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4.3.13 – I Ragni di Lecco salgono la Ovest della Torre Egger

“Die another day”, questo è il nome della via che solca la parete Ovest della Torre Egger, che nessuno era mai riuscito prima a salire.
Da tre anni ci stavano lavorando i Ragni di Lecco Matteo Della Bordella e Matteo Bernasconi. Ora è stata completata da Della Bordella e Luca Schiera.

I due venerdì sera avevano raggiunto il colle Giongo-De Dona’ uscendo dalla parete Ovest della Torre Egger, ieri hanno raggiunto la cima. “La discesa e’ stata lunga e i due sono devastati. Ma felici come noi. E hanno voluto il telefono del “Berna”, Matteo Bernasconi, perche’ la via e’ anche sua.Tre anni di dedizione, tenacia e avventura. I particolari nei prossimi giorni”.

28.2.13 – Markus Pucher piazza la seconda solitaria della via dei Ragni su Cerro Torre

Il 14/01/2013 l’austriaco Markus Pucher ha salito in solitaria la via dei Ragni sul Cerro Torre in Patagonia in sole 3 ore e 15 minuti. “Una performance impressionante che ci lascia senza parole” ha scritto Rolando Garibotti su pataclimb. Si è trattato non solo della ripetizione più veloce ma anche della prima solitaria completamente in libera, peraltro senza mai autoassicurarsi. L’alpinista ha dichiarato: “sono salito rapidamente e senza fare pause, da qui le 3 ore e 15 minuti dal bivacco posto 150 metri sotto il Col della Speranza, e le 5 ore 40 minuti in totale, per la salita e la discesa dal mio bivacco”.

28.2.12 – Colin Haley e Sarah Hart salgono la Ovest del Mojon Rojo in Patagonia

Il 21 febbraio Colin Haley e la sua compagna Sarah Hart hanno effettuato la prima assoluta della parete ovest del Mojon Rojo in Patagonia lungo una nuova via chiamata El Zorro (700m, 5.10, A1).

28.2.13 – Secondo richiamo dei set da via ferrata negli ultimi sei mesi

UIAA PRESS RELEASE 25/02/2013
Second wave of via ferrata set recalls within six months – considerable deficiencies found in many via ferrata sets

25 February 2013, BERN, Switzerland: A group of manufacturers has issued a recall of certain via ferrata sets following a meeting of the UIAA (International Mountaineering and Climbing Federation) Safety Commission in Munich, Germany.

Following a comprehensive test programme conducted on used or aged rope friction based via ferrata sets, the climbing industry has found that some of these sets can fail in a fall situation. The testing showed that the impact force in a fall may be increased and that the tensile strength of the lanyards may also be reduced in such a way that it could result in a full failure of the via ferrata set.

Severe injury or death may be the consequence.

The level of the risk is dependent upon the specific model. Therefore each rope friction based via ferrata set owner should consult the information provided by the manufacturer of the set. The recall is the second alert about via ferrata sets in the past six months.

There was a worldwide warning issued by the the UIAA on 13 September 2012. It followed a fatal accident on 5 August 2012 on a via ferrata in the vicinity of Walchsee in Tirol, Austria where a climber fell several meters and both lanyards on the energy-absorbing devices (EAS), also known as klettersteig sets, broke.

Changes have now been proposed to UIAA standard 128 for via ferrata sets. These will be up for a discussion and approval at the next UIAA Safety Commission meeting in May 2013.

About the UIAA Safety Commission
The UIAA Safety Commission is made up national delegates from alpine clubs, manufacturers who submit to the UIAA Safety Standard and UIAA laboratories which conduct safety tests on behalf of the commission. The commission maintains a database of certified equipment and recalls.The UIAA was founded in 1932 and has 80 member associations in 50 countries representing about 1.3 million people.

The organization’s mission is to promote the growth and protection of mountaineering and climbing worldwide, advance safe and ethical mountain practices and promote responsible access, culture and environmental protection.

The UIAA operates through the work of its commissions which make recommendations, set policy and advocate on behalf of the mountaineering community. The UIAA is recognized by the International Olympic Committee for mountaineering and natural surface climbing.

Press contacts: Please email safetylabel@theuiaa.org

28.2.2013 – ADAM ONDRA e il suo secondo 9b+ con La dura dura

La dura dura, a Oliana, era stata chiodata da Chris Sharma alcuni anni fa ma era stata poi da lui abbandonata perchè ritenuta troppo dura. Adam aveva allora provato a liberarla e i due hanno poi lavorato la via insieme, fino al successo di Ondra.
Nelle parole di Adam c’è tutta la difficoltà di un tiro oggi al top. “Solo i primi 15 movimenti, appena otto metri di arrampicata, potrebbero essere già 9b/+. Allunghi su piccole arcuate e rovesce che portano a un’ampia spallata a destra su una tacchetta e da lì un dinamico a un grosso buco. La sezione comprende 4 passi di blocco, da chiodo a chiodo, ognuno di quattro movimenti: 7C, 7C, 8A+ e 8A. Dopo questa sezione, il resto è solo 8c+. Fai ancora quattro metri fino a un incastro di ginocchio, molto strano e difficile. Non è un vero riposo senza mani, ma si può prendere fiato per un attimo. I sei metri successivi sono davvero intensi. Un dinamico che ti spacca la spalla, allunghi su pinzate e tacche, con due movimenti molto selettivi appena sotto la presa buona. La scorsa settimana sono caduto in questa parte quattro volte. Fino a qui, sono 20 metri di via. Se ti fermassi qui, sarebbe lo stesso grado. Ma è più bello arrivare fino in cima, e sono altri 20 metri di 8b”. Il ceco è piuttosto sicuro che il grado della via sia 9b+ e ritiene la via più difficile di The Change, l’altro 9b+ da lui aperto.

28.2.13 – Alex Honnold apre 19 tiri di massimo 8b

Alex Honnold ha liberato “Mi Regalo Favorito”, 8b, a Portrero Chico, una via di 19 tiri chiodata da Kurt Smith e Jeb Vetters 15 anni fa.

Acquisti direttamente on line sul sito di Zalando.it – giacca in HyVent della North Face.

Che l’e-commerce sia ormai una realtà consolidata anche nel nostro paese, è dimostrato dagli spot pubblicitari dedicati a vari portali di vendita on line che sempre più spesso compaiono sulle reti televisive nazionali: segno chiaro ed evidente che i fatturati sono cresciuti, che gli stessi hanno raggiunto la necessaria “massa critica” e che il mercato è in espansione.
Il consumatore ha ormai preso dimestichezza con il nuovo mezzo, ha imparato a fidarsi e si è deciso ad usare la carta di credito senza eccessive preoccupazioni, anche in mancanza di un commesso in carne ed ossa davanti alla cassa.

All’interno di questo scenario non fa eccezione www.zalando.it, che anzi negli ultimi tempi ha raggiunto una considerevole notorietà, soprattutto puntando sul pubblico femminile e sull’amore viscerale che questo ha per le scarpe alla moda, di tutte le forme e fogge
Ma Zalando è un’ottima risorsa anche per gli acquisti di prodotti sportivi, ed in particolare per quelli legati al mondo dell’outdoor, che sicuramente più interessano gli utenti di abcDOLOMITI.com

Ciccando sul link specifico, infatti, (http://www.zalando.it/sports/?sport_type=Outdoor) si entra in un grande negozio virtuale con quasi 6000 prodotti diversi, tutti dedicati all’outdoor, che vanno dai classici scarponi da montagna, alle felpe, alle giacche tecniche, sino ai bastoncini da trekking e agli accessori più specifici. Sono disponibili prodotti più tecnici e particolari, o capi d’abbigliamento adatti a semplici passeggiate nella natura.
Le schede descrittive sono molto curate, come pure le immagini a corredo. Non sempre, per ciascun prodotto, sono disponibili tutte le taglie, ma ogni informazione è resa chiaramente evidente in modo da non ingenerare errori. Numerosissimi, infine, sono i prodotti in offerta speciale.
Poiché le spese di spedizione e di reso sono sempre gratuite, si può al limite anche rischiare di sbagliare taglia, senza preoccupazioni.

Il prodotto da noi ordinato sul sito di Zalando.it, e rispetto al quale vorremmo spendere due parole, è la Giacca a Vento Potent – North Face.

A fronte di un costo incredibilmente contenuto (prezzo iniziale: 120 €; prezzo finale scontato: 60 €) abbiamo ricevuto, in pochi giorni e direttamente a casa, una giacca impermeabile, antivento e traspirante, che si presenta molto gradevole esteticamente e con tutta una serie di accuratezze tecniche, proprie di capi di più alto livello (e costo): rivestimento HyVent, cuciture rinforzate, zip resistenti all’acqua, cappuccio regolabile e ripiegabile nel colletto, strato di protezione contro le intemperie in Hardshell. Insomma, un acquisto utile per la montagna che in tempi di crisi non pesa particolarmente sui budget familiari.

Ora non ci resta che attendere l’abbassamento delle temperature e l’arrivo della pioggia.

2.11.12 – Autunno a Trichiana 2012: filmati e diapositive sulla MONTAGNA e sull’AVVENTURA a Trichiana (BL) dal 10 novembre al 1 dicembre.

Presso il Centro Parrocchiale San Felice di Trichiana va in scena l’edizione 2012 di questa rassegna dedicata alla montagna e all’avventura. Ecco il programma:

Sabato 10 novembre ore 21.00 il geografo, esploratore, alpinista FRANCO MICHIELI presenta LA VIA INVISIBILE, traversate selvagge nelle terre artiche lasciandosi guidare dalla natura.

Domenica 11 novembre ore 08.30, località MELERE di Trichiana: escursione sulle Prealpi con FRANCO MICHIELI. Breve escursione di circa 4 ore nella parte alta del territorio di Trichiana durante la quale saranno spiegati e sperimentati i fondamenti dell’orientamento in natura senza utilizzare strumenti tecnologici, mappe o orologi. Massimo 30 partecipanti. Informazioni o iscrizioni sono possibili direttamente durante la serata che precede l’uscita il 10 novembre.

Sabato 17 novembre ore 21.00 DIMITRI DE GOL e PAOLO CONZ presentano “LA SIGNORA IN BIANCO”, consigli per una frequentazione consapevole della montagna invernale

Sabato 24 novembre ore 21.00 OSCAR DE PELLEGRIN presenta LO SPORT COME METAFORA DELLA VITA.

Sabato 01 dicembre ore 21.00 MICHELE PONTRANDOLFO presenta GROENLANDIA 2012, 2315 chilometri e 53 giorni; il racconto della più lunga traversata polare senza supporti esterni in piena autonomia.

8.10.12 – Adam Ondra ha liberato la sua via più dura di sempre, “Change”, per cui ha proposto il grado 9b+

Questo vione si trova in Norvegia, nella grotta di Hanshelleren – Flatanger, ed è lungo ben 55 m. Sul tema più spinoso, il grado, Ondra non si è tirato indietro e ha proposto il 9b+, che pone la via (naturalmente in attesa di conferme future) al top della difficoltà, insieme a pochissime altre vie o persino al massimo assoluto.

La via è divisa in due sezioni distinte. La prima è di circa 20 metri con un boulder iniziale di 8B+, complessivamente attorno al 9a+/9b. Quindi si raggiunge un riposo senza mani e da qui si prosegue per altri 25 metri di 9a. La via è stata lavorata da Ondra per ben tre settimane in estate e per altre due in autunno, prima del concatenamento. Complimenti veramente a questo campione della verticale!

4.10.12 – Edizione 2012 di Oltre le Vette, a Belluno: info e programma

La sedicesima edizione di Oltre le Vette si terrà, come di consueto, nella città di Belluno e si svolgerà dal 6 al 14 di questo mese. Si tratta di una delle più importanti e rinomate rassegne culturali dedicate alla montagna, che affronta il tema in maniera multidisciplinare, iniziando il percorso con il teatro, per poi proseguire con la lettura, il grande cinema di Herzog e il cinema più spiccatamente di genere. Saranno come di consueto presentati libri e guide dedicati alla montagna e all’alpinismo, ci sarà l’immancabile mostra d’arte e tanto altro.

Per visionare il programma completo ecco il link:

http://www.oltrelevette.it/sites/www.oltrelevette.it/files/edizione%202012/programma_olv_2012.pdf

Il sito: www.oltrelevette.it

 

Il disastro delle Alpi Apuane: ne parla anche il tedesco Süddeutsche Zeitung. Ecco la news pubblicata sul sito di MountainWilderness.

Questa volta è il turno del Süddeutsche Zeitung, uno dei più importanti quotidiani tedeschi, dopo il Der Spiegel e la radio nazionale tedesca. In Toscana sembrano in pochi ad accorgersi della devastazione e così anche a livello nazionale, per fortuna qualcuno in Europa sa ancora apprezzare le italiche bellezze, per non parlare del disastro ambientale che vi è legato, definito il “più grande disastro ambientale d’Europa”.

Süddeutsche Zeitung – Domenica 29 ago 2012

LA FURIA NELLA MONTAGNA

Una volta il marmo rappresentava il capitale di Carrara, oggi per molti abitanti della zona è una maledizione. L’escavazione distrugge un massiccio montuoso, inquina le falde idriche e riempie l’aria di polveri fini.

Le vette sembrano coperte di glassa. Oppure pesantemente innevate. Dal mare, circa da Forte dei Marmi, si vede bene fin dentro le Alpi Apuane. Anche le migliaia di turisti che d’agosto sono in vacanza al mare ammirano le bianche montagne. Non è neve che risplende sulle cime ma il famosissimo marmo bianco di Carrara. Michelangelo scelse qui la pietra per la sua Pietà, ammirata ogni anno da milioni di visitatori in San Pietro a Roma. Il Pantheon a Roma è in parte ricoperto di marmi di Carrara, come anche le cattedrali di Siena e Firenze. Monumenti a Londra e Washington sono fatti con lo stesso marmo. Una volta era la grande risorsa della zona, oggigiorno si sostiene sempre di più che il marmo sarà fatale a Carrara.
Elia Pegollo, da quota 1200, osserva la valle di Colonnata, sopra Carrara. Ha una vista mozzafiato sulla costa e sulla città. L’aria è torbida, ma i pendii hanno un tale riverbero che bisogna socchiudere gli occhi per non rimanere abbagliati. Strade zigzagano su per i versanti, o almeno per ciò che ne è rimasto. Quel che dal fondovalle sembrava una meraviglia naturale si rivela un’unica devastazione. L’andamento naturale della montagna è interrotto da grossi squarci. Quasi ovunque i Comuni di Carrara e Massa appaiono come una gigantesca mascella sulla quale s’è scatenato un dentista. I monti sono svuotati, enucleati, asportati.
“La montagna è tagliata come fosse burro” dice Pegollo mentre scuote tristemente la testa. Ambientalista, alpinista e cooperante allo sviluppo, nacque 74 anni fa in questa zona. Suo padre lavorò da capocava per 63 anni. Ma con l’escavazione essenzialmente manuale d’un tempo l’industria contemporanea non ha quasi niente in comune. Pochi uomini governano grossi macchinari che penetrano facilmente nelle preziose vene del marmo lasciando dietro di sé una scia di devastazione. Un tuono rimbomba nella valle, un altro pezzo di montagna frana dal pendio.
100 anni fa l’estrazione annuale si aggirava sulle 120.000 tonnellate. Oggi sono cinque milioni di tonnellate l’anno. “Ci si potrebbe ricoprire una strada da Firenze a Stoccolma con uno strato di due centimetri” dice Pegollo. Dei cinque milioni di tonnellate, un solo milione arriva a destinazione come blocchi. Il resto, quasi l’80 percento del cavato, viene polverizzato. Dagli anni ‘90 l’estrazione si concentra meno sui blocchi, impiegati nell’edilizia o nella scultura. L’affare assai maggiore è trattare gli scarti dell’escavazione. Le scaglie di marmo vengono macinate a polvere fine che è richiesta, in quanto carbonato di calcio, da varie industrie.
Il carbonato di calcio non solo è uno sbiancante, s’impiega anche nella produzione di colori e lacche, sostituisce la lignina nella carta, è impiegato come eccipiente nell’industria alimentare e cosmetica. Molte pagnotte contengono carbonato di calcio, come molti dentifrici.
L’impiego del famosissimo marmo di Carrara ha avuto, nel secolo passato, un’evoluzione rimarchevole: nell’antichità era il materiale da costruzione più ambito, nel rinascimento servì agli artisti come materiale grezzo per le grandi sculture. Oggi se ne caricano i tubetti di dentifricio e i panini. E per questo si distrugge una catena montuosa di 53 chilometri. “E’ un disastro”, dice Pegollo. Lui fa parte d’un coordinamento di ambientalisti e di associazioni che si sono aggregate sotto il nome “Salviamo le Apuane”. In tutto più di 5000 persone si sono organizzate in questa rete. Quando un paio d’anni fa gli industriali del marmo di Carrara esposero grandi blocchi di marmo ad una manifestazione a Firenze, gli attivisti protestarono con spazzolini e dentifrici. Insieme lottano contro la rapina del territorio, come Pegollo definisce l’attività estrattiva.
Carrara ha approfittato per anni del commercio della preziosa materia prima. All’incirca nel 1950 il settore lapideo vi impiegava ancora 16.000 lavoratori. Oggi, in una città di 66.000 abitanti, sono meno di 1.000. Della dozzina di famosi laboratori del marmo è rimasta solo una ditta conosciuta a livello interregionale. La disoccupazione nella zona si attesta sull’undici percento, la più alta in Toscana. “Siamo governati da gente che non sostiene gli interessi del popolo ma di quei pochi che praticano la rapina del territorio” sostiene Pegollo. Le concessioni rilasciate dal Comune sono nelle mani d’una dozzina di ditte. Sul mercato globale si confrontano con la crescente concorrenza di Cina, India e Russia. Gruppi come la svizzera Omya comprano enormi masse di scaglie. Il regolare svolgimento dell’estrazione secondo quantitativi regolati per legge viene “rigorosamente controllato” dalle autorità competenti, fa sapere Elisa Giannoni, portavoce di Omya. Il marmo sarebbe “una risorsa molto importante per la collettività”. Gli ambientalisti sostengono il contrario: secondo loro i controlli sono quasi inesistenti, i meccanismi della concorrenza non concedono niente alla popolazione che, anzi, paga un prezzo alto.
Nel 1991 dovettero impiegare le autobotti per rifornire d’acqua la gente della zona perché la falda era inquinata dagli oli dei macchinari di cava. Qualche anno dopo il Comune di Carrara pagò la ripulitura dell’alveo del fiume Frigido dalle stratificazioni di polvere di marmo e recentemente 143 milioni di Euro per la superstrada per l’incrementato traffico dei camion. Fino a un paio d’anni fa circa 1.000 camion al giorno percorrevano le strette strade di Carrara, andata e ritorno.
Oltre al danno irreparabile per la natura, anche la salute degli abitanti è minacciata. Il traffico dei camion ha chiaramente incrementato la concentrazione di polveri fini. Il problema non riguarda tanto i gas di scarico, quanto la finissima polvere di marmo che penetra nell’organismo attraverso i polmoni e sulla quale si depositano i cosiddetti Idrocarburi Policiclici Aromatici , sostanze leggermente cancerogene. Ciò è stato accertato da più esperti, tra cui scienziati dell’Università di Genova. Nel 2008 il tribunale di Massa Carrara impose ai Comuni l’adozione di varie misure a difesa della salute pubblica quali una giornata di divieto di circolazione dei camion, l’abbattimento delle polveri fini e la corretta copertura dei camion. Il gruppo Omya si giustifica dichiarando che i propri camion sono sufficientemente coperti. “Il Comune non ha mai adottato queste misure e di fatto non esegue i controlli” dichiara Giuseppe Sansoni dell’associazione ambientalista Legambiente. Nel frattempo il numero dei mezzi che fanno la spola tra le cave in montagna e gli impianti di macinazione in pianura s’è ridotto a circa 600 al giorno. Ma secondo gli ambientalisti il decremento non è riconducibile ad un aumento della sensibilità ambientale, al contrario: mentre prima, all’apertura di nuove cave, si asportavano le terre superficiali, adesso alcuni imprenditori si liberano di questi materiali inutili scaricandoli illegalmente sul pendio. “Di conseguenza, con forti piogge l’acqua non s’infiltra più nei versanti ma scorre liberamente a valle inondando gli alvei dei torrenti”, dice Sansoni.
Elia Pegollo sta sul bordo del bianco paesaggio lunare della valle di Colonnata, davanti ha il triste-bello spettacolo del marmo che rombando cade dai fianchi del monte. “Qui prima muoiono i posti, poi i ricordi”, dice. Nonostante i suoi 74 anni scala ancora spesso le vette della sua infanzia. E sempre più spesso gli capita di cercare posti che non esistono più.

JULIUS MÜLLER-MEININGEN – traduzione di A. Benvenuti.

info@mountainwilderness.it

18.9.12 – Auer e Mayr in libera sull’8b+, senza spit e…sulla sud della Marmolada.

Hansjörg Auer e Much Mayr hanno realizzato la prima libera della via “L’ultimo dei paracadutisti” (8b+, 750m), sulla sud della Marmolada. La via era stata aperta nel 1988 da Graziano Maffei, Mariano Frizzera e Paolo Leoni, era stat gradata 6+/A4 e mai ripetuta.
Nessun chiodo lasciato dagli apritori, scarse possibilità di proteggersi, roccia friabile. La lunghezza chiave, superata dai primi salitori in artificiale, è il dodicesimo tiro, a 3200 metri sul livello del mare.

12.9.12 Civetta: Baù, Beber e Tondini svelano “Colonne d’Ercole” (1200m, max IX, obbl. VIII+)

Alessandro Baù, Alessandro Beber e Nicola Tondini hanno prima aperto (2009-2012) e poi, in questi ultimi giorni finalmente liberato, la grandiosa via Colonne d’Ercole, sulla Punta Tissi in Civetta. La difficoltà è max IX, obbl. VIII+, il tutto spalmato su 1200 m di muraglia e 29 lunghezze di corda. La chiodatura? Niente spit, solo chiodi normali e protezioni veloci.
“A nostro parere” dichiara entusiasticamente Tondini “si tratta di una linea assolutamente unica, che per bellezza, difficoltà ed etica di apertura, potrà porsi tra le vie di riferimento dell’alpinismo in Dolomiti”.

3.9.12 – Richiamo di set da ferrata elastici

Il crescente numero di frequentatori di ferrate ha portato negli anni recenti a un notevole aumento dei tipi di “set da ferrata”. Un notevole progresso nel senso della comodità d’uso è costituito dai “set elastici”. Com’è noto i set sono a forma di Y, la cui “gamba” è collegata all’imbracatura dell’utente, mentre i due “bracci” terminano con un moschettone per il collegamento al cavo di sicurezza.
Nei set elastici questi bracci sono a riposo corti; vengono allungati dall’utente quando effettua il collegamento. Sono stati escogitati sistemi ingegnosi per consentire questa “elasticità”; i bracci si possono suddividere tipicamente in due categorie:

A – quelli in cui l’interno è costituito da un cavo elastico, che a riposo mantiene accorciata la parte esterna, portante, costituita da una fettuccia tubolare, non estendibile, “raggrinzita” a fisarmonica fino al momento dell’uso;
B – quelli in cui fibre portanti e fibre elastiche sono in qualche modo commiste ottenendo una massa uniforme, elastica, che si estende fino al punto consentito dalle fibre portanti.

Un set del tipo “B” ha ceduto durante una caduta, per rottura di ambo i bracci, con conseguenze fatali. La ditta costruttrice ha immediatamente richiamato tutti i set esistenti sul mercato, e contemporaneamente un’indagine è stata compiuta su tutti i tipi di set elastici in commercio, da parte del DAV (Deutscher Alpenverein) e del TÜV (Technischer Überwachungsverein) di Monaco.
Gli esperimenti hanno suggerito che in alcuni set di tipo “B”, a causa del ripetuto processo di allungamento, lo sfregamento fra elementi elastici ed elementi portanti genera un’usura di questi ultimi e a un carico di rottura dell’insieme di poche centinaia di kg.
È ancora presto per commenti più precisi. Una riunione congiunta UIAA-CEN si svolgerà a Berna il 6 settembre, per approfondire l’analisi tecnica del problema. Intanto vale però la pena di comunicare i primi risultati della suddetta indagine sperimentale: nella tabella allegata si elencano i set che al momento sono stati richiamati del costruttore (affected) e quelli giudicati idonei (unaffected).

CAI, Centro Studi Materiali e Tecniche, 1 Settembre 2012

2.9.12 – Eiter e Puigblanque vincono il Rock Master Lead 2012

Angela Eiter e Ramón Julian Puigblanque hanno vinto il recente Rock Master Lead. Tra gli uomini, Schubert è arrivato 2°, Verhoeven 3°, Chernikov 4°, Ondra 5°, Lechner 6°, Reffo 7°, Primozic 8°, Camacho 9°. Tra le donne, Christine SCHRANZ è seconda, Evgenia MALAMID terza e la nostra Lavarda è ottima quarta.

31.5.12 – Via nuova per Hainz e Kehrer sul Sas dai Tamersc, Fanis, Dolomiti

Christoph Hainz e Simon Kehrer a metà maggio hanno liberto “Gratta e Vinci”, una nuova via di arrampicata da loro aperta nel 2011 sulla parete SO del Sas dai Tamersc, Fanis, Dolomiti. Si tratta di un itinerario di 420 m con difficoltà massime di 7b. Scrive Simon che “Gratta e vinci è stata aperta nella ricerca della miglior roccia, ed anche se completamente attrezzata con spit e qualche chiodo, è comunque una bella salita alpinistica. La via offre uno stile di arrampicata simile a quello delle Tre Cime di Lavaredo: molto tecnica ed a tratti ancora da ripulire.”
31.5.12 – Wilkinson e Ozturk completano la Tooth Traverse sul Mooses Tooth in Alaska

Gli statunitensi Freddie Wilkinson e Renan Ozturk sono riusciti a completare la Tooth Traverse, una cavalcata in cresta che si sviluppa per 8 km nel massiccio del Mooses Tooth in Alaska. Il progetto era già stato tentato ma questa volta è stato portato a termine in cinque giorni. Ricordiamo che Freddie Wilkinson è stato insignito, con Mark Richey e Steve Swenson, del Piolet d’Or 2012 per la prima ascensione assoluta del Sasser Kangri II 7513 in India, mentre Renan Ozturk è stato nominato, insieme a Conrad Anker e Jimmy Chin, al Piolet d’Or 2012 per la salita del Shark’s Fin.
30.5.12 – Antonio Boscacci, il guru della Val di Mello, se n’è andato

Boscacci è stato un grande arrampicatore oltre che un matematico, uno scrittore e tante altre cose. Il suo nome è legato soprattutto alla Val di Mello, dove ha aperto vie mitiche come Luna Nascente, e ad una concezione nuova dell’arrampicarsi, slegato dal vecchio concetto di “lotta coll’Alpe” e più vicino al “piacere nel muoversi nella natura”. Alla valle dedicò due guide (“Val di Mello” ed. Tamari 1980 e “Mello” ed. Albatros 1990).

Il grande alpinismo con la Gazzetta dello Sport: collana di 14 dvd dedicati alla montagna

Il 3 maggio scorso è partita un’imperdibile iniziativa della Gazzetta dello Sport, dedicata al grande alpinismo e alla montagna. Si tratta di una collana di 14 dvd con film e documentari, tra i migliori degli ultimi anni, alcuni già famosi anche nel nostro paese, altri inediti o tradotti per la prima volta.

All’alpinismo i media tradizionali offrono normalmente così poco spazio, che stupisce davvero positivamente constatare come il principale quotidiano sportivo italiano abbia avviato un’iniziativa di questo livello e qualità.

Il viaggio è partito con “Nanga Parbat”, film che ripercorre la storia della prima salita della parete Rupal, la più alta del mondo, coronato da successo alpinistico ma segnato da una grandissima tragedia umana, la morte di Gunther, fratello del celebre Reinhold. Le varie uscite porteranno noi appassionati in giro per il mondo, sulle montagne più alte della Terra come su quelle più belle della Patagonia, e ci faranno conoscere tanto i pionieri quanto gli alpinisti dei nostri giorni. Alcuni altri titoli in programma sono “La morte sospesa”, “North Face – una storia vera”, “Torre del vento – Prima assoluta di una cima impossibile”, “Beyond the summit”, “Asgard Project”, “Cold”, “Linea continua”, “Big Stone”, “King lines”, “Alone on the wall”, “Everest sea to summit”.

I dvd potranno essere acquistati in edicola con la Gazzetta dello Sport o anche successivamente, via web (link)

Il Grande Alpinismo

13.10.11 – Nuova via sulla sud della Tofana di Rozes

I due alpinisti sloveni Tomaz Jakofcic e Luka Lindic hanno aperto in settembre la via nuova “Viki krema” (VIII /IX-, VIII- obl., 800 m) lungo la parete sud della meravigliosa Tofana di Rozes. Jakofčič e Lindic hanno aperto la linea dal basso, in quattro giorni, e successivamente hanno realizzato la libera aprendo pure gli ultimi 100 ripidi metri di scalata. Gli alpinisti hanno lasciato sulla via 23 spit, quattro chiodi da roccia e le soste attrezzate.
5.8.11 – Gli sloveni Koren e Vidmar tracciano una nuova via in Tofana

Gli sloveni Dejan Koren e Sranka Vidmar hanno tracciato una via nuova sulla parete sud della Tofana di Rozes, giusto a destra del famoso e ultraripetuto Primo Spigolo. Si tratta di un itinerario di 400 m con difficoltà massima di 7b (obbligatorio di 7a) in parte attrezzata a fix. Il nome? Il mio criceto.

19.05.2011 – Mountain Wilderness denuncia: Dolomiti Patrimonio dell’Umanità, il progetto sconosciuto. Informazione e partecipazione, le carenze della Fondazione. Si investe nel modello basato sul consumo del territorio.

Con un ritardo che ha dell’incredibile, a 50 giorni dall’arrivo dei commissari UNESCO, la Provincia di Trento si sveglia e si accorge che centinaia di amministratori pubblici e decine di migliaia di cittadini nulla conoscono di cosa significhi realmente Dolomiti patrimonio naturale dell’umanità. La soluzione individuata, come sempre in Trentino, è solo istituzionale. Si affida a STEP Scuola di governo del territorio e del paesaggio il compito di informare sul tema gli amministratori pubblici, comunali e provinciali con una serie di incontri da tenersi nelle vallate.

Prima di commentare la notizia è opportuno ricordare alcuni passaggi che molti cittadini non conoscono:

* tutti i consigli comunali delle province di Belluno, Pordenone e Udine si sono espressi, in tempi utili, fin dal 2005, sull’argomento: sostenere o meno il patrocinio UNESCO. I comuni del Trentino e della provincia di Bolzano sono stati tenuti all’oscuro di ogni iniziativa;
* su volontà espressa in termini forti dagli assessori trentini e bolzanini, Gilmozzi e Laimer, le altre province sono state costrette, dal 2005 in poi, a porre termine all’operazione coinvolgimento dell’associazionismo sociale dei territori: imprenditori, sindacati, ambientalisti e volontari;
* da mesi associazioni ambientaliste chiedono alla Fondazione Dolomiti UNESCO di essere coinvolte nei progetti di gestione delle nove aree e dell’intero progetto. Dalla Fondazione non arriva nemmeno il segnale di una risposta. L’unica associazione accettata, non casualmente, è il CAI, Club Alpino Italiano.

I cittadini delle Dolomiti devono aver bene presente che senza un coinvolgimento attivo della società civile, senza condivisione dei progetti di gestione, l’UNESCO sarà costretta a sospendere il patrocinio costruito attraverso tante difficoltà ed una abile regia politico-amministrativa.
Il fatto che STEP coinvolga nell’operazione ascolto (perché di null’altro si tratta) alcune decine di amministratori pubblici non soddisfa quanto richiede la convenzione UNESCO. E’ necessario che i progetti, i piani di gestione, fin nel dettaglio, siano condivisi da tutta la società civile interessata.

E’ molto probabile che le province interessate abbiano ormai deciso definitivamente di utilizzare il logo dell’UNESCO come un banale marchio turistico. A dimostrazione di questo sta l’incredibile cifra che la Fondazione ha chiesto come contributo al Ministero dell’ambiente, oltre 5 milioni di euro.
Nel frattempo la gestione del territorio non subisce ripensamenti: si investe nei nuovi collegamenti Pelmo – Civetta, in quelli del Cadore fra Cortina e Arabba, negli scempi dei Resort di lusso in alta quota, nei collegamento Moena – Costalunga, nella distruzione dell’altopiano dello Sciliar.

Nonostante ripetute richieste ufficiali e nonostante promesse che sembravano chiare ottenute solo pochi mesi fa dal mondo politico, nulla sta cambiando: si procede negli investimenti che portano vantaggio ad una ristretta elites di cittadini, non si sviluppano le filiere economiche, non si investe in innovazione, in termini di qualità, di formazione, di cultura. Anche sotto l’ombra dell’orribile marchio la gestione del territorio delle Dolomiti rimane quella imposta fin dagli anni ’60: cemento, asfalto, gallerie e industria dello sci. Niente altro.

Luigi Casanova
portavoce di Mountain Wilderness Italia
info@mountainwilderness.it

29.4.11 – Melloblocco 2011 dal 5 all’ 8 maggio: Oltre 2200 iscritti

Quest’anno al Melloblocco, il più grande raduno mondiale di bouldering, i partecipanti saranno oltre 2200. Si svolgerà dal 5 all’ 8 maggio 2011 in Val Masino e saranno presenti campioni celebrati come Adam Ondra e Chris Sharma, Muriel Sarkany e Mauro Calibani, Daila Ojeda ed Enzo Oddo, Barbara Zangerl, Pietro dal Prà, Cody Roth e via discorrendo. Campioni affermati e perfetti sconosciuti, insieme, sui tanti blocchi della valle. Il Melloblocco è aperto a tutti ed è possibile pre-registrarsi sul sito ufficiale: www.melloblocco.it

Manifestazione SALVIAMO IL MONTE PELMO E MONDEVAL 13 Marzo 2011

Vi segnaliamo, per chi abbia a cuore il futuro degli ambienti naturali delle nostre Alpi, che nelle Dolomiti del Cadore si sta prospettando un’iniziativa devastante con la realizzazione di un mega carosello sciistico tra S.Vito di Cadore e Pescul in Val Fiorentina.
Gli impianti andrebbero ad intaccare una zona particolarmente sensibile, integra e di eccezionale importanza storica, archeologica, geologica, vegetazionale e faunistica (zona SIC e sito Unesco n°1). Parlo dei versanti meridionali delle Rocchette di Prendera e parte della famosa Alpe di Mondeval. Riteniamo che questo progetto per ora solo in fase preliminare (ma i sostenitori spingono sull’acceleratore per vedere tutto già in funzione tra pochi anni) sia il più grande scempio in territorio dolomitico mai realizzato. Si parla di circa 25 Km di piste per circa 100 ettari di superficie, 11.5 Km di impianti, numerosi rifugi e ristoranti in quota, innevamento programmato, parcheggi e quant’altro. Vi invitiamo a partecipare alla manifestazione del 13 marzo (in dettaglio qui sotto troverete tutte le informazioni necessarie) e a visitare il sito http://www.pelmo-mondeval.it/ dove troverete tutto per farvi un’idea e soprattutto per aderire alla raccolta di firme in atto per dire di NO.

SALVIAMO IL MONTE PELMO E MONDEVAL.

Il comune di San Vito di Cadore ha presentato un progetto di collegamento sciistico fra le aree del Monte Civetta e la valle del Boite attraverso la zona del Pelmo, le Rocchette,in area 1 delle Dolomiti patrimonio naturale dell’umanità. E’ un progetto che prevede sette nuovi impianti ed un totale di 16 piste di discesa; qualora realizzato il fascino ed i segreti di Mondeval, dei Fiorentini e della montagna di San Vito sarebbero definitivamente violati. L’insieme delle strutture passerebbe nelle pertinenze dell’area archeologica di Mondeval e nel cuore dei pascoli che reggono le vette affascinanti delle Rocchette e del Monte Pelmo. Mountain Wilderness invita tutte le persone dotate di sensibilità e attenzione verso i tesori raccolti in queste montagne ad una grande azione di opposizione. E’ importante che gli alpinisti, gli escursionisti, i naturalisti, abitanti delle montagne e delle città si ritrovino in questo primo appuntamento pubblico di opposizione. sul sito di www.MountainWilderness.it troverete maggiori dettagli che riguardano anche il progetto.

DOMENICA 13 MARZO

Ritrovo a Passo Staulanza, presso il parcheggio, alle ore 8.00

07.01.11 – E’ uscito il numero 11 della rivista di alpinismo Stile Alpino >>

Nel nuovo numero, l’undicesimo, gli autori sono per la prima volta solo italiani, grazie ai notevoli contributi che arrivati in redazione. Ci sarà l’Ossola con itinerari di sci ripido, ci saranno le cascate di ghiaccio intorno al Bernina, salite di misto per tutti i gusti nel Windgallen, scalate di roccia in Marocco, e ovviamente tanto da leggere, grazie a Rusconi e Giuseppe Popi Miotti.

03.01.11 – Cody Roth ripete Malvasia 22 anni dopo Manolo

Il 28 dicembre scorso il climber americano Cody Roth ha piazzato la seconda salita assoluta di Malvasia (Malvazija), la via che Manolo aveva chiodato e poi liberato nel 1988 a Dvigrad, in Croazia (Istria). Erano trascorsi ben 22 anni! Roth ha valutato la via 8c+. Pare che alcuni appigli si siano rotti dai tempi di Manolo che valutò il tiro 8b+. Leggi l’articolo sulla falesia di Dvigrad: http://www.abcdolomiti.com/articoli_luca_bridda/articolo_falesia_dvigrad_limski_kanal.htm

22.12.2010 – Help Jim Bridwell

Jim Bridwell ha ancora bisogno di aiuto. A poco più di due anni dalla creazione del comitato “Help Jim Bridwell” e dal primo appello per la raccolta di fondi a favore del grande alpinista americano, Giovanni Groaz (fondatore del comitato, registrato presso l’Anagrafe tributaria del Ministero delle Finanze con codice fiscale 9608136022) ha diffuso un comunicato sulla situazione di Jim che, come noto, ha perso la sua casa a Palm Springs (l’abitazione è stata messa all’asta e venduta) e inoltre, per i suoi problemi di salute, non riesce più ad arrampicare se non sporadicamente su brevi, facili itinerari. Per mantenersi in qualche modo, in mancanza di un lavoro, Jim sta vendendo tutte le sue foto, tutti i suoi libri e tutta la sua attrezzatura alpinistica. Il comitato “Help Jim Bridwell”, grazie alla generosità degli appassionati italiani, ha finora ricevuto 5000 dollari, già inviati a Jim. La raccolta di fondi però non si ferma: proseguirà fino al 30 aprile 2011 e sarà seguita da un resoconto pubblico.

Per cui chi volesse aiutare Jim può farlo ancora, versando il proprio contributo sul conto corrente postale n. 92800887 intestato a HELP JIM BRIDWELL, 38100 Povo (TN), oppure tramite banca (codice IBAN: IT-64-H-07601-01800-000092800887).
Jim, che ringrazia in anticipo e augura a tutti buon Natale e buon 2011, invierà una sua foto con dedica autografa a tutti coloro che offriranno un importo superiore a 100 dollari.

20.12.10 – Colin Haley fa sua la prima solitaria al Cerro Standhardt, in Patagonia

Il 27 novembre scorso Colin Haley ha raggiunto in solitaria la vetta del Cerro Standhardt (2730 m) per la classica via Exocet sulla parete est. Si tratta di un itinerario di 500 m con difficoltà di VI+ e WI5/6 aperto nel 1988 da Jim Bridwell, Jay Smith e Greg Smith. Come leggiamo dal sito di Intraisass, “Haley è arrivato in Patagonia alla fine di un’invidiabile periodo di bel tempo, è riuscito ad approfittare di una breve “finestra” di sole salendo al Niponinos Camp e da lì, nelle primissime ore del giorno successivo, al colle Standhardt tra il Cerro omonimo e l’Aguja Bifida. Raggiunto il colle alle 4, Colin ha affrontato al buio, autoassicurandosi, il primo tratto di misto e ha quindi superato la non difficile rampa obliqua che, tagliando in due la parete, conduce alla base del couloir di 240 metri che costituisce il tratto chiave di Exocet e sbuca appena sotto i funghi sommitali. Salite in free solo le prime due lunghezze del couloir (WI4 e WI5), procedendo piuttosto lentamente per evitare errori, all’inizio della terza (trovata appena più facile della precedente), il nostro eroe si è sentito un po’ stanco ed ha preferito autoassicurarsi, per procedere di nuovo slegato (a parte un risalto di una decina di metri) lungo il quarto e ultimo tiro (WI4) della goulotte. Ecco quindi del misto, risolto sfruttando ancora l’autoassicurazione, poi le fantasiose ma non ostiche (AI3) costruzioni di ghiaccio finali e infine la vetta, raggiunta alle 16 dopo 12 ore esatte di arrampicata dal colle Standhardt.”

9.11.10 – Ecco il nuovo criticatissimo logo delle Dolomiti UNESCO

Quattro cime stilizzate, che simboleggiano altrettante culture presenti sul territorio dolomitico: italiani, tedeschi, ladini e friulani. Il logo della Fondazione Dolomiti Unesco è stato presentato il 5 novembre presso l’Amministrazione provinciale di Belluno. L’autore è il designer valdostano Arnaldo Tranti. La decisione è stata presa dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione Dolomiti Unesco. Il marchio è stato scelto su oltre 400 proposte.

In molti non sarebbero contenti del logo. Oliviero Toscani ha così commentato: “che schifezza quel logo delle Dolomiti. Mi dispiace perché sono un grande amante delle Dolomiti, sono per me delle montagne uniche al mondo. Con quei colori cangianti a seconda dell’incidenza della luce, quelle forme che le avvicinano, anche se sembra un’eresia, a un’opera d’arte. Guardarle è un’emozione, che non emerge certo da questi marchi. Le Dolomiti sono equiparabili a delle sculture”.

“Abbiamo cercato – ha spiegato il presidente della giuria di tecnici, Cesare Micheletti – la soluzione che, più di tutte le altre, riuscisse a sintetizzare aspetti che volevamo emergessero: le culture che il sito Unesco comprende, le stesse montagne Dolomiti, il paesaggio che si apre a chi le guarda. Un obiettivo quasi irraggiungibile, ma abbiamo cercato le migliori caratteristiche espressive, in un lavoro approfondito”. (rif. montagna.org)

27.10.10 – Torna anche quest’anno AUTUNNO A TRICHIANA, serate di filmati e diapositive sulla montagna e sull’avventura.

Centro Parrocchiale San Felice – ore 21.00
INGRESSO LIBERO

Il Programma

sabato 6 NOVEMBRE
Uno dei più grandi climber mondiali PIETRO DAL PRÀ presenta:
“CON LA TESTA FRA LE NUVOLE” – RACCONTO DI UNA PASSIONE DI SCALATA E MONTAGNA

sabato 13 NOVEMBRE
La piccola grande impresa di tre giovani bellunesi. RENATO BRANCHER, VITO LAMBERTI, ELIO DAL MAS presentano:
SUGLI OTTO TETTI DI BELLUNO OVVERO ANTELAO, SORAPIS, CRISTALLO, TOFANA DI ROZES, DI MEZZO, DI DENTRO, CIVETTA E PELMO

venerdì 19 NOVEMBRE
Quando il viaggio diventa un’esperienza di vita. MARIO CESCA presenta:
APPUNTI DI VIAGGIO IN EGITTO

sabato 20 NOVEMBRE
I “gir” di Agordo raccontano una delle loro ultime avventure. ZASSO DEVIS, COSTANTINI MICHELE, PELLEGRINI EMANUELE presentano:
“ALPAMAYO 2009 CORDILLERA BLANCA”

sabato 27 NOVEMBRE
Trichiana una storia come tante, quando la guerra cambia la vita di un intero paese. FRANCO TISOT, MARIO CESCA presentano:
IL SOLDATO ITALIANO NELLA RITIRATA DI CAPORETTO

14.10.10 – Colpaccio di Ramonet a Margalef: terza salita di Demencia Senil

Lo spagnolo Ramon Julian Puigblanque, neo Campione Europeo e al top della classifica di coppa del mondo, ha piazzato la seconda ripetizione di Demencia Senil, nella falesia di Margalef, in Spagna, e gradata 9a+ dal suo apritore Chris Sharma e ripetuta prima solo dal fortissimo Iker Pou. La via è strapiombantissima e si sviluppa su una sequenza di buchi molto dolorosi.

13.10.10 – Grossa frana sulla parete di El Capitan nella Yosemite Valley

Apprendiamo dal sito Up Climbing che un’enorme frana si è staccata su El Capitan, Yosemite, USA. Fortunatamente nessun climber è stato coinvolte nell’enorme caduta di massi che ha interessato la Waterfall Route sull’estrema destra di El Capitan.

“Una piccola frana ha preceduto di un paio di minuti “la grande frana” – ha raccontato Tom Evans, testimone dell’accaduto – “Abbiamo urlato e fischiato per avvertire i team in parete. Un paio di minuti più tardi con un suono acuto seguito da un boato fragoroso s’è staccata “quella grande”. La parete è stata subito oscurata da una nube di polvere. Dopo poco tempo sono arrivate le autorità per verificare quanto era successo e se qualcuno fosse stato coinvolto. Fortunatamente, da quanto abbiamo potuto capire, nessuno si trovava sulla linea della caduta dei massi. C’era un team che stava salendo “Bad to the Bone” e un altro su “Bad Seed and Regan is on Surgeon General”, che sono distanti della caduta. Chiunque si trovasse alla base della East Buttress sarebbe stato polverizzato… quindi il consiglio più saggio è… STATE LONTANI DA QUESTA ZONA, perché ci sono enormi blocchi instabili pronti a distaccarsi.”

6.10.10 – Ottima risorsa online per programmare le vacanze nelle Dolomiti: ItaliaABC

L’estate è finita ma è già tempo di ripensare alle vacanze: in quanti, per rilassarsi a Natale o Capodanno, stanno già pensando alle proprie ferie invernali sulle Dolomiti?

Non ridursi all’ultimo minuto è il primo passo per programmare una vacanza senza brutte sorprese: un buon portale che può aiutarti è ItaliaABC, grazie al quale potrai scegliere il tuo hotel a seconda dei suoi servizi e scoprire cosa vale la pena di visitare nelle vicinanze.

Il funzionamento di questo portale è il seguente: basterà scegliere dalla home page l’area interessata, se ad esempio avete solo deciso che desiderate un hotel in Val di Fassa, oppure la città dove avete intenzione di trascorrere la vostra vacanza.

In questo secondo caso, potete navigare il portale a partire dalla home page oppure inserire nel pratico motore di ricerca la città: vi verrà restituita la lista corrispondente, con una breve descrizione della struttura e dei suoi servizi oltre a una lista di punti di interesse delle vicinanze.
Così, se ad esempio avete optato per un hotel a Moena, potrete non solo scegliere la vostra sistemazione preferita, ma anche iniziare a progettare le vostre giornate e le gite fuori porta.
Il tutto senza perdere tempo fra cartine e guide turistiche.

30.9.10 – Lutto nel mondo alpinistico: il grade Kurt Albert se n’è andato

Il grandissimo alpinista tedesco Kurt Albert è morto ieri all’ospedale di Erlangen a causa di un incidente capitato domenica scorsa su una via ferrata della Baviera. Le lesioni riportate si sono rivelate troppo gravi. Oltre che per la decisiva spinta alla filosofia del Rotpunkt e quindi dell’arrampicata libera, è ricordato per le innumerevoli prime salite in falesia e in montagna e per le eccellenti numerose ripetizioni.
Tra le sue vie più importanti e note ricordiamo Eternal Flame del 1989 sulla Nameless Tower e Riders on the Storm dell’anno successivo (Torre Centrale del Paine).

29.9.10 – In uscita il numero 10 della rivista di alpinismo Stile Alpino

E’ uscito il numero 10 di Stile Alpino, l’unica rivista europea di solo alpinismo. Introdotta da due grandi articoli di Mick Fowler e di Dal Pra (quest’ultimo su Adam Ondra e l’incredibile salita su Wogu, Ratikon), questo numero ci porta anche in posti e con alpinisti normali, come la Val Salarno, Adamello, vista in ottica invernale, l’Hundstein, il Sasso Cavallo….senza dimenticare avventure extraeuropee in Alaska e in Nepal.

21.9.10 – Ramón JulianPuigblanque, Angela Eiter, Cedric Lachat, Anna Stöhr, Sergey Abdrakhmanov, Edyta Ropek vincono ai Campionati Europei di arrampicata.

Ai recenti Campionati europei di arrampicata sportiva di Imst-Innsbruk si sono imposti Ramón JulianPuigblanque e Angela Eiter nella specialità Lead; Cedric Lachat e Anna Stöhr nel Boulder; Sergey Abdrakhmanov e la polacca Edyta Ropek nella specialità Speed. Tra gli italiani spiccano Christian Core 7° nel Boulder (a trentasei anni!) e Sara Morandi 5a nello Speed.
Adam Ondra, che correva da favorito in due specialità, alla fine è arrivato sempre sul secondo gradino del podio.
Battaglia dura comunque nel lead maschile mentre ben più netto è stato il risultato tra le donne, dove il dominio della Eiter è stato evidente sia in semifinale che in finale.

8.9.10 – Ripetuta la via sul Pilone Titan nelle Pale di San Lucano

Prima Pala di San Lucano (2296 m): a tredici anni dall’apertura, firmata il 16 agosto 1997 da Ivo Ferrari e Gianpaolo Galiazzo, i giovani alpinisti Gabriele Canu, Lorenzo Fanni ed Ettore Alborghetti, tra il 7 e l’8 agosto 2010, hanno messo a segno la prima ripetizione della via Per l’Ultimo Zar (500 m, VII+ e A3) sul vertiginoso Pilone Centrale “Titan” della parete sud-ovest. L’ascensione riuscì in giornata ai due fortissimi alpinisti dopo un loro precedente tentativo portato fino al tratto chiave, poi dedicata a Sergej Bubka, il campione ucraino di salto con l’asta che, il 31 luglio 1994, volò a 6,14 metri stabilendo un record ancora imbattuto.

Oltre Le Vette 2010: dal 1° al 10 ottobre ritorna la rassegna bellunese dedicata alla montagna! Ecco il programma >>

 

Cervino CineMountain – Festival Internazionale del Film di Montagna, dal 30 luglio al 8 agosto 2010 in Valtournanche (Aosta)

Dal 30 luglio – 8 Agosto 2010 Valtournanche (Aosta), ospiterà la tredicesima edizione del Cervino CineMountain – Festival Internazionale del Film di Montagna, la rassegna estiva che presenta il meglio della cinematografia specializzata. Nato nel 1997 il Festival attribuisce una serie di riconoscimenti alle opere che premiano film che hanno per tema la storia, l’alpinismo e lo sport e l’identità culturale dei popoli che abitano le montagne. Il cinema riesce ad infondere nello spettatore emozioni che poche altre forme di comunicazione riescono ad eguagliare: per questo il Cervino CineMountain mira a promuovere, attraverso esso, l’identità dei luoghi, la cultura e le bellezze del territorio montano.

Tra gli obiettivi che il Festival si propone spicca quello di sensibilizzare l’opinione pubblica, tramite la cinematografia, al rispetto verso l’ambiente, le ricchezze artistiche della Valle d’Aosta – e non solo – e alla salvaguardia dell’identità culturale di ciascun luogo. Altro target del Festival è quello di valorizzare una produzione di qualità, a cui spesso la diffusione televisiva e cinematografica nazionale e non solo non presta la dovuta attenzione.

I trentaquattro film che partecipano a questa XIIIma edizione sono sia film selezionati nei festival internazionali del genere sia opere prime o film che scegono il Cervino CineMountain per lanciare il proprio film nella diffusione dei festival internazionali. A questi viene assegnato il Grand Prix – Conseil de La Vallée, oltre al Grand Prix Festival, riconoscimento al migliore dei film vincitori tra i festival di cinema di montagna del mondo intero.

Dieci giorni di intensa attività culturale e sportiva fanno di questa rassegna – codiretta da Luisa Montrosset e Luca Bich, presieduta da Antonio Carrel, storica guida del Cervino – un evento estivo di primissimo piano. L’organizzazione è curata dal Comune di Valtournenche e dall’Associazione Culturale Strade del Cinema con la collaborazione della Presidenza del Consiglio Regionale della Valle d’Aosta e il sostegno dell’Assessorato al Turismo, Sport, Commercio e Trasporti della Regione Autonoma Valle d’Aosta, Fondazione CRT, Compagnia di San Paolo, Banca Popolare di Milano, CVA, il Club Alpino Italiano, Fiat e Sony. Nel dettaglio sono segnalati i momenti più significativi di questa edizione dove saranno protagonisti: le indimenticate campionesse della “Valanga Rosa”, trionfatrici di tutte le età sulle nevi internazionali nel mondo intero come Celina Seghi, Giuliana Minuzzo, Claudia Giordani, Paola Magoni, Maria Rosa Quario, Wanda Bieler, Daniela Zini, Paola Marciandi, Isolde Kostner; il regista Davide De Michelis, Giovanni De Agostini, Mario Brigando e il padre Salesiano Don Aldo Rabino per l’omaggio a Padre Alberto De Agostini; alpinisti del calibro di Walter Bonatti, Ivan Guerini, i fratelli Anthametten, Marco ed Hervé Barmasse, scrittori come Marco Albino Ferrari, Christian Arnoldi, Irene Affentranger ed Enrico Camanni; l’On. Antonio Tomassini (Presidente della XII Commissione permanente igiene e sanità), Giuseppe Isabellon (Assessore all’Agricoltura e Risorse Naturali – Valle d’Aosta), Marco Onida (Segretario Generale dell Convenzione delle Alpi), il Prof. Annibale Salsa (Antropologo ed ex Presidente Generale del C.A.I.) e ancora il Senatore Roberto Nicco ed il Deputato Antonio Fosson.

