodo primitive. In questi 10 minuti accompagneremo il Camòrz in questi luoghi, aspetteremo il tramonto o l'alba su una cima, passeremo la notte sotto le stelle, incontreremo altri esseri viventi, uomo compreso. E così, alla fine, quando la polvere dei sentieri ti penetra nei pori della pelle [...] tu appartieni alla montagna e alla natura selvaggia; anche tu ti sentirai a tuo agio in questi luoghi dove raramente s'incontra qualcuno e il contatto con la natura favorisce la riflessione."
Note tecniche: durata di circa 10 minuti, peso 33 megabyte.

info: www.dolomitipanoramiche.it

21.1.08 - Manolo piazza il colpaccio su Bimbaluna, 9a/9a+

Il nostro caro Manolo a quasi 50 anni piazza il colpaccio salendo rotpunkt la difficile via Bimbaluna, 9a/9a+, nella falesia svizzera di St Loup. La via in questione era stata aperta nel 2004 da Francois Nicole e ripetuta da Josune Bereziartu. Le voci che circolano parlano di alcuni ripetuti tentativi e poi della zampata di ieri mattina, al secondo tentativo. Sul grado nessun commento.

20.1.08 - Resoconto attività soccorso bellunese nel 2007

Leggiamo sul sito www.webdolomiti.net/soccorso_alpino/attivita.htm, e riportiamo integralmente, il resoconto sull'attività operativa di soccorso effettuata dalle 20 Stazioni della 2^ Zona Delegazione Bellunese e dal Servizio dell'Elisoccorso Bellunese.
La stagione 2007 ha segnato una crescita assolutamente marcata degli interventi di soccorso, del numero dei soggetti a vario titolo soccorsi e del numero del Personale CNSAS complessivamente coinvolto, riconfermando il costante trend al rialzo dell'ultimo decennio.
Sono stati, infatti, raggiunti valori numerici straordinariamente elevati, anche in virtù delle particolari casistiche intervenute e meglio esplicitate negli allegati grafici che fanno anche cogliere l'analisi specifica dell’attività del CNSAS.
La mole dei dati riferiti al 2007, proprio per i valori numerici espressi, merita una profonda riflessione da parte dello stesso CNSAS, ma anche e soprattutto da parte degli Enti Locali e del Servizio Sanitario Regionale da una parte e degli addetti ai lavori del sistema montagna, dall'altra. Il richiamo sotto evidenziato rispetto alle missioni di soccorso e alle persone soccorse solo di qualche anno fa è di per sè un invito a considerare la necessità improcastinabile di mettere in campo azioni concrete e continuative per cercare di contrastare questo trend.
Va, infatti, ricordato che, rispetto al 2002, in prospettiva dunque quinquennale, il numero degli interventi è aumentato del 51,35% (numero assoluto nel 2002 n. 333) ed il numero delle persone soccorse del 64,68% (numero assoluto nel 2002 n. 385). Questi i dati oggettivi, senza fronzoli retorici.

1. INTERVENTI E PERSONE SOCCORSE.
L'attività svolta nel corso del 2007 dagli Organici delle 20 Stazioni CNSAS in strettissima sinergia operativa con il SUEM 118 di Pieve di Cadore in particolare e con il SUEM 118 di Treviso e Crespano del Grappa nelle zone di competenza territoriale provinciale ed extra-provinciale, si è, infatti, attestata a n. 504 interventi.
Questo primo macro dato segna un incremento pari ad un + 14,29% rispetto all'anno precedente quando furono n. 441. Per quanto, invece, concerne il numero complessivo delle persone soccorse a vario titolo dal Personale CNSAS, si è raggiunto il valore assoluto di n. 634 con un incremento anche in questo caso marcato, pari ad un + 13,01% rispetto alla stagione operativa 2006.

2. DIAGNOSTICA CODICI DI GRAVITA'.
Per quanto più espressamente attiene alla diagnostica analitica degli interventi, oltre ai n. 215 illesi tratti in salvo (33,91% delle persone complessivamente soccorse), si deve constatare un valore in sensibile aumento rispetto all'annata precedente delle persone ferite (vari codici di gravità) recuperate dal Soccorso Alpino che raggiungono il numero di n. 324 (51,10% delle persone complessivamente soccorse). Particolare attenzione merita la disamina delle persone decedute. Il dato statistico tragico che non ha eguali nella ultra cinquantennale storia del CNSAS, segna nel 2007 n. 44 salme recuperate (6,94% delle persone soccorse), dato che rappresenta un + 41,94% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, quando furono n. 31.
Di questa casistica merita evidenziare le due tabelle sotto esposte, buona sintesi delle attività e delle cause coinvolte negli incidenti.
Infine, si ricorda n. 1 persona dispersa (0,16% delle persone soccorse). Questa fattispecie, come vedremo in dettaglio più avanti, è stata oltremodo impegantiva, anche se il dato richiamato si riferisce con assoluta attendibilità ad un disperso, ancora in vita, scomparso volontariamente.

