Bella escursione di due giorni in un gruppo dolomitico "minore" ma di rara bellezza. Pernottamento al Bivacco Vaccari in posizione eccezionale! Schizzo
PRIMO GIORNO: dal Rifugio Padova (1287 m), raggiungibile in automobile da Domegge di Cadore, si prende il sentiero 346 che, prima nel bosco e poi tra mughi e prati, porta facilmente alla Forcella Scodavacca (2043 m; ore 2:00). Scavalcata la sella, ci si tuffa sul versante opposto, osservati con severità dalla bella Torre Berti tra splendide visioni di cime e pinnacoli. Circa a quota 1600 m occorre fare attenzione perchè bisogna lasciare il sentiero e imboccarne uno, sempre ben segnato e facile, che si stacca sulla sinistra (Anello Bianchi) e porta verso il Cason del Boschet sulla sinistra idrografica della valle. Proseguendo ancora lungo l'evidente traccia (340), si perde un po' di quota e si aggira La Mescola pervenendo al bivio col sentiero 348 che conduce al Passo della Mauria. A noi interessa seguire ancora il sentiero 340 che assai ripidamente conduce alla Forca del Cridola (2176 m). Questo tratto è effettivamente un poco disagevole perchè franoso e non sempre chiarissimo ma non tecnicamente difficile: fare attenzione. Dalla Forca si scende verso ovest nella sassosa Cuna, fino al visibilissimo Bivacco Vaccari (2050 m; 9 posti letto; acqua scendendo ad ovest per 20 minuti). Posizione superba! (ore 4:00 dalla Forcella Scodavacca; ore 6:00 complessivamente; dislivello in salita: 1400 m)
SECONDO GIORNO: dal Bivacco si scende verso ovest lungo il sentiero 340 che dopo pochi minuti bisogna però abbandonare per il ben più faticoso e ripido sentiero 344 che si stacca a sinistra e che è inciso sul ghiaione che scende dalla Tacca del Cridola (2290 m), nostro prossimo obiettivo. Questo entusiasmante varco offre un panorama davvero sorprendente e obbliga a qualche foto di rito (ore 1:45 circa). Quel che resta da fare, ora, è discendere la scoscesa gola del versante sud raggiungendo in breve il santiero 346 poco a ovest della Forcella Scodavacca. Ripercorrendo a ritroso il tratto di sentiero 346 fatto il giorno prima, si torna stanchi ma appagati al rifugio Padova (ore 3:30 complessivamente; 500 m di dislivello in salita).