Per questa XIII edizione del Cervino CineMountain Festival ripropone la formula ormai consolidata e vincente delle 4 sezioni: Cervinia Mon Amour, Antropomount, Festival Concorso e After Festival.
Cervinia Mon Amour
Questa sezione è radicata nel territorio e cerca di svelare il genius loci di Breuil-Cervinia: il grande sci di ogni epoca, il Glamour, il cinema. Lo scorso anno fu il momento di celebrare quel periodo magico dello sci italiano che vide i nostri campioni imporsi su ogni neve, su ogni tracciato: la valanga azzurra dei Thöni, dei Gros, degli Stricker etc. Quest’anno, per giocare di contrappunto, il festival vuole celebrare una “valanga rosa” trasversale, di ogni epoca, una linea ideale che unisce la prima grande campionessa italiana degli anni ’40, Celina Seghi, all’olimpionica Giuliana Minuzzo, a Maria Rosa Quario, Claudia Giordani, Paola Magoni, Daniela Zini e infine alla grande discesista Isolde Kostner. Questo evento originale verrà condotto dal giornalista Carlo Gobbo con il supporto audiovisivo delle Teche RAI sede regionale della Valle d’Aosta. Come di tradizione al festival le campionesse lasceranno le loro orme in omaggio a Breuil-Cervinia per la realizzazione futura di una via, una promenade dei grandi dello sci e dell’alpinismo di ogni tempo.

Nella seconda giornata, sabato 31 luglio, il pomeriggio proporremo un “Omaggio a Padre Alberto De Agostini” per i 100 anni dal suo arrivo e scoperta della Patagonia e per i 50 dalla sua scomparsa. La figura di De Agostini è legata indissolubilmente a Valtournenche e al mondo della montagna che gli diede guide ed alpinisti del calibro di Abele e Agostino Pession, Luigi Carrel, Luigi Barmasse, Camillo Pellissier. Per celebrarlo al meglio un film di ultima fattura, “Fin del mundo” di Davide De Michelis, una tavola rotonda ed una mostra, che sarà inaugurata il giorno seguente a Valtournenche presso l’Espace Montagne, con gli scatti originali di De Agostini in Terra del Fuoco dai primi anni del novecento.

La sera verrà dedicata ai 50 anni delle spedizioni Guido Monzino con la presenza dei protagonisti e, per la prima volta, la consegna del Premio Monzino assegnato a due guide alpine di Valtournenche Marco ed Hervé Barmasse e ai fratelli Anthamatten di Zermatt che si sono distinte per la loro attività professionale ed esplorativa.

Antropomount
Per la sezione di antropologia visuale, verrà abbandonato l’approccio monografico (il festival tradizionalmente dedicava ogni anno Antropomount ad un popolo di montagna della Terra) e sarà invece adottata una visione globale. In occasione dell’Anno Internazionale della Biodiversità e dell’Anno Internazionale “du rapprochement entre les cultures”, infatti, il Cervino CineMountain ha creato un concetto ad hoc, la bio-diverticalità, attraverso il quale sviluppare una riflessione sul rapporto dell’uomo con la verticalità. Così grazie alla preziosa collaborazione con il Comité du film ethnographique – Festival Jean Rouch di Parigi sarà presentata una selezione di pellicole sui vari modi di vivere e di interpretare il mondo verticale da parte di popolazioni e culture diverse. Questa sezione sarà arricchita da una serata dedicata interamente alla biodiversità con la proiezione di film ed incontri con i relativi autori e dalla serata “suoni dell’altro mondo” con la proiezione nella piazzetta delle Guide di Valtournenche di Man of Aran del grande regista irlandese-americano Robert Flaherty e la musica dal vivo della cantante irlandese Mairéad Ní Mhaonaigh accompagnate da Emer Mayock, Donal Siggins e Steve Larkin.

Il film concorso e l’Espace Montagne
Il giorno di inizio della sezione Antropomount coincide con l’apertura dello spazio attiguo alla sala di proiezioni denominato Espace Montagne. Durante i 10 giorni di durata del Festival questo spazio offrirà al pubblico: una libreria specializzata nell’editoria di montagna, una mostra fotografica di Padre Alberto De Agostini che troverà spazio all’interno della “Piramide”, struttura simbolo del festival, un’installazione a cura dell’Assessorato all’Agricoltura e al Comité Amis des Batailles des Reines, dedicata alla tradizione delle Reines de combat, una selezione di documenti e fotografie operata in collaborazione con l’Association Amis de la Flore tesa ad illustrare la varietà botanica della regione, le presentazioni editoriali in occasioni delle quali editori e/o autori avranno la possibilità di presentare le nuove pubblicazioni. Peraltro all’insegna della biodiversità verranno promossi prodotti di eccellenza la cui produzione sia di tipo biologico.

Le presentazioni editoriali assumeranno la forma di “Racconti verticali”, a cura di Enrico Montrosset, e coinvolgeranno scrittori del calibro di Enrico Camanni, Marco Albino Ferraris e case editrici specializzate quali Priuli e Verlucca, Tararà, Feltrinelli e Liaison.
Per quanto riguarda il film concorso, sono stati selezionati 34 film che rappresentano il meglio della recente produzione di filmografia di montagna nel mondo intero. Ad una giuria internazionale di qualità (Italia, Polonia, Svizzera, Irlanda) spetterà il compito di attribuire i numerosi premi fra cui il Grand Prix – Conseil de La Vallée, oltre al Grand Prix Festival, assegnato al migliore dei vincitori dei festival di cinema di montagna del mondo intero.

Eventi speciali e After festival
Il programma del festival prevede anche due eventi speciali, la serata di chiusura e l’After Festival.

Walter Bonatti presenta Cervino, la montagna del mondo
La serata di chiusura, sabato 7 agosto alle ore 21 presso la Piazza delle Guide, sarà dedicata al Cervino, come montagna simbolo della nascita dell’alpinismo. Sarà uno dei più grandi alpinisti di tutti i tempi Walter Bonatti a parlarci del Cervino e del suo Cervino, introducendo la proiezione di un grande classico del bergfilm di tutti i tempi come La grande conquista (1938) di Luis Trenker.
Vachement Votre: HomMage à la vache d’ici et d’ailleurs
In concomitanza con la bataille des reines che si terrà al Breuil domenica 8 agosto, il Cervino CineMountain prenderà commiato dal suo pubblico non solo riproponendo i film vincitori ma dedicando questa ultima giornata ad un animale emblematico della vita in montagna: la mucca. La serata si aprirà con l’evocazione letteraria di questo animale ed in particolare della tradizione delle reines a partire da liriche di autori valdostani. Seguirà la proiezione del film La vacca e il prigioniero (1959) di Henri Verneuil, interpretato dal grande attore francese Fernandel. Ed infine su una nota di fiocca alle violette e di vin brulé il Festival darà l’appuntamento al prossimo anno.
Ingresso alle proiezioni: 3 euro per ogni sessione (pomeridiana e serale), 5 euro per entrambe (pomeridiana e serale), 15 euro formula abbonamento (per tutte le proiezioni del concorso). Orari delle proiezioni pomeridiane a partire dalle 15,00 mentre quelle serali iniziano alle 21. L’ingresso è gratuito per tutte le altre iniziative del Festival (fino ad esaurimento posti disponibili).

Informazioni relative al Festival:
tel. 0165/230528 – 392/9814692 – 329/9023342 – fax 0165/360413
info@cervinocinemountain.it
www.cervinocinemountain.it
Informazioni turistiche per il pubblico ai numeri telefonici:
CONSORZIO TURISTICO DEL CERVINO
Tel. +39 0166 940986
info@breuil-cervinia.it
Scarica il programma completo

21.7.10 – Jason Kruk e Jon Walsh tracciano la quinta via sulla leggendaria Emperor Face del Mount Robson

I canadesi Jason Kruk e Jon Walsh nelle scorse settimane hanno aggiunto i loro nomi alla lista (molto breve) dei salitori della leggendaria Emperor Face (parete nord-ovest) del Mount Robson (3954 m, Canadian Rockies): una delle muraglie più ambite, problematiche e meno scalate del pianeta. Kruk e Walsh, poi, non si sono “accontentati” di ripercorrere una delle quattro linee esistenti – in ogni caso sarebbe stata, a quanto risulta, una prima ripetizione – ma ne hanno tracciata una propria: un itinerario lungo ed impegnativo (2500 m, M6) che si sviluppa a destra della House-Haley (Steve House e Colin Haley, 2007, 1000 m, WI5 e M8) e a sinistra di Infinite Patience (Barry Blanchard, Eric Dumerac e Philippe Pellet, 2002, 2200 m, VI, WI4+ e M5), ricalcando nella parte mediana un tratto del pionieristico tentativo effettuato nel 1974 da Pat Callis e Jim Kanzler. Dopo aver salito difficoltà di M5, M6 e forse M7, a mezzanotte sono sbucati sulla Emperor Ridge, cioè la cresta nord-ovest, per la quale sono scesi evitando una tempesta.
Info http://www.iborderline.net/intotherocks/

14.7.10 – David Lama sale Bellavista, il capolavoro di Huber sulla Ovest di Lavaredo

David Lama ha ripetuto Bellavista sulla Cima Ovest delle Tre Cime di Lavaredo, la via che Alexander Huber aveva aperto da solo nell’inverno 1999 con difficoltà in artificiale fino all’A4 e che il tedesco aveva poi liberato nel luglio 2001, gradandola 8c. Questo capolavoro era poi stato ripetuto da Mauro Bubu Bole.

Lama, in compagnia di Peter Ortner, ha provato la via e l’ha poi ripetuta in velocità, cadendo nel tetto per poi salire questo tiro chiave in rotpunkt. I due hanno poi continuato, raggiungendo la cima proprio al tramonto. Dopo la salita Lama ha scritto: “Con la sua via Alex ha creato una pietra miliare nella storia alpinistica delle Tre Cime. La prima volta che l’ho tentata molte prese ed appoggi erano segnati, c’erano tutte le protezioni e così ho risparmiato molto lavoro. Una prima salita richiede ben di più, che una ripetizione. Rispetto per questa grande via!”

Bellavista, Cima Ovest di Lavaredo
Prima salita: Alexander Huber in solitaria durante l’inverno 1999
Prima libera: Alexander Huber 18/07/2001
Tiri: 7b, 6c+, 6a+, 7a+, 7b, 8c, 8a, 7a, 6c, 6b

30.6.10 – I fratelli Pou ripetono “Solo per vecchi guerrieri” di Manolo

I fratelli Pou hanno fatto la redpoint di “Solo Per Vecchi Guerrieri”, la straordinaria via firmata da Manolo nel 2006 sulle Vette Feltrine.
L’itinerario misura 150 m per una difficoltà massima di 8c. I due climber spagnoli scrivono nel loro blog: “solo al pensiero che questo itinerario è stato aperto dal basso, con spit distanti 8 10 metri e difficoltà di 7c, 7b+/7c, 8b, 8c. D’altra parte il suo “Il Mattino dei Maghi” del 1981 era stato il primo 8 a in Europa con un tiro di 30 metri e un solo spit a metà…”

16.6.10 – In uscita il decimo numero di Stile Alpino, la rivista di Alpinismo curata dai Ragni di Lecco.

Anche l’ultimo numero, in uscita a giorni, non mancherà di riservare piacevoli novità ed articoli di grande classe, sia per il contenuto tecnico che per la capacità di comunicare dei protagonisti stessi. Ovviamente ci saranno grandi nomi dell’Alpinismo d’Elite internazionale, a cominciare dal Fuoriclasse Austriaco Hans Joerg Auer che oltre a descrivere la salita in libera dei 14 tiri di “Vogelfrei” sullo Schüsselkarspitze traccia una cronostoria ed una descrizione del Gruppo montuoso in cui è inserito questo “mostro”. Forse uno degli articoli di più alto spessore tra quelli proposti sinora è quello di Kelly Cordes, caporedattore dell’AAJ, che descrive magistralmente la salita della Grande Torre di Trango. Peter Podgornik è uno dei protagonisti della Via degli Sloveni al Torre, una delle imprese alpinistiche di più alto spessore avvenute in Patagonia. Descriverà poi il Mangart, situato nel massiccio delle Alpi Giulie. Da segnalare inoltre nuovi reportage fotografici da parte di Nakamura sul Tibet Cinese, il tentativo di Daniele Nardi all’Ama Dablam ed le nuove proposte nel Gruppo del Lechtaler…

11.6.10 – Frana sul Monte Pizzocco: interessate diverse vie e il sentiero alla base della parete

Molte informazioni e foto su:

http://www.fuorivia.com/forum/viewtopic.php?f=6&t=25636&hilit=pizzocco&start=30

7.6.10 – abcDOLOMITI.com recensito sull’ultimo numero della Rivista del CAI

12.5.10 – Via di M10 sulla parete nord del Gran Zebrù per i fratelli Riegler

I fortissimi fratelli Florian e Martin Riegler hanno aperto una nuova via sulla parete nord del Gran Zebrù (Königspitze) 3951m nel gruppo Ortles/Cevedale. Sette sono stati i tiri superati con la tecnica del dry-tooling, con i quali hanno risolto lo strapiombante muro roccioso dal quale pendevano alcune stalattiti di ghiaccio, alla base della nord della montagna, a est dello sbocco della seraccata. Con loro su questo palcoscenico sospeso il fotografo Eduardo Gellner. L’itinerario è stato attrezzato a spit e presenta tre lunghezze di corda molto continue intorno all’M10/M0+. Nella parte superiore, dopo un lenzuolo di neve a 45°, i due hanno superato un gradino roccioso di M5, percorrendo infine il settore sinistro dell’ampia parete settentrionale del Gran Zebrù. La via è lunga 1000 metri e presenta difficoltà di WI5/M10+ e pendii di neve fino a 55°. Fonte www.UpClimbing.com

Dal 6 al 9 maggio 2010 torna il MELLOBLOCCO – VII RADUNO INTERNAZIONALE DI SASSISTI

S’inizia Giovedì 6 e si finisce domenica 9 maggio 2010. Sono questi i 4 giorni del Melloblocco n° 7, l’happening più atteso dai boulderisti. Come sempre l’appuntamento è nella Riserva Naturale della Val di Mello, nel Comune di Valmasino in Valtellina. E, come sempre, i boulderisti arriveranno da tutto il mondo. Per condividere la loro passione per l’arrampicata. Per ritrovarsi e fare festa. Ma anche e soprattutto per immergersi, ancora una volta, nella Valle del Bouldering. Quel piccolo grande paradiso di pareti incantate, prati verdi e massi che sembrano caduti dal cielo, che ogni anno li accoglie con il sorriso. L’anno scorso sono stati più di 2.000 i “Melloblocchisti” e più di 6000 le presenze in Valle. Un popolo, anzi una colorata “tribù” internazionale del boulder, che per 4 giorni ha animato, vissuto, riempito ma anche rispettato la Valle portandosela nel cuore. E’ anche per questo che la Val di Mello e il Comune di Valmasino hanno adottato il Melloblocco. Per questo, durante il Melloblocco, si va a piedi o si prendono i bus navetta. Perché il “Mello” è all’insegna della scalata e della natura, e il suo motto è: Boulder, Wilderness e Pace.
Si parte Giovedì 6 febbraio, dai Bagni di Masino. Con il convegno dedicato proprio alla nuova Riserva Naturale della Val di Mello, la più estesa della Lombardia. Ma in programma c’è anche la premiazione dei giovani che hanno partecipato al Concorso “Crea il marchio della Riserva”. Non manca però l’arrampicata sul campo, con l’apertura della nuova area boulder dei Bagni di Masino. In serata, dopo l’appuntamento fisso l’happy hour in musica a San Martino, tutti al Centro Polifunzionale della Montagna per l’inaugurazione della mostra “Smettiamola di andare con delle sconosciute”, ovvero la geologia applicata all’arrampicata. Poi, venerdì, sabato e domenica si continua ad oltranza per tre giorni di bouldering e arrampicata sugli infiniti massi della Valle. Un immenso campo di gioco che spazia dallo cuore storico della manifestazione, la Val di Mello, ai massi nelle foreste dei Bagni di Masino. Dalle aree boulder di San Martino ai blocchi del Sasso Remenno. Per continuare con quelli sparsi in tutta la Valle delle meraviglie. Come sempre una speciale mappa guiderà i Melloblocchisti sui mille problemi di roccia della Valle. Quelli “vecchi” e quelli nuovi di zecca che, anche quest’anno, sono stati preparati e pensati dallo speciale team guidato da Simone Pedeferri. Non mancheranno né lo speciale Melloblocco Baby per avvicinare all’arrampicata le scolaresche, né Clinics con i campioni. Si potranno provare le nuove attrezzature ma anche partecipare a speciali slackline contest, incontri, proiezioni, presentazioni. E, naturalmente, si festeggerà il 7° Melloblocco e la gioia di arrampicare nell’imperdibile La Sportiva Party del sabato. Poi la grande conclusione della domenica sera con i premi per i campioni che avranno salito i problemi più difficili ma anche i premi per tutti i Melloblocchisti. Perché la grande festa del boulder in Val di Mello è di tutti.

Iscrizioni: Il Melloblocco è aperto a tutti. Pre-iscrizioni sul sito ufficiale www.melloblocco.it
Info: www.melloblocco.it
Il MELLOBLOCCO è organizzato dal COMUNE DI VAL MASINO

29.4.10 – Nuova cartellonistica per il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi con il logo Unesco

Come è noto, nel giugno dello scorso anno l’UNESCO ha inserito le Dolomiti nel patrimonio naturale mondiale dell’Umanità, un traguardo di importanza assoluta, reso possibile grazie alla presenza nell’area dolomitica di una serie di parchi e aree protette. Ora si è deciso di dare adeguato risalto, anche con una cartellonistica dedicata, all’inserimento del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi nel patrimonio Unesco. Fin dal 1997 era stata installata una segnaletica nei punti di ingresso ai 15 Comuni inseriti nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. Nel cartello c’erano il logo dell’area protetta e la dicitura “Comune del Parco”. Si è pensato quindi di aggiornare tale segnaletica, inserendo il logo dell’Unesco e la dicitura “Dolomiti – monumento del Mondo”. Un intervento semplice e poco costoso, ma estremamente efficace dal punto di vista della comunicazione ai turisti, che troveranno queste indicazioni su tutte le strade che si avvicinano o attraversano il Parco.

22.4.10 – Spedizione “Our Extreme Expedition 2010” di 20 Sherpa per ripulire l’Everest nella zona della morte

E’ partita da Kathmandu la spedizione “Our Extreme Expedition 2010” composta da 20 Sherpa incaricata dal governo nepalese di ripulire l’Everest dagli 8000 metri di Colle Sud in su, e di riportare a valle i cadaveri di almeno 5 alpinisti.

“E’ la prima volta che una spedizione sale a ripulire la Death zone – ha dichiarato, sottolineando la differenza tra questa e le altre missioni di pulizia, il capo spedizione Namgyal Sherpa, che ha salito l’Everest 7 volte -. Sarà molto difficile e pericoloso. La spazzatura è stata sepolta sotto la neve in passato, ma ora è riaffiorata in superficie a causa dello scioglimento dei ghiacci dovuto al global warming”.

La spedizione è stata voluta dal governo nepalese, costerà 83.800 euro e sarà finanziata in parte dalla Nepal Investment Bank e in parte dalla Golchha Organization. Il resto sarà pagato da diversi sponsor.

19.4.10 – Gabriele Moroni ha salito Action Direct, la via di 9a aperta da Wolfgang Güllich nel 1991

Gabriele Moroni, 23 anni, il 17 aprile ha finalmente salito la mitica via di Gullich che aveva provato sin dal 2008, e che ancora oggi rappresenta il riferimento principale su queste difficoltà. Si tratta della 12esima salita assoluta. Ecco l’elenco di tutte le rotpunkt:

1. Wolfgang Güllich, Germania (1991) – prima salita
2. Alexander Adler, Germania (1995)
3. Iker Pou, Spagna (2000)
4. Dave Graham, USA (2001)
5. Christian Bindhammer, Germania (2003)
6. Richard Simpson, Inghilterra (2005)
7. Dai Koyamada, Giappone (2005)
8. Markus Bock, Germania (2005)
9. Kilian Fischhuber, Austria (2006)
10. Adam Ondra, Repubblica Ceca (2008)
11. Patxi Usobiaga, Spagna (2008)
12. Gabriele Moroni, Italia (2010)

LIBERIAMO L’ALTOPIANO

Siamo stufi, indignati e arrabbiati.

Siamo stufi di leggere notizie come quella pubblicata dal Gazzettino del 14 aprile 2010, a firma Dario Fontanive, in cui si annuncia l’imminente realizzazione di un avveniristico bivacco fisso sull’Altopiano delle Pale di San Martino. Dietro a questo insensato progetto ci sono gli stessi sedicenti valorizzatori di montagne che soltanto due anni fa volevano snaturare l’intera cresta dei Bureloni con una nuova via ferrata, l’ennesima, salvo poi rinunciare per la sacrosanta disapprovazione del mondo alpinistico ed escursionistico.

Siamo indignati per l’uso strumentale che i medesimi operatori e amministratori fanno del grande scrittore Dino Buzzati, tentando di crearsi un alibi culturale per abbellire ciò che invece è un vero e proprio scempio ambientale: quando nella nostra epoca così piena e frenetica sono appunto i deserti a ispirare, e non certo i fabbricati inutili degli speculatori.

Siamo arrabbiati perché amiamo il lembo selvaggio tra il Marùcol e il Col Alto, dove intenderebbero costruire la loro bruttura: uno straordinario balcone panoramico a tutt’oggi miracolosamente intatto, sopra la magia delle Comelle. E dal quale con un’oretta all’incirca di cammino il turista potrebbe riparare al Rifugio Rosetta, oppure alla Casera Valbona, o ancora alla Casera Campigàt.

Un manufatto del genere in tale posizione non serve a chi va in montagna, né a chi vive e lavora in montagna. Con tutti quei soldi carpiti alla buona fede pubblica, che si sistemino piuttosto i vari sentieri della Val di Garés compromessi dagli ultimi inverni. Gli accessi alle miniere anche, ma sottostanti al Sass Neghér e prossimi alla Forcella Cesurette, nonché i ricoveri già esistenti.

Difenderemo l’Altopiano!

Le prime firme raccolte: Annalisa Andrich, Silvio Bagnini, Gianni Ballan, Giorgio Barchiesi, Sergio Bella, Lorenzo Bogo, Luca Calvi, Adriano Campardo, Alessandra Cantoni, Paolo Colombera, Lorenzo Conserva, Federica Crosato, Alberto Da Ronch, Ettore De Biasio, Marco Fardelli, Andrea Gabrieli, Gianluca Gemin, Riccardo Gusso, Stefano Lovison, Paolo Marchiori, Claudia Martin, Marina Morpurgo, Cesare Nanni, Walter Novello, Michele Porrino, Daniele Pozzati, Matteo Sgrenzaroli, Fausto Tonetto, Luca Visentini…

Per firmare vai su http://www.fuorivia.com/forum/viewtopic.php?f=3&t=25331

o inviate l’adesione a luca.visentini@libero.it o contattate la redazione di Antersass info@antersass.it

14.4.10 – Cinque vincitori per il Piolet d’Or 2010

Il diciottesimo Piolet d’Or, secondo con la nuova formula, è andato ai kazaki Denis Urubko e Boris Dedechko per la nuova via sulla parete sud-est del Cho Oyu e agli americani Jed Brown e Kyle Dempster e allo scozzese Bruce Normand per la nuova via sulla parete Nord dello Xuelian West, sperduta cima cinese. La Giuria era presieduta dallo sloveno Andrej Stremfelj ed ha premiato indubbiamente la difficoltà assoluta delle salite ma anche lo stile con cui sono state portate a termine.
Come anticipato, Reinhold Messner ha ricevuto il Piolet d’Or alla carriera ed insieme a Walter Bonatti, invitato alla cerimonia, ha dato un significato simbolico a tutta la manifestazione, indicando all’alpinismo d’oggi una direzione etica chiara.

22.3.10 – Alessandro Baù e Nicola Tondini firmano la prima invernale (in giornata) di Capitan Sky-Hook in Civetta

Alle 3 del mattino di venerdì 19 marzo 2010, Alessandro Baù e Nicola Tondini hanno lasciato il rifugio Coldai, hanno raggiunto la base della parete nord-ovest della Civetta e hanno attaccato la via Sky-Hook, aperta da Paolo Crippa e Dario Spreafico nel 1987 (600 m escluso lo zoccolo, VII+ e A2, 7b+ in libera). Alle 18.30 i due sono arrivati in fondo alla via firmando la prima invernale e terza ripetizione assoluta.
«La via, a parte qualche breve tratto, era in condizioni perfette – spiega Baù – e nonostante un po’ di freddo l’abbiamo veramente gustata: posso dire che ci siamo divertiti. C’era neve sui ripiani all’uscita di alcuni tiri ma non ci ha creato troppi problemi».

19.03.10 – Alp si rinnova e fonde in sè ALP+, Alp Speciali e RdM

La casa editrice Vivalda ha annunciato che Alp non chiuderà ma si rinnoverà profondamente, accorpando tre periodici in uno, sotto la direzione di Giorgio Vivalda, l’editore in persona. Direttore editoriale sarà Valter Giuliano mentre nel ruolo di consulente di marketing è stato indicato Gianluigi Montresor. Dalle tre testate precedenti (ALP+, Alp Speciali e RdM) si passerà a un unico prodotto con frequenza mensile. “Ciascun numero si focalizzerà su un argomento principe differente, dall’alpinismo, all’arrampicata, al bouldering, alla mountain-bike, al run o al freeski. Poi ci saranno approfondimenti sulle varie problematiche della montagna. Il primo numero del nuovo Alp sarà disponibile da aprile.”

15.3.10 – Adam Ondra ripete Golpe de Estado, 9b, aperta da Sharma nel 2008

Il 13 marzo 2010 Adam Ondra ha fatto la prima ripetizione di Golpe de Estado 9b, via top di Chris Sharma aperta nel dicembre 2008. Questa via è formata da una prima parte di 9a+ che continua su Estado critico, valutata di 9a dopo la rottura di una presa: si tratta in parole povere della difficoltà più alta raggiunta al mondo in arrampicata sportiva.

25.2.10 – Piolet d’Or alla carriera a Reinhold Messner

Dopo Walter Bonatti sarà Reinhold Messner a ricevere il Piolet d’Or alla carriera, seconda edizione. Il “Re degli Ottomila” lo riceverà il 9 aprile a Courmayeur dalle mani di Maurice Herzog, artefice della prima salita ad un ottomila, l’Annapurna nel 1950.

19.2.10 – Queen Maud Land: 11 cime inviolate salite in Antartide da un piccolo team austriaco

Alla fine del 2009 una piccola spedizione austriaca formata da Christoph Höbenreich, Paul Koller e Karl Pichler ha salito 11 cime inviolate nel Queen Maud Land, in Antartide. In quasi un mese di esplorazioni il trio ha salito, tra le altre, l’ “Austrian Peak” (2177m), il “Peak Styria” (2170m), il “Peak Alexey Turchin” (2232m), il “Kamelbuckel” (2184m), il “Mount Galileo” (2528m) e il “Peak of Silent Solitude” (2550m). Il “Tiroler Spitze” (2201m) ha opposto un’arrampicata su roccia fino al IV grado UIAA.

16.2.10 – Brutte notizie dalla gloriosa Rivista della Montagna, a quasi 40 anni dalla fondazione

Dal sito della Rivista della Montagna leggiamo con grande dispiacere le righe che seguono.

Quarant’anni sono una bellissima età per una rivista. RdM è nata nel giugno del 1970 e avrei dedicato volentieri questo editoriale al prossimo compleanno della Rivista, e alle sue future prospettive. Invece devo salutare i lettori, poiché non mi è stato rinnovato il contratto per il 2010. Ed è stata interrotta anche la collaborazione della validissima redattrice Renata Germanet.
Di fatto la redazione di RdM è stata azzerata e cancellata, e quindi non so dirvi se e in quali forme la Rivista della Montagna continuerà ad uscire. Eppure nell’ultimo anno le vendite in edicola e le entrate pubblicitarie di RdM erano cresciute, forse anche grazie alle nuove scelte editoriali e alla notevole qualità degli ultimi numeri e articoli usciti sulla Rivista, frutto del notevole lavoro svolto dai nostri validissimi collaboratori.
Ai 44 matti – giornalisti e fotografi – che abbiamo ricordato nel paginone di RdM 300, si erano aggiunti recentemente altri autori, come Andrea Greci, Livio Piatta, Eliana e Nemo Canetta, Luca Re, Marcello Cominetti e Marta Trucco, Roberta Ferraris, Natalino Russo, Luca Gianotti, Alberto Conte (a questi ultimi, insieme a Fabrizio Ardito, si deve uno dei numeri più interessanti dello
scorso anno, il 301 dedicato alla Via Francigena).
Insomma,più di 50 collaboratori che ringrazio per il lavoro svolto e con cui avrei voluto continuare a lavorare, per scoprire e far conoscere tutti gli aspetti dell’escursionismo e del viaggio a piedi.
Ovviamente in redazione sapevamo delle difficoltà economiche della casa editrice e delle testate.
Una situazione comune a tutto il mondo dell’editoria cartacea, dovuta alla situazione generale di crisi, alla concorrenza del web, alla difficoltà di avere prestiti dalle banche (proprio le banche a cui si deve gran parte della responsabilità della crisi finanziaria esplosa nel 2008).Ma fino a poco prima di Natale nulla lasciava immaginare le ultime decisioni editoriali e il precipitare della situazione (mi scuso con gli abbonati per il mancato preavviso, ma nessuno di noi poteva presagire gli ultimi eventi).
Da parte mia sono felice di aver condiviso con voi la bella esperienza di questi anni passati con RdM, e ho intenzione di proseguirla con nuovi percorsi e su altri media.
A tutti i lettori l’augurio di un buon 2010.
Furio Chiaretta

Comunicazione dell’editore

È proprio così, la situazione generale dell’economia e quella particolare dell’editoria ci costringe alla fine a ripensare e rimodulare le scelte sui nostri prodotti in edicola. Dopo aver mantenuto pressochè immutato per lunghi anni l’assetto editoriale delle testate e della struttura della Vivalda Editori, si è giunti ad un punto in cui non è più possibile rimanere fermi di fronte alle mutazioni del mercato, alle nuove condizioni dei conti economici, allo scenario complessivo della comunicazione.
Per questo possiamo dire che non si tratta di un abbandono ma di un cambiamento, così come avviene nelle fasi della vita di ciascuno di noi. Troveremo il modo di presentare i tradizionali
argomenti fin qui trattati in RdM sotto nuove forme e contenitori. E non si partirà da zero: il lavoro fatto sin qui è il miglior presupposto per impostare nuovi progetti. È stato un ottimo lavoro, professionale e puntiglioso come non ce ne sono altri sul mercato italiano. Non basta ringraziare i collaboratori: stiamo lavorando per trovare il modo di continuare ad essere degni di mettere a frutto le loro competenze. Tutto quanto con un solo pensiero e un solo obiettivo: servire al meglio il pubblico dei lettori, l’unico vero punto fermo degli editori.
L’editore

15.2.10 – Daniel Woods realizza The game, uno dei blocchi più duri del mondo

L’americano Daniel Woods ha finalmente chiuso “the game”, un breve ma esplosivo problema di 8 movimenti a Boulder Canyon, che si candida a diventare uno dei più difficili del mondo. Il grado proposto? 8C+.
“L’ho chiamato The Game – ha dichiarato Woods – perchè per me questa salita era un gioco a cui dovevo giocare. Mi dovevo mettere in “modalità gioco” e lavorare su quei movimenti. Sono dovuto crescere mentalmente e fisicamente per metterli tutti insieme. Lo chiamo “il gioco” perché ho giocato ed ho vinto io. Dunque… game over!”.

11.2.10 – Nuova via per gli austriaci Auer E Mayr sulle Torres del Paine

Gli austriaci Hansjörg Auer e Much Mayr hanno aperto “Waiting for Godot” alla Torre Centrale del Paine, in Patagonia: 750m 7b e M6-. “Nei loro piani c’era una grandiosa linea di fessure sulla parete est della Torres Centrale del Paine. Guardando però più da vicino, le fessure si sono rivelate cieche e comunque non percorribili in arrampicata libera, per cui i due austriaci hanno spostato ancora più a destra il loro obiettivo. Non sono stati però agevolati dalla meteo, perchè hanno dovuto combattere duramente con la roccia spesso impiastrata di neve e ghiaccio e contro le scariche di pietre e pezzi di ghiaccio. Ma hanno resistito, portando a termine il loro percorso, nei pressi del colle tra la Torre Centrale e la Torre Nord.” (fonte www.up-climbing.com)
In via: 4 spit lungo i tiri, 3 chiodi normali, e soste nella parte superiore dotate di spit. Servono inoltre nuts e Friends fino a # 6

8.2.2010 Al via la XXVIII ed. del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”

Presentati il Bando e il Regolamento 2010. Quest’anno si consolida la struttura che prevede tre sezioni in gara: accanto ad “Alpinismo: imprese, vicende storiche, biografie e guide”, ci saranno “Ecologia e Paesaggio” e “Artigianato di tradizione”.

Con la presentazione in questi giorni del bando 2010, prende il via la XXVIII edizione Premio GAMBRINUS “Giuseppe Mazzotti”, che sancisce il consolidamento della nuova struttura a tre sezioni, inaugurata e sperimentata con successo lo scorso anno, e introduce un nuovo ambito di concorso, dedicato all’alpinismo.
Il prestigioso premio “per libri di montagna, alpinismo, esplorazione, ecologia, artigianato di tradizione e sulla civiltà veneta”, dedicato alla figura e l’opera di Giuseppe Mazzotti, scrittore, alpinista, gastronomo, salvatore delle ville venete, per lunghi anni consigliere del Touring Club italiano, nella precedente edizione ha visto in gara le sezioni “Montagna”, “Esplorazione – viaggi” e “Finestra sulle Venezie”, mentre quest’anno sarà la volta della seconda terna, “Alpinismo: imprese, vicende storiche, biografie e guide”, “Ecologia e paesaggio”, “Artigianato di tradizione”.
La novità è costituita da quest’ultimo ambito, l’alpinismo, a cui si è deciso di dare specifica collocazione nel concorso con una sezione ad hoc. Negli anni infatti, tale settore si è imposto con opere di notevole pregio e valore, tanto da spingere l’organizzazione del Premio a dedicarvi un riconoscimento esclusivo.
Aria di rinnovamento anche tra le fila della Giuria del Premio GAMBRINUS “Giuseppe Mazzotti” che, se da un lato vede l’abbandono, dovuto ai numerosi impegni professionali, di due grandi nomi del giornalismo, Ferruccio De Bortoli e Paolo Rumiz, dall’altro guadagna tuttavia due personalità di alto calibro come Giuseppe De Rita, presidente dell’istituto di ricerca socioeconomica italiana (CENSIS), e Valerio Massimo Manfredi, noto professore, archeologo e scrittore.
La Giuria avrà il compito di individuare un vincitore per ciascuna delle tre sezioni in gara, a ciascuno dei quali verrà assegnato un premio di tremila euro.
Il Premio, promosso dall’Associazione “Premio Letterario Giuseppe Mazzotti”, patrocinato e sostenuto dal Touring Club Italiano, dal Comune di San Polo di Piave, dalla Regione del Veneto, dal Club Alpino Italiano, dalla CONFARTIGIANATO DEL VENETO, dalla VALCUCINE Spa, con il sostanziale contributo della FONDAZIONE VENETO BANCA, è riservato a opere scritte o tradotte in italiano, pubblicate dal 1° gennaio 2008 al 31 maggio 2010.
Il bando scadrà il 7 giugno 2010 e la cerimonia delle premiazioni si terrà al Parco Gambrinus di San Polo di Piave, sabato 20 novembre. Particolarmente attesa sarà l’assegnazione, durante la serata conclusiva, del premio “VENETO BANCA – La voce dei lettori” di cinquemila euro, determinato dal voto di preferenza di una consulta di 40 lettori (rappresentanti del mondo della cultura, dell’associazionismo, della comunicazione, della scuola, dell’università) fra le tre opere già premiate dalla Giuria.
Per informazioni, Segreteria del PREMIO GAMBRINUS “GIUSEPPE MAZZOTTI”: tel. 0422 855609 – fax 0422 802070; e-mail message@premiomazzotti.it; www.premiomazzotti.it

23.10.09 – A Trichiana (BL) 5 serate dedicate alla montagna

La PRO LOCO di TRICHIANA ed il COMUNE DI TRICHIANA presentano l’edizione 2009 di “AUTUNNO A TRICHIANA”, 5 SERATE di FILMATI e DIAPOSITIVE sulla MONTAGNA e sull’AVVENTURA raccontate dai PROTAGONISTI. La manifestazione si terrà presso il Centro Parrocchiale San Felice alle ore 21.00 ed avrà il seguente programma:

sabato 7 NOVEMBRE
KURT DIEMBERGER, uno dei grandi maestri dell’alpinismo presenta: PASSI VERSO L’IGNOTO, UNA CARRELLATA DI VITA TRA 0 E 8000… DAL K2, AL BROAD PEAK, LE ALPI CON LE GRANDI PARETI NORD FINO ALLA CIMA DELL’EVEREST. INGRESSO 5 €

sabato 14 NOVEMBRE
ANSELMO CAGNATI presenta: ANTARTIDE, TERRA DI SCIENZA ED ESPLORAZIONI
INGRESSO LIBERO

venerdì 20 NOVEMBRE
Una serata alla scoperta storica di alcuni angoli di Trichiana. MONICA FRAPPORTI presenta:
SULLE TRACCE DEL MEDIOEVO: IL “PONTE DELLE DONNE” E UN MISTERIOSO CASTELLO A S. ANTONIO TORTAL.
INGRESSO LIBERO

sabato 21 NOVEMBRE
Le Dolomiti Bellunesi raccontate da… GIOVANNI DE BIASI:
TESTIMONIANZE DI UNA PASSIONE ALPINISTICA
INGRESSO LIBERO

sabato 28 NOVEMBRE
PAOLO TASSI presenta:
LA VITA È TROPPO BELLA PER SCIARE MALE, esperienze di vita a tutte le latitudini sempre con gli sci ai piedi
INGRESSO LIBERO

Scarica la Brochure

21.7.09 – Al via il Festival Cervino CineMountain XII

Il Festival più alto d’Europa giunge quest’anno alla XII edizione, per offrire al suo pubblico dieci giorni all’insegna del cinema e della montagna. L’idea di montagna, tuttavia, supera i confini planetari, in questo Anno Internazionale dell’Astronomia, come testimonia l’immagine scelta per rappresentare la XII edizione del Cervino CineMountain: il Monte Olimpo, colosso di Marte, la montagna più alta del sistema solare. E il CCM, che almeno per quest’anno potrà essere considerato il festival più alto del sistema solare, espande i suoi orizzonti organizzando anche una conferenza, in collaborazione con l’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta, proprio sulle montagne dei pianeti che, come la Terra, girano intorno al Sole.

Proseguendo sulla linea tracciata nelle due passate edizioni, il festival si svolgerà nei due pricipali paesi del comune di Valtournenche, ovvero a Breuil-Cervinia presso il Cinéma des Guides (via Carrel, 32) e a Valtournenche presso la Sala Congressi del centro polivalente (piazza del Mercato, 4), dal 24 luglio al 2 agosto 2009.

La montagna sarà come sempre la vera protagonista della manifestazione, anche grazie al suo declinarsi in diverse sezioni: Cervinia Mon Amour – dedicata al glamour sportivo ai piedi del Cervino, Antropomount – la sezione storico-antropologica quest’anno dedicata ai popoli del massiccio nordafricano dell’Atlas, il Festival Concorso – fulcro della manifestazione che offre la possibilità di godersi il meglio della filmografia di montagna, spesso relegata lontano dai circuiti canonici.

Accanto a tutto questo sarà allestito, tra conferme e interessanti novità, l’Espace Montagne (nella palestra della Sala Polivalente), vera e propria Agorà del festival dove trovano spazio la libreria di montagna, l’emeroteca, gli incontri editoriali, le interviste verticali… il tutto sotto lo sguardo protettivo dell’imponente piramide lignea, che dallo scorso anno caratterizza il festival in modo molto simbolico: una montagna che ci chiama a sé e ci accoglie.

Il festival è organizzato dall’Associazione Culturale Strade del Cinema in collaborazione con il Comune di Valtournenche e con l’Assessorato al Turismo, Sport, Commercio e Trasporti della Regione Autonoma Valle d’Aosta.

21.7.09 – Summer school al Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi

Torna la summer school al Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi con un corso sulle tecniche di educazione ambientale.

Per il terzo anno consecutivo il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi ospita la scuola estiva del Master in Governance delle aree naturali protette. Il Master è organizzato dall’Università del Molise, in collaborazione con la Direzione Protezione Natura del Ministero dell’Ambiente, AIDAP (l’associazione che riunisce Direttori e funzionari delle aree protette italiane), Federparchi, i Parchi Nazionali delle Dolomiti Bellunesi, d’Abruzzo, delle Cinque Terre e del Circeo, l’Agenzia Regionale Parchi del Lazio. Destinato a giovani laureati che intendono lavorare nel mondo delle aree protette, il master prevede corsi presso i parchi nazionali che collaborano al progetto didattico. Dal 20 al 25 luglio gli studenti saranno ospitati presso l’ostello di Valle Imperina, e avranno modo di conoscere dal vivo le attività del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, le strutture realizzate, i progetti in corso.
La settimana di scuola estiva alle Dolomiti Bellunesi si concentrerà quest’anno sulle tecniche di educazione ambientale.
Tra gli argomenti affrontati dagli studenti ci sono l’interpretazione naturalistica, la teoria e la pratica dell’educazione ambientale.
Attraverso lezioni in aula, escursioni sul territorio, lavori di gruppo, incontri con i responsabili e le guide del Parco, gli studenti potranno vedere come sono organizzate le attività di educazione ambientale alle Dolomiti Bellunesi e utilizzare queste esperienze per pianificare nuovi progetti.
Coordinatore delle attività didattiche è Maurilio Cipparone, che si occupa da anni dei temi dell’educazione ambientale nelle aree protette e ha recentemente avviato, in collaborazione con AIDAP e numerosi parchi italiani, il progetto “Equilibri naturali” (al quale partecipa anche il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi). Equilibri Naturali ha l’obiettivo di realizzare attività di educazione ambientale che coinvolgano non solo bambini e ragazzi, ma anche le loro famiglie, ispirandosi ai progetti organizzati negli Stati Uniti dal National Park Service e da varie organizzazioni non governative che si occupano di conservazione della natura e di educazione.

6.7.09 – E’ morto John Bachar

John Bachar stava arrampicando da solo, slegato, sulla Dike Wall: non una muraglia altissima, selvaggia e remota, ma una falesia granitica di una trentina di metri nella zona di Mammoth Lakes, nel cuore della Sierra Nevada, in California. John Bachar, una leggenda, il 5 luglio 2009 era a due passi da casa ed è caduto. Nato nel 1957, studente all’Università della California di Los Angeles dove suo padre insegnava matematica, rapito dall’arrampicata, John non poté fare a meno di dedicarle tutto il suo tempo concentrandosi sull’allenamento – avete in mente la terribile Bachar Ladder? – e sull’alimentazione, per innalzare le proprie prestazioni. Solitario senza compromessi, capace di promettere 10mila dollari a chi l’avesse seguito per un’intera giornata su e giù per le pareti (era il 1981 e nessuno raccolse la sfida), nel 1986 si legò con il canadese Peter Croft per un’impresa pionieristica: il concatenamento, in 14 ore, del Nose su El Capitan e della Regular Route sulla Nord-ovest dell’Half Dome. Il suo angolo al Camp 4 era un concentrato di aggeggi da allenamento (ma non mancava neppure il famoso sassofono, quello che compare nella foto con Ron Kauk) e la storia tramanda che, all’apice della forma, John riuscisse ad effettuare una trazione monobraccio con 12,5 libbre (circa 5,7 chilogrammi) di sovraccarico. Tra le sue free solo degli anni Novanta spiccano Enterprise (5.12b ossia 7b, Owens River Gorge), The Gift (5.12c ossia 7b+, Red Rocks) e Father Figure (5.12d/13a ossia 7c/c+ con un boulder duro in uscita, Joshua Tree). Per Rob Robinson (www.climbing.com) «Bachar ha spostato il limiti del possibile […] salendo in solitaria il 5.11 quando il 5.12 non esisteva».

Le parole di John Long sono ancora più forti: «Non c’è mai stato nessuno come John Bachar e mai ci sarà in futuro». E chiudiamo con Peter Croft: «John Bachar è stato senza dubbio il più grande arrampicatore della nostra generazione». (da http://www.intotherocks.splinder.com/)

30.6.09 – Maja Vidmar sale Attila Lunga 8c+ al Baratro

Il 18/06/2009 la slovena Maja Vidmar ha salito il suo primo 8c+, Attila Lunga nella falesia del Baratro a Trieste. Il successo per Maja è arrivato dopo che già aveva liberato la prima parte della via – Attila 8c – un paio di giorni prima. In realtà questo salto di qualità dall’ 8c all’ 8c+ era nell’aria da un bel po’ di tempo, e non a caso è arrivato dopo la sua rotpunkt di Strelovod (8c) a Misja Pec (Slovenia) e l’a-vista di Spartan wall 8b a Kalymnos, in Grecia.

24.4.09 – Yuji Hirayama libera the Fifth Element 9a

Yuji Hirayama ha liberato The Fifth Element, un nuovo 9a nella falesia di Chichibu, in Giappone. La linea attraversa un’enorme tetto di 15m prima dell’uscita che presenta un bel boulder.

12.3.2009 – Prima invernale di “Masada” sul Sass Maor

Dal 27 al 28 febbraio 2009 Rolando Larcher e Fabio Leoni hanno realizzato la prima salita invernale della via Masada sulla parete est del Sass Maor (Pale di San Martino, Dolomiti). Questa via era stata aperta nel 2001 da Marco Canteri e Davide De Paoli con l’allora 61enne Samuele Scalet, ovvero uno degli alpinisti mito delle Pale e probabilmente uno dei meno celebrati. Masada è una bellissima via di 1260m con difficoltà di VIII- e un tratto di A0 ancora non liberato. (fonte: Planetmountain.com)

ALPINE ICE – Le 600 più belle cascate di ghiaccio delle Alpi
di Mario Sertori

Questo libro, primo nel suo genere in Europa, prende in esame un territorio molto vasto com’è quello della catena alpina e presenta le più belle cascate di ghiaccio tra Francia, Svizzera, Austria, Slovenia e Italia.
Grande attenzione è riservata alle condizioni di sicurezza con cui bisogna affrontare gli itinerari, con particolare riferimento al pericolo di valanghe e ai possibili crolli in presenza di colonne sospese. Alla parte fotografica è stato dato speciale rilievo, con molte spettacolari immagini d’azione, e foto con i tracciati degli itinerari descritti.
La collaborazione di alcuni tra i migliori ice-climber europei: Patrick Gabarrou, Ueli Steck, Ezio Marlier, Beat Kammerlander e Peter Podgornik, garantisce la correttezza delle informazioni e dona autorevolezza all’opera. Un must per l’ice-climber evoluto e, come ricorda Claude Gardien, direttore di Vertical, nella sua prefazione: «…un invito al viaggio, agli incontri e alla scoperta di ghiacci lontani e poco conosciuti.»

106 proposte in Francia
85 proposte in Svizzera
54 proposte in Austria
59 proposte in Slovenia
289 proposte in Italia (Piemonte, V.d’Aosta, Lombardia, Veneto, Trentino, Friuli)

Mario Sertori è nato a Sondrio nel 1962. Guida alpina dal 1991 e seguace del filone esplorativo dell’alpinismo, ha salito oltre 100 nuove vie glaciali e quasi altrettante su roccia in ambiente. Grande appassionato di ghiacci, ne ha scalati un po’ ovunque, dall’arco alpino ai Pirenei, poi più lontano in Norvegia, Scozia, Islanda, Canada e Usa. Dei suoi viaggi avventurosi ha scritto molto sulle riviste di settore sia in Italia che all’estero. Ha pubblicato nel 2004 per Blu Edizioni una guida che raccoglie 500 itinerari sulle cascate di ghiaccio delle Alpi Centrali e nel 2007, per Versante Sud, con Guido Lisignoli, Solo Granito, la più completa guida sulle scalate su roccia nel gruppo Masino-Bregaglia-Disgrazia. Collabora con Grivel e Aku.

Pagine 446 a colori
Prezzo euro 31,50
Lingua: Italiano

Edizioni anche in Inglese, Tedesco o Francese

Per acquisti on line:
http://www.versantesud.it/alpine.ita.html

11.2.09 – Prima libera di Free South Africa in Patagonia

I climbers Nicolas Favresse, Sean Villanueva e Ben Ditto sono riusciti a liberare la via “Free South Africa” aperta dai sudafricani Paul Fatti, Roger Fuggle, Art McGarr, Mervyn Prior, Mike Scott e Richard Smithers sulla parete E della Torre Centrale del Paine, in Patagonia, dopo 13 giorni in parete. La via ha una lunghezza di 1200m ed era stata aperta nella stagione 1973/74 e gradata A4/5.10.

13.7.09 – Go Mi Sun muore sul Nanga Parbat

La coreana Go Mi Sun è arrivata in vetta al Nanga Parbat alle 18. Nella notte è tornata a campo 4 ma è morta il giorno successivo mentre scendeva il ripido e insidioso canale Messner. L’alpinista aveva 11 ottomila all’attivo.

13.1.09 – H. Moroder e B. Malsiner: nuova via per Unterkircher

Hubert Moroder e Bruno Malsiner, tra il 22 e il 24 luglio, hanno aperto una nuova via sulle Cinque Dita dedicandola a Karl Unterkircher, scomparso tragicamente sul Nanga Parbat. La via si chiama “N salut a Karl” e ha difficoltà fino all’ottavo grado. Si sviluppa sulla parete sud-est dell’Indice, per circa 330 metri, e segue una serie di fessure gialle e strapiombanti. La via non è ancora stata liberata, e per ora conta una sola ripetizione compiuta a fine agosto da altri due Catores, Vroni e Chirs.

07.1.09 – Il 23 gennaio prossimo, serata di diapositive a Cesena di Azzano X° (PN) con Paolo Colombera

19.12.08 – Golpe De Estado, via nuova per Chris Sharma

Chris Shama ha liberato Golpe De Estado a Siurana, in Spagna. Sulla base delle difficoltà delle diverse sezioni si parla di 9b, ma tutto è ancora da confermare.
Questa via è in realtà non del tutto inedita: è una partenza diretta di Estado critico, un 8c+/9a di Ramón Julián Puigblanque (2004).

HELP JIM BRIDWELL

Jim, che è sempre stato particolarmente vicino all’alpinismo italiano, ha 64 anni e sta attraverseo un difficile momento: ha perso recentemente la proprietà della casa per un mutuo bancario che non è riuscito a pagare, non solo per la difficile situazione economica attuale, ma anche a causa di un incidente alpinistico che l’ha bloccato per lungo tempo e che non ha ancora del tutto superato.

Un gruppo di amici e guide alpine di Trento ha fondato un apposito Comitato, per soccorrere questo grande ma sfortunato arrampicatore a superare il brutto momento.
Chi è disposto a versare un contributo, può farlo sul conto corrente postale n° 92800887 (oppure tramite banca, codice IBAN IT-64-H-07601-01800-000092800887 intestato a HELP JIM BRIDWELL, 38100 POVO (TN).
Il Comitato è stato recentemente registrato presso l’Anagrafe tributaria del Ministero delle Finanze, con Codice fiscale 9608136022.
Un grazie di cuore a chi vorrà dare un aiuto.
Giovanni Groaz

18.11.08 – Mostra fotografica dedicata ai primi 15 anni del Parco Naz. Dolomiti Bellunesi

L’ex caserma dei vigili del fuoco di Belluno, in piazza Piloni, ospita una mostra fotografica dedicata ai primi 15 anni di vita del Parco. L’esposizione si compone di cinquanta grandi pannelli a colori, che riassumono le attività realizzate dal Parco. La mostra resterà aperta fino al 6 gennaio 2009, con questi orari: sabato: 15-19; domenica: 10-13 e 15-19; lunedì 5 gennaio: 15-19; martedì 6 gennaio: 10-13 e 15-19. Per prenotare visite guidate per le scuole,anche in orari e giorni diversi da quelli indicati, telefonare allo 0439.3328. L’ingresso è gratuito.

28.10.08 – Patagonia: prima assoluta alla est del Cerro Castillo

Il Cerro Castillo (2675 m) si innalza in Cile (Aisén), in una riserva a nord del lago Buenos Aires, ed è stato salito per la prima volta nel 1976 dal britannico Nick Groves. Ora lo spagnolo Joan Solé e l’americano Carlos Buhler “hanno messo a segno la prima salita assoluta della parete est della montagna, forzandola per il suo evidente canale centrale e tracciando così un’impegnativa linea di 700 metri su ghiaccio (85°), misto (M5) e roccia (VI), valutata complessivamente ED-” (www.intotherocks.splinder.com)

15.10.2008 – Corominas e Baró sulla NE del San Lorenzo

Il 30 settembre 2008, gli spagnoli Jordi Corominas e Oriol Baró hanno tracciato in perfetto stile una linea di 1500 metri sulla Nord-est del San Lorenzo. La via segue una logica linea di canali di ghiaccio nel cuore della parete. Valutata ED-, presenta notevoli pericoli oggettivi.

1.10.08 – James Pearson dichiara il primo E12 7a

Pochi giorni fa il britannico James Pearson ha liberato “The Walk of Life”, nel North Devon.
Nulla di strano, se non fosse che il grado dichiarato da questo ragazzo di 22 anni porrebbe il tiro al vertice della scala trad. Mai nessuna via, infatti, era stata sino ad oggi gradata con l’E12.
L’itinerario si sviluppa per 48 metri lungo una scogliera sopra il mare e si tratta di una versione diretta e rinnovata di una vecchia via chiodata da Ian Vickers. Pearson ha eliminato i chiodi e modificato la prima parte del tiro.
Attendiamo conferme.