3. CAUSE DEGLI INCIDENTI ED ATTIVITA' COINVOLTE.
Merita ora rimarcare in dettaglio quelle che sono le attività maggiormente coinvolte e le cause degli incidenti, anche se al riguardo è opportuno rimandare agli apporti grafici allegati che evidenziano in modo più puntuale le casistiche particolari. In ogni caso, si deve constatare come le cause ascrivibili alla mancata preparazione fisica e psicofisica siano rappresentino una percentuale ragguardevole, che deve anche essere un segnale d’allarme. Il 10,25% degli interventi complessivi è stato portato a favore di soggetti che hanno accusato malori ed affaticamenti vari, mentre il 21,14% di interventi dovuti alla mancata preparazione tecnica ed esperienza e alla perdita di orientamento.
Si perviene, dunque, al valore del 31,39% di missioni compiute a causa dei così detti fattori soggettivi, condizioni di per sé non imputabili al fattore ambientale ma alla superficialità con la quale si affronta il sistema montano. Una persona su tre viene, dunque, soccorsa per queste ragioni.
Altro fattore davvero impressionante che deve essere valutato con estrema attenzione dagli addetti ai lavori ed in parte ascrivibile ai dati appena esposti, è che il 38,80% di incidenti sia ascrivibile alla scivolata su sentiero, neve e ghiaccio o alla caduta, fattispecie che possono, nella stragrande maggioranza dei casi, essere imputabili alle motivazioni di cui sopra.
Infine, quelle che sono le attività maggiormente coinvolte: l’escursionismo spicca su tutte con il 38,96%, alpinismo e ferrate con il 16,40% con un lieve aumento rispetto alle passate annualità, mentre merita segnalare lo sci con il 17,67% che aumenta in modo marcato e, soprattutto, il 4,57% di incidenti in cui sono state coinvolte auto e moto, percentuale triplicata nel 2007.

4. NAZIONALITA' DELLE PERSONE SOCCORSE e STATO ASSICURATIVO.
A questi dati vanno poi ad aggiungersi quelli più specifici. Vale la pena rimarcare come sia aumentata in modo netto la percentuale di persone soccorse di nazionalità straniera pari al 24,13% del numero complessivo, ad ulteriore dimostrazione che il Soccorso Alpino è anche un fondamentale presidio e garanzia per l'utenza turistica. Tra queste si registra un aumento sensibile delle persone soccorse dei paesi dell'est pari al 5,36% ed, in genere, di persone di nazionalità extra-europea con il 2,84%.
Altro ragionamento merita, anche alla luce della recente approvazione della Legge Regionale n. 33/07, lo stato assicurativo delle persone soccorse. I Soci Cai rappresentano l'8,36%, mentre i non Soci Cai segnano l'87,22%. Solo il 4,42% sono in possesso di una qualche copertura assicurativa, fattore che dovrebbe essere maggiormente pubblicizzato e rendere tutti consapevoli sulla necessità che Dolomiti Emergency decolli in via definitiva.

5. RICERCA e SOCCORSO PERSONE DISPERSE
Ragionamento circostanziato merita in questa sede l'attività di ricerca svolta dal CNSAS a favore di persone disperse. Si sono, infatti, registrate oltre alle ricerche di routine (esito di interventi che si sono risolti entro le 2H, pari a 14 interventi), 9 ricerche di persone disperse che hanno superato le 48H di attività e che hanno duramente impiegato la struttura della scrivente organizzazione in ordine alla pianificazione e alla gestione delle operazioni, considerato l'importante concorso di volontari e di mezzi aerei impiegati su terreni particolarmente ostili. Questa particolare attività ha anche fatto registrare n. 18 persone decedute, pari al 40,91% delle salme complessivamente recuperate.

6. VOLONTARI IMPEGNATI.
Con le premesse di questa analisi, si deve di necessità registrare un complessivo, oneroso, implemento dell'attività del CNSAS, le cui relative missioni di soccorso hanno visto l'impiego di n. 3.236 Volontari con un + 5,17% rispetto al 2006 per complessive n. 3.493 giornate/uomo, questi ultimi valori segnano le risorse umane messe a disposizione della collettività da parte del CNSAS.

CONCLUSIONI

Va da sé che la frequentazione turistica del territorio veneto alpino e prealpino, nonostante le ricordate cifre, è risultata spesso inconsapevole dei rischi impliciti di qualsiasi attività praticata nell’ambiente ostile, tanto che sia i n. 504 interventi sia le n. 634 persone soccorse, oltre alle n. 44 persone decedute, rappresentano in valori assoluti il valore più elevato di sempre nella nostra provincia e in quella di Treviso dall'anno di istituzionalizzazione del Soccorso Alpino Bellunese.
Si rimarca, quindi come è opportuno che sia, la cogente ed assoluta necessità programmatica di potenziare con misure efficaci, co-organizzate prioritariamente con il CAI e le Guide alpine e con l'indispensabile supporto delle PP.AA. e, soprattutto degli Enti Locali, adeguate campagne di sensibilizzazione, attraverso un nuovo e radicale approccio alla comunicazione della prevenzione ed informazione, che deve essere diretta soprattutto nel mondo della scuola e dell'associazionismo, oltre che caratterizzata dalla estensività.
Belluno, 18 gennaio 2008

IL DELEGATO CNSAS
2^ ZONA DELEGAZIONE BELLUNESE
Fabio Bristot

 

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