29.9.08 – Rassegna Oltre Le Vette a Belluno dal 3 al 19 ottobre

E’ stata presentata ufficialmente la dodicesima edizione di Oltre le vette – Metafore, uomini, luoghi della montagna, la manifestazione culturale organizzata dal Comune di Belluno e curata da Flavio Faoro in programma nella città ai piedi delle Dolomiti dal 3 al 19 ottobre.
Come in passato, la rassegna bellunese presenta un calendario ricco di proposte ed eventi capace di coinvolgere pubblici diversi, dagli alpinisti ai cinefili, dagli storici agli amanti della pittura e dei libri, dai viaggiatori agli sportivi. Nelle passate edizioni, infatti, Oltre le vette ha visto la presenza di molte migliaia di spettatori provenienti dall’intero Triveneto per incontrare personaggi famosi, divertirsi, scoprire cose nuove, visitare questa piccola bellissima città. E l’importanza della manifestazione è sottolineata dai numerosi partner ufficiali di Oltre le vette, pubblici e privati, e dai molti sponsor, a partire dalla Banca Polare di Verona, intervenuti a sostegno dell’iniziativa.
Anche quest’anno il festival bellunese non è dedicato a uno specifico tema: è la rassegna stessa, con la sua molteplicità di proposte culturali e artistiche sul tema della montagna, a rappresentare una forte occasione di divertimento, riflessione e approfondimento sull’intenso rapporto che ci lega alle “terre alte”. Ben altro, quindi, dalle tragedie, dai salvataggi impossibili e dalle epopee di sopravvissuti, apparentemente gli unici aspetti della montagna di cui parlano tanti mezzi di informazione. È la profondità, spesso nemmeno interamente avvertita, del nostro rapporto con le montagne il vero tema di Oltre le vette, anche in questa dodicesima edizione che, fra l’altro, ne fa una delle più longeve manifestazioni culturali sulla montagna in Italia. Anche l’immagine ufficiale della rassegna (una fotografia di Michele Dalla Palma che ritrae una magnifica vetta del Pakistan riflessa in uno specchio d’acqua) vuole sottolineare il valore duplice – visibile/invisibile, conscio/inconscio, apparente/reale – della montagna nella nostra quotidianità.
Ma veniamo al programma della rassegna. Oltre le vette quest’anno avrà un’apertura anticipata al 26 settembre alle 18 in occasione dell’inaugurazione della mostra Il Monte Analogo della pittrice Giancarla Frare, artista di grande livello e personalità con importanti mostre all’attivo in Italia e all’estero. Le sue grandi opere su carta saranno ospitate a Palazzo Crepadona nel Cubo dell’architetto Mario Botta, una struttura prestigiosa che accoglierà con grande efficacia questi dipinti di originale modernità.
L’inaugurazione ufficiale della rassegna avrà luogo, invece, venerdì 3 ottobre, con l’apertura delle mostre (importante quella dedicata ai fratelli Bruno ed Ettore Castiglioni, ma interessante anche quella dedicata ai rifugi alpini della provincia di Belluno nelle collezioni di cartoline e la Mostra mercato del libro di montagna) e la prima serata al Teatro Comunale con l’alpinista ticinese Silvia Metzeltin, protagonista di uno spettacolo dedicato all’alpinismo femminile. Sempre a proposito di alpinisti, altri attesi ospiti sono l’alpinista e fotografo Michele Dalla Palma (il 9 ottobre) e il giovane e fortissimo climber Luca Zardini “Canon” (il giorno successivo), protagonista di moltissime competizioni internazionali di arrampicata sportiva. Un altro ospite d’eccezione sarà il regista e alpinista Marco Preti (domenica 12 ottobre), autore di molti film di esplorazione e avventura.
A proposito di cinema, da sempre uno dei punti forti della rassegna, oltre alle due serate organizzate in collaborazione con il TrentoFilmFestival, con alcuni capolavori dell’ultima edizione, Oltre le vette presenterà due appuntamenti di assoluto prestigio. Il primo, in programma venerdì 17 ottobre, è la proiezione del film South di Frank Hurley, opera del 1919 presentata con commento musicale dal vivo del maestro Ian Lawrence Mistrorigo, che racconta, attraverso immagini originali e straordinarie, l’epopea nei mari antartici di Ernest Shackleton e della nave Endurance, una delle più grandi avventure di tutti i tempi. L’altra serata imperdibile è quella del 19 ottobre, quando al Teatro Comunale sarà proiettato, in prima nazionale, il film No Pay – No Prospects – Not much Pleasure di John Mead, dedicato alla figura di Bill Tilman, grande alpinista ed esploratore inglese che combattè a fianco dei partigiani italiani sulle montagne bellunesi, al quale la città di Belluno ha dedicato una via.
Anche il teatro ha una presenza costante nella rassegna bellunese e questa dodicesima edizione non fa eccezione. Di grande rilievo lo spettacolo Il poema dei monti naviganti, tratto dal libro La leggenda dei monti naviganti di Paolo Rumiz, presentato con grande successo a Oltre le vette lo scorso anno. Da quel libro l’attrice Roberta Bigiarelli ha tratto, con la collaborazione dello stesso Rumiz, uno spettacolo di grande effetto, in calendario per sabato 18 ottobre.
Un importante spazio sarà dedicato anche al novantesimo anniversario della fine della Grande Guerra, conflitto che proprio in montagna assunse la sua dimensione più terribile. Nel pomeriggio di sabato 11 ottobre si terrà un convegno dedicato alla figura di Piero Jahier, di religione valdese, letterato e ufficiale volontario degli alpini proprio a Belluno, autore di quel Con me e con gli alpini ritenuto uno dei più importanti testi sulla guerra. La stessa sera al Teatro Comunale sarà il Gruppo musicale di Costalta a presentare “Cla maledöta guera” – Dialogo tra l’alpino del Popera e il tenente Jahier, uno spettacolo – concerto, basato anche su testi di Jahier. E, sempre sul tema del primo conflitto mondiale, sabato 18 ottobre sarà presentato il libro di Italo Zandonella Callegher La valanga di Selvapiana, con interventi di Matteo Fiori e letture di Antonella Morassutti.
Ancora per il teatro, da segnalare lo spettacolo Tacere è la nostra virtù – Omaggio a Cesare Pavese nel centenario della nascita, con Sandro Buzzati e Orj Jedlowski, in programma venerdì 10 ottobre alle 18 all’Auditorium Comunale. Il legame fra letteratura e teatro troverà ulteriore approfondimento con il laboratorio Scrivere per il teatro con l’attore Marco Manchisi, previsto nei pomeriggi di sabato 11 e domenica 12 ottobre, mentre la mattina, lo stesso Manchisi, sarà protagonista dello spettacolo Letture teatralizzate sul Vesuvio, all’Auditorium Comunale, con testi dedicati a quella che a Napoli chiamano semplicemente A’ muntagna.
Come in passato, sono diversi i volumi che autori ed editori presenteranno al pubblico di Oltre le vette. Di grande rilevanza l’incontro con lo scrittore Erri De Luca, fissato per lunedì 13 ottobre alle 18 al Teatro Comunale, già atteso già lo scorso anno, appuntamento poi annullato a causa di un’indisposizione. Saranno dunque contenti i suoi moltissimi estimatori che potranno sentirlo presentare il suo Sottosopra – Alture dell’Antico e del Nuovo Testamento, volume in cui, con attenta sensibilità, esplora il ruolo della montagna nelle Sacre Scritture.
La montagna, estiva e invernale, è la protagonista di altri due volumi che saranno presentati durante le rassegna: il libro di Vittorino Mason Sulle tracce di pionieri e camosci – Vie normali nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, un raccolta di salite su quasi tutte le cime del Parco, e di Scialpinismo di frontiera – 112 itinerari dal Peralba allo Schiara di Gianpaolo Sani, antologia di percorsi nel severo ambiente delle Dolomiti invernali.
I lunghi viaggi a piedi della tradizione religiosa medievale rivivono oggi nell’interesse di molti ed è a loro che è rivolto l’incontro del 9 ottobre con il giornalista e scrittore Fabrizio Ardito che presenterà il volume Lungo la Francigena. A piedi sulla via di Sigerico dal Gran San Bernardo a Roma, edito dal TCI.
Anche quest’anno il programma prevede iniziative dedicate ai giovani e agli anziani: per i primi è prevista, nel pomeriggio di domenica 5 ottobre, la presentazione di DVD realizzati da scuole di Belluno sul tema dell’acqua, mentre gli ospiti della casa di riposo, e il pubblico che vorrà partecipare, nel pomeriggio di giovedì 9 ottobre potranno incontrare lo scrittore e regista Franco Michieli che presenterà il suo film La via invisibile.
Veniamo ai convegni di studio e alle tavole rotonde, importanti occasioni di approfondimento e diffusione della cultura della montagna. Si inizierà sabato 4 ottobre all’Auditorium Comunale con il convegno Ettore e Bruno Castiglioni, due fratelli e la montagna – Tra alpinismo, ricerca e lotta per la libertà. Quest’anno è il centenario della nascita di Ettore Castiglioni, importante figura nel panorama culturale della montagna. Il convegno è dedicato anche al fratello Bruno, in occasione della donazione della sua biblioteca, da parte del figlio Giovanni Battista, alla Fondazione Giovanni Angelini di Belluno. Lo stesso giorno alle 18 l’Auditorium ospiterà la tavola rotonda Da ricovero a ristorante – I rifugi alpini possono ancora definirsi tali? Con l’intervento di amministratori pubblici, gestori di rifugio ed esperti, mentre il mattino successivo, domenica 5 ottobre, si terrà il consueto Convegno nazionale del Gruppo Filatelici di Montagna. Molto importante anche il convegno in programma il pomeriggio di domenica 12 ottobre presso la sala Dal Pont di Viale Fantuzzi, dal titolo CAI, Soccorso alpino, guide alpine, volontariato della montagna: peso per le istruzioni o risorsa autentica per il territorio e le sue comunità? Luci ed ombre nella legislazione vigente e nelle normative di settore. Altro appuntamento molto significativo è il convegno dedicato alla medicina di montagna che si terrà il mattino di sabato 18 ottobre all’Auditorium Comunale: il tema è Problemi medici nello sci alpino e nordico, in particolare su fisiologia e patologia da usura nello sci alpino, di fondo e nello sci alpinismo.
Alcune importanti istituzioni culturali della montagna da anni hanno un appuntamento nel calendario di Oltre le vette: anche in questa dodicesima edizione, dunque, la Fondazione Antonio Berti, l’Associazione Premio Letterario Giuseppe Mazzotti e la Fondazione Silla – Ghedina illustreranno al loro attività e assegneranno i premi letterari e alpinistici dei rispettivi concorsi 2008.
Imponente, come di consueto, è l’impegno promozionale della rassegna, attraverso un piano di comunicazione su testate e organi di informazione del Triveneto e sulle riviste del settore. Per questa edizione, fra l’altro, Oltre le vette avrà uno stand a LongaroneFiere all’interno di Dolomiti Outdoor, manifestazione sul tempo libero e la montagna in programma alla fine di settembre. Oltre 21.000 sono i pieghevoli con il programma ufficiale distribuiti nel Bellunese e nelle province vicine, mentre sugli spazi pubblici saranno affissi più di 1.000 manifesti e locandine. L’ufficio stampa della rassegna coordinerà la diffusione di comunicati e immagini per ognuna delle giornate della manifestazione.
L’ingresso alle serate di Oltre le vette è a pagamento, con gli stessi prezzi dello scorso anno, 6€ intero e 5€ ridotto (studenti, soci CAI e spettatori con più di 65 anni). L’abbonamento all’intera rassegna permette di godere di condizione davvero favorevoli: ogni serata avrà un costo di soli 3 € per chi ha diritto alla riduzione e di 4 € per tutti. A partire dal 15 settembre presso l’ufficio di Oltre le vette in piazza Duomo 2 sarà possibile prenotare l’abbonamento, con l’assegnazione del posto al Teatro Comunale.
Tutto è pronto, dunque, per fare anche di questa dodicesima edizione un appuntamento di successo: gli ingredienti ci sono, la passione e l’interesse del pubblico siamo certi non mancheranno.

Per ogni informazione sulla rassegna si può consultare il sito www.oltrelevette.it

19.9.08 – Adam Ondra sale rotpunkt WOGU, via lunga con obb. 8a

Adam Ondra, assicurato da Pietro Dal Prà, ha scalato rotpunkt e in giornata una delle vie multipitch più dure del mondo, WOGU. Questo itinerario, tracciata in Ratikon da Beat Kammerlander e dedicata a WOlfgang GUllich, è caratterizzata da chiodatura lunga e obbligatorio di 8a. Questa la sequenza dei tiri: 8c, 7c+, 8b+/c, 8b, 8b+, 8a+, 7c+.
Con questo exploit, Ondra dimostra non solo di essere davvero un fenomeno, ma anche di essere assai completo e forte su ogni terreno d’arrampicata.

17.9.08 – Larcher apre “AlexAnna” sulla Marmolada

La via è stata tracciata a fine agosto da Rolando Larcher sulla Sud della Marmolada e più precisamente sul Pilastro Lindo della parete sud-ovest della Punta Penia. Si tratta di 700 m con difficoltà 8a+/8b, 7b obbl, 17 tiri di corda, di cui i primi tre sono in comune con la storica Soldà.

“Per aprirla” dichiara Larcher “ho impiegato 6 giornate: 4 l’anno scorso e 2 in quest’estate tanto travagliata meteorologicamente. L’ho salita sempre da capocordata e per queste 6 uscite devo ringraziare Michele Cagol, Michele Paissan, Francesco Mich e Roberto Pedrotti, 4 volenterosi amici che pazientemente mi hanno assicurato al freddo dei 3000m. Ma un ringraziamento va anche ad Alex ed Andrea, rispettivamente gestori del rifugio Capanna Penia e del rifugio Contrin, per il loro supporto. (…) Sulla via ho utilizzato in totale 11 spit (piantati a mano) proprio dove la roccia non presentava altra possibilità. A questi vanno aggiunti due spit per ogni sosta”.

10.9.08 – Premio Grinzane Cavour a Forte di Vinadio (CN) il 13 settembre

Sabato 13 settembre a Forte di Vinadio si svolgerà la seconda edizione di grinzanemontagna, un’iniziativa culturale nata per celebrare il rapporto profondo tra la letteratura e la montagna, luogo privilegiato della conservazione di tradizioni e civiltà, di ambiente, paesaggi e clima. La manifestazione inizierà alle ore 11 al Fortino di Vinadio con un saluto delle autorità e proseguirà con il convegno Interviste sulla montagna, che sarà presentato da Franco Di Mare. All’incontro parteciperanno, Mauro Corona, Sandro Gastinelli, Carlo Grande, Augusto Grandi, Vénus Khoury – Ghata, Ettore Mo, Alessandro Mondo, Michele Pellegrino, Marco Revelli e Lido Riba.

Verranno premiati:
Sezione “Internazionale”:
– Vénus Khoury – Ghata (Libano) per il romanzo 7 pietre per l’adultera (Archinto, 2008)
– Alain Robert (Francia) per il volume Spiderman (Versante Sud, 2006)
Sezione “Italiana”:
– Mauro Corona, Le voci del bosco (Mondadori,1998)
– Ettore Mo, Ma nemmeno malinconia. Storia di una vita randagia, (Rizzoli, 2007)
– Alessandro Mondo, Briganti del Piemonte (Newton Compton editori, 2007)
Segnalazioni speciali:
– A cura di Federica Veglia, Giuseppe Giacosa. Novelle e paesi Valdostani, (Tararà editore, 2008)
– Augusto Grandi, Lassù i primi. La montagna che vince (Daniela Piazza editore, 2008)

La manifestazione è stata organizzata grazie al sostegno dell’Assessorato alla Montagna della Regione Piemonte, della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, dell’Unione Nazionale Comuni Enti Montani (U.N.C.E.M.) e in collaborazione con il Comune di Vinadio.
Ci sono luoghi che più di altri riescono a creare un legame forte e speciale con scrittori e intellettuali. Tra questi, la montagna occupa un posto di rilievo. Famose vette alpine come impervi “ottomila” diventano protagonisti e personaggi di romanzi e racconti. La montagna, intesa anche in senso metafisico, ha rappresentato e rappresenta una continua fonte di ispirazione per gli scrittori, dagli italiani, Mario Rigoni-Stern o Claudio Magris a letterati stranieri come Thomas Mann, Goethe, Hesse, Bruce Chatwin e, sopratutto, Thomas Bernhard.
Dopo aver fatto, letterariamente parlando, più volte il giro del mondo, il Grinzane ritorna nella sua provincia d’origine, con un convegno e una premiazione nella storica cornice del forte Albertino di Vinadio (Cuneo), uno dei più significativi esempi di architettura militare dell’intero arco alpino. Voluti da Re Carlo Alberto, i lavori di costruzione del forte iniziarono nel 1834, per concludersi solo nel 1847: per completare il camminamento coperto di ben dieci chilometri furono impiegate più di 4 mila persone.
info@grinzane.it
www.grinzane.it

8.9.08 – Mostra di opere su carta di Riccarda de Eccher a Ponte Nelle Alpi

Dall’ 11 al 27 Settembre presso la biblioteca di Ponte Nelle Alpi, “Dalla porta delle Dolomiti”, opere su carta di Riccarda de Eccher.
La mostra che ha come tema la montagna e sara’ aperta dal lunedì al venerdì. Per informazioni tel 0437 99214
Sito di Riccarda De Eccher: www.deeccher.net

XXIV° Campionato Italiano Assoluto di Arrampicata Sportiva sabato 11 ottobre 2008 – Valdagno

4.9.08 – Roverato e Ballico salgono la Miotto-Bee di destra al Burel

Probabile (ma quasi certa) prima ripetizione della storica salita di Franco Miotto e Riccardo Bee sulla parte destra dei 1500 m della parete sud-ovest del Burel, per i veneti Alessio Roverato e Beppe Ballico.
Questa via fu aperta dai bellunesi nel 1977 ed attendeva la ripetizione da 31 anni, ripetizione che è arrivata esattamente il 30 e 31 agosto scorsi. Ricordiamo in particolare che Alessio Roverato è autore di “un magnifico tris sulle tracce di Franco Miotto (nel 2006, rispettivamente con Luca Matteraglia e Alessandro Baù, era passato in seconda ripetizione sulla sud-ovest del Pelmo e in prima sul Gran diedro del Col Nudo)” (fonte: http://www.intotherocks.splinder.com/)

“Diciamo che la Miotto-Bee di destra – afferma Roverato – è una scalata che merita, di quelle dove, se si sa chiodare, non si rischia la pelle: è una via molto logica che, come dice la guida, collega due linee evidenti di grandi diedri, sopra e sotto la cengia. Una roba assai selvaggia, certo, ma con roccia in genere buona (più o meno al settanta per cento: addirittura, lungo gli ultimi ottanta-cento metri, sembra di essere sulle Pale di San Martino) con qualche tratto così così… Ci siamo divertiti? Bah, non è che ti diverti su cose del genere, sei sempre sotto pressione.”

27.8.08 – Da venerdì 5 a domenica 7 settembre 2008 ad Arco c’è il ROCK MASTER

Da venerdì 5 a domenica 7 settembre 2008 ad Arco (Tn) l’arrampicata, quella delle competizioni ma non solo, scriverà un’altra pagina della sua storia. Naturalmente il tutto andrà in scena sul palcoscenico del 22° Rock Master. La gara dei campioni che, come ormai succede da tre anni, avrà come preludio la terza edizione di Arco Rock Legends, con il Salewa Rock Award e il La Sportiva Competition Award, ovvero gli oscar dell’arrampicata mondiale, assegnati ai migliori climber della roccia e ai migliori atleti delle competizioni. Il tutto per un weekend all’insegna della passione per l’arrampicata totale che affonda le sue radice nella stessa storia dell’arrampicata moderna!

PROGRAMMA

VENERDI’ 5 settembre 2008
h 21.00 – Casinò Municipale di Arco – Consegna premi Arco Rock Legends.
Sarà proiettato un video clip di presentazione dei finalisti che faranno il punto sul climbing mondiale dialogando con una presentatrice di eccezione, Kay Rush, giornalista, conduttrice televisiva e radiofonica, oltre che arrampicatrice e grande sportiva.

SABATO 6 settembre 2008
h 10.00 – Falesia di Massone – “aspettando il Rock Master” con i campioni di Arco Rock Legends
h 13.30 – Climbing Stadium – prima manche “on sight” femminile Rock Master
h 15.00 – Climbing Stadium – Sint Roc Boulder Contest maschile
h 16.45 – Climbing Stadium – prima manche “on sight” maschile Rock Master
h 20.30 – Climbing Stadium – Parallelo di Velocità femminile e maschile

DOMENICA 7 settembre 2007
h 10.00 – Climbing Stadium – seconda manche maschile e femminile “after work” Rock Master
h 14.00 – Climbing Stadium – Sint Roc Boulder Contest femminile
h 15,30 – Climbing Stadium – Duello – Trofeo Enio Lattisi.
h 16.30 – Climbing Stadium – Premiazioni
h 18.00 – Caffè Conti d’Arco – da Pio Rock Master Party La festa con i Campioni

BIGLIETTI e INFO
Apertura biglietterie: Sabato ore 12.30 – Domenica ore 9.00

Venerdì 05.09 – Consegna premi ArcoRock Legends – entrata libera
Sabato 06.09 pomeriggio – prova on sight + boulder maschile € 12,00
Sabato 06.09 sera – Parallelo di velocità femminile e maschile € 10,00
Domenica 07.09 – Rock Master prova after work / Sint Roc Boulder Contest femminile / Duello € 15,00
Abbonamento ingresso a tutte le prove € 25,00

I numeri della grande struttura
18 m. di altezza
16 m. di aggetto degli strapiombi rispetto alla verticale
650 mq arrampicabili (400 per le competizioni e 250 riservati ai principianti e medio livello)
più di 3000 prese mobili

26.8.08 – 60 giorni per gli 82 4.000 m delle Alpi

Franco Nicolini e Diego Giovannini ce l’anno fatta a coronare il loro sogno ed a realizzare un grandioso concatenamento di vette. I due hanno infatti portato a termine la scalata delle 82 cime di oltre 4000 metri delle Alpi in soli 60 giorni. Una cavalcata rapidissima e straordinaria. Afferma Nicolini: “erano 3 anni che inseguivo questo progetto e finalmente il momento che tanto sognavo è arrivato. Sono felicissimo, per me questo grande concatenamento è come un punto di arrivo. Volevamo goderci il nostro viaggio e l’abbiamo fatto, seppure mantenendo sempre la concentrazione e l’attenzione, due ingredienti fondamentali in montagna, dove basta poco per rischiare moltissimo. Siamo sempre stati legati, ma per la legge dei numeri, con così tante ore da trascorrere in quota temevo una perdita di concentrazione. Fortunatamente siamo stati bravi ed è andato tutto bene”.

25.8.08 – Novità editoriali dalla Versante Sud

Presentiamo tre guide di arrampicata sportiva pubblicate da Versante Sud su alcune delle zone più interessanti del nostro territorio. Si va dalle quasi 300 pagine della nuova edizione di “TOSCANA E ISOLA D’ELBA” alle oltre 400 dedicate a “OSSOLA E VALSESIA” (seconda edizione). Nuova nuova è invece la guida di Oreste Bottiglieri dedicata alla Costa d’Amalfi e dintorni. Buone arrampicate.

TOSCANA E ISOLA D’ELBA – Arrampicate sportive e moderne
di Mauro Franceschini e Fabrizio Recchia

Arrampicare in Toscana è davvero molto gratificante. È piacevole perché coinvolge come nessun altro luogo tutti i sensi. Bei panorami, falesie varie, valli incantate dove spuntano torri rocciose con vie per tutti i gusti, vestigia storiche, itinerari gastronomici e poi un’isola in mezzo a uno splendido mare dove il connubio tra arrampicata e vacanza mette d’accordo tutti.
In questa terza edizione gli autori hanno aggiornato il materiale già presente completandolo con aggiunte significative sia di falesie che di vie lunghe. Nuovi disegni e una ricca documentazione fotografica rendono questa guida uno strumento importante per la conoscenza e la promozione anche turistica di questa splendida terra. Pagine 284 a colori. Prezzo euro 25,50

OSSOLA E VALSESIA – Arrampicate sportive e moderne
di Davide Borelli, Fabrizio Manoni, Maurizio Pellizzon

Se ormai l’ossola e le sue valli sono diventate un paradiso per gli amanti dell’arrampicata, con falesie per tutti e per tutte le stagioni, vie lunghe su granito eccellente e in ambienti da favola, ottime attrezzature e collaudata ricettività turistica, la valsesia si stà faticosamente conquistando un posto nelle scelte del popolo degli arrampicatori. Questa seconda edizione vuole registrare da un lato questa definitiva consacrazione e dall’altro i più significativi contributi che hanno fatto delle valli valsesiane a ridosso del Monte Rosa una valida alternativa alle più rinomate pareti ossolane.Rispetto al precedente lavoro sono state inserite molte falesie di recente chiodatura o ampliate come numero di tiri, decine di vie lunghe su pareti inedite frutto delle esplorazioni dei climber locali, molte immagini d’azione e di pareti sulle quali sono stati disegnati i tracciati degli itinerari. Un lavoro completo su un territorio che sicuramente ci riserverà in futuro molte interessanti novità. Pagine 424 a colori. Prezzo euro 29,50

MALOPASSO – Arrampicate sulla Costa d’Amalfi e dintorni
di Oreste Bottiglieri

Questa guida è un contributo per lo sviluppo dell’arrampicata in Campania. Descrive 26 siti tra la Costa d’Amalfi, la Penisola Sorrentina e il Cilento. Posti meravigliosi dove arrampicare significa anche conoscenza dei luoghi, della gente, del passato e della storia. Qui il piacere fisico di scalare si associa con la dimensione quasi mistica di scenari insoliti. Le scogliere di Capo Palinuro, le pareti del Monte Bulgheria e dei Monti Alburni e tante altre mille falesie stupende riservano potenzialità infinite per il futuro dell’arrampicata “moderna”. Anno dopo anno l’arrampicata è entrata lentamente a far parte di questi luoghi ed è divenuta anche una risorsa relativamente importante per l’economia turistica locale e una valida alternativa alle affollate falesie “classiche” del centro e del nord Italia. Pagine 184 a colori. Prezzo euro 23,50

Per info e acquisti on line: http://www.versantesud.it/guide.html

06-08-2008 Matteo Della Bordella libera della via COELOPHYSIS

Il Ragno di Lecco Matteo Della Bordella, con la salita in libera del quarto tiro, ha concluso la libera della via COELOPHYSIS, probabilmente la più lunga via del Wenden, raggiungendo il punto più alto del Mahren. Per complessive 21 lunghezze e oltre 650 metri di sviluppo.
Fabio Palma e Matteo sono stati impegnati nella libera tre giorni di questo 2008, mentre avevano concluso la via nel 2007 (13 tiri aperti) e iniziato con Adriano Selva nel 2006. Complessivamente, sono stati in parete 18 giorni, con tre bivacchi in parete e due alla base.
Scrive Palma sul sito http://www.ragnilecco.com che “a causa dello scioglimento dei nevai a 3000 metri, la via è una delle ultime ad essere percorribile in Wenden, e va quindi programmata per un periodo che va da fine Luglio ad Ottobre anche inoltrato. Addirittura anche in Inverno, con le condizioni che trovammo due Natali fa, quando la neve terminava a 1600 metri lasciando intatta tutta la fortezza del Wenden. Tecnicamente è molto varia, con tiri in forte strapiombo e altri in placca molto tecnici, e non mancano neppure diverse fessure. Praticamente indispensabile una serie di Friend a partire da 0,5 e fino a 3.”

6.8.08 – Nuova via sul Gasherbrum I per Babanov-Afanasiev e prima salita del Beka Brakai Chhok per Moro-Barmasse

In mezzo al turbinio di notizie drammatiche che arrivano dall’Himalaya, spiccano due belle realizzazioni ad opera della coppia italiana formata da Simone Moro ed Hervè Barmasse e da quella russa, composta dagli assi Valery Babanov e Viktor Afanasiev.
Il primo agosto 2008 Moro e Barmasse hanno raggiunto la strepitosa vetta inviolate del Beka Brakai Chhok (6940m) nel Karakorum pachistano. Grande montagna, bellissima, di quasi 7000 m, difficile e superata in perfetto stile alpino in due giorni. Davvero un colpo di classe! Maggiori dettagli sul sito di Simone http://www.simonemoro.com
Quanto ai Russi, nello stesso giorno hanno concluso una nuova via sul versante sud-ovest del Gasherbrum I (8068m). Dopo quello sul Broad Peak (8047m) dello scorso 17 luglio, questo è il secondo nuovo itinerario su un Ottomila per i due alpinisti. Una cosa mai vista.

1.8.08 – Macleod libera Echo Wall sul Ben Nevis

Quattro giorni fa Dave Macleod ha liberato un nuovo tiro trad, Echo Wall, sul Ben Nevis, in Scozia. Lo scalatore ha definito questo progetto “la via più difficile da me salita finora”. La via si sviluppa in spigolo e per raggiungerne l’attacco occorre camminare molto e scalare su facile. Dave ha percorso la linea piazzando le protezioni veloci mentre saliva. Il grado? Per ora non è stato dichiarato…

20.6.08 – Tarvisio celebra Julius Kugy dal 28/6 al 10/8

Il progetto è realizzato da Comune di Tarvisio e Consorzio di Promozione Turistica in collaborazione con la regione FVG per celebrare l’anniversario dei 150 anni della nascita dell’alpinista, poeta e cantore delle Alpi Giulie, Julius Kugy.
Ecco tutto l’ampio programma. Tutte le info su www.tarvisiano.org

Sabato 28 giugno – ore 21.00 Palazzetto dello sport di Tarvisio

Simone Moro “8000 metri di vita”.
Questo è il titolo della proiezione e racconto del mio modo di fare alpinismo e del mio approccio alla vita dopo il tragico incidente all’Annapurna nell’inverno del 1997. In quell’occasione persi il mio compagno di scalata e l’amico degli amici, travolto da una valanga mentre assieme stavamo aprendo una nuova via sul versante meridionale dell’Annapurna 8091 m. In “8000 metri di vita” proietterò immagini e filmati relativi al Thien Shan, Antartide, Everest, Kilimanjaro, Broad Peak, Caucaso, Shisha Pangma 2003 (in Tibet), del Baruntse nord (via nuova) fino ad arrivare alla prima invernale assoluta del Shisha Pangma ragginta il 14 febbraio 2005.

Domenica 29 giugno

Simone Moro sulla Diretta Kugy al Montasio. Simone Moro ripercorre i passi di Julius Kugy sulla parete nord del Montasio. La via fu aperta da Kugy con Bolafio, Komac e Oitzinger il 24 agosto 1902.

25-27 luglio

Work-shop fotografico
“Fotografia digitale e paesaggio” con Mario Verin
Fotografo e alpinista (Accademico del C.A.I.), ha viaggiato in tutto il mondo specializzandosi con successo in reportage geografici, naturalistici e archeologici. Considerato uno dei migliori fotografi italiani di montagne e di deserti, ha collaborato con le maggiori testate geografiche nazionali (GEO, Alp, Il Venerdì di Repubblica, Meridiani, Airone, ecc.), pubblicato libri e ricevuto riconoscimenti internazionali? Programma indicativo: venerdì 25 luglio, ore 16.00 incontro con i partecipanti, visione e valutazione del materiale fotografico. Sabato 26 luglio ore 9.00 appuntamento x escursione all’aria aperta in ambiente di bosco-alpeggio (Laghi di Fusine), rientro ore 16.00 per visione delle foto e discussione teorica. Domenica 27 luglio ore 9.00 appuntamento x escursione all’aria aperta in ambiente di roccia (Monte Canin), rientro ore 16 x visione delle foto e discussione teorica. Partecipanti: max 12 persone fino a esaurimento posti

Giovedì 31 luglio

Luca Vuerich sull’ Innominata
Luca Vuerich ripercorre i passi di Julius Kugy sull’Innominata. Venne salita per la prima volta dalla cordata Leuchs-Schulze, il 10 Agosto 1906 e successivamente da J. Kugy, in compagnia di Oitzinger-Bolaffio e Martinz. Fu proprio il Kugy a battezzare in un primo momento la cima, viste le dimensioni, Kleinspitz (cima piccola), e successivamente a ricordo di una sua salita nel gruppo del Monte Bianco “Innominata”. L’uscita alpinistica è aperta alla partecipazione di 8 persone previa prenotazione.

Giovedì 31 luglio – ore 21.00 Centro Culturale Tarvisio

Luca Vuerich “Alpi Giulie montagne nascoste”
Luca Vuerich, guida alpina tarvisiana, salitore assieme a Nives Meroi e Romano Benet di quattro cime di 8000 mertri presenta un viaggio attraverso le “sue montagne” che lo hanno formato alpinisticamente preparandolo alle più alte cime del mondo.

Venerdì 01 agosto

Reinhold Messner al Rifugio Grego
Escursione con Reinhold Messner, partenza dalla malga Saisera per raggiungere il rifugio Grego, ai piedi della catena del Montasio. A seguire incontro con il pubblico.
“…La sua cresta gigante domina sempre nell’alto. E qundo appare, non si ricorre alla carta per identificarlo: è lui non c’è dubbio è il Montasio!” Moderatori Luciano Santin e Marco Ferrari.
L’uscita escursionistica è aperta alla partecipazione di 20 persone previa prenotazione.

Venerdì 01 agosto – ore 21.00 in Piazza Unità a Tarvisio

Reinhold Messner. Incontro con il grande alpinista, video- diapositive e racconti.

Sabato 02 agosto

Mauro Corona sulla Gola Nord Est allo Jof Fuart
Mauro Corona ripercorre i passi di Julius Kugy sulla Gola Nord Est allo Jof Fuart . La via fu aperta da Kugy, Bolaffio, Oitzinger e Komac il 22 settembre del 1901. L’uscita alpinistica è aperta alla partecipazione di 8 persone previa prenotazione.

Sabato 02 agosto – ore 21.00 piazza Kugy a Valbruna

Mauro Corona, Paolo Scandaletti e Marco Ferrari. Dissertazioni sull’alpinismo da Kugy ai giorni nostri. Presentazione della prima traduzione in italiano del libro di Julius Kugy “Nel divino sorriso del Monte Rosa”. Il volume dedicato nel 1940 da Kugy alla seconda cima d’Europa, che egli traversò nel 1886, restandone affascinato per tutta la vita. Passione, umiltà e rigore storico guidano la penna di Kugy in questo omaggio all’imponente montagna delle nostre Alpi, “che maestosa si presenta ai nostri occhi nella sua meravigliosa grandezza e avvincente bellezza”. Ne nasce un testo ricco e suggestivo, nel quale il grande alpinista racconta a più voci il Monte Rosa, unendo alla propria testimonianza quella dei tanti altri scalatori che nel tempo hanno tentato le sue cime. Tradotto da Marina Bressan e presentato da Francesco Cetti Serbelloni, il volume è arricchito dalle splendide fotografie dell’edizione originale tedesca e si aggiunge agli altri libri di Julius Kugy già presenti nel catalogo LINT.

Martedì 05 agosto – ore 21.00 piazza Unità Tarvisio

Presentazione del film “La via Eterna” del Centro Produzioni televisive del Friuli Venezia Giulia.
Un viaggio nella roccia; la scoperta, lontana, di un “tempo profondo”, scandito da fossili ed ere geologiche, dove l’uomo, davanti a giganti di pietra, non è più al centro della Creazione biblica, ma “ultimo venuto”. L’alpinista tarvisiana Nives Meroi, una delle poche donne al mondo ad aver scalato il K2 e molti degli ottomila himalayani, in cordata con Marco Albino Ferrari, giornalista e scrittore, lo guida alla scoperta della “Cengia degli Dei”. Un itinerario alpinistico che, con un susseguirsi quasi ininterrotto di cenge e balconi, aggira ad un’altezza quasi costante, tutto il gruppo dello Jôf Fuart. Ancora oggi molto impegnativo per il suo sviluppo di oltre cinque chilometri e perché “difficilmente proteggibile”, il percorso si svolge in un ambiente selvaggio, nel cuore delle Alpi Giulie. La “Via Eterna”: così l’aveva chiamata Giulio Kugy, scrittore ed alpinista che, tra la fine dell’ottocento e gli inizi del nuovo secolo, per primo, aveva intuito l’esistenza di questo “magico anello” ?.una via senza tempo. E la “Cengia degli Dei” diviene il luogo “magico” dove Nives e Marco, lontano da tutto e da tutti, riflettono sull’alpinismo: quello della conquista delle prime grandi vette; e quello dei grandi exploit di oggi. La Cengia sembra così condurre la cordata, nel suo viaggio in senso antiorario, anche indietro nel tempo, in un mondo diverso, dal quale non si vorrebbe più scendere, ripercorrendo il giro all’infinito, come se la via non avesse mai fine. E saranno ancora le parole di Kugy a legare le sensazioni del presente e del passato. Quando ? era il 1930 ? l’alpinista Emilio Comici, raggiunse lo scrittore a Valbruna, per riferirgli del suo successo: ” La porta si aprì ? scrive Kugy – e Comici, in piena attrezzatura di rocciatore, entrò. Slanciato, sicuro, ma modesto come sempre, come sceso da un mondo diverso, più elevato. I suoi occhi espressivi mandavano lampi di gioia e di orgoglio. «Dottore» si rivolse a me, «le comunico che oggi abbiamo percorso l’anello intorno al Jôf Fuart, per le “Cenge degli dei”. «Bravi!» esclamai. «Avete dunque percorso la Via Eterna». Era la prima volta. Con la partecipazione del regista Giorgio Gregorio e di Marco Ferrari.

Mercoledì 06 agosto – ore 21.00 P.zza Kugy a Valbruna

Marco Ferrari e Melania Lunazzi: I “senza guida” ai tempi di Kugy. Dibattito sul tema dell’ alpinismo con le guide o senza guide ai tempi di Kugy e Cozzi, proiezione di acquarelli originali di napoleone Cozzi e foto d’epoca. Di circa dieci anni più giovane di Kugy, Napoleone Cozzi fa parte della Società Alpina delle Giulie di Trieste, lo stesso sodalizio alpinistico a cui Julius Kugy è iscritto. Si conoscono e si stimano reciprocamente, ma una differenza sostanziale divide il loro modo di andare in montagna. Il pacato Kugy non muove un dito senza avvalersi dell’appoggio delle sue fidatissime guide alpine, ciascuna delle quali gli garantisce sicurezza e buon esito dell’escursione sui terreni a cavallo delle Alpi Giulie. Al contrario il vulcanico Cozzi, in compagnia dei suoi amici triestini, inaugura nelle Alpi Giulie, Carniche e nelle Prealpi Clautane (oggi Dolomiti Friulane) un alpinismo più libero e avventuroso, più sportivo e rischioso, muovendosi senza guida prima su terreni già percorsi e poi aprendo nuove difficili vie su guglie difficili e sconosciute. Questo alpinismo, i cui precursori sono gli austriaci Emil Zsigmondy e Ludwig Purtscheller, innesca ai tempi aspre polemiche all’interno dei Club Alpini locali, specialmente nel momento in cui accadono incidenti mortali, come quando nel 1907 muore il friulano Giuseppe De Gasperi sul ghiacciaio della Civetta. A un secolo di distanza la serata offre spunti interessanti per riflettere sull’annosa questione dell’alpinismo con o senza guida e su un argomento ancora molto attuale nell’alpinismo contemporaneo.

Venerdì 08 agosto

Bubu Bole sulla Diretta Kugy al Montasio
Bubu Bole ripercorre i passi di Julius Kugy sulla parete nord del Montasio. La via fu aperta da Kugy con Bolafio, Komac e Oitzinger il 24 agosto 1902.
L’uscita alpinistica è aperta alla partecipazione di 8 persone previa prenotazione.

Venerdì 08 agosto – ore 21.00 – Centro Cultuale Tarvisio

Bubu Bole “Vivo l’attimo”
brevi storie alpinistiche ed umane dei primi vent’anni di attività con immagini e cortometraggi.

Sabato 09 agosto

Luca Vuerich sulla Cengia Kugy alla Cima del Vallone
Luca Vuerich ripercorre i passi di Julius Kugy sulla diretta al Montasio. La via fu aperta da Kugy, Oitzinger e Pesamosca il 12 luglio del 1912.
L’uscita alpinistica è aperta alla partecipazione di 8 persone previa prenotazione.

Sabato 09 agosto

ore 21.00 in piazza Kugy a Valbruna
Luca Vuerich “Alpi Giulie montagne nascoste”
Luca Vuerich, guida alpina tarvisiana, salitore assieme a Nives Meroi e Romano Benet di quattro cime di 8000 mertri presenta un viaggio attraverso le “sue montagne” che lo hanno formato alpinisticamente preparandolo alle più alte cime del mondo.

Domenica 10 agosto

Luca Vuerich sulla Diretta Kugy al Canin. Luca Vuerich ripercorre i passi di Julius Kugy sulla diretta al Canin. La via fu aperta da Kugy e Komac nel settembre del 1903. L’uscita alpinistica è aperta alla partecipazione di 8 persone previa prenotazione.

Domenica 10 agosto – ore 21.00 al Centro Polifunzionale Sella Nevea

Luca Vuerich “Alpi Giulie montagne nascoste”
Luca Vuerich, guida alpina tarvisiana, salitore assieme a Nives Meroi e Romano Benet di quattro cime di 8000 mertri presenta un viaggio attraverso le “sue montagne” che lo hanno formato alpinisticamente preparandolo alle più alte cime del mondo.

18.6.07 – Quasi tutte le vie normali del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi in una attesissima guida di Vittorino Mason – VERSANTE SUD

Ma quanta fatica si cela dietro queste pagine? Quanto trazionare sui pini mughi, quanti giorni passati nella natura selvaggia? Quante zecche? Quanta incertezza nel procedere fino a che non si individua quel taglio d’albero risolutore? Noi che abbiamo provato a trascorrere giorni tra questi monti, a investirvi dei sogni, non possiamo immaginarlo. Col materiale contenuto in questa guida si potevano forse fare 3 libri. A disposizione del lettore, tutto in uno, un corredo di descrizioni puntuali di quasi tutte le vie normali dei monti del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. Ora a noi non resta altro da fare se non riempire gli zaini e partire.

SULLE TRACCE DI PIONIERI E CAMOSCI
Vie normali nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi
di Vittorino Mason

Questo lavoro, durato sette anni, è un omaggio al territorio del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, che l’autore ha eletto a sua seconda casa. Un ambiente che conserva ancora angoli di natura selvaggia, unici nel loro genere, con itinerari remunerativi e di grande soddisfazione per chi ha ancora voglia di avventurarsi ricercandone i percorsi, seguendo le tracce dei camosci, affidandosi a qualche ramoscello spezzato e a radi ometti di pietra.
Questa guida è il frutto di molte esplorazioni, perlustrazioni e ricognizioni sulle vie normali che conducono a molte cime all’interno o sul confine del Parco. Vie normali di modeste difficoltà alpinistiche ma che presentano dislivelli notevoli, a volte superiori a duemila metri, con percorsi di avvicinamento impegnativi.
Questo lavoro vuole pertanto far conoscere e quindi riscoprire lo straordinario ambiente selvaggio presente nel Parco con la consapevolezza e il rispetto che esso merita. L’avventura, quella con la A maiuscola, qui è ancora possibile!

L’autore è nato a Loreggia (PD) nel 1962. Risiede e lavora a Castelfranco Veneto dove da molti anni svolge anche l’attività di promotore culturale.
Ideatore della rassegna di diapositive La voce dei monti, scrive per riviste specializzate di montagna ed è coordinatore del Gruppo Naturalistico Le Tracce. Socio di Mountain Wilderness, fa parte del GISM (Gruppo Italiano Scrittori di Montagna).
L’amore per la montagna, le sue genti e l’esplorazione, l’ha portato a viaggiare sulle montagne di casa e del mondo, unendo la passione della fotografia a quella della scrittura.
Ha pubblicato due raccolte di poesie, conseguendo nel 1986 e nel 1989 il primo premio al concorso di II ponte della bontà di Treviso. Nel 2000 ha vinto il secondo premio al concorso di narrativa Carlo Mauri. Nel 2001 ha pubblicato il libro Sui sentieri dei portatori himalayani, nel 2004 I racconti del Mugo, nel 2006 Il profumo del tè alla menta, nel 2007 La via dei vulcani e nel 2008 Camminando sulle montagne viola.

Pagine 272 a colori
Prezzo euro 27,80
Per ordinarne una copia: http://www.versantesud.it/ordine.html
17.6.08 – Festa d’estate al Parco N. Dolomiti Bellunesi

Appuntamento il 21 e 22 giugno a Feltre per la quarta “Festa d’estate al Parco”: la kermesse culturale e gastronomica del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, nata per promuovere l’area protetta e le sue attività di conservazione attraverso un ricco programma di spettacoli ed eventi culturali.A Feltre, il grande giardino che circonda Villa Binotto, sede degli uffici del Parco, ospiterà la manifestazione, con la formula già collaudata gli anni scorsi: abbinare eventi culturali e spettacoli per grandi e piccini ad un mercatino di prodotti agricoli ed artigianali locali, che si fregiano del logo “Carta Qualità” del Parco.Il mercatino resterà aperto sabato e domenica, dalle 10.00 alle 22.00.

Questo il programma dettagliato della due giorni di Feltre.

– SABATO 21 GIUGNO
16.30 spettacolo dei giocolieri Yari e Fabio, che faranno divertire i bambini coinvolgendoli direttamente nei loro straordinari esercizi di abilità.
17.00 il “Comitato per Pullir” curerà la rievocazione di antichi mestieri. Il Comitato è infatti impegnato da anni in attività culturali di recupero e valorizzazione delle attività tradizionali, dai lavori agricoli a quelli domestici.
17.30 presentazione e degustazione della “Birra Dolomiti”. Prodotta dalla storica birreria di Pedavena, ha la particolarità di essere ottenuta con orzo coltivato nei Comuni del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi.La presentazione della birra è la tappa conclusiva di un progetto di conversione colturale delle aziende agricole, promosso lo scorso anno dal Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, dall’Amministrazione Provinciale di Belluno e dalla Comunità Montana Feltrina, e che ha visto la fattiva collaborazione della Cooperativa agricola “La Fiorita” di Cesiomaggiore.
20.30 concerto di tango curato dal gruppo dei “Manga de Tanos”.
Dalle 18.00 alle 22.00 si potrà cenare nel ristorante all’aperto, allestito per l’occasione sotto i grandi alberi del parco. Qui sarà possibile degustare il “Menù del Parco”, realizzato utilizzando solo prodotti locali e ricette tradizionali bellunesi.

– DOMENICA 22 GIUGNO
10.00 apertura del mercatino dei prodotti di “Carta Qualità”.
Dalle 15.00 alle 18.00, i bambini potranno compiere brevi passeggiate a cavallo nel grande parco che ospita la manifestazione, assistiti da personale esperto.
16.00 “La famosa invasione degli orsi in Sicilia”: spettacolo teatrale curato da Sandro Buzzati e Nelso Salton. Lo spettacolo è tratto dall’omonimo libro di Dino Buzzati
18.00 concerto di musica jazz a cura dell’Associazione Musicale “Unisono”.
20.00 “Da Belluno alla Patagonia e ritorno”: un incontro con Sergio Dal Farra, che racconta la sua esperienza in Sud America e il suo ritorno nella terra d’origine bellunese.
Domenica lo stand gastronomico sarà aperto sia a pranzo, dalle ore 12.00 alle 14.00, che a cena, dalle 18.00 alle 22.00, in modo da poter offrire a tutti la possibilità di degustare il “Menù del Parco”.

14.6.08 – Ignazio Piussi, un altro grande se ne va

Ignazio Piussi è morto l’undici giugno scorso all’ospedale di Gemona, all’età di 73 anni. E’ stato uno dei grandi alpinisti del periodo che va dagli anni ’50 ai ’70, persona di grande schiettezza e simpatia, all’apparenza burbero ma al contrario grande comunicatore.

Piussi era nato nel 1935, ultimo di dieci figli, in Val Raccolana (Udine). Suo bisnonno, Giuseppe Piussi detto il Pucich, era stato la prima guida della Val Raccolana, così come pure suo nonno Ignazio, il prozio Osvaldo Pesamosca (guida di Kugy) ed il figlio di suo prozio Davide Pesamosca. Nel 1954 compie la prima ascensione (sesto grado) della Parete Nord del Piccolo Mangart di Coritenza. Nel ’55 vince i campionati italiani di combinata nordica (salto e fondo) a Bardonecchia. Inoltre, in agosto, compie la prima ascensione della parete nord (pilastro orientale) della Veunza (Gruppo del Mangart), in compagnia dei fratelli Perissutti. Vi è poi la prima ripetizione della via Lacedelli alla Cima Scotoni (Dolomiti) l’8-9 settembre (sesto grado, allora la via più difficile delle Alpi). Con questa impresa si fa conoscere nell’ambiente alpinistico. Nel 1959 l’impresa che lo consacra nel Gotha internazionale dell’alpinismo la prima ascensione della parete sud della Torre Trieste (Civetta – Dolomiti), nei giorni 6-10 settembre insieme a Giorgio Radaelli. (Sesto grado sup. – definita la più grandiosa arrampicata in artificiale della catena alpina). Tra le imprese successive ricordiamo il 28-29 agosto 1961 la prima ascensione del Pilone Centrale di Freney (Monte Bianco); il 13 agosto 1962 la prima ascensione del Pilastro Nord del Piccolo Mangart di Coritenza con Sergio Bellini e U. Perissutti (sesto grado); tra il 28 febbraio e il 7 marzo 1963 la prima invernale della via Solleder-Lettembauer alla Civetta (Dolomiti), con Sergio Radaelli e Tony Hiebeler probabilmente la più grande impresa alpinistica invernale mai realizzata; 29 luglio-2 agosto 1965, la prima ascensione alla Punta Tissi (Civetta-Dolomiti) con Roberto Sorgato e Pierre Mazeaud (sesto grado sup.); il 15 – 18 agosto 1967 la prima ascensione dello spigolo nordovest della Cima su Alto (Civetta – Dolomiti) con Alziro Molin, Aldo Anghileri, Ernesto Panzeri ecc. (sesto grado sup. grandiosa impresa in artificiale); nel 1968 partecipa ad una spedizione in Antartide organizzata dal C.A.I. e dal Centro Nazionale Ricerche. Durante una marcia esplorativa di ventuno giorni sale otto cime inviolate. Sono i primi italiani ad inoltrarsi nel continente antartico. Nel 1975 smette di arrampicare.
Atleta poliedrico e straordinario per forza, equilibrio ed intraprendenza, Ignazio Piussi può essere considerato uno dei maggiori alpinisti italiani di tutti i tempi. La sua attività di punta è da considerarsi eccezionale per la qualità degli exploit.

30.5.08 – McKinley: grande impresa dei giapponesi

Apprendiamo da www.intotherocks.splinder.com/ curato da Carlo Caccia, che i tre giapponesi Katsutaka Yokoyama, Yosuke Sato e Fumitaka Ichimura, specialisti di imprese alpinistiche in Alaska, “hanno messo a segno la quarta salita della Diretta Slovacca, capolavoro risolto tra il 13 e il 23 maggio 1984 da Blažej Adam, Tono Križo e František Korl e ripetuto per la prima volta tra il 23 e il 29 maggio 2000 da Ben Gilmore e Kevin Mahoney (in stile alpino). Ma attenzione: se la Diretta Slovacca sulla parete sud, appena a destra della mitica Cassin, ha impegnato il terzetto nipponico dal 15 al 18 maggio scorsi, l’avventura era cominciata quattro giorni prima ai piedi del versante sud-est del colosso nordamericano, assai complesso e caratterizzato da un gigantesco sperone (South Buttress) le cui pareti precipitano per circa 2000 metri sul ramo occidentale (West Fork) del Ruth Glacier e terminano, in alto, con una cresta quasi pianeggiante attorno ai 4600 metri di quota. La parete sud-est del South Buttress è caratterizzata da due evidenti nervature: quella a sinistra, eccezionale, è la Ridge of no return salita da Renato Casarotto tra il 29 aprile e l’11 maggio 1984 (pochi giorni prima dell’impresa degli slovacchi sulla parete sud) mentre quella a destra, relativamente meno potente, è stata risolta nel 1982, in 8 giorni di scalata in stile alpino, da Jack Tackle e Dave Stutzman (che come Casarotto, giunti in cresta, rinunciarono alla vetta). È lungo questa via, la leggendaria Isis Face (2200 m, V+, A1, M4 e 60°, fino a poche settimane fa contava una sola ripetizione), che Yokoyama, Sato e Ichimura hanno cominciato la loro odissea per raggiungere i 6194 metri della sommità del McKinley.” (…) “UN’ODISSEA VERTICALE DI 5 CHILOMETRI (SENZA CONTARE I 1200 METRI DI DIFFICILE DISCESA LUNGO LA RAMP ROUTE DEL SOUTH BUTTRESS PER RAGGIUNGERE L’ATTACCO DELLA DIRETTA SLOVACCA) CHE PER ROLANDO GARIBOTTI È LA PIÙ GRANDE SALITA ALASKANA DI TUTTI I TEMPI”

22.5.08 – Ondra, redpoint su Action Directe.

Adam Ondra aggiunge alla sua collezione di 9a quella che forse è la via più famosa ed importante, Action Directe, tracciata nella regione del Frankenjura da Wolfgang Güllich nel 1991. Si tratta di una via di assoluto riferimento, primo 9a della storia dell’arrampicata sportiva. Il tiro sembrava fuori portata per il 15-enne ceco, a causa di un dinamico molto duro. Il ragazzo è però venuto presto a capo del problema ed ha concatenato tutta la linea.

20.5.08 – Nuova via sulla ovest dell’Ama Dablam

Sulla famosa parete ovest dell’Ama Dablam, 6812 metri, una cordata italo-spagnola composta da Francesco Fazzi e Santi Padro ha tracciato in perfetto stile alpino una nuova via, “Free Tibet 2065” (80 gradi, M5+), tra la via Giapponese del 1985 e quella del 1980. I due alpinisti sono partiti il 30 aprile e sono arrivati in vetta al tramonto del 2 maggio. Hanno bivaccato lassù e poi sono scesi dal crinale sud-est fino al base.

19.5.08 – La figura di Dougal Haston in un libro di Jeff Connor, ed. VERSANTE SUD

DOUGAL HASTON – LA FILOSOFIA DEL RISCHIO
di Jeff Connor

La morte prematura di Dougal Haston, nel 1977, ha rubato all’arrampicata una delle sue figure più carismatiche, controverse ed enigmatiche. Un uomo agli estremi, che è riuscito a combinare uno stile di vita da rockstar con una carriera sempre sul filo del rasoio dell’alpinismo mondiale, e che rimane un personaggio cult le cui gesta hanno ispirato generazioni di arrampicatori in tutto il mondo.
Jeff Connor traccia la carriera di questo grande alpinista partendo dalle sue prime gesta sulle natie colline scozzesi fino alle imprese sull’Everest e le altre principali montagne del mondo. Ma ancor più, questo libro esplora lo sviluppo tormentato dell’uomo, ricostruito dai suoi diari inediti e ci regala il ritratto di una personalità complessa e travagliata fornendo una possibile risposta a tutti quelli che si chiedono cosa spinga uomini e donne a rischiare la vita in montagna.

«Spesso alcuni comportamenti vengono definiti egoismo, e questo è considerato un peccato agli occhi della massa. Perché? Sono troppo condizionati dal pensiero dominante. Ognuno, in quanto individuo, deve pensare a sé stesso – non voglio dire che bisogna ferire gli altri – ma quelli che risultano feriti sono solitamente persone che inseguono l’insignificante, o le cui menti non sono abbastanza aperte per comprendere che una decisione apparentemente “egoista” è in realtà altruistica. Fare molte cose per le persone che rispetto, nessuna per gli stupidi. Meritano di essere calpestati. Ognuno nasce libero. Perché uno dovrebbe castrarsi o perdere questa libertà nel tentativo di aiutare altri che l’avevano ma che l’hanno perduta? Le masse non sono libere perché rimangono invischiate nella palude di ipocrisia che domina la società. Molti accettano una condanna a vita imprigionati dalle regole dominanti. La libertà con cui siamo nati è la libertà di vivere il più liberamente possibile all’interno di alcune regole. Questa è la libertà che ricerco.»

Pagine 264. Prezzo di copertina 18,50 €
Per ordini on line: http://www.versantesud.it/haston.html

15.5.08 – Approvati i nuovi confini del Parco Dolomiti Bellunesi

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto che stabilisce il nuovo perimetro dell’area protetta. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha approvato la nuova perimetrazione del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi.Il Decreto del Presidente, firmato il 9 gennaio 2008, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 108 del 9 maggio scorso.Diventano così effettivi i nuovi confini del Parco, frutto di un lungo e costruttivo lavoro di confronto con le Amministrazioni locali, i residenti e le associazioni.Il lungo iter per la revisione dei confini era iniziato nel 2005, per rispondere alle esigenze di rendere il perimetro dell’area protetta maggiormente identificabile sul territorio (agganciandolo a crinali, creste, torrenti e altri elementi geografici definiti) e accogliere così le richieste formulate da alcune Amministrazioni comunali.Il lungo lavoro di confronto tra il Parco e le Amministrazioni locali si era concretizzato nell’elaborazione di un documento tecnico, approvato all’unanimità dalla Comunità del Parco, dai 15 Comuni del Parco e dal Consiglio Direttivo dell’Ente, e presentato al Ministero il 27 ottobre del 2006.Nel giugno 2007 il Ministero ha approvato la proposta degli enti locali e ad ottobre 2007 anche la Regione del Veneto ha espresso parere favorevole sui nuovi confini.L’iter è proseguito con l’approvazione da parte della Conferenza unificata Stato Regioni, ad ottobre 2007, e con la Delibera del Consiglio dei Ministri del dicembre 2007.In gennaio il Presidente della Repubblica ha firmato il decreto che ora, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, diventa efficace a tutti gli effetti. A differenza dei “vecchi” confini del 1990, individuati su una carta in scala 1:100.000, i nuovi confini sono definiti in due carte in scala 1:25.000, accompagnate da 12 tavole di dettaglio in scala 1:10.000, per garantire una precisione che non darà più adito a dubbi sull’effettivo andamento del confine del Parco.

“Si è concluso un iter lungo e impegnativo – ha dichiarato il Presidente del Parco, Guido De Zordo – che è motivo di grande soddisfazione. Abbiamo infatti dimostrato che è possibile coinvolgere direttamente residenti e amministratori locali nella definizione dei confini di un’area protetta. Una sfida difficile, certo, ma che consente di arrivare a posizioni condivise che, in quanto tali, sono più forti. Questo permette di trasformare l’atteggiamento nei confronti del Parco, che non viene più vissuto come un’entità calata dall’alto, ma diventa un patrimonio comune, per la cui tutela e promozione possono e devono impegnarsi tutti, a cominciare da chi qui ha sempre vissuto”.

Con i nuovi confini il Parco “dimagrisce” di 285 ettari – lo 0,9 % del territorio complessivo – ma le aree escluse dai confini non interessano le zone di maggiore valenza ambientale.
In attesa della prossima revisione del Piano (prevista per il 2011), le aree che sono in aumento rispetto al confine attuale vengono classificate come zone C, ovvero Zone di protezione, che sono quelle in cui è possibile proseguire le utilizzazioni forestali e le attività agricole, oltre che naturalmente, la fruizione turistica. In queste zone sono inoltre ammessi interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, nonché di restauro e di risanamento conservativo delle opere esistenti.

12.5.08 – Bruno Detassis se n’è andato

Giovedì scorso, 8 maggio 2008, è scomparso Bruno Detassis, a 97 anni, nella sua Madonna di Campiglio. Detassis è stato davvero un grande della montagna, uno di quei nomi che si ricordano sempre nella storia dell’alpinismo, non solo dolomitico.
Riportiamo solo alcune frasi di Ermanno Salveterrà: “Un Grande Uomo ieri sera ci ha lasciati. Il Grande Bruno Detassis ha terminato la sua lunga vita terrena. Ieri sera ha cenato e, diversamente dagli altri giorni, ha bevuto due bicchieri di vino anziche’ uno. Poi si e’ fatto la sua fumata e poco dopo e’ andato a letto. Si e’ spento come si spegne una candela, in modo sereno.”

24.4.08 – A Fischhuber e Stöhr il primo appuntamento della Coppa del Mondo Boulder

La prima tappa della Coppa del Mondo Boulder (Hall, Austria) è stata vinta dagli Austriaci Kilian Fischhuber e Anna Stöhr. Fischhuber, in finale, è stato l’unico a raggiungere 3 top su 4. Tra le donne ha vinto la campionessa del mondo Anna Stöhrbattendo la russa Yulia Abramchuk per un tentativo in meno. Prossima tappa nell’ isola Reunion.

22.4.08 – 8c+ per Charlotte Durif

Charlotte Durif ha salito al secondo tentativo Home Sweet Home, 8c+, a Pierrot beach. Questa forte climber agonista è la sesta donna a scalare su questo grado, dopo Bereziartu, Sanzos, Gros, Eiter e Rodden.

19.4.2008 – Mountain Wilderness assemblea a Biella.

Il primo novembre del 1987 si concluse a Biella, nella prestigiosa cornice del Teatro Sociale, il convegno internazionale MOUNTAIN WILDERNESS – ALPINISTI DI TUTTO IL MONDO IN DIFESA DELL’ALTA MONTAGNA, organizzato dal Club Alpino Accademico Italiano, con la collaborazione della Banca Sella e della Fondazione Vittorio Sella. A conclusione dei lavori, i numerosi partecipanti, giunti da ogni angolo del pianeta, auspicarono, con voto unanime, la nascita di una specifica associazione di alpinisti-ambientalisti, interessati non solo a scalare le montagne ma anche ad operare per proteggerne il significato etico, ecologico, ambientale. In ottemperanza a quel voto, nella primavera del 1988 nacque l’associazione Mountain Wilderness International, la quale oggi compie dunque venti anni. Per celebrare la ricorrenza del ventennale la Banca Sella e la Fondazione Sella hanno deciso di accogliere, il 19 e 20 aprile, tanto l’assemblea internazionale quanto l’assemblea italiana dell’associazione. Inoltre, la sera del 19 aprile, alle ore 21 è stata organizzata una serata aperta al pubblico, durante la quale verrà proiettato il documentario “Siddiqa e le Altre – Un sogno Afghano” realizzato da Carlo Alberto Pinelli durante lo svolgimento di una delle più interessanti iniziative portate avanti da Mountain Wilderness in Asia. La proiezione sarà preceduta da una tavola rotonda sul destino delle montagne nel XXI secolo alla quale prenderanno parte Patrik Gabarrou, Kurt Diemberger, Fausto De Stefani e Carlo Alberto Pinelli. Introdurrà la serata il dr. Maurizio Sella.

8-11 maggio: Melloblocco 2008 in Val Masino. Iscrizioni aperte

Da Giovedì 8 a domenica 11 maggio 2008 ritorna in Val Masino il leggendario Melloblocco®. L’appuntamento internazionale che, da 5 anni, richiama migliaia di “sassisti” da ogni parte del mondo per il più grande happening di quanti amano e vogliono conoscere il bouldering, l’arrampicata e la splendida natura della Val Masino.

Info & iscrizioni

Ufficio Manifestazione attivo da mercoledì 7 maggio c/o Centro Polifunzionale della Montagna (Filorera), Tel. 0342/640004.
L’iscrizione sarà aperta dalle 19.00 alle 23.00 di giovedì 8/05/2008 e dalle 8.30 in poi di venerdì 9/05/2008. I “pacchi gara” verranno consegnati fino ad esaurimento (1200 pacchi).
Ospitalità

La prenotazione degli alberghi convenzionati è a carico dei partecipanti:

Ufficio Turistico del Comune di Val Masino:
tel: 0342 641117 – fax: 0342 640040
email: info@valmasino-online.eu – web: www.valmasino-online.eu

Consorzio Turistico Porte di Valtellina:
tel 0342 601140 – fax 0342 619063
email: info@portedivaltellina.it – web: www.portedivaltellina.it

1.4.08 – Disponibile on line “finestre sull’infinito”, il secondo diaporama di P. Colombera

Il fotografo Paolo Colombera, a proposito del suo nuovo diaporama, scrive che “le montagne si possono immaginare come luoghi governati da un tempo molto più dilatato rispetto a quello a cui ormai siamo abituati. Se paragonato al nostro ritmo frenetico quello delle montagne tende avvicinarsi all’infinito. I monti rappresentano quindi dei frammenti, disseminati qua e là, interrotti da strade e da valli, di questo infinito. E, quando ci si ferma ad osservare meglio, è come affacciarsi alla finestra: ci fermiamo, contempliamo ciò che sta dinanzi e ci soffermiamo in riflessioni. In quei momenti il ritmo della nostra vita è scandito dal tempo dell’infinito, in quei momenti arrivismo e frenesia sembrano fuori dal mondo, o meglio, sembrano non fare proprio parte di questo mondo. Il mondo attorno a noi, in corsa verso un destino infausto trascina nel baratro con sè anche questi ultimi lembi intatti. Anche un bambino lo sa: quando una casa crolla le finestre non rimangono in piedi, anzi, sono le prime ad andare in pezzi..”
Disponibile on line all’indirizzo: http://www.dolomitipanoramiche.it/diaporama.html

14.3.08 – Dave MacLeod ripete free solo Darwin Dixit (8c/5.14b)

Il grande arrampicatore scozzese, famoso per la prima via trad gradata 8c+ e per diverse rotpunkt di rilievo, ha ripetuto free solo la via Darwin Dixit nella falesia spagnola di Margalef. Il tiro è di grado 8c, più volte confermato dai ripetitori. Si tratta quindi della prima via di questo livello scalata in questo stile.

11.3.08 – Presentazione al Melloblocco ’08 della nuova Guida di Boulder di Andrea Pavan

Il prossimo 8 maggio, in occasione del Melloblocco, sarà presentata la nuovissima guida “MELLO BOULDER – Blocchi in Valtellina Valchiavenna Val Masino Val di Mello Val Malenco” di Andrea Pavan, edita dalla Versante Sud. L’appuntamento è fissato alle ore 21 presso il Centro Polifunzionale della Montagna.

Tradotte in tre lingue (italiano, inglese, tedesco), queste pagine accompagneranno gli amanti dei blocchi per tutta la zona, su oltre 2000 passaggi tutti descritti, gradati e fotografati.
Il bouldering è un’attività libera e in continua evoluzione. È così facile da praticare! Scarpette, magnesite, eventualmente un materasso e si è pronti. Ci vuole meno tempo per toccare la roccia rispetto all’alpinismo. La Valtellina è la terra che ha dato i natali in Italia a questa modo di scalare, dai primi sassisti degli anni Settanta, fino ai suoi famosi raduni internazionali. In questo lavoro, frutto della passione che da sempre accompagna l’autore, sono recensite le principali aree boulder della Valtellina e della Valchiavenna. Rispetto alla precedente guida “Bloc Notes”, la novità più significativa sta nelle foto con i tracciati sovrapposti, introdotte per rendere inequivocabile l’individuazione del passaggio quasi senza dover utilizzare la mappa dell’area.

Pagine 352 a colori
Prezzo euro 26,50
Per acquisti on line: http://www.versantesud.it/ordine.html

L’AUTORE
Andrea Pavan, giovane arrampicatore comasco, geologo e membro del gruppo dei Ragni di Lecco. Arrampica dal 1996.
Dopo le prime esperienze di montagna a 360° (ghiaccio, scialpinismo, alpinismo) si è concentrato sulla roccia scalando difficili vie nel gruppo del Masino, nelle Alpi e anche in Perù. Ha sempre cercato la difficoltà pura in falesia ma soprattutto sui boulder. A Cresciano, Chironico e in Val Masino ha ripetuto parecchi blocchi anche difficili. In Valtellina ha arrampicato moltissimo sui massi, pulendo, liberando e ripetendo una miriade di passaggi in quasi tutti i siti descritti da questa guida. Dal 2007 si è trasferito a Sondrio.

4.3.08 – Terza volta per Drumtime a Fonzaso

Qualche giorno or sono il 26enne Paolo Munari ha ripetuto Drumtime a Fonazaso, via liberata da Riccardo Scarian nel 2006 e ripetuta solo da Luca Zardini. Paolo suggerisce per la via il grado 8c, precisando di averla salita con il più “comodo” metodo usato da Zardini (a differenza di quello di Scarian, assai più duro e che giustificava il grado 9a inizialmente proposto).

3.3.08 – Dolomiti Bellunesi: i dati meteo sul web in tempo reale

Volete sapere che tempo fa sulle Dolomiti Bellunesi? Collegatevi al sito www.dolomitipark.it, esattamente al link http://www.dolomitipark.it/it/meteo.html
Nella sezione webcam è possibile, da questa settimana, non solo vedere in tempo reale le condizioni meteorologiche, grazie alle telecamere puntate sulle Vette Feltrine e sul Monte Pizzocco, ma anche avere in tempo reale tutti i principali dati meteorologici.
La webcam installata a malga Casera dei boschi è stata infatti dotata di una stazione meteorologica, grazie alla quale è possibile conoscere i dati relativi a temperatura, umidità dell’aria, pressione atmosferica, intensità e direzione del vento, entità delle precipitazioni. Tutti i dati sono riassunti in tabelle e grafici a colori di immediata comprensione. “Un servizio in più – ha dichiarato il Direttore del Parco, Nino Martino – per turisti ed escursionisti che desiderano visitare la nostra area protetta. Un ulteriore esempio di applicazione delle moderne tecnologie al servizio della promozione turistica del territorio. Una strada, quella dell’innovazione tecnologica, che il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi ha deciso di intraprendere fin dalla sua nascita, e che oggi continua a percorrere con determinazione”.

18.2.08 – Care Bear Traverse sul Fitz Roy

Nei giorni scorsi, gli americani Dana Drummond e Freddie Wilkinson hanno salito la Aguja Guillaumet per lo spigolo Brenner, la Aguja Mermoz per la parete ovest, hanno attraversato un tratto inviolato sopra l’Aguja Val Biois per arrivare alla Nord del Fitz Roy e, infine, hanno scalato il Fitz Roy per la Casarotto, completando una strepitosa traversata. Il tutto ha richiesto 3 giorni.

15.2.08 – Nuova via sulla Torre Centr. del Paine per i trentini

Sulla est della Torre Centrale del Paine (2454 m), in Patagonia, Elio Orlandi, Rolando Larcher e Fabio Leoni hanno aperto un vione di 1250 m (7a+ e A3+), chiamato El gordo, el flaco y l’abuelito (“Il grosso, il magro e il nonnino”). La via è stata aperta dal 28 gennaio al 7 febbraio 2008 dopo tre giorni di saliscendi fino al punto di bivacco intermedio, chiamato “Campo dei trombettieri”.

12.2.08 – La Rambla 9a+ per Adam Ondra

Adam Ondra ha ripetuto La Rambla 9a+ a Siurana, Spagna, al quinto tentativo. In soli due giorni questo fenomeno ha realizzato una delle più difficili scalate del mondo.
La prima salita era stata di Ramón Julián Puigblanque nel 2003
La via fu poi ripetuta da Edu Marín Garcia (11/2006), Chris Sharma (12/2006), Andreas Bindhammer (05/2007) Patxi Usobiaga (11/2007).
11.2.08 – Brenna e Barmasse, Prima assoluta alla NO del Piergiorgio

La parete Nordovest del Cerro Piergiorgio era da tempo nel mirino di molti alpinisti, soprattutto dei Ragni di Lecco. Dopo varie spedizioni, ecco che giunge finalmente la notizia che quella via tanto sognata è stata tracciata. A farlo sono stati il valdostano Hervè Barmasse e il Ragno di Lecco Cristian Brenna. Ora il team sta ritornando a El Chalten.

4.1.08 – Cinema di montagna a Trieste dal 7 al 21 febbraio

Giovedì 7 febbraio 2008, ore 18.00 e ore 20.30

LAUBERHORNRENNEN IN SOMMER (Svizzera)
Regia: Daniel Zimmermann (6’)
La pista di Lauberhorn è una delle più lunghe e celebri discese di sci del mondo.L’artista ha voluto ricreare proprio qui,in estate, con l’aiuto di diecimila assicelle di legno, l’immagine della linea ideale che da sempre si è cercato di eseguire con gli sci ma che non è mai stata eseguita alla perfezione. Ecco quindi gareggiare fantomatici sciatori, accompagnati dalle reali voci dei telecronisti, mentre scendono a velocità precipitose per stabilire un nuovo record immaginario.

SKIING SEVEN SUMMIT (Slovenia)
Regia: Boštjan Virc (53’)
Con Davo Karnicar in sala
Davo Karnicar dopo aver fatto parte della squadra nazionale slovena di sci alpino e aver partecipato alle competizioni della Coppa del Mondo ha continuato a far parte di quell’ambiente in qualità di ski-man. Fino a quando il richiamo dei monti e dello sci libero è diventato imperioso. In breve è diventato uno dei migliori specialisti al mondo dello sci estremo, portando le sue tavole dalle Alpi di Kamnik, le montagne di casa, fino al tetto del mondo. E’ stato infatti il primo uomo al mondo a discendere, sci ai piedi, dalla vetta dell’Everest fino al campo base. Dopo di che ha continuato fino ad iscrivere nel suo palmaresse le discese in sci dalle altre sei cime più alte di tutti i continenti.

Giovedì 14 febbraio 2008, ore 18.00 e ore 20.30

FIRST ASCEND (USA)
Regia: Peter Mortimer (88’)
Un viaggio intorno al mondo, dalla paurose e scure profondità del Canyon agli edifici di Hollywood, dalle nevi delle alte cime himalayane fino alle scogliere nelle acque al largo delle coste thailandesi. Il regista prova a delineare le caratteristiche dei “pionieri contemporanei” dell’arrampicata e li segue nei loro tentativi di compiere le “Firts Ascend” sulle più stupefacenti formazioni rocciose e montagne del mondo rimaste ancora inviolate. Armato di videocamera, Mortimer visita i regni inesplorati del mondo verticale e crea un film sulle sue vie leggendarie e sul gruppetto di eroici atleti che le hanno affrontate, vincendole.

SET IN STONE (Gran Bretagna)
Regia: Alastair Lee e David Halsted (49’)
Il film segue le tracce di uno dei maggiori climber mondiali, Dave Birkett. Facendo emergere la grande passione di Birkett per l’arrampicata, i due registi raccontano la ricerca delle magiche linee, soprattutto fra le rocce di Lakeland. Sono inclusi numerosi video e immagini di molte delle più celebri salite di Birkett, tra cui The Return of the King e l’East Buttress.

Giovedì 21 febbraio 2008

Premio Alpi Giulie Cinema- SCABIOSA TRENTA
In parallelo alla Rassegna Internazionale si terrà il “Premio Alpi Giulie Cinema”, concorso riservato alle produzioni cinematografiche di autori originari delle regioni alpine del Friuli Venezia Giulia, Slovenia e Carinzia dedicate alla montagna (sport, cultura e ambiente). L’iniziativa, unica nel suo genere, sia per il contenuto delle opere che per la caratterizzazione internazionale vuole essere un punto fisso di riferimento culturale in un territorio come quello dell’Alpe Adria che ferve di piccoli e grandi produttori di filmati dedicati alla montagna, che difficilmente trovano gli spazi adeguati per proporre le loro realizzazioni. Verranno proiettate le produzioni premiate dalla giuria, formata da autorevoli operatori nel campo della comunicazione, della cultura ed esperti della montagna.
Al regista del miglior video verrà assegnata la “Scabiosa Trenta”, fiore alpino immaginario cercato per una vita dal grande pioniere delle Alpi Giulie, Julius Kugy, a 150 anni dalla sua nascita.
Verrà assegnato anche un premio al miglio soggetto, intitolato alla memoria di Luigi Medeot, direttore della rivista “Alpinismo Goriziano” e componente del GISM (Gruppo Italiano Scrittori di Montagna).
Con il patrocinio di Comune e Provincia di Trieste, Regione Friuli Venezia Giulia. In collaborazione con CAI Sezione di Gorizia, Cooperativa Bonawentura Trieste, ARCI Servizio Civile Trieste.
I film stranieri saranno proposti in lingua originale con traduzione simultanea o sottotitoli

28.1.08 – Rolando Garibotti e Colin Haley concatenano tutta la traversata del Gruppo del Torre

Rolando Garibotti e Colin Haley, dal 21 al 24 gennaio 2008, sono riusciti a realizzare la traversata del gruppo del Cerro Torre: dal Cerro Standhardt per la Punta Herron e la Torre Egger fino al Cerro Torre.

Ecco le parole dei protagonisti: «Abbiamo salito il Cerro Standhardt per la via Exocet, raggiungendo la vetta poco dopo mezzogiorno. Ci siamo quindi calati al Colle dei Sogni tra lo Standhardt e la Punta Herron. Sullo Spigolo dei Bimbi di quest’ultima abbiamo trovato dei tratti ghiacciati, che ci hanno costretti ad alcune varianti (lungo il secondo, il terzo e il quarto tiro). Rallentati dalla neve e dal vento abbiamo bivaccato ai piedi dei funghi della Herron. Il 22 gennaio, con il tempo perfetto ma stranamente stanchi (probabilmente a causa del monossido di carbonio sviluppatosi all’interno del sacco da bivacco), abbiamo continuato fino in cima alla Punta Herron e alla Torre Egger: anche sullo spigolo settentrionale della Egger abbiamo dovuto effettuare alcune varianti a causa della roccia ghiacciata. Con il bel tempo la temperatura si è alzata e così, poco sopra il Colle della Conquista, tra la Torre Egger e il Cerro Torre, abbiamo dovuto cercare un posto riparato dalle cadute di ghiaccio, fermandoci a bivaccare attorno alle 17 sotto uno strapiombo roccioso. Il giorno dopo, 23 gennaio, ecco una piacevole sorpresa: il fungo di ghiaccio che aveva bloccato il tentativo del novembre scorso era caduto. Abbiamo trovato la parte superiore de El Arca de los Vientos in condizioni peggiori rispetto al 2005, dovendo così lavorare parecchio per liberare le fessure dal ghiaccio. Abbiamo anche dovuto piantare uno spit in corrispondenza del pendolo per evitare un altro fungo. Ormai molto stanchi, con alle spalle due giorni di scalata, e rallentati dalle condizioni della montagna, alle 17 avevamo la nord del Torre sotto i nostri piedi: ci aspettavano i tiri finali della Ferrari sulla parete ovest. Siamo saliti per due lunghezze attraverso dei tunnel nel ghiaccio, giungendo a tu per tu con il terribile tiro finale, famoso per aver costretto alla resa molti alpinisti. Possiamo dire che, avendolo già salito entrambi (Garibotti in occasione dell’apertura de El Arca de los Vientos, nel novembre 2005, Haley durante il grande concatenamento di À la recherche du temps perdu e della parte superiore della Ferrari, nel gennaio 2007, ndr), era in condizioni mai viste: terribili. Lo si supera laboriosamente, scavando un passaggio verticale nel ghiaccio… Non essendo stato tentato da nessuno durante l’ultima stagione, ci siamo ritrovati davanti 50 metri di ghiaccio spaventoso, tutto da scavare! Colin ha tentato subito: in un’ora, scavando, è salito di una decina di metri ma, essendo ormai sera, ha rinunciato. In compagnia della luna piena abbiamo bivaccato ad una lunghezza di corda dalle vetta del Cerro Torre… “Riposato” dopo una lunga notte di brividi, Colin ha attaccato nuovamente: in tre ore ha scavato un tunnel di 20 metri nel fungo sommitale, finendo in un tunnel naturale. A mezzogiorno del 24 gennaio eravamo in vetta al Cerro Torre: la fantastica traversata era realtà. Abbiamo tirato un attimo il fiato e siamo scesi per la Via del compressore, lungo lo spigolo sud-est, raggiungendo il ghiacciaio quando era ormai sera. Un grande grazie va al “Maestro” (in italiano nell’originale, ndr), ad Ermanno Salvaterra per l’idea, lo stimolo e perché continua, da vent’anni, a mostrare la strada».

Foto Garibotti

24.1.08 – Presentazione del primo diaporama del fotografo Paolo Colombera

Il Diaporama è sostanzialmente una proiezione di diapositive accompagnate da un sottofondo musicale e a volte anche vocale. Ma un buon diaporama dev’essere soprattutto in grado di trasmettere allo spettatore un messaggio chiaro, per questo per la sua realizzazione ottimale è necessario diverso tempo. “Con gli occhi di un Camòrz” è il primo Diaporama del fotografo Paolo Colombera, da oggi disponibile per il download (in versione ridotta) all’indirizzo: www.dolomitipanoramiche.it/diaporama.html

“Le selvagge Dolomiti Bellunesi viste da un animale che ne conosce ogni segreto, il camoscio, il re dei viàz. Questo è il suo regno, montagne selvagge, a due passi dalla popolosa Val Belluna eppure oltremodo primitive. In questi 10 minuti accompagneremo il Camòrz in questi luoghi, aspetteremo il tramonto o l’alba su una cima, passeremo la notte sotto le stelle, incontreremo altri esseri viventi, uomo compreso. E così, alla fine, quando la polvere dei sentieri ti penetra nei pori della pelle […] tu appartieni alla montagna e alla natura selvaggia; anche tu ti sentirai a tuo agio in questi luoghi dove raramente s’incontra qualcuno e il contatto con la natura favorisce la riflessione.”
Note tecniche: durata di circa 10 minuti, peso 33 megabyte.

info: www.dolomitipanoramiche.it

21.1.08 – Manolo piazza il colpaccio su Bimbaluna, 9a/9a+

Il nostro caro Manolo a quasi 50 anni piazza il colpaccio salendo rotpunkt la difficile via Bimbaluna, 9a/9a+, nella falesia svizzera di St Loup. La via in questione era stata aperta nel 2004 da Francois Nicole e ripetuta da Josune Bereziartu. Le voci che circolano parlano di alcuni ripetuti tentativi e poi della zampata di ieri mattina, al secondo tentativo. Sul grado nessun commento.

20.1.08 – Resoconto attività soccorso bellunese nel 2007

Leggiamo sul sito www.webdolomiti.net/soccorso_alpino/attivita.htm, e riportiamo integralmente, il resoconto sull’attività operativa di soccorso effettuata dalle 20 Stazioni della 2^ Zona Delegazione Bellunese e dal Servizio dell’Elisoccorso Bellunese.
La stagione 2007 ha segnato una crescita assolutamente marcata degli interventi di soccorso, del numero dei soggetti a vario titolo soccorsi e del numero del Personale CNSAS complessivamente coinvolto, riconfermando il costante trend al rialzo dell’ultimo decennio.
Sono stati, infatti, raggiunti valori numerici straordinariamente elevati, anche in virtù delle particolari casistiche intervenute e meglio esplicitate negli allegati grafici che fanno anche cogliere l’analisi specifica dell’attività del CNSAS.
La mole dei dati riferiti al 2007, proprio per i valori numerici espressi, merita una profonda riflessione da parte dello stesso CNSAS, ma anche e soprattutto da parte degli Enti Locali e del Servizio Sanitario Regionale da una parte e degli addetti ai lavori del sistema montagna, dall’altra. Il richiamo sotto evidenziato rispetto alle missioni di soccorso e alle persone soccorse solo di qualche anno fa è di per sè un invito a considerare la necessità improcastinabile di mettere in campo azioni concrete e continuative per cercare di contrastare questo trend.
Va, infatti, ricordato che, rispetto al 2002, in prospettiva dunque quinquennale, il numero degli interventi è aumentato del 51,35% (numero assoluto nel 2002 n. 333) ed il numero delle persone soccorse del 64,68% (numero assoluto nel 2002 n. 385). Questi i dati oggettivi, senza fronzoli retorici.

1. INTERVENTI E PERSONE SOCCORSE.
L’attività svolta nel corso del 2007 dagli Organici delle 20 Stazioni CNSAS in strettissima sinergia operativa con il SUEM 118 di Pieve di Cadore in particolare e con il SUEM 118 di Treviso e Crespano del Grappa nelle zone di competenza territoriale provinciale ed extra-provinciale, si è, infatti, attestata a n. 504 interventi.
Questo primo macro dato segna un incremento pari ad un + 14,29% rispetto all’anno precedente quando furono n. 441. Per quanto, invece, concerne il numero complessivo delle persone soccorse a vario titolo dal Personale CNSAS, si è raggiunto il valore assoluto di n. 634 con un incremento anche in questo caso marcato, pari ad un + 13,01% rispetto alla stagione operativa 2006.

2. DIAGNOSTICA CODICI DI GRAVITA’.
Per quanto più espressamente attiene alla diagnostica analitica degli interventi, oltre ai n. 215 illesi tratti in salvo (33,91% delle persone complessivamente soccorse), si deve constatare un valore in sensibile aumento rispetto all’annata precedente delle persone ferite (vari codici di gravità) recuperate dal Soccorso Alpino che raggiungono il numero di n. 324 (51,10% delle persone complessivamente soccorse). Particolare attenzione merita la disamina delle persone decedute. Il dato statistico tragico che non ha eguali nella ultra cinquantennale storia del CNSAS, segna nel 2007 n. 44 salme recuperate (6,94% delle persone soccorse), dato che rappresenta un + 41,94% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, quando furono n. 31.
Di questa casistica merita evidenziare le due tabelle sotto esposte, buona sintesi delle attività e delle cause coinvolte negli incidenti.
Infine, si ricorda n. 1 persona dispersa (0,16% delle persone soccorse). Questa fattispecie, come vedremo in dettaglio più avanti, è stata oltremodo impegantiva, anche se il dato richiamato si riferisce con assoluta attendibilità ad un disperso, ancora in vita, scomparso volontariamente.

3. CAUSE DEGLI INCIDENTI ED ATTIVITA’ COINVOLTE.
Merita ora rimarcare in dettaglio quelle che sono le attività maggiormente coinvolte e le cause degli incidenti, anche se al riguardo è opportuno rimandare agli apporti grafici allegati che evidenziano in modo più puntuale le casistiche particolari. In ogni caso, si deve constatare come le cause ascrivibili alla mancata preparazione fisica e psicofisica siano rappresentino una percentuale ragguardevole, che deve anche essere un segnale d’allarme. Il 10,25% degli interventi complessivi è stato portato a favore di soggetti che hanno accusato malori ed affaticamenti vari, mentre il 21,14% di interventi dovuti alla mancata preparazione tecnica ed esperienza e alla perdita di orientamento.
Si perviene, dunque, al valore del 31,39% di missioni compiute a causa dei così detti fattori soggettivi, condizioni di per sé non imputabili al fattore ambientale ma alla superficialità con la quale si affronta il sistema montano. Una persona su tre viene, dunque, soccorsa per queste ragioni.
Altro fattore davvero impressionante che deve essere valutato con estrema attenzione dagli addetti ai lavori ed in parte ascrivibile ai dati appena esposti, è che il 38,80% di incidenti sia ascrivibile alla scivolata su sentiero, neve e ghiaccio o alla caduta, fattispecie che possono, nella stragrande maggioranza dei casi, essere imputabili alle motivazioni di cui sopra.
Infine, quelle che sono le attività maggiormente coinvolte: l’escursionismo spicca su tutte con il 38,96%, alpinismo e ferrate con il 16,40% con un lieve aumento rispetto alle passate annualità, mentre merita segnalare lo sci con il 17,67% che aumenta in modo marcato e, soprattutto, il 4,57% di incidenti in cui sono state coinvolte auto e moto, percentuale triplicata nel 2007.

4. NAZIONALITA’ DELLE PERSONE SOCCORSE e STATO ASSICURATIVO.
A questi dati vanno poi ad aggiungersi quelli più specifici. Vale la pena rimarcare come sia aumentata in modo netto la percentuale di persone soccorse di nazionalità straniera pari al 24,13% del numero complessivo, ad ulteriore dimostrazione che il Soccorso Alpino è anche un fondamentale presidio e garanzia per l’utenza turistica. Tra queste si registra un aumento sensibile delle persone soccorse dei paesi dell’est pari al 5,36% ed, in genere, di persone di nazionalità extra-europea con il 2,84%.
Altro ragionamento merita, anche alla luce della recente approvazione della Legge Regionale n. 33/07, lo stato assicurativo delle persone soccorse. I Soci Cai rappresentano l’8,36%, mentre i non Soci Cai segnano l’87,22%. Solo il 4,42% sono in possesso di una qualche copertura assicurativa, fattore che dovrebbe essere maggiormente pubblicizzato e rendere tutti consapevoli sulla necessità che Dolomiti Emergency decolli in via definitiva.

5. RICERCA e SOCCORSO PERSONE DISPERSE
Ragionamento circostanziato merita in questa sede l’attività di ricerca svolta dal CNSAS a favore di persone disperse. Si sono, infatti, registrate oltre alle ricerche di routine (esito di interventi che si sono risolti entro le 2H, pari a 14 interventi), 9 ricerche di persone disperse che hanno superato le 48H di attività e che hanno duramente impiegato la struttura della scrivente organizzazione in ordine alla pianificazione e alla gestione delle operazioni, considerato l’importante concorso di volontari e di mezzi aerei impiegati su terreni particolarmente ostili. Questa particolare attività ha anche fatto registrare n. 18 persone decedute, pari al 40,91% delle salme complessivamente recuperate.

6. VOLONTARI IMPEGNATI.
Con le premesse di questa analisi, si deve di necessità registrare un complessivo, oneroso, implemento dell’attività del CNSAS, le cui relative missioni di soccorso hanno visto l’impiego di n. 3.236 Volontari con un + 5,17% rispetto al 2006 per complessive n. 3.493 giornate/uomo, questi ultimi valori segnano le risorse umane messe a disposizione della collettività da parte del CNSAS.

CONCLUSIONI

Va da sé che la frequentazione turistica del territorio veneto alpino e prealpino, nonostante le ricordate cifre, è risultata spesso inconsapevole dei rischi impliciti di qualsiasi attività praticata nell’ambiente ostile, tanto che sia i n. 504 interventi sia le n. 634 persone soccorse, oltre alle n. 44 persone decedute, rappresentano in valori assoluti il valore più elevato di sempre nella nostra provincia e in quella di Treviso dall’anno di istituzionalizzazione del Soccorso Alpino Bellunese.
Si rimarca, quindi come è opportuno che sia, la cogente ed assoluta necessità programmatica di potenziare con misure efficaci, co-organizzate prioritariamente con il CAI e le Guide alpine e con l’indispensabile supporto delle PP.AA. e, soprattutto degli Enti Locali, adeguate campagne di sensibilizzazione, attraverso un nuovo e radicale approccio alla comunicazione della prevenzione ed informazione, che deve essere diretta soprattutto nel mondo della scuola e dell’associazionismo, oltre che caratterizzata dalla estensività.
Belluno, 18 gennaio 2008

IL DELEGATO CNSAS
2^ ZONA DELEGAZIONE BELLUNESE
Fabio Bristot
16.1.08 – Antartide: IBARRA E GILDEA in vetta all’inscalato Mount Ryan

DOPO LE VIE NUOVE SUL MOUNT VINSON E SUL MOUNT EPPERLY, A MARIA PAZ IBARRA E DAMIEN GILDEA RIESCE LA PRIMA ASSOLUTA DEL MOUNT RYAN (news da IntraiBlogNews di Carlo Caccia)

Leggiamo su IntraiBlogNews che “il 7 gennaio 2008, nonostante il cattivo tempo, la cilena Maria Paz Ibarra e l’australiano Damien Gildea hanno messo a segno la prima ascensione assoluta del Mount Ryan, cima di 3890 metri all’estremità settentrionale del massiccio del Mount Gardner (4573 m) che si innalza in Antartide a circa sedici chilometri, in direzione nord, dal Mount Vinson (4892 m). Tutte le montagne citate fanno parte della Sentinel Range, che costituisce a sua volta il settore settentrionale delle Ellsworth Mountains: una catena che si sviluppa per alcune centinaia di chilometri immediatamente a sud-ovest della Barriera (Ice Shelf) di Ronne, affacciata sull’Oceano Atlantico (Mare di Weddell) a est della lunga e sinuosa Penisola Antartica (che si spinge a nord in direzione della Terra del Fuoco, dalla quale la separa il Canale di Drake). Dopo i successi sul Mount Vinson (20 dicembre 2007) e sul Mount Epperly (4512 m, 27 e 28 dicembre 2007, si veda in proposito il post dell’8 gennaio 2008), la squadra di Gildea puntava alla salita del Mount Tyree (la quota ufficiale, 4852 metri, è probabilmente superiore a quella reale) ma non c’è stato niente da fare. Damien e soci – la già nominata Maria Paz Ibarra e il suo connazionale Camilo Rada – hanno tentato la scalata il 6 gennaio, attaccando la parete est del Mount Gardner per raggiungere la cresta che lo unisce al Mount Tyree e quindi la vetta di quest’ultimo. Ma, giunti a quota 4120, sono stati costretti a rinunciare: la visibilità era ridotta a zero (total whiteout) ed è stato necessario ricorrere al Gps. Durante la discesa, per non tornare alle tende completamente a mani vuote, Damien e Maria hanno deciso di sfruttare l’opportunità – in verità piuttosto misera… – offerta dall’inviolato Mount Ryan e ne hanno facilmente raggiunto la cima concludendo la loro avventura, dopo un ritorno reso insidioso dal ghiaccio scoperto sul pendio, alle 2 del mattino dell’8 gennaio.”

11.1.08 – Sir Edmund Hillary se n’è andato

Oggi è morto ad Auckland Sir Edmund Hillary, l’alpinista che insieme a Tenzing Norgay, giunse per primo in vetta all’Everest nel 1953.
“La sua è stata una passione disinteressata, al di là della grandissima fama che la salita dell’Everest gli ha donato. la sua scoperta della montagna e dell’alpinismo avvenne a 16 anni, sulle sue montagne della Nuova Zelanda. Nel 1948, con Harry Ayres, compì la prima salita della cresta sud del Mount Cook, la montagna più alta della Nuova Zelanda. Scalò nelle Alpi e, prima della salita dell’Everest, partecipò a due spedizioni di esplorazione in Himalaya (Everest e Cho Oyu) che probabilmente gli regalarono la partecipazione alla spedizione vincente del 1953.In seguito partecipò a molte altre spedizioni himalayane, ma soprattutto s’impegnò nell’esplorazione dell’Antartide e il 4 gennaio 1958 dopo Admunsen e Scott fu il terzo uomo a raggiungere il Polo Sud.” (estratto da planetmountain.com)

13.12.07 – Usobiaga, prima mondiale on sight su un 8c+

Il sito 8a.nu riporta la notizia dell’ennesima prestazione mondiale di Usobiaga. Questa volta lo spagnolo ha salito nello stile più puro, l’on sight, addirittura una via che egli valuta di grado 8c+. Se confermato in futuro, questo sarebbe il primo 8c+ on sight del mondo. Non dovremmo in realtà stupircene più di tanto, giacchè Usobiaga si trova in uno stato di forma straordinario, testimoniato da recenti ripetizioni in sequenza di assoluto valore (9a+, 9a). La via si chiama Bizi Euskaraz e si trova nella falesia di Etxauri, nella regione spagnola della Navarra.

6.12.07 – Usobiaga su tutti. Ma anche Rouhling, MacLeod, Ramonet e Sharma

In questi ultimi giorni di novembre e nella prima settimana di dicembre 2007 stiamo assistendo alla realizzazione di risultati sportivi davvero in successione rapidissima. Su tutti spicca Usobiaga, neo campione di Coppa del Mondo, che ha prima piazzato il colpaccio su una via mitica, La Rambla (9a+), quindi si è permesso di concatenare Estado crítico (8c+), la novena enmienda (9a+), Faxismoaren txontxogiloak (9a) ed altre vie dure.
Ramonet ha ripetuto Definición de resistencia demócrata per cui ha proposto 9a e M.ALBA, sempre dello stesso grado. Sharma non manca mai all’appello: anche lui sul 9a+ di La novena enmienda. MacLeod ha salito il suo primo 9a a Siurana, A Muerte. Infine, il vecchio Rouhling ha chiuso Salamandre, che si ipotizza essere sul grado 9, in attesa di conferme.

AUTUNNO A TRICHIANA 2007 (serate di filmati e diapositive sulla montagna e sull’avventura raccontate dai protagonisti. Centro parrocchiale San Felice, ore 21)

Sabato 10 novembre 2007. Marco Salogni – gruppo speleologico di Valdobbiadene – presenta: Piani Eterni 2007, storia di un anno formidabile negli abissi del Parco Nazionale.

Venerdì 16 novembre 2007. Alberto Dalla Corte presenta: Belluno – Nordkapp: da Belluno al Mar Glaciale Artico.

Sabato 17 novembre 2007. Antonello Cibien, Michele Filaferro, Maurizio Baratti e Roberto Soramaè presentano: Gocce di luce, incontro uomo-natura.

Sabato 24 novembre 2007. Franco Nicolini presenta: Andar per monti.

Venerdì 30 novembre 2007. Lo sci club Trichiana presenta: 1977-2007, immagini e filmati dei nostri 30 anni sugli sci.

Sabato 1 dicembre 2007. Wanda Sandon: la signora del basket, una campionessa modesta.

MONTAGNE: EREMI VERTICALI (Comune di Ponte nelle Alpi, Assessorato alla Cultura con il patrocinio della pro loco. c/o Piccolo Teatro “G. Pierobon”, località Paiane, inizio ore 20.45)

Venerdì 23 Novembre. Franco Miotto: La forza della natura.

Venerdì 30 Novembre. Barry, Ettore e Alvio Bona: Vuoto e dintorni, introspettive sulla montagna e sulle attività fuori dal comune.

Venerdì 7 Dicembre. Manrico Dell’Agnola: I concatenamenti e le classiche in solitaria, lo Yosemite e la nord-ovest; gioie e dolori del mondo verticale.

29.10.07 – In uscita a novembre “Dolomiti, giorni verticali” di Stefano Ardito

Quest’opera di Stefano Ardito racconta la storia dell’alpinismo in Dolomiti attraverso 150 anni di storia e 43 racconti di salite epocali: dalla prima al Pelmo del Dublinese Ball datata 1857 fino all’incredibile impresa di Auer sul Pesce nel maggio 2007.

Tutte le storie hanno un inizio e una fine, dei protagonisti, uno sfondo. Questo libro ne racconta una che si dipana per un secolo e mezzo, dagli ultimi giorni dell’estate 1857 alla primavera del 2007. Basta uno sguardo ai protagonisti del primo e dell’ultimo capitolo per scoprire quanto gli anni del Risorgimento e della rivoluzione industriale siano lontani da quelli della globalizzazione e di Internet. L’evoluzione della tecnologia, dai mezzi di comunicazione ai veicoli, ha trasformato la cultura, il modo di pensare, ogni sfaccettatura della vita.

Tra l’avventura del 1857 di John Ball sul Pelmo e quella di Hansjörg Auer in free solo sul Pesce un secolo e mezzo più tardi, questo libro racconta decine di altre grandi giornate in montagna, nel mondo verticale dei Monti Pallidi.

I protagonisti sono molto diversi tra loro come provenienza, ceto e cultura, ma dagli anni del terzo a quelli del nono e del decimo grado, la motivazione è rimasta sempre la stessa. “Because it’s there”, “perché è lì”, come ha spiegato con straordinaria efficacia George Leigh Mallory prima di partire per l’Everest dove avrebbe perso la vita. Che si tratti di un Ottomila vergine, di una linea ancora da aprire in parete, di un tiro di corda o di un singolo passaggio ancora da liberare la sfida è rimasta sempre la stessa.

Stefano Ardito, nato a Roma nel 1954, è escursionista e alpinista, giornalista e fotografo, scrittore e regista di documentari. Si occupa di natura, montagna, trekking e viaggi per Specchio, Alp, Meridiani, Qui Touring, Plein Air, la Rivista della Montagna e Viaggi&Sapori. Ha scritto un’ottantina di libri e guide dedicati alle montagne italiane e del mondo. Come regista ha curato una trentina di documentari per il programma di Rai Tre Geo&Geo. E’ stato tra i fondatori dell’associazione ambientalista Mountain Wilderness e tra gli ideatori del Sentiero Italia.

I numeri:
252 pagine
XVI tavole fuori testo
Prezzo di copertina euro 18,00

12.10.07 – Record sul Nose per gli Huber

I fratelli Alex e Thomas Huber hanno salito nei giorni scorsi la via “Nose” sul Capitan (Yosemite Valley – USA) in sole 2 ore, 48 min e 35 secondi, stabilendo il nuovo record di velocità su questa via storica. Il precedente primato apparteneva a Yuji Hirayama e Hans Florine (2002).
4.10.07 – Nuovi confini del Parco Dolomiti Bellunesi, passo in avanti

La conferenza Stato Regioni approva i nuovi confini del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. Ora manca solo la firma del Presidente della Repubblica per rendere ufficiale il nuovo perimetro

La conferenza Unificata Stato–Città ed Autonomie Locali, riunitasi il 7 settembre a Roma, ha approvato la proposta di rettifica dei confini del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi.

La proposta dei nuovi confini, lo ricordiamo, era nata per rispondere alle esigenze di rendere il perimetro dell’area protetta maggiormente identificabile sul territorio (agganciandolo a crinali, creste, torrenti e altri elementi geografici definiti) e accogliere così le richieste formulate da alcune Amministrazioni comunali.

I nuovi confini sono il frutto di un lungo lavoro di confronto tra il Parco e le Amministrazioni locali, realizzato nell’ultimo anno, che si era concretizzato nell’elaborazione di un documento tecnico, approvato all’unanimità dai 15 Comuni del Parco e dal Consiglio Direttivo dell’Ente, presentato dal Parco al Ministero il 27 ottobre del 2006.

A giugno di quest’anno il Ministero dell’Ambiente si è espresso favorevolmente sul documento condiviso dal Parco con le Amministrazioni locali e, ora, la conferenza Stato-Regioni ha confermato i pareri favorevoli già espressi, con due fondamentali precisazioni: il decreto sarà corredato dalla cartografia di dettaglio in scala 1:10.000 (sulla Carta Tecnica Regionale del Veneto), elaborata d’intesa tra Parco e Comuni, grazie alla quale non ci saranno più dubbi o incertezze sulla individuazione anche cartografica dei confini del Parco.

La Conferenza di Roma ha inoltre specificato che, in attesa della prossima revisione del Piano (prevista per il 2011), le aree in aumento rispetto al confine attuale vengono classificate quali zone C (Zona di protezione).

A questo punto manca un solo passaggio perché i confini siano legalmente validi: la firma del Presidente della Repubblica e la pubblicazione del Decreto in Gazzetta Ufficiale.

Fino a quando il Decreto del Presidente non sarà pubblicato rimangono in vigore i confini attuali.

La nuova perimetrazione del Parco comporta una riduzione complessiva dell’area inferiore all’1% del territorio attuale dell’area protetta.

In ogni caso, come ha sottolineato anche il Ministro dell’Ambiente nella sua comunicazione del giugno scorso, con la quale si approvavano i nuovi confini, le riduzioni “ non interessano le aree di maggiore valenza ambientale”.

Il Presidente del Parco, Guido De Zordo, e il Direttore, Nino Martino, hanno evidenziato come la rettifica dei confini del Parco costituisca un esempio, unico a livello nazionale, di costruzione “dal basso” di una strategia di conservazione e pianificazione del territorio. Una strategia che consente di avvicinare cittadini ed amministratori alla realtà del Parco, che non rappresenta più un’entità calata dall’alto, ma diventa un patrimonio comune, per la cui tutela e promozione possono e devono impegnarsi tutti, a cominciare da chi qui ha sempre vissuto.

“In questa occasione – ha dichiarato il Presidente De Zordo – voglio ringraziare tutti coloro che si sono impegnati in questa importante vicenda. La Comunità del Parco e i Sindaci tutti, la Regione del Veneto e l’Assessore Oscar De Bona, che ha partecipato alla Conferenza di Roma, ma anche tutti i cittadini e le Associazioni che hanno offerto il loro contributo”.
Il Direttore del Parco, Nino Martino, ha invece espresso “un ringraziamento particolare ai dipendenti dell’Ente Parco, che hanno fatto chilometri e chilometri di sentieri, per trovare sul campo la giusta perimetrazione”.

24.9.07 – Mondiali di arrampicata ad Avilés: tutti i vincitori

Angela Eiter (Aut) e Ramón Julian Puigblanque hanno vinto il titolo iridato di arrampicata Lead davanti rispettivamente a Muriel Sarkany (Bel) e Patxi Usobiaga (Esp). Il nostro Flavio Crespi è arrivato 5°.
L’austriaca Anna Stöhr e il russo Dmitry Sharafutdinov conquistano il titolo nel boulder. Sul podio salgono anche il giapponese Akiyo Noguchi (2a), la russa Olga Bibik (3a), il ceco Martin Stranik (2°) e Cédric Lachat (3°).
Il cinese Qixin Zhong e la russa Tatiana Ruyga sono i nuovi campioni del mondo di velocità. Per l’Italia un bravissimo Lucas Preti è 5° mentre Jenny Lavarda è settima.
Infine, la vicentina Jenny Lavarda s’è aggiudicata il titolo di campionessa del mondo di Combinata (Lead, Speed e Boulder). Il titolo maschile è andato a Dmitry Sharafutdinov (RUS) seguito da Cédric Lachat (Sui) e Jorg Verhoven (Ndl).

4.9.07 – Anniversario: i 50 anni del Diedro Philipp – Flamm in Civetta ad Alleghe dal 7 al 9 settembre

Ad Alleghe e al rifugio Tissi, straordinario balcone panoramico sulla parete NW della Civetta, si festeggierà il 50esimo anniversario dell’apertura della via del diedro Philipp – Flamm. In quelle date, infatti, 50 anni fa, i viennesi Walter Philipp e Dieter Flamm aprirono una delle vie simbolo della grande parete nord ovest della Civetta, e quindi di tutte le Dolomiti. ECCO IL PROGRAMMA:

Venerdì 07.09.2007

Centro Congressi Di Alleghe – Piazzale Stadio del ghiaccio
20,00 > saluti Autorità
20,30 > “Il diedro Philipp – Flamm storia e personaggi della via che ha aperto un’epoca” condotto da Manrico Dell’Agnola con la partecipazione dei protagonisti. Di seguito verrà proiettato il filmato: “Pareti d’inverno” di G. Rusconi.

Sabato 08.09.2007

Rifugio Tissi
14,00 > Filò con gli alpinisti attorno al “larin” del Tissi *

Domenica 09.09.2007

Hotel Coldai di Alleghe
12,30 > pranzo a prezzo convenzionato

Centro Congressi Di Alleghe – Piazzale Stadio del ghiaccio
15,30 > consegna riconoscimenti ricordo agli alpinisti presenti. Seguirà presentazione del libro “Civetta tra le pieghe della parete” di Paola Favero con il musicista Nelso Salton e l’attore Primo Zancan
17,30 > tavola rotonda “Nord – ovest oggi” la grande parete tra storia ed evoluzione con la partecipazione degli alpinisti presenti, seguirà rinfresco
21,00 > serata di diapositive realizzate e presentate da Christoph Hainz dal titolo: “Dolomiti, ghiaccio e neve” e ”Parete nord dell’Eiger in solitaria”

Mostre

Nei giorni dei festeggiamenti, ad Alleghe, presso la Sala Stoppani in via delle Scuole, sarà possibile visitare le mostre:
Giovanni Andrich – Mostra filatelica tematica sulla montagna
Giuseppe Pellegrinon – Mostra bibliografica sul monte Civetta
orario di apertura > 10,00 – 12,00 – 16,00 – 20,00

NB: per chi lo desideri è possibile prenotare il pernottamento presso il Rifugio Tissi – Coldai – Vazzoler all’Ufficio Turistico di Alleghe: telefonando allo 0437/523333 oppure via mail alleghe@infodolomiti.it

3.9.07 – Caroline Ciavaldini: tour spagnolo da 8c

Il sito 8a.nu riporta la notizia di un ottimo tour di Caroline Ciavaldini in Spagna. In 8 giorni l’arrampicatrice ha salito on sight un 8b, quattro 8a+ e tre 8a. E’ infine riuscita nella redpoint di Pata Negra, 8c.

28.8.07 – Oltre le vette a Belluno dal 29 settembre

E’ stato presentato ufficialmente il programma della undicesima edizione della rassegna Oltre le vette – Metafore, uomini, luoghi della montagna, la manifestazione organizzata dall’assessorato alla cultura del Comune di Belluno e curata da Flavio Faoro.

Il festival, che gode del sostegno economico della Cassa di Risparmio di Bolzano – Sparkasse e di numerosi altri sponsor locali, è organizzato in collaborazione con Regione Veneto, Club alpino italiano, Dolomiti Turismo, Fondazione Giovanni Angelini, Museo nazionale della Montagna di Torino, TrentoFilmfestival.

L’undicesima edizione della rassegna riprende e consolida la formula dei primi dieci anni, evitando il carattere di concorso o competizione, ma offrendo occasione di confronto e dialogo fra i molti possibili modi in cui si articolano la cultura e la civiltà della montagna.

Dal 29 settembre al 14 ottobre prossimi, dunque, Belluno offrirà al pubblico della provincia e del Triveneto film recentissimi e del passato, concerti, incontri con grandi alpinisti, presentazioni di libri, mostre di pittura e di fotografia. Il programma è infatti ricco ed articolato, tale da incontrare l’interesse non soltanto degli appassionati di alpinismo, sci od escursioni, ma anche di quanti amano l’arte e la cultura.

Si inizierà sabato 29 settembre, alle 17, con l’inaugurazione delle mostre di Oltre le vette 2007. Nella sala Dal Pont di viale Fantuzzi 11 sono infatti esposte fotografie, disegni e opere editoriali di Gino Buscaini, il grande alpinista e intellettuale della montagna scomparso pochi anni fa. Subito dopo, all’Auditorium Comunale di Piazza Duomo sarà inaugurata la mostra di Riccarda de Eccher “Dolomiti”. Si tratta di una raccolta di pastelli e acquerelli dai toni caldi e delicati, dedicati alle cime e alle pareti del mondo dolomitico. Al piano superiore dell’Auditorium è invece allestita la mostra “La luce dei monti” del pittore Mario Solazzo, con oli di forte intensità e significativi contrasti di luce. Al termine dei discorsi ufficiali di inaugurazione, la prestigiosa casa vinicola Livio Felluga offrirà un vin d’honneur.

Da segnalare anche la mostra filatelica sui temi della montagna, allestita in collaborazione con il Gruppo filatelici di montagna, aperta alla Sala De Luca di Borgo Pra (con annullo filatelico domenica 30 settembre dalle 10 alle 16).

Ma Oltre le vette si è sempre caratterizzata per la presenza a Belluno dei protagonisti del mondo verticale. E la regola vale anche per questa edizione, la cui serata inaugurale, sabato 29 settembre al Teatro Comunale, vedrà come protagonista Jim Bridwell, il grande scalatore statunitense protagonista di decenni di scalate ai massimi livelli sulle pareti della Yosemite Valley, in California. Un vero mito dell’alpinismo mondiale, conosciuto ed amato da alpinisti di più generazioni. Con lui ci saranno il regista Michele Radici, autore di un bel film proprio su Bridwell, e altri protagonisti italiani della scalata in Yosemite. La carrellata di personaggi continuerà giovedì 4 ottobre, con il giovane e fortissimo Christian Core (già campione italiano, europeo e del mondo nella specialità boulder), venerdì 5 ottobre, con il regista svizzero Fulvio Mariani, uno dei più noti autori di film di montagna, sabato 6 ottobre con Giuliano De Marchi, l’alpinista bellunese che racconterà la sua ultima impresa sul McKinley, e con Ivo Rabanser, giovane e già grande interprete dell’arrampicata su roccia, in particolare sulle Dolomiti. Ben cinque ospiti di grande prestigio, dunque, conosciuti a livello internazionale e veri protagonisti dell’alpinismo e dell’esplorazione di questi anni. E siamo certi che, come di consueto, il pubblico saprà approfittare dell’occasione di incontrare a Belluno tali personaggi.

Altro grande protagonista di Oltre le vette è sempre stato il cinema, e questa undicesima edizione non fa eccezione. Si inizierà domenica 30 settembre, con la proiezione di un film straordinario, Nanook of the North, di Robert Flaherty, accompagnato da commento musicale dal vivo. Forma di spettacolo di grande fascino, il film muto con commento dal vivo torna a Oltre le vette con questo film del 1922, vero capostipite del genere documentario. La stessa storia della pellicola è avvincente, con i due anni di riprese nell’Artico, la triste fine del protagonista (perito di stenti durante una sfortunata battuta di caccia qualche mese dopo la fine del film), le vicende di una produzione e distribuzione inconsuete. Le partiture al pianoforte saranno eseguite da Ian Mistrorigo, un giovane affermato musicista, già vincitore, proprio con queste musiche, di concorsi nazionali. La serata si concluderà con la proiezione di The Immigrant, di Charlie Chaplin, giusto omaggio di Oltre le vette al grande regista nei trent’anni dalla morte.

Uno degli ospiti di quest’anno, inoltre, è il famoso regista svizzero Fulvio Mariani, i cui film di montagna hanno vinto in diverse occasioni prestigiosi premi nei festival e nelle rassegne di settore. Già nella prima edizione di Oltre le vette, nel 1997, era stato presentato il suo film Cumbre, e da allora in più occasioni suoi film sono stati proiettati sul grande schermo del teatro Comunale. In questa occasione Mariani ci presenterà Le ali ai piedi, un’opera dedicata allo sci sulle nevi del mondo e una selezione delle sue opere più note.

Il grande cinema continuerà con i film vincitori all’ultimo TrentoFilmfestival, fra i quali vanno almeno segnalati Primavera in Kurdistan – forte e discusso film sulla resistenza curda sulle montagne ai confini fra Irak e Turchia, e Am Limit, una spettacolare mega produzione tedesca con magnifiche riprese dei fratelli Huber in arrampicata. L’ultimo evento cinematografico da segnalare, organizzato in collaborazione con il Museo nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi” di Torino, è la serata dedicata al grande film La Montagna, di Edward Dmytryk, del 1956, con protagonista un non più giovane ma credibilissimo Spencer Tracy. Oltre le vette propone questo grande classico del cinema (e non solo “di montagna”) a ormai cinquant’anni dalla sua distribuzione nelle sale italiane. Come nelle passate edizioni, il cinema avrà una sua significativa finestra alla Casa di Riposo di Belluno, lunedì 8 ottobre alle 15, con un incontro, aperto al pubblico, in cui saranno proiettati film provenienti dall’ultimo Film Festival di Trento.

La musica, oltre ai film con commento al pianoforte dal vivo, avrà altri importanti spazi nella rassegna. A partire dal pomeriggio di domenica 30 settembre, quando al Teatro Comunale si terrà un concerto degli allievi della Scuola di Musica “A. Miari” di Belluno: lo spettacolo, dal significativo titolo “Aveva fatto del viaggio la sua dimora”, ha richiesto diversi mesi di preparazione da parte degli allievi e sarà supportato dalle immagini del fotografo Diego De Riz, già protagonista di mostre ed eventi legati alla fotografia. Non mancherà nemmeno quest’anno l’appuntamento con la musica corale. Sabato 13 ottobre al Teatro Comunale vi sarà l’esibizione del Coro Rosalpina di Bolzano, una delle più note compagini corali italiane, in una serata organizzata in collaborazione con il Coro Cai Belluno.

Oltre le vette 2007 offre, come da tradizione, diversi appuntamenti con presentazioni editoriali. Gli autori e gli editori in calendario sono di assoluto rilievo nazionale, a partire da Paolo Rumiz, il famoso scrittore e inviato di Repubblica che lunedì 8 ottobre alle 18 all’Auditorium Comunale presenterà il suo libro La leggenda dei monti naviganti, edito da Feltrinelli. Altro scrittore molto atteso è Erri De Luca, già ospite di Oltre le vette nel 2001, che venerdì 12 ottobre presenterà il suo libro Sottosopra – Alture dell’Antico e del Nuovo Testamento, edizioni Mondadori. E ancora, sarà presentata la riedizione del classico di Harold Tilman Uomini e montagne, in programma giovedì 11 ottobre, con la partecipazione della nipote dello scrittore inglese, Pam Davis, mentre il pomeriggio di domenica 14 ottobre lo scrittore Davide Sapienza guiderà il pubblico in una presentazione “itinerante” del suo nuovo libro La valle di Ognidove in sette tappe in altrettanti luoghi simbolici della città. Rilievo particolare ha la presentazione del volume, edito da Fondazione Cariverona, Viaggio alla montagna veneta, di Eugenio Turri, Daniela Zumiani, Ruggero Boschi, in programma sabato 6 ottobre alle 10 alla sala Dal Pont di viale Fantuzzi 11. Sarà l’occasione per ricordare il grande geografo Eugenio Turri, da poco scomparso, e per ascoltare studiosi e coautori dell’importante opera. Altro appuntamento legato ai libri e all’editoria è quello di sabato 13 ottobre alle 17 all’Auditorium comunale, quando, in un incontro promosso dall’Associazione “Premio letterario Giuseppe Mazzotti”, saranno presentati gli atti del convegno di studi La cultura delle malghe e il futuro dell’alpeggio, nonché la riedizione dei volumi di Giuseppe Mazzotti Alpinismo e non alpinismo e Introduzione alla montagna. Sempre in relazione a letteratura e montagna, anche quest’anno Oltre le vette ha organizzato un laboratorio di “scrittura in verticale”, sabato 6 ottobre pomeriggio, e un incontro al Caffè Commercio di via Roma, la domenica mattina. Il conduttore degli incontri sarà lo scrittore Giulio Mozzi e il tema è Letteratura in vetta – Gli scrittori e la montagna. Va ancora segnalato, per giovedì 4 ottobre alle 18 all’Auditorium Comunale, l’incontro Il cavaliere delle vertigini, dedicato allo scrittore e regista Giovanni Cenacchi, una delle menti più fervide del panorama italiano della cultura della montagna, scomparso, ancora giovane, un anno fa. Durante l’incontro, organizzato in collaborazione con Antersass produzioni, gli amici lo ricorderanno con la proiezione di spezzoni dei suoi film e la lettura di alcuni brani.

Vanno ancora citati il convegno di studio organizzato in collaborazione con il Corpo nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico, dedicato all’elisoccorso notturno e in programma il pomeriggio di sabato 6 ottobre alla sala Dal Pont di viale Fantuzzi 11, e, nello stesso luogo, il convegno dedicato alla medicina di montagna, sabato 13 ottobre alle 9,30, organizzato in collaborazione con il Cai di Belluno, l’Ordine dei medici della provincia, la Società medico chirurgica bellunese. Il titolo, davvero interessante, è Montagna per tutti: anemici, broncopatici e cardiopatici in quota e i lavori sono ovviamente aperti al pubblico.

Ricordiamo che l’ingresso alle mostre e agli eventi del mattino e del pomeriggio è gratuito.

Il biglietto per gli spettacoli al Teatro Comunale è di 6 Euro (5 Euro per i soci CAI con tessera, studenti, spettatori con oltre 65 anni), mentre dal 17 settembre è possibile prenotare l’abbonamento, a condizioni particolarmente favorevoli, all’intera rassegna.

Anche quest’anno sarà in vendita, in Teatro e negli uffici di Oltre le vette, la maglietta ufficiale della manifestazione al prezzo di 9 Euro (5 Euro per gli abbonati).

Il pieghevole con il programma della manifestazione è in distribuzione dal 3 settembre in oltre 20.000 copie in provincia di Belluno e in quelle vicine, e importante è la campagna di promozione sui mezzi di informazione, non soltanto locali. Ciò è stato possibile anche grazie alla partecipazione di alcuni sponsor il cui contributo si affianca a quello, come di consueto generoso, della Cassa di Risparmio di Bolzano – Sparkasse. Vanno dunque citati la casa vinicola Livio Felluga, il Supermercato Mega di Belluno, il negozio di strumenti musicali Bellus, sempre di Belluno, il negozio Tuttosport di Longarone, il negozio Linea verticale di Feltre.

Per informazioni telefonare al numero 0437 913282 oppure visitare il sito, recentemente rinnovato, www.oltrelevette.it

6.8.07 – Huber libera il grande tetto della Ovest di Lavaredo

Apprendiamo dal sempre aggiornatissimo montagna.tv che alcuni giorni fa “il tedesco Alex Huber, uno dei più celebri climber a livello mondiale, ha scalato in libera l’enorme tetto strapiombante che domina la Cima Ovest di Lavaredo: una sporgenza di roccia di oltre 40 metri che non ha paragoni al mondo. Huber l’ha scalata nel punto centrale (…) Alex ha seguito la linea della via artificiale Baur-Dach, in piena parete Nord, e ha aperto una variante proprio sulla pancia del tetto, salendo un poco più a sinistra della via e poi passando sulla sua destra. Alla fine è venuto fuori un itinerario spettacolare, di altissima difficoltà, che Huber ha valutato di grado 8c.” Più precisamente, su Planetmountan apprendiamo che “la via segue i primi 5 tiri di Bellavista, poi sempre in comune con Bellavista supera 12m sul grande tetto, prima di deviare a 180° per trovare una linea indipendente e continuare su quell’immensa porzione di soffitto (40m) che era già stata salita in artificiale nel 1968 da Gerhard Baur assieme ai fratelli Walter e Erich Rudolph. La linea di Alexander interseca a zigzag la vecchia linea diretta in artificiale, esplorando ampi spazi a destra e a sinistra per risolvere il problema in libera, per poi finire sulla via Cassin e per questa in cima”. Maggiori dettagli su www.montagna.tv planetmountain.com

5.8.07 – In partenza il Dolomiti Park Road 2007

Leggiamo sul sito del Parco Nazianale Dolomiti Bellunesi che venerdì prossimo partirà l’edizione 2007 del Dolomiti Park Road, il giro podistico a tappe all’interno del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. La gara non competitiva, nata per promuovere il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, è giunta alla sua nona edizione, ed è diventata una occasione straordinaria di vivere la natura e apprezzarne i contenuti nell’ambito dei tre giorni proposti dalla competizione. Alla gara si aggiunge una ideale collocazione delle aziende agrituristiche locali, che permettono di poter soggiornare a due passi dal parco per seguire meglio l’evento. Inoltre, al termine di ogni tappa è disponibile un servizio di bar e ristoro con bevande e prodotti tipici. L’edizione 2007 della Dolomiti Park Road ricalca il collaudato schema delle edizioni degli anni precedenti, anche se ovviamente cambiano le località in cui si svolgono le gare; ciò allo scopo di far conoscere agli affezionati alla manifestazione anno dopo anno, vari scorci del bellissimo Parco delle Dolomiti Bellunesi.
Queste le date ed i dettagli delle tre tappe:
– 1a Tappa – Rivamonte Agordino
Venerdì 10 agosto 2007 – Rivamonte Agordino – 8 km
Partenza ore 18.00
– 2a Tappa – Sospirolo
Sabato 11 agosto 2007 – Sospirolo (loc. Gron impianti sportivi) – 11,5 km
Partenza ore 10.00
– 3a Tappa – Vignui Feltre
Domenica 12 agosto 2007 – Vignui di Feltre – 12 km
Partenza ore 9.30

31.7.07 Dave Graham ripete Realizazion, 9a+, il capolavoro di Sharma

Ieri Dave Graham ha piazzato la rotpunkt di Realization, 9a+, il grande capolavoro di Sharma a Ceuse. L’aveva lavorata proprio con lo stesso Sharma nelle settimane scorse ed ora è riuscito nella salita. Maggiori dettagli su Bigupblog.com

25.7-07 Evacuata seggiovia Col de Varda

8 persone ieri sono rimaste bloccate sulla seggiovia che da Misurina sale al rifugio Col de Varda. In seguito al forte temporale che si è scatenato nel pomeriggio, un albero caduto ha fatto uscire dalla carrucola una delle funi, fermando di fatto la corsa dell’impianto. Una squadra del Soccorso alpino della Stazione di Auronzo e l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore sono intervenuti recuperando le persone incolumi.

23.7.07 – Unterkircher e Bernasconi superano la Nord del GII

Karl Unterkircher e Daniele Bernasconi sono saliti in vetta al Gasherbrum II per l’inviolato spigolo Nord, concretizzando una grande via in stile alpino su questo 8000 himalayano.
“Abbiamo improvvisato tutto, abbiamo attaccato dov’era più logico e siamo saliti. Abbiamo fatto un bivacco a 7000 metri, e poi ci siamo giocati il jolly per la cima”, raccontano ora dal campo base. Michele Compagnoni purtroppo ha dovuto rinunciare alla cima per soli 150 m di dislivello, a causa della stanchezza. More info www.montagna.tv

17.7.07 – Ecco i vincitori del PELMO D’ORO 2007

Giovedì scorso è stata resa nota la lista dei vincitori dell’edizione 2007 del Pelmo d’Oro, che verranno premiati sabato 28 luglio alle 10 presso la sala congressi di Arabba.

– sezione “alpinismo in attività”: Alexander e Thomas Huber
– premio per la carriera alpinistica: Alessandro Gogna
– premio per la cultura alpina: Bepi De Marzi
– menzione speciale per Rolly Marchi per il «contributo che ha saputo dare nel rendere famose le nostre Dolomiti»

Tra i premiati troviamo infine alcune famiglie che hanno gestito per più di mezzo secolo i rifugi più importanti delle Dolomiti.

16.7.07 – Flavio Crespi torna alla vittoria a Chamonix

Flavio Crespi ha vinto la terza tappa della IFSC World Cup Difficoltà, facendo coppia con la slovena Vidmar in campo femminile. Crespi, felicissimo, ha dichiarato che “la finale è andata bene, di “brutto”: tranne Puigblanque a tutti gli altri ho dato mezza struttura… Mi mancava questa vittoria, ci voleva proprio!” Crespi ha infatti lasciato Puigblanque sotto di 4 prese e tutti gli altri a più di 20! Tra le donne, oltre alla vittoria della Vidmar c’è da segnalare la splendida prova della Sarkany che quest’anno davvero sembra tornata al top, come ai vecchi tempi.

1 Flavio Crespi ITA
2 Ramón Julian Puigblanque ESP
3 Jorg Verhoeven NED

1 Maja Vidmar SLO
2 Muriel Sarkany BEL
3 Yana Chereshneva RUS

5.7.07 – Scalato l’inviolato Pumari Chhish South

Leggiamo su Climbing la notizia di una bellissima via nuova sull’inviolato Pumari Chhish South (7,350m), cima scalata dai francesi Yannick Graziani e Christian Trommsdorff, veterani della zona Himalayana. I due hanno salito in puro stile alpino questa vetta che, a detta di uno dei due alpinisti, era forse la più bella del mondo ancora inscalata. Per la salita ci sono voluti 4 giorni e mezzo. La parete era di ben 2700 metri con difficoltà massima 5.10- e M6. Guardate che foto…
26.6.07 – Approvati dal ministero dell’Ambiente i nuovi confini del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi

Leggiamo sul sito del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi che il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha approvato la proposta di revisione dei confini del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, nata per rispondere alle esigenze di rendere il perimetro dell’area protetta maggiormente identificabile sul territorio (agganciandolo a crinali, creste, torrenti e altri elementi geografici definiti) e accogliere le richieste formulate da alcune Amministrazioni comunali. I nuovi confini sono frutto di un lungo confronto con la Comunità del Parco, che si era concretizzato nell’elaborazione di un documento tecnico, approvato all’unanimità dai 15 Comuni del Parco e dal Consiglio Direttivo dell’Ente, presentato dal Parco al Ministero lo scorso 27 ottobre. L’iter di valutazione del Ministero si è concluso con la predisposizione dello schema di Decreto del Presidente della Repubblica che definisce i nuovi confini. A questo punto manca un solo passaggio, l’approvazione, da parte della Regione del Veneto, dello schema di decreto Presidenziale predisposto dal Ministero dell’Ambiente. La rettifica comporta un bilancio complessivo di riduzione dell’area di soli 285 ettari – lo 0,9 % de territorio complessivo – che, in ogni caso non interessano le aree di maggiore valenza ambientale. Il positivo risultato raggiunto è comunque considerato, dall’Ente Parco un punto di partenza, dal quale iniziare a lavorare per costruire credibili e condivise proposte di ampliamento dell’area protetta. Nei mesi scorsi infatti sono già pervenute all’Ente diverse proposte per includere nuove aree all’interno del Parco. L’obiettivo finale è quello di creare corridoi ecologici di collegamento con i Parchi vicini di Paneveggio-Pale di San Martino, delle Dolomiti friulane e di altre aree protette vicine al Parco Nazionale.

13.6.07 – Dal 15 giugno in vendita “MARMOLADA PARETE SUD” di Maurizio Giordani

Comunicato stampa dal sito della casa editrice Versante Sud
Sono passati vent’anni dall’ultima guida della parete Sud della Marmolada, quasi ottanta vie si sono aggiunte al centinaio allora presentate. L’alpinismo non si è fermato; non si è arreso al timore di spazi ormai limitati, di possibilità non più disponibili. L’alpinista non ha esaurito né motivazioni né entusiasmo. Ha esplorato ancora.
È nata allora l’esigenza di un nuovo lavoro, rinnovato e aggiornato; eseguito con criteri più moderni, e dove trovassero spazio le informazioni tecniche, i disegni precisi, le fotografie digitali ultradettagliate ma anche qualche parola in più, oltre al necessario, perché la roccia non è solo roccia e la parete non è solo parete.

MARMOLADA PARETE SUD
di Maurizio Giordani

DISPONIBILE DA GIUGNO 2007

Pagine 288 a colori
Prezzo euro 27,50

30.5.07 – Angela Eiter piazza un 8c+ e McClure un possibile 9a+

Mentre Angela Eiter si porta ai vertici anche nell’arrampicata su roccia, concatenando la scorsa settimana “Claudio Cafe”, 8c+ ad Arco, Steve McClure ha fatto la redpoint di un possibile 9a+ (5.15a) a Malham Cove nello Yorkshire, tracciando quella che potrebbe essere la via sportiva più dura della Gran Bretagna.
In un forum, McClure così commenta il grado che ha suggerito per la via:
“What grade is this new route? How important is it to get it right? I’m not qualified to really say for sure. Others like Graham, Sharma, Andrada, Patxi, and Ramon would have a much better idea; their track record of hard routes is greater. All the hard routes I’ve done are my own, and they are compared to confirmed 8c+ routes, but that doesn’t mean they are 9a. This new route felt way harder than my “9’s,” but that doesn’t make it 9a+; perhaps I was doing it wrong, it might be 8c+, but then maybe I was doing it perfectly and it’s even harder….. It seems important to stick a number on things these days. If you don’t, everyone else will anyway. I suggest it could be 9a+, an estimate based on effort and experience. But then how important is it to get it right? Not important at all! What’s important is honestly suggesting a level. If it gets downgraded so what; if it gets up graded, so what again. What counts is it’s a great route that tested me right to my limit. Had it been 9b or 8c, the journey from start to finish would have been no more or less rewarding.”

24.05.07 – Hansjörg Auer free solo sulla via Attraverso il Pesce in Marmolada

A fine aprile il climber austiaco Hansjörg Auer ha realizzato la 2° salita solitaria della Via attraverso il Pesce sulla parete Sud della Marmolada, dopo quella di Maurizio Giordani del 1990. Si tratta della prima free solo della via senza corda. Maggiori info su Planetmountain.com

25-29 Luglio: decima edizione del CERVINO CINEMOUNTAIN – INTERNATIONAL FILMFESTIVAL

Il Festival più alto del mondo taglia il traguardo della Xª edizione e nell’occasione di questo anniversario significativo cambia veste e si ribattezza con il nome di CERVINO CINEMOUNTAIN – International Filmfestival, Breuil-Cervinia Valtournenche. Come tradizione l’iniziativa si svolgerà nei due principali paesi del comune di Valtournenche ovvero a Breuil-Cervinia presso il Cinema des Guides e a Valtournenche nella Sala Congressi del centro polivalente, dal 25 al 29 luglio 2007. Se la sua posizione geografica, si svolge a quota 2000 metri, gli vale il titolo di Festival più alto del mondo, la natura del suo programma e dei suoi intenti lo configurano come la più importante realtà interamente dedicata al cinema di montagna in Italia, insieme al Festival di Trento. Sin dalla prima edizione, nel 1998, è la montagna la vera protagonista della manifestazione, ma la montagna è anche il “pretesto” per affrontare tematiche strettamente correlate ad essa: l’ambiente, il clima, l’avventura, lo sport, la cultura e la storia. La manifestazione nasce inoltre con l’intento e l’ambizione di promuovere e divulgare film di difficile reperibilità nei circuiti canonici e che si distinguano per le loro caratteristiche di ricerca, qualità, innovazione. Per il contributo che ha apportato nel panorama dei festival cinematografici è stato affettuosamente ribattezzato dalla stampa l’Oscar del cinema di montagna. Strumento privilegiato per accedere ad opere che vengono poi proposte nella sezione GRAN PRIX del Festival è la International Alliance for Mountain Film, un organismo che annovera tra i suoi soci i 16 più importanti festival di montagna di tutto il mondo, tra cui Banff [Canada], Telluride e Taos [Usa], Poprad [Slovacchia], Teplice Nad Metuji [Repubblica Ceca], Trento [Italia], Les Diablerets [Svizzera], Autrans [Francia], Kendal [Gran Bretagna], Graz [Austria], Mosca [Russia] e Torello [Spagna]. Una giuria di prestigio, con nomi che appartengono al mondo del cinema e della montagna, assegnerà al migliore dei migliori il Gran Premio del CERVINO CINEMOUNTAIN. A questo si aggiungeranno premi per:
– il miglior lungometraggio a soggetto
– il miglior documentario di alpinismo
– il miglior cortometraggio

I film in concorso saranno in tutto 40, tutti proiettati a Valtournenche nella Sala Congressi in lingua originale con sottotitoli in italiano. A Breuil-Cervinia spetterà l’apertura del festival, un evento speciale ancora in fase di definizione. L’evento di chiusura è invece previsto nella suggestiva “piazzetta delle Guide”, storico luogo circondato da chiesa e municipio, sui muri del quale sporgono le targhe dedicate ai grandi alpinisti e alle personalità della Valtournenche. Altri eventi speciali saranno inseriti in un programma ricco di proiezioni perché il festival vuole essere soprattutto cinema. Visioni di montagna e di montagne. Il vedere quanto mai in montagna è essenziale, importante, proprio per le sfaccettature, per il punto di vista che cambia un profilo. Il festival cercherà di proporre e rispettare questa visione corale della montagna cercando di attingere i film più originali, più profondamente legati alla cultura “dell’altitudine”, non solo quella alpinistica, ma anche gli aspetti sociali legati appunto alla cultura, alle tradizioni, alla vita “tout court”. Anche in questo senso la Xª edizione del festival continuerà sulla linea già intrapresa da anni di riproporre i classici “nascosti” della cinematografia di montagna, film che la voracità della macchina televisiva ha già da tempo scartato o digerito, relegandoli in un limbo senza tempo dove pochi ormai osano avventurarsi. Invece è proprio bello rivederli interamente sul grande schermo, in tutto il loro candore “d’antan”, assente nella frenesia del vedere contemporaneo.

Associazione Culturale Strade del Cinema
Regione Borgnalle 10/e – 11100 Aosta
tel. 0165/060.106 – fax 0165/360.413

Tutte le proiezioni sono a ingresso gratuito. Orari delle proiezioni pomeridiane a partire dalle 14,30 mentre quelle serali iniziano alle 21.
Il festival è organizzato dall’Associazione Culturale Strade del Cinema in collaborazione con i Comune di Valtournenche e Assessorato al Turismo, Sport, Commercio e Trasporti della Regione Autonoma Valle d’Aosta.
Ma il festival è anche “non solo festival”. In concomitanza con la settimana della rassegna il comprensorio turistico offrirà infatti per i più attivi la possibilità di praticare gli sport di e in montagna: sci, trekking, arrampicata sportiva (su artificiale in caso di pioggia), alpinismo, golf, equitazione. Il Consorzio Turistico potrà soddisfare ogni richiesta d’informazione o curiosità (si trova in via Guido Rey, 17 11021 Breuil-Cervinia (AO) – tel. 0166/940.986)

Informazioni relative al Festival:
0165/060.106 – Sito Internet www.cervinocinemountain.it
(il sito è in fase di allestimento, sarà visualizzabile a giorni)

Informazioni turistiche per il pubblico ai numeri telefonici:
0166/940.986 – e mail info@sportepromozione it

11.5.07 – UP, EUROPEAN CLIMBING REPORT 2007. Sommario

UP EUROPEAN CLIMBING REPORT, ANNUARIO EUROPEO DI ALPINISMO
a cura di Maurizio Oviglia, Eugenio Pinotti
Disegni di Eugenio Pinotti
Traduzioni di Alexandra Ercolani e Giovanni Benedetti
www.up-climbing.com
Nr 4
euro 12,90

BLOCCO TOTALE
di Marzio Nardi, Maurizio Oviglia
Inchiesta. Siti boulder a rischio chiusura.
Meglio il segreto o l’educazione?

ERBA È BELLO
di Jakub Radziejowski
Sull’erba ghiacciata dei Tatra polacchi. Un modo nuovo per scalare vicino a casa.

ALBERTO GNERRO
Intervista di Maurizio Oviglia
Dal Nuovo Mattino al 9a. L’evoluzione di una forza della natura.

INES PAPERT
Intervista di Antonella Cicogna
Ghiaccio, roccia e maternità. Come conciliare la carriera di un’atleta con la famiglia.

THE YOUNG SPIDER
di Ueli Steck, Christine Kopp
Il racconto di una grande via nuova invernale sulla Nord dell’Eiger

VIA MITICA
HASSE-BRANDLER
di Ivo Rabanser

DESNIVEL – Intervista a Dario Rodriguez
4 riviste di alpinismo, il sito più visitato d’Europa. Incontro a tu per tu con il “signor Desnivel”.

ALPINISMO 2006
GHIACCIO E MISTO 2006
FALESIA 2006
BOULDERING 2006

RELAZIONI
Vie e falesie del 2006

Per ordinare on line vai su: http://www.versantesud.it/up.ita.html

6.5.07 – Anche Bindhammer riesce su La Rambla 9a+

Sembra che ora tutti i più forti climbers del mondo si stiano concentrando su questa linea, a 4 anni dalla prima ascensione di Ramón Julián! Dopo Edu Marín e Chris Sharma nel novembre scorso, ecco che questa strepitosa linea cade sotto i colpi di Andreas Bindhammer, che con questa via ha già all’attivo 4 tiri di 9a o 9a+.

16.4.07 – Miniera a Schievenin, grande incontro pubblico il 6 MAGGIO

I progetti sono due

a) Progetto di coltivazione mineraria di marna da cemento presentato dalla Ditta CEMENTI ROSSI S.p.A., con sede a Piacenza, denominato “Miniera di Quero” nel Comune di Alano di Piave.
b) Richiesta di rinnovo di concessione mineraria di sali magnesiaci, presentato dalla Ditta Rech , in comune di Quero nella Valle di Schievenin (per il quale è stato proposto un progetto di galleria che collegherà il sito con la strada Feltrina).

L’area oggetto di intervento è collocata alle pendici del Monte Grappa. L’intera area è sottoposta a particolare tutela dal punto di vista ambientale:

– tutela del Piano d’area del Massiccio del Grappa;
– sottoposta a vincolo paesaggistico
– sottoposta a vincolo idrogeologico;
– totalmente inclusa nel sito della rete Natura 2000 SIC-ZPS IT (Siti di Interesse Comunitario e Zone a Protezione Speciale).

Ancora, viene lambita un’altra importante area in cui sono presenti i torrenti Tegorzo e Calcino e il fiume Piave.
In particolare, la concessione mineraria ricadente nella splendida e ancora incontaminata Valle di Schievenin si colloca nelle immediate vicinanze delle sorgenti del torrente Tegorzo che costituisce l’approvigionamento principale dell’acquedotto dello Schievenin (che fornisce gran parte dei Comuni del Trevigiano).
L’intero Massiccio del Monte Grappa è considerato un’oasi naturalistica nel contesto regionale per la ricchezza di specie vegetali e animali presenti, peculiare per le sue ricchezze storiche e archeologiche.

L’attività estrattiva proposta risulta in contrasto con le norme di salvaguardia e di pianificazione dell’area in oggetto.

A che punto dell’iter si trovano le richieste di autorizzazione? Si trovano in fase di istruttoria di Valutazione di impatto ambientale da parte della Regione Veneto.

Per chi vuol esprimere il proprio dissenso… E’ previsto un incontro pubblico che si terrà il 6 MAGGIO nella Valle di Schievenin e coinvolgerà i residenti, tutte le associazioni locali, gli alpinisti e le scuole appartenenti al CAI (Club Alpino Italiano) di tutta la regione che dagli anni ’70 frequentano la Valle di Schievenin, sede di una delle più frequentate palestre di arrampicata del Veneto e luogo di apprendimento delle tecniche di salita, sicurezza e soccorso in montagna, infine, tutti coloro che vogliono far sentire il proprio dissenso e dimostrare come l’interesse di molti può prevalere sull’interesse di pochi!
Il programma della giornata verrà divulgato quanto prima.

Associazioni coinvolte
CAI (Club Alpino Italiano)
Tutte le associazioni locali
Lipu
WWF

Links principali
http://www.bassofeltrino.it
http://www.cai-tam.it

Contatti
Il Comitato “Col de Roro”, e-mail : info@mictu.com

Schievenin, una valle sotto assedio
di Massimo Collavo

Da mesi circolavano voci sulla riapertura della cava di pietra in Valle di Schievenin, nel territorio comunale di Quero (BL).
Purtroppo, e ve ne darò prova, posso affermare che non si tratta di semplici supposizioni ma di un triste futuro neanche troppo lontano. Ad essere precisi stò parlando della possibile, anzi ahimè probabile, apertura di una miniera con lavorazione del materiale in loco e non di una semplice cava. Perché faccio questa precisazione?
Cercherò di spiegarlo raccontandovi una breve storia.

Tutto inizia quando la ditta Rech G. & M., con sede proprio a Schievenin, titolare della concessione della cava di pietra in Val Storta, ottiene nel 1988 l’autorizzazione alla trasformazione della cava in miniera per sali magnesiaci: si realizza così un sito sottoposto alla Legge Mineraria Nazionale (oggi, nel 2007, parliamo ancora di “regi decreti”…) che considera questo tipo di attività estrattiva come un interesse nazionale. Il Comune di Quero, contro questa decisione, fa l’unica cosa che gli è possibile, cioè un ricorso al TAR che, dopo vari gradi di giudizio, nel 2003 per sentenza del Consiglio di Stato, verrà rigettato.
Quindi, badate bene, la Concessione Mineraria denominata “Schievenin” è tutt’ora valida.
A questo punto vi chiederete: bene, perché allora non si stà già scavando? Se la devastazione non è ancora iniziata si deve ringraziare l’inconsapevole Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali che, nell’Autorizzazione Ambientale del 9 maggio 1995, all’art. 5, obbliga il concessionario a prendere precisi accordi con l’Amministrazione Comunale in materia di inquinamento atmosferico, acustico, trasporto dei materiali e sicurezza dei cittadini (ricordo che essendo la miniera per legge un “interesse nazionale” non ricade nei vincoli previsti per il Piano d’Area del Massiccio del Grappa). Di fronte a questo provvedimento il Comune di Quero fa due cose, un altro ricorso al TAR, questa volta contro l’Autorizzazione Ambientale (A. A.) e la richiesta al concessionario di prevedere degli interventi di manutenzione all’attuale strada in Valle e la realizzare una rete stradale alternativa per spostare il traffico pesante dall’abitato di Quero. La ditta Rech, pur malvolentieri, recepisce queste richieste e nel 1997 prospetta, per la prima volta, l’idea della costruzione di un tunnel stradale (5 x 6 mt e lungo circa 800 mt) che colleghi la SP 21 Feltrina, all’altezza della stazione di Quero Vas, con la zona di Ponte Cagnin, cioè l’inizio della Valle.
Su questa proposta il Comune non prende alcuna decisione e tutto rimane sospeso.

Nel 2001 arriva la proroga dell’ A. A. del 1995 che ne conferma in toto le prescrizioni e, soprattutto, quelle contenute nel famoso articolo 5.
Nel 2003 il Comune di Quero, visto anche l’entrata in vigore delle nuove norme europee sulla tutela dell’ambiente, presenta dei motivi aggiuntivi al ricorso al TAR iniziato nel 1995. Nel 2003 il TAR accoglie il ricorso del Comune ed in particolare le recenti osservazioni, rendendo formalmente nulla l’autorizzazione del Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali del 9 maggio 1995. Quindi la concessione mineraria della ditta Rech è valida ma i lavori non possono iniziare finchè non viene rilasciata una nuova A. A.
Nel 2005 inizia l’iter per il suo rilascio con il sopralluogo da parte del Servizio Risorse Minerarie. La Regione Veneto, tra le varie documentazioni, richiede che il concessionario rispetti quanto richiesto dal Comune di Quero, che in quest’occasione richiede, oltre a quanto previsto in precedenza, che il traffico dei mezzi pesanti non transiti per la frazione di Schievenin e che l’attività estrattiva preservi la sx orografica del torrente Tegorzo (faccio presente che l’attuale area della concessione mineraria comprende tutta la zona della palestra di roccia !).
Una postilla: la legge mineraria prevede che il concessionario possa espropriare i terreni non di sua proprietà ricadenti nell’area di estrazione………non aggiungo commenti.
Veniamo ai giorni nostri. Il 16 gennaio 2007 la Regione Veneto sollecita la ditta Rech ad integrare la pratica con i documenti mancanti…… Spunta un secondo pregetto di galleria, molto più ambizioso, che collega la SP 21 con la parte alta della Valle, bypassando così l’abitato di Schievenin e tutte le prescrizioni del Comune !!!
Resta il fatto che:
1) l’attuale volume della concessione (1.500.000 mc) non sosterrebbe i costi di realizzazione del tunnel, per cui verrà ragionevolmente richiesto un ampliamento;
2) la ditta Rech snc non ha sicuramente i mezzi finanziari per sostenere gli oneri per un tale progetto e le fidejussioni richieste per il ripristino, quindi è fin troppo facile intuire che dietro a tutto si celi qualche grossa compagnia mineraria con mezzi e risorse di ben altra portata… e forse anche molti meno scrupoli.
Scusate per il lungo preambolo ma lo ritengo indispensabile per una giusta informazione e per poter evere un’idea della portata e delle conseguenze del problema. (Non dimentichiamo che nel vicino Comune di Alano, a meno di 500 mt, la ditta Cementi Rossi ha presentato un progetto di coltivazione mineraria di circa 4.000.000 di mc, il località Col del Roro, cioè il colle da Campo di Alano degrada verso le pescherie di Schievenin, con gli stessi problemi di natura ambientale e sociale).
Ricordo, inoltre, che c’è una continua presenza di aziende di escavazione nazionali ed anche multinazionali che richiedono il permesso di eseguire indagini minerarie nella zona di Schievenin e del Basso Feltrino: si tratta un territorio costantemente sotto assedio ed è vergognoso come la Regione Veneto, non approvando un Piano Cave, lasci questi territori privi di tutela ed alla mercè dei vari “avventurieri”.
Non vorrei ripetermi ma mi preme ribadire che la concessione esiste già e la procedura di VIA è avviata!
Siamo di fronte al concreto pericolo che una delle più belle e suggestive valli prealpine scompaia per sempre.
A Schievenin c’è la sorgente del torrente Tegorzo, una varietà di flora e fauna che negli anni si sono preservate grazie all’isolamento del sito, ci sono più di 300 vie di arrampicata su cui si sono messi alla prova innumerevoli climbers, alcuni dei quali protagonisti dello sviluppo dell’arrampicata sportiva. Come possiamo permettere che queste bellezze ci vengano sottratte, chi ha il diritto di rubarci la freschezza dell’aria o lo scintillio dell’acqua?

Ho voluto scrivere queste righe per denunciare questa grave situazione e per invitare alpinisti, escursionisti, amanti di questi luoghi ed associazioni ambientaliste a prendere una chiara posizione di netta contrarietà. Ricordo che sia la Valle di Schievenin che il Col del Roro ad Alano di Piave sono SIC e ZPS (siti di interesse comunitario e zone di protezione speciale) in quanto possono contenere habitat delicati e specie di particolare interesse naturalistico.
Quello che fin’ora non hanno fatto gli amministratori possiamo farlo insieme, cioè segnalare al Commissario Europeo per l’Ambiente lo scempio che si vuole perpetrare in queste aree protette. Non servono studi legali ed avvocati. E perché no, facciamo sentire il nostro dissenso, organizziamo una giornata di festa in Valle, dimostriamo come l’interesse dei molti può prevalere sull’interesse di pochi.

Massimo Collavo
Commissione Veneta per la
Tutela dell’Ambiente Montano
Per contatti: mcollav@tin.it

27.3.07 – I Ragni di Lecco a Feltre

Marco Vago, dei Ragni di Lecco, ci segnala che nella serata di sabato 31 marzo, presso la sala conferenze della Comunità Montana Feltrina (via Carlo Rizzarda n°21 – FELTRE – BL), i Ragni terranno una serata con proiezione di filmati riguardanti l’attività degli ultimi anni.
Saranno presenti Simone Pedeferri, Adriano Selva e lo stesso Marco Vago. INGRESSO LIBERO

26.3.07 – Mostra su Napoleone Cozzi a Travesio (PN)

Leggiamo sul Blog di Intraisass che “sabato 31 marzo alle ore 16.00 presso il Palazzo Toppo Wassermann di Toppo di Travesio s’inaugura la mostra “Da Trieste alle Alpi. Napoleone Cozzi. Artista, alpinista, patriota. Acquerelli, fotografie, dipinti e disegni dal 1880 al 1916” (…) La mostra si propone l’obiettivo di attirare l’attenzione su un personaggio chiave della storia dell’alpinismo in regione, recentemente riscoperto, e di indagare nel contempo il contesto storico di riferimento in cui egli ha operato, tenendo presenti le sue origini friulane. Verranno dunque collazionati materiali poco conosciuti e mai radunati tutti assieme con l’obiettivo prioritario di operare una riflessione sul personaggio e, di riflesso, sulla sua epoca storica, seguendo le due piste artistica e alpinistico-patriottica: l’operato di Napoleone Cozzi segna infatti in questo senso il passaggio dall’alpinismo esplorativo a quello sportivo in una stretta rete di legami con l’ambiente patriottico triestino e friulano. Si concentrerà l’attenzione sui taccuini di acquerelli, forma di espressione assai peculiare per tipologia e contenuti, che verranno qui per la prima volta esposti. […]». Ingresso: euro 3. Riduzione per soci FAI e CAI. Orari apertura: tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18. Sabato e domenica: dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19.

27.02.07- Cerro Cota e Aguja Desmochada, nuove vie

Alex Huber ha aperto insieme a Mario Walter una nuova via sulla Aguja Desmochada in Patagonia. La via si chiama Puerta Blanca, aperta il 9-10 febbraio con un bivacco in parete. Roccia gelata in alcuni tratti e granito perfetto sul resto. E’ la seconda via in due anni per Alex su questa torre.
I nostri Elio Orlandi, Rolando Larcher, Fabio Leoni e Michele Cagol hanno invece recentissimamente aperto “Osa ma non troppo” sul Cerro Cota (2000 m), nella zona delle Torri del Paine e del Cerro Cathedral. La via sale tra muri a liste, fessure, diedri, uno strapiombo e severi tratti di obbligatorio per 16 tiri, più d’arrampicata che di artificiale. La difficoltà è valutata di 7b e A2+ e la via misura 700 m.
22.2.07 – XII Relazione sullo stato della montagna italiana

Fondazione G. Angelini
Convegno: LA MONTAGNA ABITATA- XII Relazione sullo stato della montagna italiana

La Convenzione delle Alpi – Politiche, leggi e misure di attuazione in Italia: i rapporti dell’Italia alla Convenzione delle Alpi

Giovedì 1 marzo 2007 presso la Sala teatro del Centro Giovanni XXIII, Piazza Piloni 11, Belluno

16.2.07 – Cerro Torre, ancora scontri e polemiche

Leggiamo su Montagna.tv una notizia davvero inconsueta, che riporta alla ribalta una volta di più tutte le polemiche relative alle famose ascensioni del Cerro Torre effettuate da Cesare Maestri.
“Nei giorni scorsi, due americani avrebbero cercato di disfarsi dei chiodi [a pressione] piantati da Cesare Maestri sulla contestata Via del Compressore. Steve Schneider, che ha cercato di fermarli, sarebbe stato violentemente malmenato. Pare che in Patagonia non si parli d’altro, in questi giorni. Schneider è un’alpinista di fama mondiale il cui nome è particolarmente legato alla Patagonia, dove è stato con 7 spedizioni. E’ l’alpinista che vanta il maggior numero di ascese alle Torri del Paine, di cui ha compiuto anche la traversata in solitaria nel 2002.” (www.montagna.tv)

14.2.07 – Due ghiacciatori ungheresi muoiono nel bellunese

Sappada (BL), 12-02-07
Sono precipitati per una settantina di metri i due alpinisti ungheresi morti lunedì durante la scalata di una cascata di ghiaccio in val Enghe. I due, I.I., 37 anni, e B.K. 36 anni, entrambi di Budapest, stavano risalendo la cascata ‘Anche l’orco va in vacanza’, mentre una seconda coppia di alpinisti loro amici scalava una colata di ghiaccio poco distante.
Non si sa se sia stata una massa di neve staccatasi da sopra ad investire il primo di cordata o se sia scivolato da solo, fatto sta che l’uomo è caduto trascinando con sè i rinvii e il compagno che stava più sotto. Anche parte della cascata si è staccata e grossi blocchi di ghiaccio li hanno colpiti. L’urto a terra ne ha probabilmente provocato la morte istantanea.
I compagni, sentito il fracasso, si sono avvicinati. Uno è rimasto con loro e l’altro è tornato indietro lungo il sentiero per dare l’allarme poco prima delle 14. La telefonata è arrivata in Ungheria, poi all’albergo di Sappada dove si trovava la comitiva di 24 persone di cui facevano parte, infine al 118, che ha immediatamente inviato l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore, con a bordo personale sanitario, tecnico di elisoccorso e unità cinofila da valanga, e la Stazione del Soccorso alpino di Sappada al completo. L’elicottero ha imbarcato alcuni volontari per trasportarli velocemente all’interno della valle, ma una volta sul luogo, il medico ha potuto solamente constatare il decesso dei due alpinisti. Ultimati i rilievi da parte della finanza di Auronzo, una volta ottenuto il nulla osta dalla magistratura, le salme sono state ricomposte e recuperate con un gancio baricentrico dall’elicottero. Infine sono state trasportate nella cella mortuaria di Sappada. Non si sa se sia stata parte della colata ghiacciata a cedere, di certo l’inverno anomalo e le alte temperature non hanno permesso la formazione completa delle cascate e in alcuni punti lo spessore di ghiaccio di pochi centimetri è pericoloso. da “www.webdolomiti.net/soccorso_alpino/index.htm”

7.2.07 – Esce il numero 003 di Stile Alpino

Stile Alpino 003 è Steve House e il Nanga Parbat, Ueli Steck e la sua ansia, Elio Orlandi con le sue riflessioni a 360 gradi. Poi il tecnicismo di Alex Huber, la freschezza di Roverato e Bau, la determinazione di Iannilli e Pozzi. L’ironia di Silvano Arrigoni, il cammino di Marco Vago. E’ l’inizio di una imponente monografia sul Monte Bianco, è una pila di foto dal Perù, dalla Patagonia, dalle Alpi, dall’Himalaya.

ESTRATTI DA ALCUNI ARTICOLI

Dall’editoriale di Paolo Spreafico
(…) Quando penso allo STILE ALPINO mi immagino una cordata immersa in un mare di roccia e ghiaccio, ad alta quota, in ambiente isolato con la sola possibilità di contare sulle proprie forze, valutando razionalmente il succedersi degli eventi, senza tralasciare quella giusta dose di spregiudicatezza e rischio che eleva una normale ascensione al rango di una grande avventura.
Ma STILE ALPINO è un concetto relativo, e come tale può aprirsi a diverse interpretazioni.
STILE ALPINO significa percorrere strade sconosciute, con elasticità fisica ma soprattutto mentale….
…non importa se la protezione è maldisposta, se il chiodo è vecchio, se la roccia è troppo bella oppure se è troppo marcia, se in montagna ci sono via di falesia, e se in falesia le vie sono alpinistiche…
…significa fare il punto delle proprie capacità, esplorare a fondo la propria determinazione… e se il risultato sarà soddisfacente…..mettersi in gioco… provare…
…STILE ALPINO vuol dire staccare alle sei, guidare sino a tarda sera, alzarsi presto la mattina successiva e scalare veloci sino al tramonto…. sperando che quelle nuvole laggiù se ne stiano buone ancora per un po’ di tempo… tornare ad ora tarda nella propria tenda e urlare dentro di sé perché quel giorno, o forse mai più, nessuno potrà capire questa tua immensa gioia… (…)

Da L’apparente inutilità dell’alpinismo, di Elio Orlandi
(…) Purtroppo anche nell’alpinismo gira troppa gente che sa approfittare del silenzio degli altri e, dopo anni di riservato rispetto, il solo accorgermi di questa evidenza mi ha aiutato a meditare che forse non ne valeva proprio la pena lasciarsi manipolare la passione, le realizzazioni ed i propri meriti. Di contro però, devo ammettere che comunque vivo bene e in pace con me stesso anche senza vedermi troppo pubblicato, citato, cliccato o patinato, come intendo che il tacere e scegliere di non divulgare le proprie realizzazioni a volte non sortisce l’effetto sperato della normale considerazione perché, oltre alla cerchia delle tue amicizie, obiettivamente nessuno può sapere cosa hai veramente compiuto.
Personalmente trovo sia più giusto sapersi raccontare piuttosto che farsi scrivere addosso, anche perché se si è vissuto in prima persona certe particolari esperienze si è poi in grado di descriverle con competenza di dettagli, cercando di trasmettere i sentimenti e le sensazioni piuttosto che i gradi e le difficoltà.
La normalità, il silenzio e la riservatezza raramente si sono rivelati buoni alleati della storia. Le persone semplici, anche se geniali e degni di nota, difficilmente vengono ricordati e considerati per i loro veri meriti.(…)

A suon di tegolette… andon fora per fora, di Alessandro Baù
(…)Ora sono qui, sta per arrivare il nostro momento: ogni tanto butto l’occhio oltre le pieghe del powertex e scruto l’orizzonte con l’incubo delle nuvole, il vento punge ma la voglia di mettersi in movimento è tanta; conto i secondi che passano. Una pacca sulla spalla con i simpatici compagni di bivacco e partiamo lungo la rampa Hasse, la porta d’accesso alla parete.
Al buio sembra che tutto si muova, il diesel è freddo e il pelo sullo stomaco deve ancora crescere; ma…basta poco, in scarpe da ginnastica stiamo correndo lungo la rampa. Dalla grotta finestrata le difficoltà cambiano: proteggiamo poco perché la roccia non lo permette. Arriviamo con due ore di anticipo rispetto al programma alla base del gran diedro, tratto chiave della salita. Lo sguardo si infrange sul tetto che sporge di dieci metri alla fine del diedro; tutto è tondo, sminuzzato, inconsistente. Prendendo una foto della parete e ruotandola di novanta gradi si ottiene un deposito di ghiaia!
All’orizzonte il profilo del Pelmo fa capolino tra la foschia mentre Adriano e Pino ci salutano e si incamminano verso l’assolato rifugio Casera Ditta in Val Mesaz. (…)

da Amico Fragile, di Marco Vago
(…)Nel 2003 l’esperienza patagonica mi ha dato il colpo di grazia: ero partito alla ricerca di riscatto, di un’impresa che potesse ridare splendore al mio amor proprio, in quella terra in cui il maglione rosso che tanto amo sventolava come una bandiera issata dalle tante imprese di Casimiro e di molti altri ragni: quale migliore occasione per dimostrare a me stesso ed ai “vecchi” del Gruppo Ragni che anch’ io meritavo di portarlo?
Ed invece in quei due mesi ho lasciato che mio orgoglio si inzuppasse preda della pioggia incessante e non ho potuto nemmeno evitare che il proverbiale vento patagonico mi sbattesse definitivamente in faccia i miei limiti fisici, psicologici e morali.
Mi avevano detto che la Patagonia è una terra estrema come estremi sono i sentimenti che si possono provare nei suoi confronti: o la si ama o la si odia, non ci possono essere vie di mezzo.
Casimiro l’ha amata a tal punto da decidersi a mollare tutto e tutti per trasferircisi, io invece, rientrato in patria l’ho odiata profondamente, l’ho disprezzata proprio come la volpe disprezza l’uva troppo acerba, perché per la prima volta ho visto il mio bicchiere “mezzo vuoto” svuotarsi del tutto facendomi ritrovare col culo a terra.
In effetti essere dei duri a tutti i costi non era poi così saggio e vantaggioso, avrei dovuto capirlo molto prima visti i miei studi di meccanica: la mia “corazza”, così come tutti i materiali più duri esistenti al mondo, come il vetro o l’acciaio temprato ad esempio, peccava anche di una certa fragilità e con l’ultimo colpo ben assestato è andata in frantumi cadendo a pezzi insieme a quel piccolo scrigno di cristallo, mezzo colmo, anzi, mezzo vuoto di piccole grandi soddisfazioni e personali successi accantonati negli anni.
Quella mattina mi misi davanti allo specchio, mi guardai dritto negli occhio e mi dissi: “ Caro amico, pensavi di essere un duro che poteva fare tutto da solo senza avere bisogno di nessuno e invece…sei fragile come questo specchio!”(…)

da L’Appagamento, di Ueli Steck
(…)Ma cosa scalare, oggi, per essere innovativi? Tutti gli 8000 sono stati saliti, per esempio. Nel 2002, insieme con Erhard Loretan, andai allo Jannu. La parete Nord era ancora vergine, formidabile sfida che proponeva una muraglia come quella di El Capitan a 7000 metri di altezza. Qualcosa che rappresenta l’alpinismo di punta odierno, portare ciò che era il limite negli anni ’80 nelle Alpi o comunque a quote accettabili in Patagonia o oltre i 5000 metri. Scalare in libera o affrontare del misto estremo a quote e in situazioni dove pochi anni fa si concepiva soltanto una salita normale, di pura camminata.
Naturalmente, lo stile conta e fa la differenza. Come ti proteggi, per esempio. Potresti rendere sportivo qualsiasi itinerario, forando ogni due metri. Ricordo quel tentativo come qualcosa di eccezionale, davvero al di sopra di qualsiasi sogno realizzabile, ma poco dopo i russi salirono quella parete in altro stile, e sebbene fu sicuramente un grandissimo risultato, da grande spirito di gruppo e con alcuni momenti di notevole spessore tecnico, il grande utilizzo di corde fisse e il metodo di assedio che ricordava vecchie tradizioni di Himalaya in qualche modo differenziarono completamente quello stile da uno stile pulito come quello alpino, che su quella parete avrebbe portato avanti di decenni l’evoluzione dell’alpinismo.
Fortunatamente, pareti simili ne esistono, e a migliaia, sia in Karakorum che in Himalaya, e sono le nuove frontiere dell’alpinismo. E anche ripetere in stile alpino lo Jannu sarebbe la prova che anche una parete già risolta può indicare l’evoluzione, e la differenza di stile.(…)

da “Una somma di tanti zero”, di Steve House
(…) Ci svegliamo al buio, partendo senza luce. L’ansia del giorno è temporaneamente dissolta dalla grandiosità dell’alba: K2, Broad Peak, G4, G3, G2, G1, Masherbrum, Chogolisa, K7 e K6 sono come ammantati da un guanto rosso, e perdiamo preziosi minuti ad ammirare attoniti lo spettacolo del mondo. Poi allineo il battito del mio cuore, il peso delle mie emozioni e il mio ritmo alla pulsione della mia determinazione.
Da questo punto la nostra via devia dal tentativo del 2004. Con un tempo così magnifico ci dirigiamo verso il pilastro centrale. Vince passa in testa, la sua è una scia d’oro, come un atomo colorato che si avvia nella verticalità del paesaggio, dove roccia, ghiaccio e cielo si dividono il protagonismo.
Avanziamo lungo la cresta del pilastro verticale che si innalza sotto il più grande, e pauroso, seracco dell’intera parete. Arrampichiamo, tiro dopo tiro, come se fosse un rituale, come se il tempo scorresse lineare, anche se sappiamo che non è così, che non è un avanzare regolare. Ogni cinque lunghezze di corda ci fermiamo, mangiamo, beviamo, e ci scambiamo il ruolo di capocordata. Il mattino dovrebbe essere piegato dal pomeriggio, ma dopo il tredicesimo tiro di corda perdiamo il senso del tempo. Quando le nubi bisogno il loro spazio il sole conserva il suo arco appena al di là della cima, e noi continuiamo nell’ombra del suo respiro. Quando si approssima la notte decidiamo di non sostare alla fine di ciascun tiro, avanziamo in velocità, fino a quando il ghiaccio non si fa più verticale e difficile. I nostri muscoli implorano riposo e il materiale che usiamo per proteggerci è sempre più stupido. Ora sono in testa e proseguo verso l’alto e poi a destra, cercando un posto da bivacco. Soltanto l’energia mentale mi soccorre, mentre i chiodi a cui affido la nostra protezione suonano nella roccia fragile. Ora il mio avanzare è come quello di un automa, aggiro un angolo e proseguo verso la cima del pilastro. Quando sono in un punto di sosta, mi fermo respirando a fatica per cinque minuti.
Ottanta metri dopo, alla fine di un facile traverso, ci fermiamo in una cavità protetta dalla giunzione del pilastro con la lingua ghiacciata. A mezzanotte siamo finalmente rilassati in un bivacco, cucinando la nostra razione quotidiana di zuppa con patate e olio d’oliva.
“Finalmente siamo ben sopra quel seracco di merda”, esclama Vince, la testa fra le mani.”. Gli rispondo borbottando, non sono sicuro che non troveremo qualcosa di simile anche sopra.(…)

da Qui io vado ancora, di Fabio Palma
2006: Olleros, improbabile fermata di autobus. Seduto fra frutta, verdura, e scialli variopinti, assisto dal finestrino di un pulmino a 8 posti regolamentari e 15 occupanti alla rude legatura di una pecora, sbattuta per terra, e quindi sul tettuccio.
Due pecore assistono tranquille, la seconda viene acchiappata senza nessuna fatica, rivoltata anch’essa nella polvere, legata nelle zampe anteriori e posteriori, e quindi praticamente scaraventata sul tettuccio.
Perché la terza pecora non scappa, mi chiedo? Cinque minuti dopo, mentre sul tettuccio le tre pecore rimbalzano seguendo, forse, il principio della conservazione della quantità di moto ( ma non credo…su uno sterrato peruviano penso che il principio vada a farsi benedire…), rifletto sulla superiorità dell’homo sapiens sul genere animale, o, meglio sulla specie delle pecore.
1996, allenamento di calcio a 5. Da bravo allenatore, spiego che la massima frequenza cardiaca raggiungibile sotto sforzo è 200-età. I ragazzi ascoltano tranquilli, io impongo un ritmo indiavolato stando bene attento a non superare 190…
30 Giugno 2006, Rurec, quattro giorni dopo le pecore. Canalone di quarto grado, neve, freddo, saccone di venti kg. Venti metri più in su Pedeferri avanza senza ritegno, ovviamente siamo slegati, i passaggi sono scivolosi, uno sbaglio costerebbe un toboga di un centinaio di metri, e gloria alpinistica consegnata ai posteri. Siamo a 4500 metri, cerchiamo un bivacco, meglio lo sta cercando il Pedeferri, io da mezz’ora sono un automa, Pavan detto il Pavaz penso voglia morire, io, più cattolicamente, semplicemente bivaccare anche appeso a un costone. E’ buio, la voce del Pedeferri risuona tranquilla e chiama, placca di terzo grado e vai col bivacco. Misuro le pulsazioni, sono a 190. Ho 41 anni… Dormirei senza mangiare, invece il Simone ci cucina addirittura.
Obiettivo? Tentare in stile alpino una bella parete granitica a 4750 metri…ma chissenefrega, penso mentre mi sdraio in discesa, partendo per una notte insonne e piuttosto fredda. (…)

Da “Mis Amigos”, di Silvano Arrigoni
(…)Inutile proseguire oltre anche perché abbiamo solo tre corde da 60 metri con noi e due le hanno già fissate ieri; scendiamo. Ci ricongiungiamo ai compagni li mettiamo al corrente dell’evoluzione della situazione e decidiamo la nuova strategia; la facciamo alla “dura”: chiodi da roccia, sei chiodi da ghiaccio, qualche barretta, niente tenda, niente sacco a pelo, niente fittoni da neve. La mattina risaliamo le tre corde fisse, recuperiamo gli zaini ora più umani e poi via verso l’alto in cordata a quattro. Resto per ultimo con il compito di recuperare il materiale e metto nel mio zaino uno scarpone di Lorenzo e una sua piccozza per dargli modo di salire da primo più velocemente. Traversiamo in salita verso sinistra per quattro lunghezze seguendo un facile canale, siamo sul III°/ IV° grado e allora tolgo le scarpette e metto gli scarponi in modo da scaricare un po’ di peso dallo zaino che mi sta segando le spalle. Ogni tanto piovono sassi e me li prendo tutti: uno riesce anche a rompermi un’unghia. Verso sera raggiungiamo una cengia comoda e ci fermiamo a bivaccare; siccome ho già gli scarponi ai piedi vado a fare la “spesa” in un canale dove Lorenzo ha visto della neve per fare acqua. La notte è lunga e l’alba sembra quasi che non voglia mai arrivare: si parla, si fuma, si canta, si raccontano barzellette, si fa il tè, si ri fuma, si contano le stelle cadenti – ne conto una quindicina, poi mi stufo- C’è la luna piena e il tempo sembra stabile; il termometro segna – 5° C. Guardo il cielo, ora senza luna, e riconosco al rovescio le nostre costellazioni invernali: Cassiopea, le Pleiadi, Auriga con il suo Capretto, il Toro con il suo occhio e Orione con la sua cintura e la sua spada. Gli “amici” si burlano di me perché credono che sto dicendo un sacco di cazzate; ignoranti!
Da Golden Eagle, di Alex Huber
Il 29 di gennaio parto con Stephan Siegrist dal “Campo Bridwell” in direzione del “Campo dei Polacchi” proprio sotto la parete W dell’Aguja Demochada.
Alle sei del mattino successivo cominciamo ad arrampicare sulle placche basali e ci portiamo alla base dell’imponente pilastro SW dell’Aguja Demochada.
Questa maestosa torre granitica, salita per la prima volta da Jim Bridwell, deve il suo nome alla cresta sommitale lunga un centinaio di metri, perfettamente piana ed affilata come la lama di un coltello.

da “Stressful rain” di Roberto Iannilli
(…)Piove a giorni alterni, uno sì e l’altro pure e noi restiamo nella tendina high-tech, fatta apposta per l’ alta quota, ma non per l’ acqua alta. Infatti piove anche dentro, mentre il catino, perfettamente impermeabile, non fa filtrare una goccia e noi sembriamo due fessi in umido. Siamo alla quindicesima sosta, su una cengia e siamo stanchi di aspettare.
Il nostro progetto originario, una bella bigwall nella Miyar valley, è sfumato anche questa volta, il Miyar river ha detto no e si è portato via tutti i ponti e le passerelle della valle, impedendo di fatto l’ accesso al campo base. Tenzin c’ha messo una toppa e ci ha portati in questa valle al detto: “Chandra valley, un posto che vi piacerà! belle pareti e poca pioggia, è una zona siccitosa”… pioveva al nostro arrivo e piove adesso! (…)

da Oltre la moda, di Alessio Roverato
(…)A guardarla da sotto, questa parete, le cenge pareva averle tutte al contrario…!
Incredibilmente troviamo un tiro con una roccia grigia fantastica, almeno una volta da essere sicuri o quasi di appigli e appoggi.
Mentre arrampichiamo vediamo che la luce del sole si sta spegnendo, alla fine siamo colti dal buio e non ci resta che bivaccare.
Non abbiamo mai fatto questa esperienza prima d’ora e di certo non siamo certo entusiasti di farla.
La cengia su cui siamo è abbastanza comoda, però da incoscienti abbiamo lasciato a casa il telo termico, siamo a 3000 metri ed il freddo è pungente.
Sopra di noi il colatoio terminale è parecchio bagnato e ciò di sicuro non ci rallegra.
Inizia una lunghissima notte, cerchiamo di scaldarci un po’ sdraiandoci uno sopra l’altro ma serve solo a limitare i danni, poi il vento fa il resto.
Attesa. Attesa…(…)

dalla prima puntata della monografia sul Monte Bianco, di Davide Scaricabarozzi
Il 14 luglio 1865 Edward Whymper conquista il Cervino; negli stessi istanti in cui raggiunge la vetta, ad un centinaio di km di distanza, un gruppo di alpinisti inglesi sta risalendo faticosamente gli scoscendimenti al piede del Monte Bianco che da Entreves portano al ghiacciaio della Brenva.
Si tratta di A.W. Moore, G.S. Mathews, F. e H. Walker (quest’ultimo assieme a Melchior Anderegg salirà le Grandes Jorasses nel 1868), accompagnati dalle leggendarie guide Jakob e Melchior Anderegg di Grimsel con due portatori.
Non sono nuovi del massiccio, sono già diversi anni che esplorano il versante meridionale del Monte Bianco.
Tempo prima A.W.Moore, dalla cima del Mont Crammont, aveva studiato attentamente la parete individuando il suo punto debole in corrispondenza dell’evidente sperone destro; l’itinerario da seguire era evidentissimo e appariva abbastanza sicuro, l’unica incognita era rappresentata dalla barriera di seracchi all’uscita della via, appena sotto il Mur de la Cote. Valeva quindi la pena di tentare, la motivazione era fortissima: non esisteva ancora una via che portasse in vetta al Monte Bianco direttamente da Courmayeur.
Nel tardo pomeriggio raggiungono le rocce che oggi ospitano il Bivacco della Brenva e congedano i portatori.
Dopo un breve riposo in piena notte si mettono in marcia e, risalendo con difficoltà il crepacciatissimo ghiacciaio della Brenva, raggiungono col sole già alto un modesto colle (l’odierno Col Moore) ai piedi della colossale parete. Scalano uno spigolo di rocce ripide superando un difficile camino e raggiungono la sommità del contrafforte che sostiene il lungo pendio
L’ambiente che li circonda è selvaggio, anche i due Andregg avvezzi all’ambiente rimangono colpiti dalla grandiosità di questo versante. Per raggiungere il pendio devono superare una sottilissima crestina di neve dall’aspetto decisamente scoraggiante; sulla destra un ripidissimo imbuto ghiacciato precipita vertiginoso per svariate centinaia di metri (la coluoire Gussfeldt), a sinistra le cose non sono tanto diverse: il toboga di ghiaccio è sostituito da un ginepraio di rocce e canali altrettanto ripidi.
Melchior Andregg non si perde d’animo, cavalca letteralmente la crestina menando dei gran fendenti con la piccozza e raggiunge dopo una ventina di metri il pendio nevoso. Assicurati dalla forte guida tutti i membri della cordata raggiungono un terreno più favorevole.
La pendenza è intorno ai 45° e il pendio è a tratti ghiacciato, all’epoca non si usavano i ramponi e le due instancabili Guide intagliarono migliaia di gradini nel ghiaccio a beneficio dei loro clienti.
La serracata incombe sulle loro teste come una spada di Damocle non fosse altro che per la terribile incognita che rappresenta. La salita è faticosa e il pendio molto lungo, interrotto spesso da crepacci, sembra non finire mai.
Melchior punta direttamente ad un affioramento roccioso che sembra sostenere la cascata di ghiaccio: è la chiave di volta della salita.

6.2.07 – Koyamada propone 8C/+ per Babel

Pochi giorni or sono Dai Koyamada ha chiuso un progetto aperto da tre anni, per il quale propone il grado boulder 8C/C+. Si tratta di 30 movimenti da concatenare in 12 metri, tutti di tetto. Il nome del problema è Babel. Dai attende ripetitori per confermare la gradazione.

1/2/07 – Gildea continua a scalare vette inviolate in Antartide

Damien Gildea e la sua spedizione hanno salito anche il Mt. Anderson (4.254 metri), la vetta inviolata più alta dell’Antartide, in 13 ore di scalata. La zona è quella della Sentinel Range, in Antartide. Nelle settimane scorse, la spedizione aveva salito altre vette, tutte di quota piuttosto elevata, come il Mt. Bentley di 4.137 metri, il Mt. Press, il Wrong Peak ed altre. Forse in marzo una nuova mappa della zona.

12.1.07 – I Ragni di Lecco verso il Piergiorgio

A sessant’anni dalla loro fondazione, i famosi Ragni di Lecco lanciano due sfide alla Patagonia australe: la Nordovest del Cerro Piergiorgio e il Pilastro sulla Ovest dell’Aguja Mermoz, due pareti inviolate. Cristian Brenna, Giovanni Ongaro e Matteo Bernasconi accompagnati dagli “stranieri” Hervè Barmasse (valdostano) e Dante Barlascina (valtellinese) partiranno tra una settimana per il Piergiorgio, mentre ad attaccare la Mermoz saranno Simone Pedeferri e Adriano Selva.
Barmasse, già sulla nordovest l’anno scorso con Up Project, ha dichiarato, in un’intervista rilasciata a montagna.tv, che quest’anno tenterà “di portare a termine la via Casimiro Ferrari, che si trova al centro della parete e a destra della Gringos Locos. L’inizio sarà in artificiale, poi salendo l’arrampicata sarà simile a quella dell’anno scorso perchè la conformazione rocciosa è, ovviamente, la stessa.”

11.1.07 – Dave MacLeod chiude un 8b+ trad o E10 7b

Dave MacLeod ha chiuso un’altra dura via trad, gradata 8b+ o E10 7b, a Frogatt Edge. La via si chiama Blind Vision. Questa conferma arriva dopo l’exploit dello scorso aprile quando aprì quello che da tutti ormai viene indicato come il primo 8c+ trad (E11) del mondo.

10.1.07 – Il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi per Patagonia e Montenegro

Leggiamo sul sito del parco che “dopo il gemellaggio tra il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, l’Università di Magallanes ed il Parco cileno di Omora, stipulato lo scorso anno grazie ad un’iniziativa promossa dell’Assessore ai flussi migratori della Regione Veneto, Oscar De Bona; partono nel 2007 le prime iniziative a sostegno di questa delicata regione australe. Il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi lancia infatti una campagna per la raccolta di fondi da destinare al Parco di Omora. E’ previsto l’allestimento di una mostra fotografica itinerante sulla flora, la fauna, i paesaggi, la gente della Patagonia argentina e cilena. La mostra sarà inizialmente esposta al Centro Visitatori di Pedavena, per poi proseguire in un tour attraverso i 15 Comuni del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. Le donazioni raccolte tra i visitatori dell’esposizione fotografica; il ricavato della vendita di cartoline che riproducono le immagini esposte; ulteriori risorse finanziarie messe a disposizione dall’Ente Parco e da altre amministrazioni pubbliche, confluiranno in un fondo che servirà a realizzare una serie di progetti di conservazione, che saranno concordati con i donatori e continuamente monitorati nel tempo. Confidando che il cambio favorevole all’euro consenta, anche con somme relativamente modeste, di realizzare importanti iniziative di protezione della natura all’altro capo del mondo. Quale primo contributo alla campagna di sensibilizzazione alla conoscenza della Patagonia, sul numero di gennaio del mensile “Plein Air” è stato pubblicato un ampio servizio sulle terre australi dell’Argentina curato da Nino Martino, Direttore del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. L’altro progetto di cooperazione internazionale riguarda invece il Parco del Durmitor, nella Repubblica balcanica del Montenegro. Grazie ad un finanziamento della Direzione Relazioni Internazionali, Cooperazione Internazionale, Diritti Umani e Pari Opportunità della Regione del Veneto il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi realizzerà un progetto per il rafforzamento istituzionale del Parco del Durmitor e la promozione di attività socio-economiche. Il Parco del Montenegro è stato istituito nel 1952, ha una superficie di 31.200 ha ed è inserito nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO dal 1980. Il progetto, che vede anche il coinvolgimento dell’UNESCO e della onlus I.R.A.S.D.I. (Italian Research Association for Sustainable Development Initiatives), prevede una fase iniziale di rafforzamento istituzionale del Parco montenegrino, attraverso lo scambio di esperienze con il Parco delle Dolomiti Bellunesi, che ha caratteristiche morfologiche e dimensioni similari. Sono inoltre previste attività per lo sviluppo socio-economico dell’area, attraverso il coinvolgimento di Associazioni locali di donne della municipalità di Zabljiac (che si dedicheranno ad attività di sartoria artigianale), il sostegno ad attività di microcredito, l’innovazione attraverso l’uso di nuove tecnologie nel settore del turismo e dell’agricoltura.

22.12.06 – Harald Berger non c’è più

La notizia è di quelle veramente scioccanti. Ci è voluto un po’ per riordinare le idee dopo averla letta. Harald Berger è morto mercoledì scorso mentre si stava allenando in una grotta di ghiaccio che ad un tratto è crollata sopra di lui.
Il grandissimo ghiacciatore ed alpinista austriaco, 3 volte vincitore della Coppa del Mondo di ghiaccio, è rimasto sepolto sotto il crollo mentre tre suoi amici sono fortunatamente rimasti illesi.
La grotta si trovava a Hintersee Flachachau, Austria. Di recente Harald aveva salito, insieme a Florian Scheimpflug, Tom Sobotka e Ondra Benés, una dura via multipith in Madagascar sull’immane parete dello Tsaranoro (“Short Cut”, 7c+, 750m).

14.11.06 – Grandi ripetizioni in falesia e montagna

Queste ultime settimane sono state davvero ghiotte per chi segue giornalmente le news dal mondo dell’arrampicata come facciamo noi. Cominciamo con una notizia veramente strepitosa, che riguarda il giovanissimo fenomeno ceco Adam Ondra. Questo tredicenne ormai famosissimo nel mondo per le sue ripetizioni in falesia sempre col numero 8 davanti, ora passa di grado e piazza addirittura un 9a! La via è Martin Krpan, nella grandiosa palestra di roccia di Misja Pec, Slovenia. La via fu aperta nel 2001 da Jure Golob.
Recentemente, sempre in falesia, c’è stato l’ottimo exploit di Andreas Bindhammer che ha ripetuto Abysse 9a/a+ (Gorges du Loup, Francia). Un tempo la via era gradata 9a ma durante i tentativi di Andreas si sono rotti due appoggi molto importanti. Il tedesco ha infatti dichiarato che “senza i due appoggi che si sono rotti mentre la provavo, credo sia un 9a molto difficile, direi un 9a/a+…”.

Passiamo ad un ambiente più “montano”. Il 17 ottobre Mario Prinoth ha fatto la prima ripetizione di “Solo per vecchi guerrieri” (200m per 4 tiri di corda). La via, di recente aperta e liberata da Manolo sulla parete de “El Colaz” sulle Vette Feltrine, era stata valutata con un tiro di 8c+/9a. Pinoth sembra essersi limitato a piazzare la prestazione, senza sbilanciarsi troppo sul grado.
Infine eccoci in Pakistan, dove 3 austriaci hanno ripetuto per la prima volta la via di Bubu Bole sulla Shipton Spire, Women and Chalk. La via aveva fatto scalpore nel 2001 perchè fu aperta a-vista dal formidabile triestino usando protezioni veloci e valutando il tiro chiave 8a.

16.10.06 – Grandi incontri a Chies, 15-27 ottobre

Dal 15 al 27 ottobre si svolgerà la 5. edizione di “Chies e le sue montagne”, manifestazione nata con l’intento di conciliare la passione per la montagna con quella per i piccoli paesi e i momenti di semplice convivialità tipici della cultura alpina.
Nel comune dell’alto Alpago ospiti e pubblico si incontreranno nelle osterie, nei ristoranti tipici e nelle sale frazionali per discutere di montagne e uomini, alpinisti e avventure, il tutto con un piglio rustico e umano, nell’ottica di ospitare anche grandi personaggi senza troppa retorica o pomposa ufficialità.

Programma

DOMENICA 15 ottobre
Montagne ed extraterrestri
Maurizio “Manolo” Zanolla e le sue arrampicate funamboliche nelle Pale di San Martino
Ore 21.00 Lamosano: Scuole Medie
[con la presenza del Coro P. di Lamosano].

LUNEDI 16
Montagna tra fascino e insidie
Le valanghe: a cura del Servizio Meteomont del Comando Truppe Alpine.
Lo scialpinismo sui monti dell’Alpago: intervengono Alessandro Zanon e atleti del Dolomitiski-Alp
Ore 21.00 Codenzano: Bar “da Giosuè”

MERCOLEDI 18
Nuove generazioni per vecchi sogni
30 luglio 2006 – 1.a ripetizione via Diretta del Gran Diedro al Col Nudo…
Alessandro Baù e Alessio Roverato 25 anni dopo sulle orme di Miotto e Saviane
Ore 21.00 Chies: Sala Frazionale
[a fine serata inaugurazione di un murale commemorativo]

VENERDI 20
Montagna d’altri tempi
La Scuola Bellunese e gli anni d’oro dell’alpinismo: intervengono Loris De Moliner, Gianni Gianeselli, Bepi Pellegrinon e Piero Sommavilla.
Ore 21.00 San Martino: Locanda “da Aldo”
[presenza del Coro M. Dolada]

DOMENICA 22
La montagna: meraviglia del creato [escursione]
S. Messa sul Monte Antander (m. 2184) con posizionamento di una croce (opera “Orso Grigio”).
Celebra Don Rinaldo Ottone; guida il percorso il CAI (sottos. Alpago).
Ore 7.30 ritrovo in Malga Pian Formosa. Pranzo ore 14.
[in caso di maltempo, rinvio a domenica 29. Informaz.: 349-7105887]

GIOVEDI 26
Alpinismo invernale
La leggendaria Triade invernale sulla Nord del Sassolungo: incontro con Toni Zuech (e l’attuale compagno di cordata Alessandro Da Rold)
Ore 21.00 Funes: ristorante “da Ciotto e Nenè”

VENERDI 27
Il vivere in montagna: alpinisti e parlamentari a confronto [tavola rotonda]
Alpinisti: M. Dell’Agnola, L. De Moliner, I. Piussi, B. Saviane, R. Sorgato.
Parlamentari: M. Fistarol, M. Paniz.
Ore 18.00 Agriturismo Malga Cate
[…a seguire…]
Montagne e melodie
Concerto del Brass&Rie Quintet: Andrea Gasperin – Roberto Zanon (tromba), Andrea D’Incà (trombone), Massimo Zanolla (Corno), Marco Giubini (tuba).
Interventi della poetessa Grazia Costa. Diapositive a cura di Francesco Cerpelloni.
Ore 21.00 Irrighe: Chiesa parrocchiale

Per ulteriori informazioni contattare il num. 349-7105887 (Gianluca)

3.10.06 – Ottimi risultati sportivi nel mondo verticale

Partiamo da Kilian Fischhuber che ha appena fatto l’ottava ripetizione di Action Directe, il 9a più famoso e ammantato di mito del mondo. Il ragazzino terribile Adam Ondra centra invece il suo sesto 8c+, Vanquish in Frankenjura. Verso fine settembre si è avuto poi il nome della dodicesima donna ad avere salito un 8c: Barbara Raudner su Keitos Palast, in Höllental. Il Club ormai comincia ad essere affollato! Un’altra donna, la campionessa Angela Eiter, ha fatto l’on sight di una via di 8b.

Forse la notizia più clamorosa che sta girando nei siti di tutto il mondo è, però, quella che riguarda Chris Sharma, il quale ha risolto il suo progetto di Deep Water Solo (DWS), a cui si fa riferimento come Arch project sull’Arch Es Pontas, al largo della costa est dell’isola di Maiorca. Il grado sembra sia estremo, intorno al 9a o addirittura 9a+. In questo stile sarebbe una prima assoluta. Staremo a vedere.

2.10.06 – Libera per Bubu Bole della Larcher-Vigiani

Apprendiamo che lo scorso 10 settembre, Mauro “Bubu” Bole ha centrato la salita in libera, tutta da capocordata e senza mai cadere, della “Larcher-Vigiani” alla Punta Penia, sulla Sud della Marmolada. Il tutto con una corsa di 13 ore in compagnia di Jenny Lavarda. Questa via molto nota conta 13 lunghezze per una difficoltà massima di 8a (7b obbligatorio).
Bubu ha dichiarato che “si tratta di una vera e propria big wall alpinistica. Difficoltà di 8a a 3000m su una grande parete come la Marmolada, con quasi tutte le lunghezze che mettono in gioco un grande impegno psicologico e dove “engagée” non è una parola vuota, ti fanno vivere un’esperienza che sarebbe riduttivo considerare solo di arrampicata sportiva. Su questa via si affronta l’alta difficoltà in roccia in una dimensione che è propria dell’alpinismo”

4.9.2006 – LANCIO DI SASSI DAI LASTONI DI FORMIN

Leggiamo sul sito www.webdolomiti.net/soccorso_alpino/index.htm che due giorni fa “un gruppo di escursionisti, 4 papà con i loro 7 figli, ha assistito ad un lancio di sassi dall’alto del Lastoni di Formin. La comitiva che si trovava in prossimità di forcella Ambrizzola verso le 11.30 diretta a forcella Giau, ha sentito cadere delle pietre dalla parete. Alzando lo sguardo ha visto 6-7 alpinisti che stavano arrampicando in diverse cordate e dalla cima due persone che lanciavano sassi, si ritraevano e continuavano a far cadere le pietre, mentre gli alpinisti impegnati nella salita gridavano di smettere. Uno degli escursionisti ha subito chiamato il 118, che ha allertato i carabinieri e una squadra del Soccorso alpino della Stazione di Cortina. La parete ha vie di quarto, quinto grado, ma la cima del Lastoni si raggiunge facilmente lungo il sentiero. La sassaiola è proseguita per oltre 10 minuti, ma i responsabili, che hanno avuto tutto il tempo di allontanarsi, non sono stati individuati.”

Che dire?

23.8.06 – ROCK MASTER ARCO 2006

L’APPUNTAMENTO CON IL ROCK MASTER E’ PER SABATO 2 E DOMENICA 3 SETTEMBRE 2006
Arco si sta già preparando per il nuovo evento dell’anno. In programma, come sempre, lo spettacolo dell’arrampicata interpretato dai campioni e due giornate tra le splendide pareti del Lago

PROGRAMMA 2006

ROCK MASTER 2006: l’appuntamento è per Sabato 2 e Domenica 3 Settembre.
Venerdì 1 settembre la serata-evento Arco Rock Legends con la consegna del SALEWA ROCK AWARD e del LA SPORTIVA COMPETITION AWARD

VENERDI’ 1 settembre 2006
Ore 10.00 riunione giuria internazionale
Ore 21.00 – Casinò Municipale di Arco – inizio serata presentazione finalisti e proclamazione dei due vincitori. Nell’attesa della proclamazione dei vincitori, sarà proiettato un video clip di presentazione dei finalisti, che faranno il punto sul climbing mondiale dialogando in diretta con una presentatrice di eccezione, Kay Rush, giornalista, conduttrice televisiva e radiofonica, oltre che arrampicatrice e grande sportiva.

SABATO 2 settembre 2006
Ore 10.30 “aspettando il Rock Master” alla falesia di Massone Policromuro con gli atleti dell’Arco Rock Legends e Kay Rush
Ore 14.00 Rock Master – prova “a vista”
Ore 20.30 Parallelo di Velocità
Ore 22.00 Sint Roc Boulder Contest – femminile

DOMENICA 3 settembre 2006
Ore 9.30 Rock Master – prova “lavorata”
Ore 14.00 Sint Roc Boulder Contest – maschile
Ore 15.00 Duello – Trofeo Ennio Lattisi
Ore 16.30 Premiazioni
Ore 18.00 Caffè Conti d’Arco – da Pio Rock Master Party La festa con i Campioni

BIGLIETTI – TICKETS
Apertura Biglietterie: Sabato ore 13.00 / domenica ore 8.30
Sabato 02/09 pomeriggio: Rock Master prova “a vista” / Rock Master “on sight” round € 10,00
Sabato 02/09 sera: Parallelo di Velocità + boulder Contest femminile € 10,00
Domenica 03/09: Rock Master prova lavorata + Boulder Contest Maschile + Duello € 15,00
Abbonamento € 23,00

ALBO D’ORO ROCK MASTER
1987 Lynn Hill (USA) – Stefan Glowacz (GER)
1988 Lynn Hill (USA) – Stefan Glowacz (GER)
1989 Lynn Hill (USA) – Didier Raboutou (FRA)
1990 Lynn Hill (USA) – François Legrand (FRA)
1991 Isabelle Patissier (FRA) – Yuji Hirayama (JPN)
1992 Lynn Hill (USA) – Stefan Glowacz (GER)
1993 Susi Good (SUI) – Elie Chevieux (SUI)
1994 Robyn Erbesfield (USA) – François Legrand (FRA)
1995 Laurence Guyon (USA) – François Lombard (FRA)
1996 Katie Brown (USA) – François Lombard (FRA)
1997 Katie Brown (USA) – François Legrand (FRA)
1998 Liv Sansoz (FRA) – François Legrand (FRA)
1999 Muriel Sarkany (BEL) – Eugeny Ovtchinnikov (RUS)
2000 Muriel Sarkany (BEL) – Eugeny Ovtchinnikov (RUS)
2001 Muriel Sarkany (BEL), Martina Cufar (SLO) – Christian Bindhammer (GER), Tomas Mrazek (CZ), Yuji Hirayama (JPN)
2002 Sandrine Levet (FRA) – Alexandre Chabot (FRA)
2003 Angela Eiter (AUT) – Alexandre Chabot (FRA)
2004 Angela Eiter (AUT) – Alexandre Chabot (FRA)
2005 Angela Eiter (AUT) – Ramòn Julien Puigblanque (ESP)

10.8.06 – Nuova via sulla selvaggia PALA ALTA – CIMA E. Gruppo Schiara

Il 6 agosto 2006 due alpinisti come tanti, ALESSANDRO BIANCHET e JMMY DA ROLD, ma evidentemente con il fiuto per l’avventura ed i luoghi D.O.C., hanno aperto una nuova via sul selvaggio versante nord della Pala Alta, Cima E, giusto sopra l’ardita cengia detta “Viaz dei Camorz e Camorzieri” di cui sempre narra il grande Miotto. A detta degli apritori, su questa parete ora corre solo la loro via. Attendiamo ripetizioni e, magari, nuovi tracciati. Segnaliamo un particolare curioso: la salita è stata effettuata con scarponi da montagna…

PALA ALTA – CIMA Est – parete Nord – “Via DA ROLD–BIANCHET”

Difficoltà : IV – V
Dislivello : 250 m
Sviluppo 300 m + 100 m di traversata su cengia
Tiri : 6 + Spostamento
Tempo Primi Salitori : 6 h

Note Generali:
Bella Via in ambiente selvaggio, esposta continuamente e in qualche tratto molto esposta ma con roccia complessivamente buona, difficoltà abbastanza continue sul IV grado con un tiro V. Sono stati piantati 15 chiodi di cui 8 lasciati.
Avvicinamento:
Da Belluno ci si porta alla frazione di Barp e si continua fino alla fine della strada (Pian de Fraina). Da qui si sale per facile sentiero verso la Pala Alta, poco prima dei due caratteristici gendarmi (omenet) si segue a sx il Viaz dei Camorz e Camorzieri (segni gialli e rossi) fino alla grande cengia, che si segue fino ad incontrare un cordino metallico. Circa 3 ore.

La Via:
1° – si sale appena a sx dello spigolo dove inizia il cordino metallico, superato un facile strapiombo si prosegue lungo una fessura che obliqua a sx fino ad un tetto (ch), quindi traversare a destra lungo una placca compatta (ch) entrando in un camino che si risale fino ad un mugo secco. Sosta 1 chiodo. Circa 40 metri (III, IV un passo IV+, III).
2° – Salire per rocce articolate puntando ad un alberello, aggirare un piccolo strapiombo sulla dx sostare circa 10 metri sopra. Sosta 1 chiodo. Circa 50 m (IV un passo di V).
3° – Salire a dx di una grande grotta nera fino ad una nicchia (ch prima), uscire dalla nicchia a sx verso la grotta (ch) e salire il camino nero strapiombante e bagnato (ch) usciti continuare sino ad uno spuntone sulla dx. Sosta. Circa 35 m (V un passo di V+)
4° – Salire all’interno del camino/canale sulla parte dx alla fine del camino salire dritti aggirando un tetto sulla dx per roccia articolata (qualche tratto non buona) fino ad una nicchia gialla. Sosta 1 clessidra e 1 chiodo. Circa 55 m (IV, IV+)
5° – Aggirare lo spigolo della nicchia a Sx con un traverso molto esposto (cl) ora risalire il camino strapiombante (2 cl) e poi continuare fino ad un prato. Sosta a Spalla. Circa 40 m (III+ molto esposto, IV, III su erba)

Traverso – Traversare lungo il prato sulla cresta fino alla base della roccia, seguire una bellissima cengia fino all’inizio di un camino nero. Circa 100 metri 50 di prato + 50 di cengia (0 – I). All’inizio del camino sostare sotto il tetto per evitare scariche di sassi.

6° – Salire il Camino nero superando uno strapiombo inizialmente su roccia ottima poi un po’ meno buona fino quasi in vetta. Sosta su spuntone. Circa 60 m (IV+ un passo, IV, III)
Proseguire per la sottile ma facile cresta fino a dove si vede il bastone Cima. Slegati 20 m (I).

Discesa.
Seguire gli ometti lungo la cresta e poi il sentiero fino ad arrivare al bivio per il viaz, ora seguire il sentiero di salita.

Info: http://www.forum.planetmountain.com/phpBB2/viewtopic.php?t=22927

10.8.06 – Oltre le Vette 2006: 30/9-15/10

La X edizione di Oltre le vette è in programma dal 30 settembre al 15 ottobre 2006. Ultime news.

“È il quadro di Dino Buzzati Il pettirosso gigante, dipinto nel 1970 per il ciclo I miracoli di Val Morel, l’immagine ufficiale della decima edizione di Oltre le vette – metafore, uomini, luoghi della montagna, la manifestazione culturale organizzata dall’Assessorato alla cultura del Comune di Belluno, in programma dal 30 settembre al 15 ottobre 2006.
Come nelle passate edizioni la rassegna è curata dal bellunese Flavio Faoro e offrirà al pubblico del Triveneto la possibilità di seguire una serie di eventi culturali particolarmente significativi, tutti legati al tema della montagna. Gli spazi cittadini del Teatro Comunale, dell’Auditorium, di Palazzo Crepadona, della nuova sala “Dal Pont” ospiteranno mostre, convegni, concerti, presentazioni di libri, spettacoli teatrali, incontri con grandi alpinisti, proiezioni di film nuovissimi e di capolavori del passato. Il programma è quindi ricco e diversificato, tale da incontrare gli interessi degli studiosi e dei cinefili, ma anche degli alpinisti ed escursionisti, dei giovani, degli appassionati di canto corale e di letteratura, dei filatelici. Anche quest’anno partner di Oltre le vette sono il Club Alpino Italiano, il Filmfestival di Trento e il Museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi” di Torino; ad essi si aggiungono, per importanti iniziative, Enel, Touring Club Italiano e Comune di Bolzano, mentre lo sponsor principale della rassegna è la Cassa di Risparmio – Sparkasse di Bolzano.
Il calendario e il pieghevole ufficiale della rassegna sono in corso di definizione, ma qualche nome dei molti ospiti che raggiungeranno Belluno per Oltre le vette può già essere anticipato. A partire da Marco Paolini e Mario Brunello, che terranno un importante spettacolo organizzato in collaborazione con Enel. Altro nome di grande rilievo è quello di Nives Meroi, l’alpinista italiana oggi sicuramente più importante. Ricordiamo che Nives il 27 luglio ha raggiunto la cima del K2, mentre in primavera aveva salito il Dhaulagiri. Con questi due ultimi successi sono 9 gli Ottomila saliti da Nives e dal marito Romano Benet, un risultato davvero straordinario non soltanto a livello nazionale. Un altro evento che avrà senz’altro molta eco sarà lo spettacolo con i Tenores di Bitti (Nu), un concerto, organizzato in collaborazione con il Circolo dei Sardi di Belluno, di un gruppo famosissimo a livello internazionale, interprete di una musica proclamata dall’Unesco “patrimonio intangibile dell’umanità”. Per il cinema, citiamo un pomeriggio dedicato ai ragazzi delle scuole medie e superiori in cui saranno proiettati film internazionali in lingua originale e la serata con la proiezione del film “La Torre Bianca” con Alida Valli, la grande attrice recentemente scomparsa che nel 1950 fu interprete principale di questa pellicola di ambientazione alpinistica. Diversi saranno anche i volumi presentati nel consueto ciclo “I pomeriggi del libro”: per ora citiamo soltanto il nuovo romanzo di Mauro Corona I fantasmi di pietra, edito da Mondadori ed in uscita proprio nel prossimo autunno. Per quanto attiene alle mostre, Palazzo Crepadona ospiterà due significative esposizioni fotografiche, una grande mostra sulla nascita dell’alpinismo nelle Dolomiti, organizzata in collaborazione con il Comune di Bolzano, e una curata dal Touring Club Italiano con originali fotografie di viaggio ad inizio secolo. L’Auditorim invece ospiterà due mostre di pittura, una di Lalla Morassutti, pronipote di Dino Buzzati, con i suoi intensi e delicati quadri di immagini dolomitiche, e una della pittrice emiliana Maria Grazia Passini, con opere astratte di grande impatto visivo. Non mancherà la possibilità di ottenere due speciali annulli filatelici, uno per il decennale di Oltre le vette e uno per il centenario della nascita di Dino Buzzati. Ci sembra giusto, quindi, sottolineare come anche per questa importante decima edizione lo spirito di Oltre le vette sia proprio la sua poliedricità, la voluta assenza di un limite tematico o di contenuti, in modo da offrire al pubblico bellunese e triveneto un panorama aperto e attentamente selezionato di quanto di meglio oggi in Italia si produce e si studia sul tema della montagna.” Sito: www.oltrelevette.it

8.8.06 – Raccolta di firme in difesa della Val di Mello

Il comitato in difesa della Val di Mello ha iniziato la raccolta firme contro il progetto della Geogreen SpA di captare TUTTI i torrenti che alimentano la Val di Mello. Affinchè questo fiume di firme non si arresti abbiamo bisogno del vostro aiuto. Pubblicate sul vostro sito o blog, un link alla petizione. Agli utenti diciamo: leggete bene tutto quanto riportato sul sito e poi, se lo desiderate, aderite all’iniziativa.
http://www.valdimello.it/v2/User/asp/Vdm.asp?ac=52

4.8.06 – E’ uscito il numero 002 di Stile Alpino

Apprendiamo dal sito dei Ragni di Lecco che è uscito il numero 002 della rivista Stile Alpino, che “presenta visioni da: Africa, Patagonia, Camerun, Venezuela, Sardegna e Adamello. Con Ben Heason, Jason Smith, Ermanno Salvaterra, Stefan Glowacz, Matteo Rivadossi, Matteo Bernasconi, Lorenzo Lanfranchi, Matteo Della Bordella, Marco Vago, Carlo Aldè e Fabio Palma.”

INDICE N° 002

EDITORIALE
Ambizione, di Fabio Palma

SENZA RETE
Qualche anno dopo, di Jason Smith

EXTRAEUROPEO
– Camerun, senza neppure una foto, di Matteo Rivadossi
– Venezuela, il salto dell’angelo, di Ben Heason
– “Saber desfrutar”, San Lorenzo, di Matteo Bernasconi e Lorenzo Lanfranchi
– Tre anni di vento: Cerro Murallon, di Stefan Glowacz

STORIA
Cerro Murallon 1984, di Carlo Aldè

RIFLESSIONI
Light your fire, di Matteo Della Bordella

LA LIBERA
– E non la vogliono capire, di Fabio Palma
– Chi ride alle spalle, Marocco, di Marco Vago

ATTUALITA’
Cerro Torre Parete Nord, ultimo atto di Ermanno Salvaterra

RELAZIONI
Adamello

StileAlpino Via Giovanni XXIII, 11 – 23900 LECCO
Telefono: 0341-363588 – Fax: 0341-363588

2.8.06 – Edizione 2006 del prestigioso Pelmo d’Oro

Sabato scorso a Feltre sono stati consegnati i Pelmo d’Oro 2006. Il riconoscimento è andato, per l’alpinismo in attività, a Ivo Ferrari, quello per la carriera alpinistica è stato assegnato al Gruppo Rocciatori CAI Feltre per la sua vasta attività nei gruppi delle Vette, Cimonega, Pizzocco e Monti del Sole. Leggiamo poi su montagna.tv che “il Pelmo d’Oro per la cultura alpina è stato assegnato a Robert Striffler, appassionato studioso della storia militare d’alta montagna che ha descritto la guerra di mine che, durante la prima Guerra Mondiale, ha interessato il cuore delle Dolomiti bellunesi. Andy Holzer e Erik Weihenmayer hanno ricevuto la Menzione Speciale Pelmo d’Oro 2006. Entrambe non vedenti e con un’immensa forza morale, rappresentano un grande esempio per tutti. Holzer ha affrontato diverse arrampicate nelle Alpi e nelle Dolomiti bellunesi. Weihenmayer, invece, ha portato a termine la grande impresa di scalare i Seven Summits, le vette più alte dei sette continenti. Infine, il Premio Speciale Pelmo d’Oro 2006 ha visto protagonista l’Associazione Internazionale “Dino Buzzati”, in memoria di Nella Giannetto che ha diffuso l’opera e la conoscenza dello scrittore in tutto il mondo.”

1.8.06 – Ripetuto il Gran Diedro N del Col Nudo

Apprendiamo davvero con felicità la notizia che, domenica 30 luglio 2006, Alessio Roverato, giovane studente padovano di ingegneria già conosciuto a inizio luglio sul monte Pelmo, e Alessandro Baù, hanno ripetuto in prima assoluta la direttissima sul Gran Diedro Nord del Col Nudo, aperta tra il 12 e il 14 giugno 1981 da Franco Miotto e Benito Saviane. I due “hanno completato la via in un solo giorno di scalata, infrangendo un tabù alpinistico che durava da un quarto di secolo. Scendendo lungo il sentiero di ritorno trovano ad attenderli Adriano, Franco Miotto e Benito Saviane, partiti da casa nel profondo della notte per riuscire ad intercettarli.” Da Intraisass – http://www.intraisass.splinder.com/

31.7.06 – Libera femminile della Pellesier in Tre Cime

Anche la tedesca Ines Papert, come già nel 2004 fece Mauro Bubu Bole, è riuscita nella libera della “Camillotto Pellesier” sulla parete nord della Cima Grande di Lavaredo. Questa via fu aperta in artificiale da E. Mauro e M. Minuzzo nel 1967. Dopo la liberazione, il grado proposto fu 8b.

Leggiamo su Planetmountain che “dopo la salita Ines propone alcune (leggere) modifiche dei gradi dei tiri, e per quanto riguarda la bellezza della via la campionessa della Ice World Cup non ha dubbi: semplicemente un sogno!”

28.7.06 – Dal 2007 passi dolomitici a pagamento

Pare proprio che dall’anno prossimo diventeranno a pagamento i passi del Sella, Gardena, Pordoi, Stelvio e Giovo. Leggiamo che “qualche perplessità sembra ce l’abbiano persino alcuni comuni e province coinvolti, attirati dai guadagni ma preoccupati di un calo delle visite. Il Passo dello Stelvio, per esempio, avrebbe dovuto entrare quest’anno nel “club” ma ha preferito rimandare al 2007 per timore di perdere turismo in favore di passi gratuiti. L’assessore della provincia di Bolzano Florian Mussner aggiunge che “questa tassa è anche un modo per fare rispettare la natura. Chi va in bici o a piedi non paga nulla. Con il pedaggio, poi, i bus pubblici saranno più utilizzati. Chi non vuole lasciare la propria auto, almeno paghi.”

(info tratte da montagna.tv)

30.6.06 – Cobra Crack per Sonnie Trotter

Sonnie Trotter, canadese di 27 anni, ha liberato nei giorni scorsi Cobra Crack 5.14 b/c (8c/8c+) nel Cirque of the Uncrackables, a Squamish, in Canada. Come riportano diversi siti mondiali, l’autore della libera ritiene che questa linea di 30 m sia la più dura fessura sino ad ora scalata. Fu salita la prima volta in artificiale da Peter Croft. Trotter, salendo, ha anche posizionato tutte le protezioni.

7.06.06 Adriano Selva libera “E non la vogliono capire”

Leggiamo sul sito dei Ragni di Lecco che “negli scorsi 31 Maggio e 1 Giugno, Adriano Selva ha liberato la via “E non la vogliono capire”, oltre 290 metri sulla parete “Amor de mi vida”, cinta dalle più note bastionate del Regno dei Cieli e Giradili. Adriano ha provato il primo giorno il tiro più difficile, L7, e il secondo giorno ha salito da capocordata tutti i primi sette tiri, liberando flash la complessa seconda lunghezza. Purtroppo Adriano è stato costretto poi a ripiegare in doppia dall’arrivo di un grosso temporale, che minacciava di lasciarlo in parete avendo attaccato la via con una corda singola (c’è una doppia obbligata di 55 metri nel vuoto). La via si è rivelata fino al 7c, con un obbligatorio intorno al 7a/7a+.
Il giorno 3 Giugno Adriano e Fabio Palma hanno attaccato ancora la via per la libera in giornata, con l’idea di salire da primi tutti i tiri più difficili, ma una grandinata ha costretto la coppia ad una precipitosa ritirata. I gradi dei tiri più difficili, il secondo e il settimo (7c, al primo tentativo), sono stati confermati da Fabio, che aveva già liberato un mese fa L8, un difficile 7b.
L’isolamento della parete è totale, Adriano sottolinea che è praticamente impossibile vedere essere umano nei dintorni. Adriano si è “accollato” il difficile compito di ripetere per primo i tiri centrali, mai saliti dopo l’apertura dal trio d’apertura Matteo Della Bordella, Fabio Palma e Domenico Soldarini, che avevano ancora qualche tratto oggettivamente pericoloso. Ora la via rimane impegnativa e di grande esposizione ma qualche lama instabile è, per fortuna, già precipitata.”
I gradi di “E non la vogliono capire”:
6b, 7b+, 6b, 6c, 6a+, 7a+, 7c, 7b, 7a, 6c

6.6.06 – Il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi reintroduce altre marmotte

Nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi la marmotta è presente con un numero ridottissimo di individui. Per restituire agli ambienti di prateria alpina del Parco uno dei suoi animali più rappresentativi e per assicurare agli escursionisti incontri emozionanti, l’Ente Parco ha deciso di reintrodurre la marmotta nel proprio territorio.
Il progetto di reintroduzione ha una durata triennale e si concluderà nel 2008.
Ultimati gli studi preliminari, e ottenuta dall’INFS (Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica) la necessaria autorizzazione, si è quindi proceduto con la cattura degli animali.
Grazie ad un accordo con la Provincia di Belluno le guardie provinciali hanno catturato 20 animali nella zona compresa tra il Passo Pordoi e Cherz, nei pressi di Livinallongo.
Altri 21 animali sono invece stati catturati, dagli agenti del CTA del Corpo Forestale dello Stato e dal personale tecnico dell’Ente Parco, al Passo dello Stelvio, grazie ad un accordo con lo storico Parco Nazionale.
I 41 animali sono stati pesati, si è provveduto quindi a prelevare un piccolo campione di tessuto per condurre analisi genetiche e sono stati loro applicati degli “orecchini” colorati che consentono il riconoscimento dopo il rilascio.
Le 20 marmotte catturate al Passo Pordoi sono state quindi trasferite nel Parco e liberate nella zona dei Piani Eterni; i 21 animali provenienti dallo Stelvio hanno invece trovato una nuova casa sulle Vette Feltrine.
Nel corso dell’estate gli animali liberati verranno costantemente seguiti dal personale del Corpo Forestale dello Stato e del Parco e da tre tesisti, per verificare l’adattamento al nuovo ambiente e l’esito della reintroduzione.
Il progetto prevede quindi la liberazione, nel 2007, di altre 40 marmotte.
Nel 2008 sono invece previsti il censimento dei nuclei familiari costituitisi nel biennio precedente e la valutazione di eventuali nuove, puntiformi, immissioni di sostegno.
Parallelamente alle azioni di reintroduzione e di studio scientifico delle nuove popolazioni sono previste attività divulgative e la realizzazione, al termine del triennio, di una pubblicazione che illustri in modo divulgativo i risultati ottenuti.

6.5.2006 – MONTAGNE AL CINEMA 2006

Apprendiamo dal solito utilissimo Intraiblog (www.intraisass.splinder.com) che, nei giorni di giovedì 8-15-22-29 giugno 2006, si terrà la 4^ edizione di “MONTAGNE AL CINEMA” incontri, film e testimonianze. Le serate avranno luogo al Garden Multivision di Darfo Boario Terme in Valcamonica (BS).

Scrive Franco Michieli che “la rassegna offre quest’anno un programma imperdibile per gli appassionati di alpinismo. Nel giro di quattro settimane, ogni giovedì sera sarà presente un personaggio proveniente da un diverso Paese europeo, tutti “di punta” nel loro campo e con curriculum impressionanti. Ciascuno presentarà uno o più film sulle proprie imprese e si intratterrà per un dibattito con il pubblico. Aprirà la rassegna giovedì 8 giugno la giovane alpinista basca Edurne Pasaban, himalaysta nota per avere salito otto cime di oltre 8000 metri come l’italiana Nives Meroi, che presenterà il film K2. Giovedì 15 giugno sarà ospite al Garden il bresciano Roberto Ghidoni, classe 1952, conosciuto come “lupo che corre” per le sue incredibili marce nelle solitudini dell’Alaska lungo il percorso di 1800 km dell’Idita-trail, cioè quello reso famoso dalla corsa di slitte con cani, che lui e pochi altri percorrono invece a piedi, senza quasi mai riposare né dormire: presenterà il film Tracce di Marco Preti, che documenta le formidabili tre settimane di marcia di Roberto nel 2005, quando stabilì un nuovo primato del percorso. Giovedì 22 giugno interverrà il mito del verticale Patrick Edlinger, francese, troppo noto per necessitare presentazioni, vero pezzo di storia dell’evoluzione dell’arrampicata e compagno di cordata e di “danza verticale” di alcuni dei più eleganti scalatori di tutti i tempi, che proporrà il celebre film Opera vertical e quindi Escalade sur un monde precieux. Infine giovedì 29 giugno sarà ospite della rassegna lo sloveno Silvo Karo, eccezionale interprete dell’alpinismo estremo sulle più grandi e difficili pareti della Terra, dalle Alpi all’Himalaya, dalla California alla Patagonia, che proietterà i film El Sfinge seguito da Cerro Torre parete Sud, entrambi ambientati sulle Ande. Tutte le serate avranno inizio alle ore 21, presso il Cinema Garden Multivision, Piazza Medaglie d’Oro 2, Darfo Boario Terme, tel. 0364 529101 – 035 988144; e-mail gardenmultivision@tiscalinet.it ; ingresso 6,00 Euro. La località della Valcamonica si raggiunge in circa 45 minuti da Brescia seguendo la superstrada per il Tonale che costeggia il Lago d’Iseo.”
Navigando in rete abbiamo trovato la locandina della rassegna, che potete scaricare qui.

1.6.06 – Le 3 terribili ragazze slovene fanno tutte 8c! Ora tocca a N.Gros

E’ notizia di pochi giorni fa: anche Natalija Gros piazza la grande prestazione, salendo un 8c, Strelovod a Misja Pec. Ci erano recentemente riuscite le sue connazionali Maja Vidmar (Osapski pajek a Osp) e, prima ancora, in dicembre, Martina Cufar (Vizija a Misja Pec). Ricordiamo che le ragazze “da 8c” sono davvero poche nel mondo: Josune Bereziartu, Eva Lopez, Marietta Uhden, Liv Sansoz, Beth Rodden e Alexandra Taistra. Che squadra nazionale che ha la Slovenia…

16.5.06 – La rivista Pareti compie 10 anni

A dieci anni dal numero 0 del 1996 esce in edicola il numero 50 di Pareti, che in questa occasione avrà 10 pagine in più del solito.
Tra i contenuti, segnaliamo il terzo articolo per questa rivista dell’autore di abcDolomiti.com, dedicato alla splendida falesia di Vela Draga, in Croazia.

10.5.06 – 8c [da confermare] a Fonzaso per Manolo

Questo week end Manolo ha liberato “El sior Favonio” a Fonzaso, combinando due vie precedenti e piazzando il suo terzo 8c. Riportiamo quando da lui dichiarato su PlanetMountain.com:
“la via è l’ideale continuazione diritta della prima parte di Pallino e finisce con l’uscita del Gladiatore. Arrivati al “recupero di Pallino invece di attraversare si va diritti e si continua per il Gladiatore, la combinazione conta circa 60 movimenti forse è un po’ meno intensa di “Diaboluna” ma più di continuità.

Dopo la realizzazione di Bain de Sang ho attraversato un periodo davvero difficile cosparso da tanti di quei virus che mio figlio colleziona a scuola da costringerci a quasi due mesi di inattività. Non mi sono mai allenato l’unica cosa che ho fatto (quando potevo) è stato più o meno un tentativo a settimana sulla via e gli antibiotici non hanno certo contribuito a migliorare la forma, ecco perché sono veramente sorpreso da questa salita.

Ho liberato la via al sesto tentativo esatto e, calcolando le condizioni fisiche, forse sorge il dubbio sul grado ma devo anche dire che conoscevo benissimo la prima parte e la seconda è decisamente uno stile di scalata a me assolutamente congeniale. Naturalmente è tutto da confermare ma anche per il bionico Luca Canon Zardini – l’unico che fino ad ora ha ripetuto, insieme a Riccardo Sky Scarian, Drumtime, Gladiatore e Diaboluna – la parte finale del Gladiatore è più sostenuta… insomma più o meno è difficile come Diaboluna. Ai prossimi salitori naturalmente la sentenza, io veramente continuo sempre più ad essere inaffidabile.

Domenica mattina non avevo nessuna voglia di alzarmi ma dopo un caffè forte la giornata è subito diversa. Alle 9 è già tardi, perché Fonzaso è una falesia notoriamente molto calda, ma se volevo provare lo potevo fare solo ora.
Via di corsa fra il traffico della domenica fino alla base per constatare purtroppo che bisognava già scalare a torso nudo e braga corta. Non c’era tempo per un riscaldamento ottimale e allora su di corsa per la solita Biancaneve e, sul 6c, le sensazioni non erano neanche male ma dal 6c all’8c

Pallino era ancora parzialmente in ombra ma sopra il sole stava già arrostendo le liste e allora ho deciso drasticamente di fare solo qualche movimento sulla prima parte, giusto per non farmi male.

Giù la corda e via; mi sento subito stranamente bene e arrivo al riposo di Pallino come non sono mai arrivato, sorprendentemente fresco come una rosa nonostante il caldo tanto da indurmi a non fermarmi quasi niente. Due sbracciate e via deciso sul boulderino ed eccomi sul Gladiatore, tutto mi sembra anche troppo facile… poi improvvisamente, all’ultimo spit, l’avanbraccio destro dà segnali pericolosi ed io non ho nemmeno ripassato l’uscita.

Ma oggi scalo bene come purtroppo ormai mi succede sempre più raramente e passo la corda in catena incredulo. Chissà chi mi avrà aiutato!!?”

5.5.06 – Mountain Wilderness parla all’Associazione Alpini

Leggiamo e pubblichiamo su queste pagine la
lettera aperta di Mountain Wilderness all’Associazione Alpini dell’altopiano di Asiago

All’Associazione Nazionale Alpini
Via Marsala,9
20121 MILANO

All’Associazione Alpini dell’Altopiano
Via Ceresara,1
36012 ASIAGO

Al Presidente della Regione Veneto
Gianfranco Galan
Palazzo Balbi
Dorsoduro 3901
30123 VENEZIA

Comunicato stampa di Mountain Wilderness
Raduno nazionale degli alpini e rispetto dell’ambiente.

Il 13 maggio si terrà ad Asiago il raduno nazionale degli alpini. Con questa festa gli alpini di tutta Italia ripropongono passaggi importanti della storia del nostro paese, storia carica di umanità, di generosità e purtroppo anche di sofferenze.
Quella dei combattenti dei monti è anche, anzi soprattutto, una storia ricca di valori. Valori che riconosciamo vicini a noi, come associazione ambientalista. Valori che vogliamo mantenere vivi dentro la società, ancorati all’identità di chi ancora oggi vive in montagna e vive la montagna.
La proposta organizzativa di questo raduno ci lascia tuttavia sconcertati per il modo aggressivo, lontano dalla tradizione degli alpini, con il quale si propone l’approccio alla montagna.
Siamo ancora in tempo per rinunciare almeno ad alcuni dei progetti maggiormente dissonanti rispetto alla cultura delle “penne nere”.
Per raggiungere l’Ortigara si dovranno aprire forzatamente le vie di comunicazione in alta quota per sgombrarle dalla ingente presenza di neve. Così operando si porterà disturbo in zone fragili, in un periodo durante il quale la fauna selvatica vive ancora le difficoltà dovute ad una pesante, lunga stagione invernale.
Ma l’aspetto meno comprensibile, che ci lascia interdetti, riguarda la proposta relativa all’eliturismo.
L’Associazione Nazionale Alpini ha organizzato un’intera settimana di voli turistici sull’altopiano di Asiago. Dall’8 al 13 maggio, la società Elimediterranea di Thiene offrirà questo “presunto” servizio con i seguenti prezzi: 50 euro il volo elituristico, 100 euro a persona andata e ritorno dall’Ortigara.
La proposta del Comitato Organizzatore, se mantenuta, cancella un insieme di valori che questo corpo benemerito ha sempre presentato come base di alta moralità alla società italiana.
Così come è configurata porta all’aggressione e alla banalizzazione della fruizione della montagna.
E’ un esempio di comportamento diseducativo, vassallo della pseudo-cultura delle città, che cancella di fatto i valori più autentici di chi vive in montagna. Intendiamo parlare dei valori della sobrietà, della lentezza, del saper riconoscere i propri limiti, anche fisici, nell’approccio alla montagna.
E’ una proposta di omologazione alla cultura della fretta, della cancellazione del limite, rappresentato, in questo caso, dalla fatica del raggiungere la montagna.
E’ una proposta che, qualora mantenuta, cancella l’orgogliosa diversità che gli alpini hanno sempre rivendicato.
Disapproviamo anche i comportamenti delle autorità pubbliche.
In tutta Italia, specialmente nelle Regioni di montagna, da anni è in corso un’intensa azione politica e culturale che ha per obiettivo l’abolizione dell’uso dell’elicottero in alta quota come mezzo di trasporto turistico, sia per ragioni di tutela dell’ambiente e della fauna selvatica, sia per ragioni etiche e di sicurezza.
La Regione Veneto ha stanziato un milione di euro per la riuscita qualitativa del raduno. Non comprendiamo come amministratori pubblici di montagna possano concedere autorizzazioni a voli tanto intensi ed aggressivi nei confronti degli ambienti di alta quota. Questa attività elitaria senza ombra di dubbio andrà ad incidere in modo negativo sull’intera immagine del raduno.
Con questa lettera aperta Mountain Wilderness, che da anni si batte per l’abolizione dei voli turistici sulle montagne, chiede, in modo inequivocabile, alla Direzione Nazionale degli Alpini e al Comitato Organizzatore del raduno, di rinunciare ad una offerta così offensiva e priva di contenuti culturali.
Chiediamo, proprio per l’immagine che questa manifestazione offre a livello nazionale, di cancellare dal programma la proposta dei voli in elicottero sull’altopiano dell’Ortigara e di Asiago.
Siamo certi che gli alpini, che hanno sofferto le guerre in alta quota e che hanno partecipato con fatica alle marce in Dolomiti e nelle Alpi Centrali ed Occidentali, sapranno comprendere le motivazioni, alte e nobili, che porteranno gli organizzatori a cancellare una parte comunque trascurabile, elitaria ed eccessivamente aggressiva verso l’ambiente, del programma previsto.

Il Direttivo di Mountain Wilderness Italia
Il Presidente, Fausto De Stefani

4.5.2006 – Bellissima iniziativa editoriale

Il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi ha pubblicato un agile volumetto per la promozione dei prodotti tipici del territorio dei 15 comuni dell’area protetta, della ristorazione e dell’ospitalità di qualità.

Il volumetto è double-face, un lato intitolato “i sapori del parco” e l’altro “dove dormire”; le copertine riportano, rispettivamente, l’immagine di un picchio nero al nido e di un allocco addormentato.
Il progetto Carta Qualità è uno degli assi portanti della politica di conservazione e promozione del parco. Oggi al circuito aderiscono oltre 150 aziende bellunesi, in continua crescita.
Il volumetto sarà distribuito gratuitamente in tutta la rete degli esercizi aderenti al circuito Carta Qualità, nelle strutture promozionali per il turismo, in tutti gli esercizi che distribuiscono e vendono i prodotti del parco. Realizzato su carta alga, grazie al cofinanziamento dell’Unione Europea, Gal2 su fondi Leader plus, con la grafica di Evidenzia e curato da Nino Martino, Enrico Vettorazzo e Francesca Schiffino, il volumetto sarà aggiornato periodicamente in nuove edizioni legate alle stagioni.
Dal formaggio grasso e semigrasso nostrano allo schiz, dalla ricotta al burro di malga, dalla bondiola ai figadet, passando per le pendole ed il salame bellunese, “i sapori del parco” è un vero e proprio invito enogastronomico al territorio dei 15 comuni. Miele e vino, fagiolo di Lamon e gialet, ma anche mele tipiche come il pom prussian e i loro prodotti, come kodinzon e kodinze, ma anche noce e morone del feltrino, così come pane e pasticceria, liquori e gelati, orticole biologiche certificate non aspettano altro che di essere assaggiate dai visitatori e magari riscoperte dai cittadini residenti.
Ma il volumetto presenta anche il “menù del parco” con 18 esercizi aderenti al disciplinare della ristorazione: autentici templi del buon mangiare nel rispetto della qualità e delle tradizioni culinarie del territorio.
E per chi, tentato da tanto piacere e voglioso di immergersi in natura in uno dei tanti sentieri del parco, ecco che “dove dormire” presenta 41 strutture per l’ospitalità ed i 6 rifugi del parco. [da www.dolomitipark.it]

3.5.06 – Coppa del Mondo: subito Crespi-Eiter!

Nella prima tappa della Coppa del Mondo 2006 difficoltà, a Puurs in Belgio, Flavio Crespi si è subito riconfermato in testa. Ma quest’anno, se possibile, sarà ancora più dura vincere il trofeo perchè, come previsto, il prodigioso David Lama, di soli 16 anni, ha stupito tutti conducendo la gara fino alla finale e arrivando secondo nell’ultimo atto.

“Anche in campo femminile poco è cambiato, con Angela Eiter sempre sul gradino più alto del podio! Alle sue spalle parimerito le francesi Sandrine Levet e Caroline Ciavalidini Da notare che Sandrine quest’anno si dedicherà esclusivamente alla difficoltà! La prossima tappa della Coppa del Mondo difficoltà si disputerà a Dresda (GER) il 19-20 maggio.” [da www.freakclimbing.com]

Classifiche:

1 Crespi Flavio (ITA)
2 Lama David (AUT)
3 Mrazek Tomas (CZE)
4 Verhoeven Jorg (NED)
5 Zardini Luca (ITA)
6 Lachat Cédric (SUI)
7 Puigblanque Ramon Juliàn (ESP)
8 Dugit Fabien (FRA)
9 Winkler Daniel (SUI)
10 Millet Sylvain (FRA)

1 Eiter Angela (AUT)
2 Levet Sandrine (FRA)
2 Ciavaldini Caroline (FRA)
4 Graftiaux Chloe (BEL)
5 Durif Charlotte (FRA)
6 Vidmar Maja (SLO)
7 Pinet Florence (FRA)
8 Gros Natalija (SLO)
9 Markovic Mina (SLO)

21.4.06 – Josune Bereziartu on-sight su un 8b+

Josune Bereziartu ha salito on-sight Hidrofobia 8b+ a Montsant, in Spagna. E’ quindi la prima donna ad aver salito un 8b+ nello stile più puro, dopo essere stata la prima donna a salire rotpunkt un 9a+, con Bimbaluna a Saint Loup nel 2005. In precedenza la migliore a-vista femminile era di 8b, sempre ad opera di Josune, mentre il miglior flash femminile era l’8b+ di Katie Brown. Ricordiamo che l’arrampicatrice basca aveva già salito 3 8b onsight.

14.4.06 – Notti Europee delle Farfalle Notturne 28-30/4

Riportiamo una interessante news apparsa di recente sul sito del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi.
La Società Ungherese di Lepidotterologia “Szalkay József” e la Società Entomologica di Lucerna (Svizzera) organizzano, dal 28 al 30 aprile prossimi, la terza edizione delle “Notti Europee delle Farfalle Notturne” (European Moth Nights). In quelle notti molti entomologi osserveranno e cattureranno farfalle notturne in ogni parte d’Europa e comunicheranno i risultati alle centrali organizzative in Svizzera ed Ungheria. Gli obiettivi della manifestazione, nata nel 2004, sono quelli di favorire i contatti tra gli studiosi europei di farfalle notturne; ottenere un’ampia “istantanea” sulle farfalle notturne che volano nello stesso periodo; richiamare l’attenzione di tutti, anche non esperti, sulle farfalle notturne, per mettere in evidenza la loro grande importanza negli ecosistemi naturali e la loro attuale necessità di protezione da parte dell’uomo. Per questo alle operazioni notturne di osservazione e cattura possono partecipare tutti coloro che siano interessati a scoprire una componente della fauna pressoché sconosciuta al grande pubblico.

Lo scorso anno alla manifestazione hanno preso parte 154 lepidotterologi di 21 paesi europei, che hanno catturato in 159 località di 23 paesi diversi nell’area compresa tra l’Inghilterra e la Romania e dal Portogallo fino ai paesi scandinavi. In tre giorni si sono osservate 850 specie di farfalle notturne, pari a circa il 31% di tutte le farfalle notturne conosciute in Europa.

Anche il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi partecipa all’iniziativa. Per questo il lepidotterologo Giovanni Timossi, che sta conducendo da due anni per conto del Parco un approfondito studio sulle farfalle notturne presenti all’interno dell’area protetta, ha fissato due appuntamenti con quanti sono interessati a vedere dal vivo come si conduce uno studio sulle farfalle. I campionamenti sono previsti per il giorno 28 aprile a Pian d’Avena, presso la locale stazione del Corpo Forestale dello Statola e il 29 aprile in Val Canzoi, in località Faibon poco sopra la diga del Lago. Le catture si svolgeranno dal tramonto fino alle 24.00 (condizioni meteorologiche permettendo). Per partecipare all’iniziativa è sufficiente segnalare la propria adesione telefonando all’Ente Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi allo 0439.3328. La partecipazione è gratuita.

12.4.06 – Rwenzori, quest’anno il centenario della “prima”

Montagna.org ci ricorda che quest’anno cade l’anniversario della prima ascensione alla vetta più alta del massiccio del Rwenzori, nel cuore dei Monti della Luna, in Uganda. “La spedizione alla terza cima del continente africano fu guidata da Luigi Amedeo di Savoia nel 1906. Numerose le iniziative in programma per ricordare il centenario. A giugno è prevista una scalata commemorativa, che ripercorrerà le tappe della storica spedizione. Una missione scientifica, quella del Duca degli Abruzzi, che portò alla definitiva conoscenza di una montagna fino ad allora rimasta misteriosa. Cerimonie e mostre saranno inoltre organizzate tra Italia e Uganda. Per rinsaldare tra i due Paesi una collaborazione che già aveva avuto modo di realizzarsi nel 1906. Obiettivo dei due governi è quello di riportare l’attenzione sullo stato africano, un paradiso naturale situato nel cuore del continente nero. Oltre che, naturalmente, di ricordare l’importanza dell’impresa alpinistica portata a termine da Luigi Amedeo di Savoia.”

11.4.06 – Dave MaCleod su un E11 trad?

Mentre Stefanek Rosta pare abbia ripetuto Bimbaluna, un 9a/9a+ a St. Loup, sta rimbalzando di sito in sito la notizia che lo scozzese Dave MaCleod ha risolto il suo sogno, l’uscita diretta di Requiem a Dumbarton Rock in Scozia, la via trad forse più dura di sempre. Da più parti infatti si vocifera che “la barriera dell’E11 dovrebbe essere stata valicata”.

3.4.06 – L’Alta Via Europa 2 dal Tirolo a Feltre

Va da Innsbruck alle Vette Feltrine questo trekking stupendo che, attraverso tre regioni dell’Europa e 340 chilometri da coprire, è stato realizzato dalla Provincia di Belluno in collaborazione con il Tirolo e il Sudtirolo. Il tracciato combina l’Alta via numero 2 (detta “delle Leggende”) con le due Alte Vie che si sviluppano a nord delle Dolomiti. La guida del tracciato è stata presentata venerdì sera a Pedavena ed è stata curata da Italo Zandonella Callegher e Manrico Dell’Agnola.

31.3.06 – Nuova via sul San Lorenzo, Patagonia

Hervé Barmasse, Matteo Bernasconi, Lorenzo Lanfranchi e Giovanni Ongaro il 28.3.06 hanno raggiunto la vetta del San Lorenzo, in Patagonia, tracciando una via nuova di ghiaccio e misto sull’inviolata parete Nord-Nordovest, nell’ambito del progetto UP Trip Two. La parete Nordest della montagna, obiettivo iniziale della spedizione, era stata accantonata già diversi giorni fa, a causa delle condizioni del tutto impraticabili.
Luca Maspes, sempre in contatto con il gruppo di alpinisti, racconta che “il tratto chiave della scalata è lungo una goulotte a forma di S che ha permesso alla cordata di raggiungere il lato destro del fungo di ghiaccio sommitale e poi la vetta della montagna.”

31.3.06 – Tra un mese il Melloblocco 2006!

Sabato 6 maggio e domenica 7 si svolgerà l’edizione 2006 del Melloblocco, il mega raduno boulder europeo della Val di Mello. E’ prevista la consegna di premi a chi ha risolto i blocchi più difficili e un’estrazione dei premi in materiale tra i partecipanti.Questo il programma della manifestazione:

Sabato 6.5.06
– Ore 8.30 Ritrovo e registrazione iscrizione
– Ore 10.30 Spostamento in navetta
– Ore 11.00-17.00 arrampicata sui blocchi segnati nelle carte della manifestazione
– Ore 22.00 incontro presso il Centro Polifunzionale della Montagna con musica dal vivo e proiezione di filmati

Domenica 7.6.06
– Ore 10.00-15.00 Spostamento in navetta e arrampicata sui blocchi
– Ore 18.00 Chiusura della manifestazione e saluti

Prescrizione a mezzo fax o email c/o: Collegio Guide Alpine Lombardia o Consorzio Turistico Porte di Valtellina, indicando nome, cognome e data di nascita. Età minima per partecipare 18 anni compiuti o minorenni accompagnati dai genitori. Ufficio manifestazione attivo da venerdì 5 maggio c/o Centro Polifunzionale della Montagna (Filorera), tel. 0342/640004. L’iscrizione sarà aperta dalle 19.00 alle 23.00 di venerdì sera e dalle 8.30 in poi di sabato. I “pacchi gara” verranno consegnati fino ad esaurimento (1000 pacchi).

30.3.06 – News dal Parco delle Dolomiti Bellunesi

Il 24 maggio si svolgerà la giornata europea dei parchi in occasione della quale l’Ente Parco inaugurerà la nuova foresteria del Frassen, in Val di Canzoi.
Dopo la conclusione dei lavori di ristrutturazione, essa sarà aperta alla fruizione degli escursionisti, degli studenti, dei visitatori del parco. Con uno splendido panorama sull’alta Val di Canzoi e a tre chilometri dalla fine della strada asfaltata, affacciata sul lago della Stua, questa struttura si candida ad essere uno strumento fondamentale per la fruizione del parco in tutte le stagioni dell’anno.
Il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi inoltre si congratula con la rinata Birreria di Pedavena che ha visto il positivo esito della lunga vertenza conclusasi con la cessione dello stabilimento dalla Heineken alla Birra Castello. Questa acquisizione consente la riassunzione delle maestranze e la ripresa delle attivita’ produttive, sospese lo scorso anno, ed evita la perdita di un patrimonio industriale e culturale unico. La rinascita di questo storico marchio offre nuove opportunita’ di valorizzazione del territorio. A questo proposito il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi esprime la propria disponibilita’ a collaborare con la nuova proprieta’, per avviare forme di promozione congiunta del territorio e delle produzioni tipiche, dato che la birra puo’ certamente rientrare tra i prodotti agroalimentari che sono diretta espressione delle valenze ambientali del nostro territorio. Per questo si potrebbe costruire, in accordo con la nuova proprieta’, un binomio Birra-Parco, che avrebbe certamente interessanti ricadute promozionali e commerciali. Un’ipotesi potrebbe essere l’inserimento della birra di Pedavena tra i “prodotti carta qualita’” del Parco, magari ottenuta con metodo di produzione biologico. La domanda di “natura” e di “prodotti tipici” sono certamente in crescita, dalla loro sinergia possono nascere interessanti opportunita’ per lo sviluppo del territorio. [da www.dolomitipark.it]

28.3.06 – ultimi risultati sportivi

In quest’ultimo mesetto sono fioccati diversi buoni risultati sportivi. A parte il presunto 9a di Scarian, di cui abbiamo già dato notizia, spiccano un altro 8c+ del tredicenne Adam Ondra, che a Misja Pec concatena “Histerija”, una nuova via di Rich Simpson che nella spagnola Siurana libera “A Muerte”, e, infine, l’ultima flashata di Dave Graham che ha piazzato in questo stile “Buena vista”, 8b+.

22.3.06 – il 24 presentazione ALP GM: le OROBIE

Il 24 marzo a Bergamo (Palamonti) ci sarà la presentazione della monografia di ALP Grandi Montagne OROBIE. “Montagne defilate, selvagge e seducenti tra pianura lombarda e Alpi Retiche. Storia e storie di un ambiente da riscoprire. L’incontro è realizzato in collaborazione con il CAI sezione di Bergamo e Biblioteca della Montagna-Palamonti.” Ingresso libero. Ore 21.00

Leggiamo che “questo numero sulle Orobie è il frutto di una lunga gestazione. Per qualche imperscrutabile ragione, infatti, nelle programmazioni degli anni scorsi è accaduto spesso che all’ultimo minuto una monografia si infilasse veloce e rubasse loro il posto. Sarà perché risentivano della loro posizione di montagne “di pianura”, sarà perché non parevano così blasonate, fatto sta che le Orobie sono rimaste in stand-by per un bel po’ di tempo. Oggi possiamo dire che l’attesa è servita. Per costruire pian piano un progetto, per raccogliere suggerimenti, collaborazioni, idee che poi, fulminee, si sono materializzate con grande naturalezza, indizi che, seguiti con pazienza, ci hanno portato alla composizione di un gigantesco mosaico. Il problema è che, in corso d’opera, le tesserine si sono moltiplicate all’infinito! Del resto, non si poteva certo immaginare che, appena oltre la barriera del suono della megalopoli industriale lombarda, si aprisse un territorio a tal punto ricco, selvaggio, esteso e avventuroso. Che pullulasse di storie, di personaggi interessanti e disponibili; oltre che di fortissimi atleti. In altre parti della rivista abbiamo spiegato il criterio con cui si è deciso di allargare alle Prealpi Bergamasche il “titolo” di Orobie, e dunque non ci soffermeremo qui su questo punto. Quel che vogliamo, però, è sottolineare l’entusiasmo, al limite della foga, con cui i “local” hanno contribuito alla preparazione di questo fascicolo. Non ci sarà tutto, sarebbe stato impossibile comprimerlo in cento pagine scarse, ma c’è sicuramente molto. E c’è senza dubbio l’essenziale, cioè la chiave per aprirsi l’accesso a un mondo così vicino da sembrare invisibile, e che invece può lasciarsi scoprire trascinandoci, un pò increduli, in un favoloso lontano.”

20.3.06 – Scarian propone il 9a per Drumtime (Fonzaso)

Martedì scorso Riccardo Scarian ha liberato Drumtime, una via nella falesia bellunese di Fonzaso che con 40 movimenti unisce la prima parte de “Gladiatore” (8c+) con la seconda di “Diabloluna” (8c). Per questo tiro molto duro Scarian propone un grado bello tondo, 9a, fermo restando che attende ripetizioni e conferme. La ripetizione si è avuta dopo la rottura di ben 3 appigli!
A Planetmountain Riccardo ha dichiarato: “ci ho pensato abbastanza e dopo aver fatto due conti, anche se in matematica non sono proprio un drago, la mia conclusione è la seguente: se la ormai affermata Diaboluna è 8c, e il Gladiatore è 8c+, considerando la mia salita in pochi tentativi di Bain de sang, 9a (ora forse 8c+/9a) di riferimento mondiale, devo concludere che Drumtime è 9a! La parola ora ai volenterosi ripetitori…”.

10.3.06 – Up Project lascia il Piergiorgio

Up Project Trip two rivolge ora la sua attenzione al San Lorenzo, dopo essersi scornato con l’immensa parete del Cerro Piergiorgio che, di fatto, ha graziato il capospedizione Maspes, già in passato due volte alla carica su questa montagna. La frana che lo ha investito nei giorni scorsi, infatti, lo ha solo ferito. “Il Cerro Piergiorgio nel futuro diventa per me un capitolo chiuso, dopo che mi ha parlato in questo modo” ha dichiarato Rampikino. Leggiamo su Planetmountain che, a detta del protagonista, “la parete nelle sue dimensioni è una sorta di Capitan, nella sua forma una “diga” la si potrebbe definire. La roccia è fantastica ed è un rammarico, o forse un pregio, il fatto che un muro roccioso del genere esista in un posto così scomodo e martoriato dal maltempo come la Patagonia. Sicuramente nelle Alpi quella parete sarebbe percorsa da decine di splendide e lunghissime vie parallele visto che con quel tipo di roccia, solide lame che si alternano a muri a tacche, si potrebbe salire ovunque e con poco artificiale. In Patagonia invece il Piergiorgio è una delle montagne più sconosciute, non ci fanno neanche le cartoline nonostante gli argentini lo considerino la parete “mas linda” della zona.”

6.2.06 – Bain de Sang per Manolo-Scarian!

Maurizio Oviglia dà (ufficiosamente) notizia, sul forum di planetMountain, di una fantastica prestazione di Manolo e Scarian che hanno chiuso Bain de Sang, considerata 9a.
Scrive Maurizio: “complimenti, due grandissimi scalatori. Al di là delle balle sull’età, credo che per Manolo questa stagione segni una grande rivincita rispetto a tutti i guai fisici ai tendini e alle spalle avuti negli ultimi anni che lo davano oramai per finito. Grande!. Provando qualche via in giro negli ultimi tempi, Il Mago si è reso conto che qualche anno fa non era poi così pippa e forse con i gradi non era molto allineato. Per quello per lui era importantissimo fare una via di riferimento come Bain de Sang ed era un suo desiderio. Adesso non ho idea di cosa dirà…se qualcosa a livello storico potrà cambiare…per ora ci sono solo voci rimbalzate da amici di amici che non mi sembra corretto riportare (anche perchè non so se sono vere).” Attendiamo notizie ufficiali…

– aggiornamento 8.2.06: Le notizie ufficiali ci sono state eccome…Un grande complimento ai due climbers.

2.2.2006 – Poche sperannze ormai per Lafaille

Jean Christophe Lafaille, impegnato nella prima salita invernale in solitaria del Makalu, una delle vette più alte della Terra, risulta disperso da oltre 6 giorni. L’ultima sua notizia è datata 26 gennaio. Due velivoli hanno perlustrato nei giorni scorsi la montagna dall’alto, ma di lui ancora nessun segno e questo fa temere il peggio. Attendiamo notizie.

30.1.2006 – Le foto dei danni alla Piramide Ev-K²-Cnr

Grazie a montagna.tv, “ecco le foto delle conseguenze delle raffiche di vento a 150 chilometri orari che hanno investito la Piramide dell’Everest la settimana scorsa. I tecnici del Comitato Ev-K²-Cnr sono al lavoro per ripristinare le strutture. Il tetto del lodge in cui alloggiano i ricercatori è già stato sistemato. Mentre sono in atto le riparazione dello shelter della stazione di rilevamento atmosferico Abc, i cui pannelli esterni sono andati completamente distrutti dal vento impetuoso.” (montagna.tv)

26.1.06 – Dal 2 al 23 febbraio al Teatro Miela di Trieste, ogni giovedì sera, si terranno le proiezioni di film di montagna della rassegna Cinema&Montagna 2006, organizzato da UISP Trieste.

“L’alpinismo, l’arrampicata, l’esplorazione saranno i protagonisti assoluti dei film di quest’anno, dalle Alpi alle pareti della Groenlandia a picco sul mare raggiungibili solo in kayak, dalle scalate nelle parti più nascoste e impervie dell’Amazzonia alla Yosemite Valley in California. Qualche anno fa scrivevamo che montagna è amore. Il regista Pierre Dutrievoz la pensa esattamente così e ce ne da una sua personale interpretazione.
Abbiamo dedicato anche un ricordo alla figura di uno degli uomini più preparati, curiosi, intelligenti che hanno percorso e segnato l’alpinismo negli ultimi vent’anni: Patrick Berhault. A chiusura di questa sedicesima edizione della rassegna di Cinema & Montagna la consueta serata di premiazione delle opere scelte dalla Giuria del XII “Premio Alpi Giulie Cinema”.”

depliant su http://static.triesteincontra.it/gems/tsicdaUisp/cinemaemontagna.pdf

18.1.06 Oggi presentazione a SELVA di ALP GM sul Sassolungo

Serata di presentazione della monografia di ALP Grandi Montagne SASSOLUNGO, a Selva di Val Gardena (BZ), ore 21 presso la Casa di Cultura di Selva. Interviene LINDA COTTINO, direttore di ALP Gm. Saranno presenti gli alpinisti KARL UNTERKIRCHER e IVO RABANSER.
Nel corso della serata saranno proiettate immagini tratte dal numero di ALP.
L’incontro è organizzato da Cda&Vivalda in collaborazione con Consorzio Turistico Val Gardena e Associazione Turistica di Selva.

Scheda:
Alp GM 232 – Gen/Feb 2006
Sassolungo e Sassopiatto
Una vera isola del tesoro per amanti della montagna.
Prezzo: 6,70
Pagine: 144
Anno: 2006

Sommario
Eccoci con il primo numero del nuovo anno. L’AlpGM che state sfogliando sarà in edicola fino alla fine di febbraio, quando sulla grande abbuffata di sport della neve in competizione alle olimpiadi invernali starà calando il sipario. Ne parliamo, a costo di apparire provinciali, poiché una fetta cospicua di mondo convergerà in queste contrade del nord ovest italiano; e noi, con le quattro testate “specializzate” della casa editrice, avremo a disposizione un accredito per seguire gli eventi olimpici. Uno solo, in quanto, ci è stato comunicato, si tratta di riviste di montagna e non di sport! Un criterio che, per traslazione, può ben farci comprendere la misura e il modo in cui la montagna è stata considerata nella progettazione e nell’installazione degli impianti di gara. Forse una buona occasione gettata alle ortiche per utilizzare parte della gran quantità di denaro in opere di riqualificazione e rilancio turistico e culturale a lungo termine delle valli.
E intanto, poiché queste parti del Belpaese stanno tenendo la scena dell’informazione nazionale anche su un’altra vicenda scottante, l’alta velocità in Valle Susa, nelle rubriche di questo numero abbiamo voluto sfidare i tempi lunghi del bimestrale, nemici dell’attualità, e affrontare la questione: accanto ad alcuni pareri e dati sulla Tav, presentiamo un progetto ferroviario svizzero che si configura quale possibile soluzione ai problemi della viabilità e dei collegamenti transfrontalieri.
Per finire, due parole su questa monografia, dedicata al più piccolo gruppo dolomitico, il Sassolungo. Ebbene, con il contributo essenziale di uno dei suoi più appassionati intenditori, la guida alpina di Santa Cristina in Val Gardena, Ivo Rabanser, ci addentriamo in un territorio il cui fascino deve forse proprio alle sue dimensioni circoscritte, che ne fanno una vera isola del tesoro per amanti della montagna.
E un pensiero per Emanuele Cassarà, mancato l’8 dicembre scorso, strepitoso giornalista sportivo appassionato di montagna, a cui dedichiamo nelle pagine del giornale un nostro ricordo.
Linda Cottino

6 caro alp Lacrime amare
7 L’opinione Nel corso del tempo di enrico camanni
8 Nuvolaria Universi paralleli a cura di Carlo Caccia
12 Rilievi AlpTransit si, Tav no a cura di Lorenzo Scandroglio
18 Mediateca La montagna svelata a cura di Pietro Crivellaro
26 Galleria Sassolungo
42 Scenari Per sentieri improbabili di Linda Cottino
56 Interviste Guida è bello di Stefano Ardito
60 Focus Dall’orrido al sublime di Ivo Rabanser
68 Altro Sassolungo L’isola del tesoro di Vinicio Stefanello
82 Scenari di alpinismo L’altalena della mente di Ivo Rabanser
88 Invernali Intervista a Toni Zuech di Ivo Rabanser
92 Sci ripido Scimalik di Hermann Comploj
96 Panorami Girotondo di Francesco Tremolada e Stefano Ardito
100 Reportage Superdolomiti di Stefano Ardito
108 Bibliografia Biblioteca Sassolungo di Dante Colli
112 Scheda gialla Sassolungo e Sassopiatto a cura di Furio Chiaretta
133 Clima Freddo come una pietra di Luca Mercalli
135 Geologia Morbide radici di Fabrizio Antonioli
142 Le tracce di Alp Il Sassolungo nella raccolta di Alp
144 Sui prossimi numeri AlpGM, AlpWall, RdM, Free.rider

17.1.06 – Libecki da solo nel Queen Maud Land

Grande avventura a tutto tondo per l’alpinista esploratore Mike Libecki, in solitaria per 5 settimane sulle strepitose montagne del Queen Maud Land, Antartide (veri e propri denti di roccia granitica che spuntano affilati dal ghiaccio). Quest’esperienza ha prodotto certamente più senzazioni vivide che risultati alpinistici, anche se questi ultimi ci sono stati eccome: via nuova “Frozen Tears” sulla Windmill Spire (12 giorni per raggiungere la vetta, difficoltà 5.10 A3).
“My trips are my life and my passion. Why ration passion? I travel to some of the world’s most remote regions looking for first ascents and ultimate adventure. Few people have been to where I’ve been. I have rare opportunities for spectacular image-capturing and I feel passionate about sharing these images. I am stubborn about capturing life as it happens, without directing the action. That’s what keeps me passionate. When you look at my images, it’s quite evident that my stuff is real. Raw. Gruesome, sometimes. My trips are about living in the now. Out there I don’t think about the past or the future. Whether I’m climbing a four thousand foot wall or battling a storm, I’m just taking each moment as it comes and loving it. Each trip is meditation and training for the next expedition.” MikeLibecki@aol.com

10.1.06 – Muore Heinrich Harrer, uno dei conquistatori della nord dell’Eiger

L’alpinista austriaco è morto qualche giorno fa a 93 anni, dopo essere stato ricoverato in ospedale. Non sono note le cause del decesso. Egli fu il primo salitore della parete nord dell’Eiger nel 1938 e la sua vita, dai risvolti assolutamente particolari, è stata descritta nel suo libro e nel famoso film di Hollywood “Sette anni in Tibet”. Fu soprattutto la cordata dei tedeschi Anderl Heckmair e Ludwing Vörg che diede il contributo principale all’impresa sull’Orco, ma anche Harrer ed il compagno fecero la loro parte, al limite della sopravvivenza.

“Nel 1939 Harrer parte per una spedizione al Nanga Parbat, in Himalaya, ma viene fatto prigioniero dalle autorità britanniche e detenuto nel nord dell’India. Riesce a fuggire nel 1944 e si rifugia in Tibet dove stringe una stretta amicizia col Dalai Lama restando nella capitale tibetana di Lhasa fino al 1951, prima che la Cina annettesse il paese. In seguito a notizie di stampa, Harrer ammise negli ultimi anni di essere stato un membro del partito nazista e delle SS, il braccio operativo del Fhurer.” (montagna.org)

5.1.2006 Le nomination al Piolet d’or 2005

La giuria ha svelato anche quest’anno le sei candidature che si contenderanno a Grenoble, il 10 febbraio, il famoso premio promosso dalla rivista Montagnes Magazine. Ricordiamo che lo scorso anno vinse un forte team russo che aveva scalato la grandiosa parete N dello Jannu (vetta himalaiana di 7710m) con uno stile “pesante”. La leggerezza e lo stile alpino sembrano essere invece quest’anno le caratteristiche di tutte le salite in lizza. Ecco l’elenco:

NANGA PARBAT, versante Rupal. 8125m, Pakistan
Nuova via sul Pilastro centrale per Steve House e Vince Anderson (USA)
Lunghezza: 4100m
Difficoltà: WI4 M5, 5.9
Stile alpino. Salita in 6 giorni, discesa in due giorni per la via Messner

BROAD PEAK 8047m, Pakistan
Nuova via sulla parete sud per Denis Urubko e Serguey Samoilov (Kazakhistan)
Lunghezza: 2500m
Difficoltà: 6b, ghiaccio 75°
Stile alpino. Salita in 6 giorni, discesa per la via normale in due giorni

CHOMO LONZO (7500m), Tibet
Patrick Wagnon, Christian Trommsdorf, Yannick Graziani (FRA)
Per la traversata cima Nord – cima centrale
Lunghezza: 1500m
Difficoltà: ED

KHUMBU EXPRESS, Nepal
Ueli Steck (CH)
Concatenamento in solitaria: parete nord del Cholatse (6440m) per una via di 1600m e difficoltà M6; parete est del Tawoche (6505m) per una via di 1500m; parete nord ovest dell’Ama Dablam (fino a 5900m)

CERRO MURALLON, Patagonia
parete nord per Robert Jasper e Stefan Glowacz (GER)
27 lunghezze, diff. Max in libera 7c+, A2 e M4
2° tentativo (il 1° nel 2004). Corde fisse sulle prime 10 lunghezze

CERRO TORRE, Patagonia
Nuova via per Ermanno Salvaterra e Alessandro Beltrami (ITA), Rolando Garibotti (ARG) sulle pareti est, ovest e nord
Stile alpino. Difficoltà 6b+ e A1

3.1.2006 – grandi exploit sportivi di fine anno

Giungono notizie da varie fonti relativamente a grosse realizzazioni su monotiri in falesia ad opera di alcuni arrampicatori stranieri. Partiamo dal dodicenne Adam Ondra che a Castillion piazza un risultato incredibile firmando la rotpunkt di Alien Carnage, 8c+. La slovena Martina Cufar si prende un po’ di riposo dalle gare e corona il sogno di salire il suo primo 8c, Vizija a Misja Pec, entrando nel ristrettissimo novero delle donne che hanno fatto monotiri di 8c e oltre. Dave Graham ha aperto un altro 9a+ in Ticino, Coup de Grace. Infine Andrada ha piazzato il suo ottavo 9a, Estado Critico (Siurana).
Che dire?

23.12.05 – Commento alla GARA BOULDER NATALIZIA di BELLUNO

Più che una gara è stata una festa dell’arrampicata, quella che si è svolta sabato 17 al Palasport “A. De Mas” di Belluno. Organizzatori la Nis, Nuova Impianti Sportivi, in collaborazione con Climband Belluno, associazione di arrampicata sportiva aderente alla Fasi (Federazione di Arrampicata Sportiva Italiana) .

Una cinquantina di atleti dei più svariati livelli ed età si sono riuniti nel cercare di risolvere ben 23 “problemi” o blocchi : le brevi sequenze esplosive che caratterizzano la specialità del bouldering, ossia quel tipo di arrampicata che si pratica a un massimo di 2 metri di altezza da morbidi tappetoni, simili a quelli del salto in alto.

Il modulo di gara è stato decisamente innovativo e promozionale a 360 gradi, perché si è data l’opportunità di provare e divertirsi a tutti : un terzo di questi itinerari era alla portata dei ragazzi delle scuole superiori, già “iniziati” all’arrampicata dai loro insegnanti di educazione fisica esperti in materia, come i professori Capretta, Bressa e De Bastiani dell’ Itis Segato e del liceo scientifico Galilei. Questi giovani principianti hanno potuto conoscere e ammirare grandi campioni del calibro di Alessandro Fiori (Gruppo Caprioli S.Vito), leader incontrastato della gara. Elevata è l’aspettativa degli appassionati bellunesi per Alessandro, che pare essere l’erede a livello internazionale del grande Luca Zardini Canon, carabiniere ampezzano che primeggia in Coppa del Mondo da oltre 15 anni : un esempio li longevità agonistica unico nel mondo dello sport (Luca non era presente sabato perché impegnato nel calendario internazionale).

In questo raduno festoso, a spellarsi le dita insieme ai giovani principianti e ai fuoriclasse, c’erano anche alcuni “vecchi” pionieri che vent’anni fa hanno visto nascere e crescere questo nuovo sport : il trentino Rolando Larcher, autore di vie come “Hotel Supramonte” in Sardegna e la “Larcher-Vigiani” in Marmolada, ritenute tra le più difficili in Europa; il cadorino Maurizio Dall’ Omo, che conta oltre 100 nuove vie aperte in Dolomiti, oltre ad aver individuato e curato le più belle falesie del Cadore; Daniele De Candido di Santo Stefano, che ha compiuto la prima ripetizione a vista della via “Attraverso il Pesce” in Marmolada. Nomi importanti dell’ arrampicata sportiva di falesia, dunque, ma anche dell’alpinismo delle grandi pareti di montagna, che si sono incontrati col loro “compagno di giochi”, il presidente della Climband Sandro Neri, direttore di gara .

Il successo della manifestazione si deve soprattutto all’abilissima tracciatura, differenziata appunto in livelli di difficoltà crescenti, opera di Raul Bianchet, Andrea Da Rold e Davide Mitrio.

(Sandro Neri)

CLASSIFICHE

Femminile :

1) Del Favero Mirella
2) Fontana Laura
3) De Rocco Laura
3) De Rocco Nina
3) Zanella Anna

Maschile :

1) Fiori Alessandro
2) Dal Pos Alessio
3) De Candido Daniele
4) Gadenz Jury
5) Renon Mauro
6) Larcher Rolando
7) Munari Attilio
8) Corte Pause Diego
9) Da Ros Bruno
10) Gris Lorenzo
10) Manarin Massimo
10) Zorzi Michele
13) Bassiato Marcello
14) Manfrin Mario
15) Catarossi Andrea
16) Frau Daniel
17) Simioni Igor
18) Munari Paolo
19) Giacomini Daniele
20) Fontana Diego
21) Corso Lorenzo
22) Dall’ Omo Maurizio
23) Cereda Dario
24) Luisetto Maurizio
25) Egitto Marco
26) Tomasella Alessandro
27) Dal Pos Luca
28) Casagrande Mirco
29) Capretta Bruno
30) Bischer Michele
31) Seci Giovanni
32) Balzan Eric
33) De Salvador Lodovico
34) D’Incà Levis Gianluca
35) Calzolari Nicola
36) Piaia Federico
37) Busin Dario
37) De Dona’ Giacomo
39) Gris Alvise
40) Caduco Daniele
40) Stramare Giordano
42) Contessi Lorenzo
42) Trevisan Denis

6.12.05 – VI Campionato italiano boulder: Core e De Grandi

A Trieste Christian Core bissa il titolo dell’anno scorso mentre Stefania De Grandi sale per la prima volta sul gradino più alto del podio. I due si sono imposti davanti a tutti i migliori specialisti italiani, anche se nella qualifica maschile spiccava eccezionalmente la sorpresa Roberto Parisse che lasciava dietro tutti di una buona spanna.
In finale nessuna storia: Core dominava tutti mentre Stefania batteva, sul filo di lana, la Marchisio.
Tanti complimenti alla Società Olympic Rock di Trieste per l’ottima organizzazione della gara ed al pubblico intervenuto per l’entusiasmo durante le fasi calde della gara.

Classifica maschile Campionato italiano Boulder 2005

1 Core Christian G.S.FIAMME ORO
2 Ghidini Stefano ARCO CLIMBING – Trento
3 Crespi Flavio GRUPPO ARRAMPICATA FIAMME GIALLE
4 Leoncini Paolo B-SIDE -Torino
5 Caminati Michele ROCK ON! – Parma
6 Giupponi Luca G.S.FIAMME ORO
7 Zardini Luca CENTRO CARABINIERI ADD.ALPINO
8 Parisse Roberto EL CAP – L’Aquila
9 Scarian Riccardo U.S. PRIMIERO – Trento

Classifica femminile Campionato italiano Boulder 2005

1 De Grandi Stefania PLASTIC ROCK ROVERETO – Trento
2 Marchisio Stella MONKEY’S CLUB – Genova
3 Benetti Lisa EL MANETON – Vicenza
4 Longo Roberta ARCO CLIMBING – Trento
5 Zardi Anna TEAM GAMMA – Lecco
6 Pozzoli Giovanna RAGNI DELLA GRIGNETTA – Lecco
7 Bariani Irene B-SIDE -Torino
8 Dalfino Sonia KADOINKATENA – Genova
9 Battaglia Claudia B-SIDE -Torino

30.11.05 L’Unesco apprezza il lavoro della Provincia di Belluno, capofila del progetto per la candidatura delle Dolomiti

«Ho terminato la lettura della candidatura sulle Dolomiti. Mi complimento perché si tratta di una candidatura veramente molto ben preparata». Alessandro Balsamo del Centro del Patrimonio mondiale dell’Unesco di Parigi, risponde così al Ministero per i Beni culturali che gli ha inoltrato la candidatura delle Dolomiti nella lista dei siti protetti.

«Il nostro lavoro viene apprezzato e giudicato molto serio», commenta Sergio Reolon, presidente della Provincia, capofila del progetto per l’inserimento delle Dolomiti nel patrimonio dell’umanità. «In questi tredici mesi ci siamo mossi a diversi livelli perché la candidatura fosse il più possibile completa».

Nel frattempo è proseguita fino al 30 settembre la serie di incontri organizzati dalla Provincia con i soggetti sul territorio: Comuni, Comunità montane, Regole e associazioni di categoria. Un lavoro sistematico che ha coinvolto migliaia di amministratori, rappresentanti e cittadini e servito per far conoscere le motivazioni, il metodo e le potenzialità derivanti dall’inserimento delle Dolomiti nella lista dell’Unesco.

Poi la domanda è passata al Ministero per i Beni culturali che l’ha inoltrata all’Unesco di Parigi. La valutazione sul contenuto dei documenti verrà fatta a partire dal 1 febbraio 2006.

News da http://www.provincia.belluno.it/Turismo/

22.11.05 – Cerro Torre: via nuova per Salvaterra-Beltrami-Garibotti

Salvaterra, Beltrami e Garibotti domenica 13 novembre hanno raggiunto la cima del Cerro Torre con quella che viene definita dai protagonisti “la prima via nuova aperta sul Cerro Torre in perfetto stile alpino”. Il nome? El Arca de los Vientos.

Le intenzioni di partenza erano di ripetere l’itinerario controverso della Maestri-Egger, anche per ricercarne le prove. Oggi è uscito sulla Gazzetta il resoconto della salita con parole inequivocabilmente negative di Salvaterra sulla vicenda del ‘59.

Per quanto riguarda il nuovo tracciato, questa la descrizione: “la nostra via si sviluppa salendo lungo il diedro iniziale salito da Egger, Fava e Maestri nel ’59. Dal punto più alto raggiunto da loro abbiamo continuato al Colle della Conquista lungo placche a sinistra della via Americana alla Torre Egger. A questo punto abbiamo girato a destra, salendo lungo la parete nord-ovest per parecchi tiri, per poi portarci allo spigolo nord. Da qui ci siamo spostati sulla parete nord, salendo diritti ad una ventina di metri dallo spigolo. Alla fine della parete nord abbiamo raggiunto lo sperone ovest lungo il quale siamo andati in cima. In tutto abbiamo fatto 37 tiri per coprire i 1200 metri di parete.” Altre info su www.colmar.it

21.11.05 – Crespi vince la Coppa del Mondo 2005

Fatta! Ieri a Kranj, in Slovenia, Flavio Crespi ha conquistato la Coppa del Mondo di Arrampicata Sportiva 2005 difficoltà, primo italiano a riuscire nell’impresa.
Il 25enne atleta del Gruppo sportivo della Guardia di Finanza ha pennellato anche la finale, collezionando l’ennesimo TOP di questa ultima tappa del circuito. “La via non mi è sembrata particolarmente dura” ci ha dichiarato a fine gara, con quel suo sorriso timido ed i suoi modi gentili. “Purtroppo non ho sfruttato un buon riposo ma alla fine è andata bene lo stesso, certo però che tensione…” ha aggiunto.
Lo spagnolo Puigblanque, fuori dalla finale, non poteva più infastidirlo, ma bisognava guardarsi comunque le spalle ed evitare errori banali, per vincere anche quest’ultima tappa. E così è stato.

In campo femminile, netta l’affermazione dell’imprendibile Angela Eiter, in catena anche questa volta. Seconda la slovena Vidmar e terza l’altra atleta di casa, la Gros.

Classifica di coppa 2005

Uomini
1. Flavio Crespi (ITA)
2. Ramón Julián Puigblanque (SPA)
3. Cédric Lachat (SWI)
4. Jorg Verhoeven (NED)
5. Alex Chabot (FRA)

Donne
1. Angela Eiter (AUT)
2. Maja Vidmar (SLO)
3. Caroline Ciavaldini (FRA)
4. Alexandra Eyer (SWI)
5. Muriel Sarkany (BEL)

Rätikon: buone nuove da Berger e Dal Prà

E’ giunta la notizia che Harald Berger ha salito Silbergeier, in Rätikon, completando così la ‘trilogia’ delle vie più dure delle Alpi: “Silbergeier” 8b+ (Beat Kammerlander), “End of silence” 8b+ (Thomas Huber) e “Kaisers neue Kleider” 8b+ (Stefan Glowacz). Pietro dal Prà è invece riuscito nella prima ripetizione della storica “Unendliche Geschichte”, sempre in Rätikon, una via di 380 m gradata (anche questa) 8b+.

26.10.05 – Richard Simpson sale il mito, Action Directe, subito seguito da Dai Koyamada e dal tedesco Markus Bock.

Apprendiamo da 8a.nu che il britannico Richard Simpson ha ripetuto Action Direct, uno dei monotiri più duri e ammantati di mito della terra, salito per la prima volta da Güllich nel 1991. Simpson si aggiunge così ad Alexander Adler (1995), Iker Pou (2000), Dave Graham (2001), e Christian Bindhammer (2003), gli unici che hanno ripetuto l’impresa nei 14 anni sinora trascorsi.

Aggiornamento: pochi giorni dopo è la volta di Dai Koyamada, che ripete anch’egli l’impresa, affermando che è la via più dura che abbia mai salito. E’ infine notizia di ieri che anche il tedesco Markus Bock ha fatto la RP. Complimenti a tutti e tre…

CHIES E LE SUE MONTAGNE 2005 dal 15 al 29 ottobre

Dal 15 al 29 ottobre va in scena la quarta edizione di “Chies e le sue montagne”, manifestazione nata con l’intento di conciliare la passione per la montagna con quella per i piccoli paesi e i momenti di semplice convivialità tipici della cultura locale. Fedeli allo spirito originario gli organizzatori hanno così voluto mantenere, anche per quest’anno, il tradizionale schema di appuntamenti con grandi protagonisti della montagna inseriti all’interno di serate dal tono rustico, semplice, familiare e del tutto informale. Nonostante il numero di spettatori sia infatti cresciuto sempre più con gli anni, arrivando nella passata edizione a far tracimare la capienza delle improvvisate “sale d’osteria e di paese”, anche per il 2005 protagonisti e pubblico si troveranno magari un po’ stretti, magari un po’ accaldati, ma con la sensazione di passare la serata senza eleganti maschere e mascherate, semmai col bicchiere pieno (non d’acqua!) e in una “ciàcolada” sincera.

SABATO 15 OTTOBRE
La montagna: meraviglia del creato [escursione]
Santa Messa su Cima Col de Banca m. 1957 (Val Salatis) con inuagurazione della fontana Pala del Pissandol.
Celebra Don Piero Da Gai. Accompagnatore CAI: alpinista Benito Saviane.
Ore 7.30: ritrovo presso Malga Cate.
Ore 14: pranzo Agriturismo Malga Cate.
[In caso di maltempo, l’escursione sarà rinviata a sabato 22].

MARTEDI 18
Montagne a 100 all’ora [immagini e diapositive in dissolvenza]
Arrampicate veloci ed estreme col free-climber Manrico Dell’Agnola.
Ore 21.00 Lamosano: presso Scol Pub

VENERDI 21
Montagne e record [filmati e racconto]
Alta Via n.1 in giornata: il racconto degli alpinisti Don Rinaldo Ottone, Arturo Giozzet e Giuseppe Mainardi.
Ore 21.00 San Martino: Locanda Ristorante “da Aldo”.

LUNEDI 24
Alpinismo e amicizia [filmato e tavola rotonda]
Ignazio Piussi e Roberto Sorgato attraverso mezzo secolo di grandi imprese.
Ore 21.00 Chies: sala frazionale

MERCOLEDI 26
Montagne del mondo [diapositive e racconto]
Dalle Dolomiti alle cime extraeuropee: Bruno De Donà e l’alpinismo senza confini.
Ore 21.00 Funès: Bar Ristorante “da Ciotto e Nenè”.

GIOVEDI 27
Dolomiti: patrimonio dell’umanità [tavola rotonda]
Monti bellunesi unici al mondo
Giacomo Cesca, presidente CAI Longarone e sottosezione Alpago
Le montagne, opportunità di sviluppo per i nostri paesi
Luca Zaia, vice presidente Regione Veneto e Assessore alla Montagna
La sanità e il soccorso nei territori di montagna
Angelo Costola, Assessore provinciale alla Sanità e primario del Suem
Prevenzione e sicurezza in montagna
Fabio “Rufus” Bristot, presidente del Soccorso Alpino e Speleologico del Veneto

VENERDI 28
Percorsi ed emozioni sui monti della Conca [diapositive]
Amos e Laura De Demo: 30 anni di matrimonio con la montagna.
Il biker Luigi Zanon: pedalando sui monti dell’Alpago.
Ore 21.00 Codenzano: Bar “da Giosuè”

SABATO 29
La Montagna tra passione e professione [diapositive e concerto]
Come si diventa guida alpina oggi? Pierangelo Pedol si racconta…

Ore 21.00 Irrighe: Bar Ristorante “da Stelvio”
Segue concerto con melodie di montagna

*** Per ulteriori informazioni contattare il num. 349-7105887 (Gianluca)

5.10.05 – In partenza per la Nord del Torre una spedizione formata da Salvaterra, Garibotti e Beltrami

Imbeccati dal Blog di Intraisass, leggiamo su www.laprovinciadilecco.it questa gustosa notizia titolata “Tre «detective» per il mistero del Cerro Torre. Salvaterra e Garibotti, i grandi contestatori della via di Maestri nel ’59, tentano la Nord con Feltrami”

Riportiamo con qualche taglio:
“Vogliono scalare una vetta che è il simbolo stesso delle sfide estreme, e questo è un bel problema. Ma vogliono anche scalare un mistero, e allora i problemi diventano due. (…) La salita annunciata nel 1959 da Cesare Maestri, che tornò solo dalla grande sfida perché il suo compagno, l’austriaco Toni Egger, fu travolto da una valanga durante la discesa. Un’impresa leggendaria che il francese Lionel Terray – con Guido Magnone primo salitore del Fitz Roy – definì la più grande di ogni tempo. Un’impresa che con il trascorrere degli anni (documentazione fotografica andata perduta, chiodi non trovati e quant’altro) si è ritrovata circondata da dubbi, sospetti, veleni. E che ha finito con il diventare il più grande giallo della storia dell’alpinismo mondiale, perché secondo una parte della comunità alpinistica internazionale sarebbero troppi gli elementi che non tornano nel racconto di ciò che accadde ormai poco meno di 46 anni fa. La parete “impossibile” era ed è la Nord, che s’impenna dal colle che la separa dalla Torre Egger – il Colle della Conquista, Maestri ed Egger lo battezzarono così e fin lassù arrivarono con Cesarino Fava – e che è un’architettura meravigliosa e orrenda disseminata di trappole micidiali, dunque pericolosissima. E’ dal ’59, dai giorni dell’annunciata prima ascensione, che nessuno lassù riesce a più trovare il bandolo della più bastarda e aggrovigliata delle matasse, cioè una via di salita verso la cima. Il mistero, appunto. Quello che una piccola spedizione in partenza tra una manciata di giorni vuole affrontare e vorrebbe risolvere. Ci voleva uno dei re del Torre perché un progetto così potesse nascere. Ed eccolo qui: Ermanno Salvaterra, cinquantenne inox, trentino di Pinzolo ora trasferito a Massimeno, casa dunque sempre a pochi chilometri da quella di Cesare Maestri. E’ lui che ha pronto ancora una volta lo zaino e che sta per tornare sul Grido di Pietra dove ha già scalato tante e tante volte, firmando tra le altre cose la prima invernale assoluta (accadeva vent’anni fa tondi) e grandiose vie sulle pareti Sud ed Est. (…) Ma non basta: in cordata con l’alpinista trentino ci sarà nientemeno che Rolando Garibotti, l’italo-argentino autore lo scorso anno del clamoroso dossier che ha “smontato” pezzo pezzo (o che ha preteso di farlo) l’impresa di Maestri. (…)
Ci riusciranno? Non servirà troppa pazienza, per saperlo. La partenza è tra pochi giorni. Salvaterra lascerà l’Italia con uno dei giovani compagni nella grande impresa del novembre dello scorso anno sulla parete Est: Alessandro Beltrami, 24 anni, guida alpina di Carisolo. Una cordata a tre, dunque. Proprio come quella che entrò in azione nel ’59. E giusto come fecero Maestri ed Egger dal colle in su, il tentativo sarà affrontato in stile alpino. Integrale, questa volta. Vediamo che ne dice il Torre.”

4.10.05 – Bubu e Cortese aprono sulle Grandes Jorasses

Domenica 4 settembre alle 23.30 Bubu Bole e Mario Cortese hanno ultimato una nuova linea sulla P.ta Croz, nelle Grandes Jorasses. 38 tiri di corda, con un dislivello di 1100 metri e difficoltà massima di 7c. Nome? “Le nez”.

Leggiamo dal sito di Mauro www.climbubu.com che “con Mario abbiamo discusso molto sulle caratteristiche di questa via, e inevitabilmente ci siamo trovati a confrontarla con Women and Chalk, aperta assieme quattro anni fa. Tutti e due siamo d’accordo che, anche se il Shipton Spire è un seimilametri, la Nord delle Jorasses di sicuro è una parete più severa! La via in Pakistan ha i singoli tiri tecnicamente più difficili, anche per la sua continua verticalità. Questa via invece, anche se non sempre verticale, con delle parti di roccia friabile, con il verglass, con il rischio di caduta di pietre seppur limitato, ci ha veramente tenuti impegnati e sotto stress in ogni momento. Senza tener conto di quanto severa diventava la situazione con il brutto tempo.
Era sempre presente il desiderio di riuscire ad aprire la via tutta a vista. Ma questo non è stato possibile su tutte le lunghezze, forse anche per la mancata volontà di cercare altre soluzioni, seguendo altre linee un po’ più a destra o più a sinistra della nostra.
Con il 23° tiro siamo entrati nella linea di Manitua, aperta da S. Sveticic. A lui vanno tutti i nostri complimenti per la linea che da solo e in tre giorni è riuscito ad aprire nel 1991. Decisione difficile da prendere, però quella era l’unica soluzione che avevamo per dare alla nostra via una linea logica e diretta, ma soprattutto per la libera, perché questo era l’indiscusso motivo di questo progetto.
Non abbiamo trovato un granché di segni di passaggi precedenti, per cui non sappiamo esattamente se abbiamo seguito le stesse fessure, anche perché per la libera guardi con occhio diverso. Però ogni tanto vedevamo qualche chiodo qua e la.” Bubu prosegue dicendo che “Le nez è una via di “concezione moderna”, si sale tutta in libera, con le soste buone e pronte per le doppie, la roccia è quasi sempre ottima e, soprattutto, è una via protetta dalle scariche di pietre, anche se – è vero, mai dire mai – il rischio c’è sempre.”
Altre info su www.climbubu.com/h_nov_it.htm
News su www.planetmountain.com
3.10.05 – Coppa del Mondo Boulder a Fischuber e Levet

Con l’ultimo episodio di Firminy, vinto da Olesky e Danion, è terminata la Coppa del Mondo di Boulder, assegnata quest’anno a Fischuber e, in campo femminile, alla plurivincitrice Sandrine Levet. Core si piazza al quarto posto finale.

– Classifica finale di Coppa
Uomini
1 FISCHHUBER Kilian – AUT – 265
2 MEYER Jérôme – FRA – 222
3 DULAC Daniel – FRA – 209
4 CORE Christian – ITA – 185
5 SAMYN Remi – FRA – 171
6 LAURENCE Ludovic – FRA – 165
7 CROXALL Mark – GBR – 163
8 GAIDIOZ Loïc – FRA – 146
9 POUVREAU Gérome – FRA – 142
10 OLEKSY Tomasz – POL – 114
Donne :
1 LEVET Sandrine – FRA – 360 point
2 BIBIK Olga – RUS – 257 points
3 ABRAMTCHOUK Ioulia – RUS – 228
4 ABGRALL Emilie – FRA – 214
5 STÖHR Anna – AUT – 193
6 AGUIRRE Leire – ESP – 143
7 SON Mélanie – FRA – 135
8 DANION Juliette – FRA – 126
9 ANSADE Maud – FRA – 106
10 VERDIER Emilie – FRA – 100

– Classifica ultima tappa
Uomini:
1 OLEKSY Tomasz – POL
2 DULAC Daniel – FRA
3 FISCHHUBER Kilian – AUT
4 HUKKATAIVAL Nalle – FIN
5 GAIDIOZ Loic – FRA
6 BADIA Nicolas – FRA
7 LAURENCE Ludovic – FRA
8 EARL Andrew – GBR
9 CALEYRON Thomas – FRA
10 POUVREAU Jerome – FRA
11 SAMYN Remi – FRA
12 PARRY Gareth – GBR

Donne :
1 DANION Juliette – FRA
2 LEVET Sandrine – FRA
3 STÖHR Anna – AUT
4 CHERESHNEVA Yana – RUS
5 ABRAMCHOUK Yulia – RUS
6 ABGRALL Emilie – FRA
7 BIBIK Olga – RUS
8 JANUEL Caroline – FRA
9 AGUIRRE Leire – ESP
10 SON Melanie – FRA
11 BACHER Barbara – AUT
12 MARTIN Delphine – FRA

25.9.2005: a Belluno è in corso OLTRE LE VETTE fino al 9 ottobre

IL CINEMA PROTAGONISTA A BELLUNO DELLA NONA EDIZIONE DI OLTRE LE VETTE – METAFORE, UOMINI, LUOGHI DELLA MONTAGNA. ATTESO, FRA GLI ALTRI OSPITI, ANCHE REINHOLD MESSNER

Sarà il cinema, il grande cinema del XX secolo, il protagonista della nona edizione della rassegna Oltre le vette – metafore, uomini, luoghi della montagna, in corso a Belluno sino al 9 ottobre prossimi. Con la collaborazione con alcune prestigiose istituzioni nazionali e straniere (come il Museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi” di Torino, il Filmfestival di Trento, il Centro Audiovisivi della Provincia di Bolzano, l’ente austriaco Cine Tirol) verranno presentate sugli schermi del Teatro Comunale alcune pellicole che hanno fatto davvero la storia del cinema di ambientazione alpina. Ma se il cinema sarà protagonista, altri eventi non mancheranno di richiamare a Belluno dal Triveneto il pubblico degli appassionati. Come la serata con Reinhold Messner, in programma domenica 2 ottobre, un personaggio che per l’alpinismo e per la cultura della montagna non ha davvero bisogno di presentazioni. Altro atteso ospite è Ermanno Salvaterra. Non mancheranno, inoltre, mostre, presentazioni di libri e tavole rotonde e convegni di studio: fra tutti, citiamo almeno l’incontro che avrà per tema Belluno durante la Seconda Guerra Mondiale, organizzato in collaborazione con l’Isbrec-Isituto Storico Bellunese della Resistenza e dell’Età Contemporanea. IL PROGRAMMA SU www.oltrelevette.it

L’austriaca Angela Eiter e lo spagnolo Ramòn Julien Puigblanque sono i campioni del 19° Rock Master di Arco (Trentino – Lago di Garda). Il varesino Flavio Crespi è 4° e vince il Trofeo Roberto Bassi. La vicentina Jenny Lavarda è 5°.

Oggi davanti al fantastico pubblico del Climbing Stadium di Arco si è scritta una delle pagine più belle del Master dei campioni. Nella città dell’arrampicata e dell’outdoor si festeggiavano i vent’anni di competizioni e lo spettacolo è stato assolutamente all’altezza del Rock Master, la competizione più famosa e quella che ha accompagnato tutta la storia di questo sport.

Angela Eiter e Ramòn Julien Puigblanque hanno saputo interpretare come nessun altro la seconda prova del Trofeo. E’ stata una progressione addirittura esaltante quella della diciannovenne austriaca che con una sicurezza davvero impressionante ha salito la via lavorata in un crescendo di prodezze che ha letteralmente infiammato il pubblico. Angela è stata l’unica ad arrivare al termine della via, come era stata l’unica, ieri, a raggiungere il top della via “a vista”. Questa, per la campionessa del mondo (e autentico fenomeno dell’arrampicata agonistica femminile), e la terza vittoria consecutiva nella gara dei campioni di Arco. Un palmares che la inserisce tra i più grandi di questo sport.

Alle spalle dell’austriaca è terminata la fuoriclasse francese Sandrine Levet che è arrivata davvero ad un passo dal termine della via dopo una prova intensissima, in cui ha dato davvero tutto. Al terzo posto si è classificata l’ucraina Olha Shalagina, campionessa del mondo nel boulder. Mentre quarta, dopo una rimonta incredibile, è la slovena Maja Vidmar, partita dall’ottava piazza della classifica provvisoria di ieri. Quinta è la vicentina di Marostica, Jenny Lavarda, che ha avuto davvero l’occasione per salire sul podio delle migliori.

In gara maschile, il venticinquenne spagnolo Ramòn Julien Puigblanque ha interpretato alla grande la via tracciata da Leonardo Di Marino e Donato Lella. La sua è stata una progressione ritmata e veloce che l’ha portato più in alto di tutti, a poche prese dalla fine. Un’interpretazione straordinaria quella dello spagnolo, che ha conquistato l’oro alla sua quarta partecipazione al Trofeo di Arco, scavalcando in classifica il russo Evgueni Ovtichinnicov (2°) e, il due volte campione del mondo, il ceco Tomasz Mrazek (3°). Al quarto posto un grande Flavio Crespi s’è visto sfuggire il podio per un niente. Così, l’attuale capo classifica della Coppa del Mondo è stato premiato con il Trofeo intitolato a Roberto Bassi, destinato all’atleta italiano che per due anni consecutivi si classifica primo tra gli azzurri. Parimerito con Crespi è l’olandese Jorg Verhoeven. Mentre il cortinese Luca Zardini, al suo 11° Rock Master, si è piazzato 9°, e il ventunenne torinese Fabrizio Droetto ha terminato al 12° posto.

E’ stato davvero un grande Rock Master con il Climbing Stadium affollato come non mai. Oltre che dai tantissimi spettatori e appassionati, i protagonisti del Rock Master sono stati applauditi anche dai campioni che hanno scritto la storia delle grandi competizioni ad Arco. Per festeggiare Arco e questi vent’anni di gare d’arrampicata sono intervenuti, infatti, anche Lynn Hill, Patrick Edlinger, François Legrand e Stefan Glowacz. E’ stata una vera festa che ancora una volta ha confermato Arco e la Valle del Sarca al centro della grande arrampicata mondiale.

L’Associazione Rock Master organizzatrice dell’evento ringrazia il Comune di Arco, la Provincia Autonoma di Trento, la Cassa Rurale dell’Alto Garda Trento senza i quali il Rock Master sarebbe impossibile. Va ricordato, inoltre, il fondamentale apporto degli uomini della Guardia di Finanza, dei Carabinieri e dell’Associazione Arco Climbing per il corretto svolgimento della manifestazione. E un doveroso ringraziamento va agli sponsor tecnici: La Sportiva, Cassin e The North Face.

30.8.05 – Rock master ad Arco il prossimo w-e

Sabato 3 e domenica 4 settembre 2005, ad Arco, si terrà l’annuale appuntamento con il Rock Master. Solo i più forti climbers del mondo possono partecipare e solo i più grandi di ogni epoca hanno vinto. Come tradizione al Rock Master seguirà il gran finale del Tofeo Lattisi. Ovvero ‘il duello’, una gara nella gara, tra i primi 4 classificati sia della categoria maschile sia di quella femminile del Rock Master. Si corre uno contro uno su due percorsi paralleli e uguali.
– Scheda Trofeo Rock Master
quando: Sabato 3 e domenica 4 settembre 2005
dove: Climbing Stadium di Arco, struttura con 18m di altezza e 15m oltre la verticale
formula: La classicissima gara di difficoltà si svolge in due giornate: la prova “a vista”, il sabato, e la prova sulla via “lavorata”, la domenica. I “punteggi” – leggi altezza raggiunta in ciascuna via – ottenuti dai singoli atleti si sommeranno per formare la classifica finale.
atleti: 10-15 climbers nella categoria maschile e 10-15 in quella femminile, invitati in base alla Classifica Mondiale Permanente.
– Scheda Trofeo Ennio Lattisi – “Il duello”
quando: domenica 4/09 (dopo la conclusione del Sint Roc Boulder Contest) – maschile
dove: Climbing Stadium
formula: I primi 4 della classifica finale del Rock Master si scontrano ‘uno contro uno’ in ‘duello’, su due percorsi uguali e paralleli. Chi arriva più alto vince, in caso di parità conta il tempo. I vincitori del primo round (1° contro 3° e 2° contro 4° del Rock Master) si affrontano, infine, nell’ultimo decisivo duello per la vittoria del Trofeo Ennio Lattisi.
atleti: I primi 4 della classifica finale (maschile e femminile) del Rock Master

19.08.05 Ritrovato il corpo di Gunther Messner sul Nanga Parbat

Planetmountain riporta da ieri la notizia, a firma di Francesca Colesanti, del ritrovamento dopo 35 anni del corpo di Guenther Messner, fratello di Reinhold. Leggiamo che “e’ stato lo stesso alpinista altoatesino a riconoscere gli scarponi e la giacca indossati dal fratello, allora 23enne. Lo riferisce il portavoce di Messner, Naeem Khan, da Islamabad, scrive la Welt online. Guenther Messner morì nel 1970 durante l’ascensione al Nanga Parbat (8.125 metri), una delle 14 vette oltre gli 8.000 metri nell’Himalaya. Sulla sua morte si sollevarono asprissime polemiche tra Reinhold e gli altri componenti della spedizione, che lo accusarono di aver abbandonato il fratello durante la salita per riservarsi da solo il merito dell’impresa. Messner invece aveva sempre sostenuto di essere arrivato in vetta col fratello e di averne perse le tracce durante la discesa, a causa di una slavina, sul versante opposto della montagna. Il ritrovamento conferma definitivamente la versione dell’alpinista altoatestino”.

09.8.2005: ripetuta “W Mejico Cabrones” in Civetta

Il 29 e 30 luglio gli alpinisti Alessandro Baù ed Enrico Marini hanno realizzato la prima ripetizione di “W Mejico Cabrones”, la via aperta in solitaria da Venturino De Bona nel 2001 sulla Nord-Ovest della Civetta (3220m). La via ha uno sviloppo di 1150 metri per 33 tiri di corda con difficoltà dal V al VIII-.

05.8.05: Edizione 2005 della Dolomiti Park Road

La corsa podistica a tappe, che si svolge all’interno del territorio del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi dal 12 al 14 agosto 2005, è ai nastri di partenza. La prima tappa è prevista a Ponte nelle Alpi, la seconda a Sedico e la terza ad Agordo. Dopo ogni tappa sarà diponibile un servizio bar/ristoro con bevande e prodotti tipici. Per le iscrizioni e qualsiasi info sulla manifestazione visitate il sito web www.dolomitiparkroad.it

– 1 TAPPA-venerdì 12 Agosto 2005
partenza/arrivo: Ponte nelle Alpi-Quantin
ritrovo h 16.30-partenza h 18.00
– 2^ TAPPA-sabato 13 Agosto 2005
partenza/arrivo: Sedico
ritrovo h 8.30-partenza h 9.30
– 3^ TAPPA-domenica 14 Agosto 2005
partenza/arrivo: Agordo
ritrovo h 8.30-partenza h 9.30

01.8.2005: liberata la Via Petit al Grand Capucin

Alexander Huber ha liberato la via aperta nel 1997 da Arnaud Petit e Stephanie Bodet sul Capucin: 8b il grado dato dal fuoriclasse tedesco. Altre info: www.bergsteigen.at/de/Bericht.aspx?ID=553

29.7.2005: PELMO D’ORO 2005

È stato reso noto l’elenco dei premiati con il Pelmo d’Oro 2005, ambita onorificenza alpinistica della Provincia di Belluno.

A Giuliano De Marchi, «alpinista e himalaista di eccezionale tempra e rigore morale», va il premio per quanto riguarda l’alpinismo in attività; il francese Pierre Mazeaud è stato invece insignito del Pelmo d’Oro per la carriera; a Wolfgang Thomaseth è stato attribuito il premio per la cultura alpina in virtù della sua esperienza di cineasta di montagna.

Viene quindi la volta della parte “speciale” della manifestazione.

«Scrittore e montanaro, alpinista e cacciatore, alpino e combattente; ha fatto conoscere al mondo gli orrori della guerra e la ritirata di Russia»: premio speciale della giuria 2005 a Mario Rigoni Stern. Sono previste anche due menzioni speciali per Pietro Sommavilla, grande scrittore di guide alpinistiche sulle Dolomiti ed apritore di numerosi nuovi itinerari,e Alessandro Masucci che ha svolto un’intensa attività in Dolomiti con centinaia di ripetizioni e 128 vie nuove. La cerimonia di premiazione del Pelmo d’Oro è programmata per sabato 6 agosto alle ore 10 nella sala congressi di Fusine, Zoldo Alto, nella Valle del Maè.

(rielaborazione da una news di Marco Conte su Intraisass)

19-20-21 agosto Festa d’Estate al Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi

Questa prima Festa d’estate al Parco sarà una tre giorni di musica e teatro, cinema ed iniziative culturali, ma anche occasione di incontro tra la gente ed gli operatori economici di Carta Qualità: il circuito dei prodotti tipici e certificati del Parco. In poche parole una bella occasione per passare qualche ora in serenità, ascoltando musica ed assaggiando i migliori prodotti delle Dolomiti Bellunesi, con l’occhio attento e partecipe al destino di uno dei luoghi più belli d’Italia.

PROGRAMMA
Venerdì 19 agosto 2005:
• dalle 15.30 Mercatino prodotti Carta Qualità del Parco con degustazione dei prodotti tipici.
• 16.30 Inaugurazione “Atelier Flora”. Pittura su porcellana di Flora Berger Reolon.
• 18.00 – 19.00 Spettacolo teatrale “L’amico albero” per bambini e famiglie con la compagnia Teatrodaccapo (BG) .
• 19.00 – 21.00 “ La cena del Parco ”. Cena con prodotti tipici di Carta Qualità.
Sabato 20 agosto 2005:
• dalle 10.30 Mercatino prodotti Carta Qualità del Parco con degustazione dei prodotti tipici.
• dalle 15.30 Intrattenimento per bambini con artisti di strada e passeggiate a cavallo.
• 16.30 – 17,00 Presentazione del progetto “al Parco con un sms” – promozione turistica della rete di ospitalità.
• 18.00 – 19,30 Spettacolo musicale di tango argentino con il gruppo “Manga de Tanos”.
• 19.00 – 21.00 “ La cena del Parco ”. Cena con prodotti tipici di Carta Qualità.
• 21.00 Incontro con l’alpinista Fausto De Stefani: presentazione della sua esperienza in Tibet e visione del documentario “Un uomo, un bambino, una montagna” realizzato con Carlo Alberto Pinelli.
Domenica 21 agosto 2005
• dalle 10.30 Mercatino prodotti Carta Qualità del Parco con degustazione dei prodotti tipici.
• dalle 15.30 Intrattenimento per bambini con le Guide del Parco e passeggiate a cavallo.
• 16,30 – 17.00 Presentazione del progetto “in diretta dalla natura” – promozione turistica e naturalistica del territorio.
• 18.00-19.00 Spettacolo teatrale “Buzzatti recita Buzzati” con Sandro Buzzatti ed accompagnamento musicale di Nelso Salton.
• 19.00 – 21.00 “ La cena del Parco ”. Cena con prodotti tipici di Carta Qualità.
• 21.00 Spettacolo musicale con il gruppo Swingin’ Jazz Orchestra
Sede
Villa Binotto, P.le Zancanaro
FELTRE

11.7.05 Seconda solitaria Pilastro Bee dell’Agner

Leggiamo dal sempre interessante blog di IntraiSass (http://www.intraisass.splinder.com/) un pezzo di Carlo Caccia in cui viene data notizia della seconda solitaria del Pilastro Bee dell’Agner da parte del veronese Nico Rizzotto.
Riporto fedelmente: “[…] allora eccoci qui a raccontare la sua ultima avventura: una scalata da sogno sulle tracce di Riccardo Bee. Ci aveva già provato in due occasioni Nico, sempre solo soletto, ad incontrare il formidabile Riccardo – prima quest’inverno sulla nord dell’Agner (lungo la Holzer-Messner) e poi poche settimane fa sullo Spiz di Lagunaz (su quel Pilastro dei Bellunesi per anni rimasto avvolto nel mistero) -, ma il maltempo non lo aveva lasciato in pace. Questa volta, però, tutto è filato nel verso giusto e il singolare a tu per tu non è mancato. Insomma, tra sabato 2 e lunedì 4 luglio, con due bivacchi in parete, allo schivo veronese è riuscita la seconda solitaria del Pilastro Bee dell’Agner, salito per la prima volta dal fenomenale ingegnere e accademico (senza compagni, ecco il perché della medaglia d’argento di Nico) tra il 19 e il 20 luglio 1982 e poi ripetuto soltanto una volta, il 1° agosto 2000, da Ivo Ferrari e Mauro Chenet. Così Rizzotto non si è trovato soltanto sulle tracce di Bee ma anche su quelle del bergamasco, che sull’Agner (in solitudine) ne ha combinate di tutti i colori – l’ultima cavalcata soltanto poche settimane fa. “Eh, me la sentivo dentro – racconta Nico -. Una grande via di sette-ottocento metri e un grandissimo Bee, una spanna sopra tutti. Una di quelle vie strane che ti lasciano pensare… Ricordo bene il tiro chiave, A1 e VII: un po’ di artificiale con l’unica staffa che mi son portato e poi run out in libera, alcuni metri… fino ad un friend liberatorio. Sì, perché in parete ho trovato proprio poca roba – tre chiodi in tutto, un paio lasciati da Ivo, e forse un paio di cunei – e ho dovuto guardarmi in giro bene per non perdermi… E la roccia sul facile non è poi così bella, tanto che anche sul terzo grado ho preferito autoassicurarmi”. Che dire? Bella salita davvero.

20.6.05 – Bouldering mondiale a Fiera di Primiero: Bibik e Pouvreau

Successo di Olga Bibik (RUS) e di Gérome Pouvreau (FRA) nella terza prova di Coppa del Mondo di arrampicata bouldering disputata ieri notte a Fiera di Primiero (TN). Una gara massacrante per i 24 finalisti, decisa all’ultimo blocco. Christian Core finisce 12° e retrocede al 3° posto in CdM, bravo Gabriele Moroni (9°).

Classifica femminile:

1) Bibik Olga (RUS); 2) Levet Sandrine (FRA); 3) Abramtchouk Ioulia (RUS); 4) Theroux Corinne (FRA); 5) Abgrall Emilie (FRA); 6) Bezhko Olga (UKR); 7) Bacher Barbara (AUT); 8) Asher Elizabeth (USA); 9) Son Mèlanie (FRA); 10) Combaz Celine (FRA); 11) Cruz Esther (ESP); 12) Aguirre Leire (ESP).

Classifica maschile:

1) Pouvreau Gérome (FRA); 2) Fischhuber Kilian (AUT); 3) Earl Andrew (GBR); 4) Dulac Daniel (FRA); 5) Julien Stephane (FRA); 6) Meyer Jérome (FRA); 7) Croxall Mark (GBR); 8) Kazbekov Serik (UKR); 9) Moroni Gabriele (ITA); 10) Laurence Ludovic (FRA); 11) Caleyron Thomas (FRA); 12) Core Christian (ITA).

15.6.05 – La nuova rivista dei Ragni di Lecco: Stile Alpino

E’ uscito in questi giorni “Stile Alpino”, il n° 0 della rivista dei Ragni di Lecco. Vi presentiamo, in breve, cosa si propone la redazione assieme al sommario, ad alcuni estratti degli articoli di questo numero e alle indicazioni di come si può reperire.

– L’idea
Leggendo Alpinist e l’American Alpine Journal abbiamo avuto l’ispirazione per costruire il primo numero di Stile Alpino, e se conoscete queste due influenze potete immaginarne il contenuto; passione, emozioni, avventure, tentativi sul filo dell’incertezza, senza distinzioni e pregiudizi sulla commistione Alpinismo / Arrampicata.
– Cos’è Stile Alpino
Non è una rivista di cronaca, per quella c’è Internet e le riviste che ci sono già; è una rivista di approfondimento che sogna di far sognare, soprattutto i più giovani di noi. Vuole avere un respiro internazionale anche se è destinata soprattutto a Lecco e dintorni, affinché chi ama l’alpinismo conosca cosa succede veramente nel mondo a livello di “punta”, dove sono i nuovi orizzonti e le nuove idee. Insomma, c’è molta presunzione, e parecchia voglia di far bene.
– Dove reperire la Rivista
Sede CAI di Lecco, Martedì e Venerdì sera
LECCO, Edicola Centrostampa di piazza XX settembre
Bar Monica, San Martino di Val Masino
Spedizione a privati previo bonifico di 5 Euro, comprensivo di spese di spedizione, su
Ragni di Lecco CONTO CORRENTE 46990 Coordinate bancarie CIN G ABI 03104 CAB 22901
E’ in corso di apertura un conto corrente postale; sul sito verranno di volta in volta aggiornati i nomi di nuovi distributori ( negozi, librerie )

SOMMARIO del N. 0 del 1 Giugno 2005
STORIA Cerro Torre: sogno ed incubo di generazioni. di Mario Conti
ATTUALITA’ Badile d’Inverno : tre racconti diversi per un’esperienza unicadi Matteo Bernasconi, Stefano Pizzagalli, Rossano Libera
EXTRAEUROPEO Sudamerica: un viaggio in Cile nella valle Brujodi Giovanni Ongaro
SALITE D ‘AUTORE Mick Fowler: rischio di classedi Mick Fowler
RITRATTI DI ALPINISTI Patrick Berhault: la naturalezza
LIBERA Free Climbing 2004 di Simone Pedeferri

30.5.05 – Crespi ancora al top in coppa del mondo

Dopo una vittoria ed un secondo posto, ecco che il nostro Crespi in Austria torna sul gradino più alto del podio. Secondo dopo la semifinale, guadagna la vittoria con un top di finale.

http://wettkampf.sportzentrum.at/wcimst05/ per le classifiche

26.5.05 – LE ALTE VIE IN EUROPA

[Leggiamo sul Blog di INTRAiSASS un post di Marco Conte]
Da diversi anni la crisi delle presenze sulle Alte Vie delle Dolomiti è una realtà considerata ormai cronica. L’Amministrazione Provinciale di Belluno non si rassegna tuttavia a subire passivamente la disaffezione dei turisti alpini nei confronti di questi classici percorsi d’alta montagna, e pensa dunque ad un piano di rilancio che passa attraverso la cooperazione transfrontaliera. Dalle pagine del Corriere delle Alpi di domenica l’assessore Teddy Soppelsa annuncia infatti l’intenzione di istituire un allungamento per le Alte Vie n. 2 e 6, che vedrebbero spostati i rispettivi punti di partenza in territorio austriaco.
Nell’articolo firmato da Marcella Corrà si legge anche che i due percorsi cambieranno con ogni probabilità anche la denominazione, diventando rispettivamente le Alte Vie Europa 2 e 6: la prima delle due avrà inizio a Innsbruck, e dopo quattro tappe attraverserà il confine di Stato nei pressi del rifugio Europa, prima di raggiungere con altri cinque giorni di cammino l’attuale tracciato da Bressanone a Feltre; il parco degli Alti Tauri costituirà invece la nuova partenza del secondo itinerario, che proseguirà in direzione del Peralba e di Sappada, per poi finire come oggi a Vittorio Veneto.
«Il prolungamento verso l’Austria consente di poter passare 4, 5 giorni su percorsi nuovi,» sottolinea ancora Soppelsa, «e speriamo che i turisti austriaci possano essere attirati a visitare anche le Dolomiti Bellunesi». Qualche anno addietro, ricordiamo, la Provincia aveva anche approvato un progetto di rilancio per l’Alta Via n. 1 da Bràies a Belluno, mediante la realizzazione di un sito internet e la stampa di 10.000 CD-Rom. Il censimento dei passaggi non sembra tuttavia ancora rilevare un’inversione di tendenza positiva: nel giro di pochi anni la frequentazione degli escursionisti su questo tipo di itinerari presenta flessioni pari addirittura al 50%.

Postato da: marcoconte
http://www.intraisass.splinder.com/

11.5.05 – IL FILM BRASILIANO “EXTREMO SUL” VINCE IL 53° TRENTO FILMFESTIVAL

Per la prima volta nella sua storia il Trentofilmfestival premia con il massimo riconoscimento un
film brasiliano. Tra i 45 film in concorso, la Giuria internazionale presieduta dalla regista Stefania Casini ha attribuito il più prestigioso riconoscimento del Trentofilmfestival – la Genziana d’Oro “Gran Premio Città di Trento” – al film Extremo Sul dei registi brasiliani Monica Schmiedt e Sylvestre Campe, che tra pochi giorni verrà presentato ai distributori di tutto il mondo come una delle proposte di punta del’industria cinematografica brasiliana al mercato del Festival di Cannes, e di cui è imminente l’uscita sugli schermi brasiliani.
La Genziana d’Oro per il miglior film di montagna è andata a The Devil’s Miner, film dei registi Rochard Ladkani e Kief Davison, a pochi giorni dalla menzione per la miglior regia documentaria ottenuta al Tribeca Film Festival.
Al film che, raccontando l’ultima impresa del grande alpinista francese Patrick Berhault, ne disegna un toccante ritratto, Sur le fil des 4000 del regista francesce Gilles Chappaz, è stata assegnata la Genziana d’Oro del Club Alpino Italiano per il miglior film di alpinismo. Assegnate anche tre Genziane d’Argento in altrettante categorie tematiche.
Per il miglior film di sport e avventura sportiva al documentario dell’austriaco Kurt Mayer Erik(a), la controversa storia raccontata in prima persona di Erika/Erik Schinegger, ex campionessa mondiale di sci alpino, che con il suo caso ha portato alla luce nel mondo dello sport il delicato tema dell’identità sessuale. Per il miglior film di esplorazione la genziana d’argento è stata assegnata a Giant grizzly del regista Andreas Kieling (Germania), documentario su un gruppo di ricercatori che indagano sulla vita dei grandi orsi grizzly. La genziana d’argento per il miglior film di ambiente montano è stata infine assegnata a The gorillas of my father di Adrian Warren (Austria), l’avventura di un uomo che, molti anni dopo il nonno, riparte alla scoperta di una specie quasi in via di estinzione in paesi dove anche gli umani, sono alle volte, vittime dalla crudeltà dell’uomo.
Il Premio Speciale della Giuria è andato al film Tibet – Cry of the snow lion dell’americano Tom Peosay, un articolato documentario sulla difficile situazione politica e religiosa nel Tibet controllato dal Governo Cinese. Tutti i film premiati sono stati presentanti in concorso a Trento in anteprima assoluta per l’Italia e verranno proposti prossimamente dal Trentofilmfestival in serate speciali organizzate in diverse città italiane.

04.5.05 – Comunicato stampa di Mountain Wilderness sulla proposta di illuminazione del Monviso

Dal sito di MW:
E’ del 1° di aprile la notizia che la Comunità montana delle valli Po, Infernetto e Bronda ha indetto un bando di gara per illuminare il Monviso “a giorno” durante 10 o più notti delle Olimpiadi di Torino 2006, ma sfortunatamente non si tratta di un ”pesce”.
Il progetto è già stato appaltato alla società “Sole” e la Comunità ha già pronti 10.000 euro da spendere per una prova operativa, che dovrebbe tenersi entro 20 giorni.
L’operazione costerà 75.000 euro, ma gli amministratori locali si dicono sicuri di riuscire a trovare gli sponsor che possano aiutarli a sostenere luna simile spesa.
I criteri di aggiudicazione sono stati molto semplici: vince chi lo illumina meglio e fa pagare di meno.
Nessun riferimento al consumo energetico, al sicuro e grave disturbo della fauna, all’inquinamento acustico dei generatori o all’impatto ambientale delle strutture che dovranno essere poste in loco, nessuna consulenza naturalistica.
L’individuazione del luogo è lasciata alla ditta appaltatrice senza alcun altro vincolo ambientale se non quello di rimuovere tutto a fine spettacolo. Sarà ovviamente consentito l’uso degli elicotteri e l’installazione di ricoveri temporanei sia per le attrezzature che per gli operatori addetti.
Il funzionamento dell’impianto artistico dovrà essere garantito anche in condizioni climatiche estreme; l’occasione è di quelle da non perdere.
E’ grave che a proporre questo progetto siano state proprio le così dette “valli minori”, valli che dovrebbero puntare sulla cultura del rispetto e del rapporto armonioso tra uomo e natura per catturare i turisti di cui indubbiamente hanno bisogno.
E’ grave che pur di farsi pubblicità si sia disposti a veicolare un’immagine di sé così idiota ed insensata, in barba alla crisi energetica, al Protocollo di Kyoto ed al rispetto dell’ambiente.
Forse l’entusiasmo per avere finalmente trovato il modo di farsi notare, inserendosi nel discutibile palcoscenico delle Olimpiadi invernali del 2006, ha fatto perdere un po’ la testa a chi da sempre è rimasto all’ombra delle celebrate e consumate valli torinesi.
Una cosa è certa: nessun amante della natura potrà mai apprezzare questo gesto.
“Il Monviso è il nostro testimonial” dice Aldo Perotti, presidente della Comunità, dimenticandosi forse per un attimo che non si tratta di uno sfondo disegnato sul cielo, né di un monumento o di una strada, ma di una montagna, un “pezzo di natura” e quindi di vita.
Non sarà riducendolo ad un “poster vivente” e sperperando energia che conquisteranno il cuore dei turisti che vanno cercando, né d’altro canto potranno catturare quello di tutti coloro che lo ammireranno dalle chiassose e confuse valli Olimpiche: troppo poche le funivie, troppi pochi gli alberghi di lusso.
Il contenuto culturale di questo gesto è molto grave e Mountain Wilderness si oppone con forza a questa iniziativa (che agli occhi dei più potrebbe passare per un’innocua barzelletta) chiedendo un intervento forte e tempestivo di enti ed associazioni.
Cristiano Ghedini
Contatti:
ghedini@mountainwilderness.it

02.5.2005 – Grandi risultati in gara per Crespi: a Puurs, in Belgio, questo week end si è svolta la seconda prova della Coppa del Mondo di Difficoltà 2005. Ancora un grande risultato per Flavio Crespi che si piazza secondo, dietro a Ramon Puigblanque. Grazie alla vittoria nella prima prova resta così al comando della classifica di coppa. In campo femminile, secondo successo di fila per l’austriaca Eiter.

29.4.05 – Al via tra una settimana il secondo Melloblocco: dopo il successo della scora edizione, le Guide Alpine della Lombardia organizzano anche quest’anno l’evento nr 1 del panorama boulder europeo, che si terrà il 7 e l’otto maggio 2005. La manifestazione è patrocinata dalla Regione Lombardia (Ass. Giovani Sport e Pari opportunità), dall’International Council for Competition Climbing, dalla Comunità Montana della Valtellina, dalla Provincia di Sondrio, dal Comune di Valmasino e dal Consorzio Porte di Valtellina. Anche alcune aziende del settore come La Sportiva, Eider e Petzl contribuiscono alla riuscita dell’evento. Risonanza mediatica è assicurata da Planetmountain e Pareti.

IL PROGRAMMA:
– Sabato 7 maggio
Ore 09.00 ritrovo c/o ufficio manifestazione (Centro Polifunzionale della Montagna – Filorera), registrazione iscrizione (quota 8¤), consegna pacco gara
Ore 10.30 spostamento in navetta gratuita al parcheggio in Val di Mello con orario continuato
Ore 11.00-17.00 arrampicata sui blocchi segnati nella carta della manifestazione allegata al pacco gara. Alla base dei problemi più difficili dotati di montepremi ed evidenziati nella carta sarà presente un giudice che annoterà il pettorale di chi riuscirà a risolvere il problema.
Ore 22.00 incontro presso il Centro Polifunzionale della Montagna con musica dal vivo e proiezione di filmati
– Domenica 8 maggio
Ore 10.00-15.00 spostamento in navetta gratuita al parcheggio in Val di Mello con orario continuato e arrampicata sui blocchi segnati nella carta della manifestazione.
Ore 17.00 chiusura della manifestazione e saluto delle autorità c/o il Centro Polifunzionale della Montagna. Consegna dei premi a chi è riuscito sui blocchi più difficili e sorteggio dei premi in materiale tra i partecipanti.
Altre info su http://www.planetmountain.com/rock/boulder/melloblocco2005/info.html

28.4.05 – La lunga notte di Shackleton: il 06 maggio alle 11 presso la Biblioteca Comunale di Trieste l’autrice MIRELLA TENDERINI presenta il suo ultimo libro LA LUNGA NOTTE DI SHACKLETON (coll.Le Tracce, CDA&VIVALDA). L’incontro sarà supportato da una proiezione di immagini d’epoca, dalla lettura di brani tratti dall’opera e da intermezzi musicali. L’incontro è organizzato da Montagne di Libri, nell’ambito del Filmfestival di Trento, in collaborazione con CDA&VIVALDA.
Ernest Shackleton, l’esploratore polare più amato e seguito dal pubblico nei primi lustri dell’Ottocento, è tornato prepotentemente alla ribalta negli ultimi anni. Nuovi libri e un film di successo sono stati dedicati alla sua spedizione del 1914-1917 – con la nave Endurance – che fallì e rischiò di volgere in tragedia, ma che grazie a un’azione di incredibile audacia si trasformò nella più straordinaria storia di salvataggio di tutti i tempi. La lunga notte di Shackleton ripropone il personaggio di Shackleton attraverso gli episodi più noti della sua vita e quelli più trascurati o addirittura sconosciuti – la traversata dell’ Oceano Antartico in scialuppa scoperta e il superamento delle montagne della Georgia Australe, ma anche l’ascensione del monte Erebus, il legame con i suoi uomini e la rivalità con Robert Scott – ponendolo a confronto con gli altri protagonisti delle esplorazioni polari dell’era eroica. (dal sito www.cdavivalda.it)

19.4.05 – Daniel Andrada suggerisce il 9a+/b per la sua ultima via: leggiamo su 8a.nu la notizia di questo nuovo exploit di Daniel Andrada, cui abbiamo entusiasticamente dedicato la precedente news, nella quale, banalmente, profetizzavamo che il suo curriculum sarebbe stato “presto destinato a diventare obsoleto”. Ebbene si, pare che questo sia avvenuto di già: il 16 di questo mese il forte arrampicatore ha dichiarato di avere salito “la novena enmienda” a Santa Linya, suggerendo il grado 9a+/9b…

12.4.05 – Andrada in gran spolvero: in quest’inizio d’anno, Daniel Andrada piazza la bellezza di quattro vie lavorate tra l’8c+/9a ed il 9a+. Impressionante questo ragazzo, sempre al top del grado lavorato e a vista, ma ora più che mai in palla.
Da 8a.nu ecco il suo curriculum sportivo, destinato presto a diventare obsoleto:

9a+ Definiciòn de…demòcrata Terradets FA, Resis hard 9a
05.04.08 travers de la enmienda sta.linya FA, 8c+/9a
05.03.10 Definiccion de resis Terradets FA
05.03.02 Esperanza Colmenar 8c+/9a FA, granit
05.01.30 Seleciò natural 8c+;9a Santa Linya FA, bonita 8c+/9a
04.02.12 Alhakàn El Chorro FA, /8c+ 8c+
05.02.07 Novena puerta Santa Linya FA
05.01.26 Pena Maximùn St. Mongai FA
05.01.02 Blomu Sta. Linya Santa Linya FA
04.11.17 Otra lecciòn màs Terradets FA, /8c
04.11.11 Lecciòn 8 Terradets
04.11.05 taladrina-Nuria Cuenca FA, /8c
04.10.06 Blomu Cuenca Cuenca FA, resistente
04.03.11 Los Harris Arico FA
04.02.23 Q.T.R El Chorro FA, /8c

05.4.05 – Richiodature alla “Passerella”: uno dei chiodatori della Passerella (settore destro della Parete dei Falchi di Soverzene) ci informa che sono stati recentemente richiodati 2 tiri tra i più interessanti della falesia: “porcospino” e “bere manco”. Inoltre è stata messa a norma la sosta di “Laura e il camionista”.

31.3.05 – a maggio presentazione di UP 2005: lunedì 2 maggio alle ore 11 sarà presentato al FESTIVAL DI TRENTO (Biblioteca comunale di Trento – Sala degli affreschi) l’ultima fatica editoriale di Erik Svab, Eugenio Pinotti e Maurizio Oviglia: UP, annuario europeo di alpinismo 2005. Come ci segnala la casa editrice Versante Sud, il volume di quest’anno conterrà 7 articoli di approfondimento per raccontare le idee, le persone e le vicende che hanno caratterizzato un anno di attività verticale, 4 Sezioni per raccontare cronologicamente tutto quello che è successo sulla roccia, sul ghiaccio, nel mondo del boulder e in quello dell’alpinismo di alto livello, 60 Nuove proposte di arrampicata descritte con disegni e piantine, 75 Segnalazioni di riviste e pagine web da tutta europa, le vie mitiche – “IL PESCE” con relazione aggiornata.

All’interno:

A VISTA – LAVORATO
di Maurizio Oviglia
FRED ROUHLING
Intervista di Frédéric Moix
ELBSANDSTEIN
di Ralf Glaser
Tra vette e blocchi
PHILIPPE MUSSATTO
Intervista di Maurizio Oviglia
Presentazione di Benoit Robert
RUSSIA
di Liana Darenskaya – Arkadi Klepinin
Perchè gli alpinisti russi non possono fallire
BRITISH STYLE
di Mick Fowler
FREDDOŠ MOLTO FREDDO
Racconto di Rolando Larcher sulla via AKUT in solitaria invernale

29.3.05 – Terzo 9a per Ramon Julian Puigblanque: il giorno di Pasqua, il forte arrampicatore spagnolo che due annetti fa piazzò il 9a+ di “la Rambla”, ha concatenato il suo terzo 9a della carriera. “Selecció natural”, via salita a Santa Linya in due giorni, con complessivi 7 tentativi, si aggiunge a Estado Critico e KinematiX, concatenate rispettivamente nel marzo del 2004 e nell’agosto del 2002.

Film Festival di Trento: presentazione dell’edizione 2005

Si è tenuta a Roma la conferenza stampa per presentare l’edizione 2005 del Film Festival di Trento. Molte le novità, dal simbolo, al nuovo direttore sino al nome della manifestazione. I film in concorso saranno esaminati da una prestigiosa giuria internazionale composta da: Børge Ousland, esploratore polare norvegese; Bernard Amy, scrittore e alpinista francese; Stefania Casini, regista documentarista italiana; Valèrie Kaboré, regista del Burkina Faso; Robert Schauer, alpinista austriaco e direttore del Berg-Filmfestival di Graz.
Per la prima volta al mondo, un festival di cinema potrà essere seguito ogni giorno in diretta attraverso la rete internet. Verranno trasmessi contenuti audio/video via internet, in diretta o in differita.
www.mountainfilmfestival.trento.it

14.3.05 -21 Marzo Presentazione del Volume “Dove qualcosa sfugge: lingue e luoghi di Buzzati”

Aula Magna Fusaro dell’Università IULM
Palazzo Borgasio
Via Luzzo 13 – Feltre

Lunedì 21 Marzo ore 17.30 presentazione del volume
Dove qualcosa sfugge:
lingue e luoghi di Buzzati
di Patrizia Dalla Rosa
Grafiche Crivellari – Ponzano V.to (TV)

L’Associazione Internazionale Dino Buzzati e il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi invitano la S.V. alla presentazione del libro di Patrizia Dalla Rosa, Dove qualcosa sfugge: lingue e luoghi di Buzzati, pubblicato dagli Istituti Editoriali e Poligrafici Internazionali di Pisa e Roma nella collana dei “Quaderni del Centro Studi Buzzati”. Interverranno il prof. Daniele Barbieri dell’Università di Urbino e il dott. Enrico Vettorazzo, dell’Ente Parco. Saranno presenti l’autrice e la direttrice del Centro Studi Buzzati. Alla presentazione del volume seguirà la cerimonia di consegna delle borse di ricerca, offerte per il 2005 dal Centro Studi Buzzati grazie ad alcune generose elargizioni.

08.3.05 – Mountain Wilderness in difesa della Forca Rossa: 2 giorni con la Tenda Gialla per bloccare lo scellerato progetto di collegamento sciistico attraverso la “Forca Rossa” e la val Franzedas: una grande mobilitazione unitaria in difesa della Marmolada. Domenica 13 marzo 2005: Raduno scialpinistico a Forca Rossa (Passo San Pellegrino – Valfredda, Marmolada). Durante l’autunno 2004, specialmente nel versante del Veneto (Falcade), sono ritornate vigorose le intenzioni di aggredire con un collegamento sciistico di notevole impatto ambientale e paesaggistico i versanti che da Passo San Pellegrino portano a Forca Rossa per scendere in Val di Franzedas e raggiungere Malga Ciapela.

E’ una ipotesi di collegamento che l’associazionismo ambientalista unito (WWF, MountainWilderness e SOS Dolomites) aveva già sconfitto negli anni ’80 e che oggi viene riproposto inassenza di una qualunque minima valutazione d’incidenza ambientale e di sostenibilità economica esociale. Mountain Wilderness Italia ritiene necessaria una grande mobilitazione preventiva di tutto l’associazionismo ambientalista e alpinistico per riuscire a fermare qualunque ipotesi progettuale in materia attraverso un’azione talmente intensa che ci porti ad aver difeso una volta per tutte questo straordinario palcoscenico paesaggistico costituito dalla conca di Fuchiade, Valfredda e Val diFranzedas. Come certamente saprete in Trentino si sta costruendo un progetto di grande respiro di valorizzazione del patrimonio storico, alpinistico, ambientale e paesaggistico del gruppo della Marmolada. Nel Veneto invece si procede con la cultura dell’assalto (rifacimento della funivia Malga Ciapela-Punta Rocca, collegamento sciistico sul versante Nord verso il ghiacciaio trentino, eliski e collegamento con Forca Rossa). Una grande mobilitazione ci può portare ad esportare il progetto di recupero ambientale e storico anche nel Veneto e quindi a ritrovare nella Marmolada quei valori che in questi ultimi quaranta anni sono stati offesi ed umiliati. L’appuntamento è quindi per domenica 13 marzo su Forca Rossa (ore 8.30 al parcheggio di Valfredda, partenza degli escursionisti con racchette da neve ore 9.00, partenza degli scialpinisti ore 9.30). Per chi fosse interessato c’è la possibilità di pernottamento presso il rifugio Flora Alpina (punto di ritrovo della domenica) per prenotazioni tel 0437.599150.
Per partecipare contattare:
Luca Dellantonio
email: dellantonio@aliceposta.it
Tel: 349.8733422

08.3.05 – Karo e Grmovsek sul Torre con partenza da seduto: i due membri della spedizione slovena “Patagonia Expedition 2004”, Silvo Karo e Andrej Grmovsek, dopo due salite veloci nel gruppo del Fitz Roy, si si sono dedicati alla creazione della “Slovenian start for Cerro Torre”, una lunghissima salita non-stop (1700 m di dislivello e 3 km di sviluppo) che partendo dalla base del Cerro Torre arriva fino in cima. Così, Karo e Grmovsek, sintetizzano questa loro lunga cavalcata: “si sale dapprima per la via “Rubio y azul” (6c, 350m) sulla Torre de la Media Luna, per poi continuare su terreno vergine (con difficoltà fino al 6c+) e una serie di calate fino alla Torre Pereyra e poi al Colle della Speranza. Da qui la via continua fino in cima seguendo la storica “Via del Compressore” (6b, A1+, 65°, 900m)”. [news ripresa da Planetmountain.com]

03.3.05 – Domani sera a Trieste, serata con Miotto: venerdì presso la sala del Teatro di Via Don Sturzo avrà luogo l’incontro con il fortissimo dolomitista Franco Miotto, accademico del CAI e protagonista di grandi imprese alpinistiche su Burel, Schiara, Pelmo e Pale di San Lucano. Famoso anche per i temerari viàz che ha percorso, egli ci racconterà le sue avventure a voce e con proiezione di diapositive. Presenterà la serata Spiro Dalla Porta Xydias.

01.3.05 – Piolet d’Or 2004 ai russi dello Jannu: il prestigioso premio alpinistico è andato alla spedizione russa che nel maggio/giugno del 2004 ha scalato la grandiosa parete N dello Jannu, vetta himalaiana di 7710m. Le difficoltà incontrate dagli 11 alpinisti nei 50gg di assalto sono state di 6b/A3+, M6 per 2100m di via.

28.2.05 – Chiusa la falesia di Rocca Pendice: con un decreto dello scorso 22 febbraio, il presidente dell’Ente Parco Colli Euganei ha disposto il divieto, fino a tutto il prossimo 30 maggio, di arrampicare sull’intera parete est di Rocca Pendice. Il divieto, deciso dopo aver consultato le locali sezioni del CAI e della LIPU, è motivato dalla necessità di salvaguardare la nidificazione del falco pellegrino, presente da qualche anno sulle rocce euganee. Già l’anno scorso era stato deciso di vietare l’arrampicata in un tratto della vasta parete, ma tale restrizione non aveva dato i risultati sperati ed i falchi avevano abbandonato il nido, forse perchè disturbati. Per non incorrere in possibili sanzioni da parte della Commissione Europea (la zona è infatti soggetta a tutela ai sensi delle direttive n. 79/409 e 92/43 CE), l’Ente Parco si è perciò visto costretto ad adottare misure più drastiche. Si ricorda che chi trasgredisce al divieto è passibile di sanzione a norma di legge. Resta liberamente arrampicabile anche nel periodo in questione l’intero versante ovest di Rocca Pendice (cosiddette Numerate).

23.2.05 – Nuove richiodature sulla falesia “Passerella”: tra le vie “Numero 8” e “Numero 10” della falesia della Passerella sono stati di recente richiodati alcuni tiri sulle uniche vie multipitch del settore. Sulla base di quanto ci ha riferito il chiodatore, la roccia è ovunque fantastica, è necessaria una corda da 60m e per andare a provare i passaggi è opportuno attendere che la pioggia ripulisca un po’ la parete. Di seguito, ecco lo schizzo che ci è stato inviato.

20.2.05 – Successo della serata in ricordo di Riccardo Bee: lo scorso venerdì sera, alle 20.45, si è finalmente svolta una serata che in molti attendevano da tempo. Grazie all’impegno di Fausto Durante, organizzatore dell’evento, e dei vari ospiti intervenuti, dopo più di vent’anni è stato ricordato un grande dell’alpinismo bellunese, Riccardo Bee. Egli, in cordata con Franco Miotto e con altri forti concittadini come Gianni Gianneselli, ha segnato grandi imprese alpinistiche soprattutto sulle pareti del Burel, dell’Agnèr e delle Pale di San Lucano: vie nuove in ambienti repulsivi, prime solitarie e prime ripetizioni invernali, il tutto senza divismo o clamore alcuno. Tra gli altri hanno ricordato l’amico ed il compagno di corda, con parole tra il commosso ed il nostalgico, il fratello di Riccardo, G.Gianneselli, Vecchietti, De Martin, Neri. Belle diapositive sono infine state proiettate a mostrare sia il Bee alpinista che il Bee uomo.

Luca Bridda

Luca Bridda

Fondatore di www.abcDOLOMITI.com, laureato con master, lavora da oltre 10 anni nel settore Human Resources e nel settore marketing-vendite. Pubblica articoli per le più note riviste dedicate alla montagna e all’alpinismo, è appassionato da vent'anni di alpinismo e arrampicata sportiva.

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