Schiara (2565 m) e Monte Pelf (2502 m) – vie ferrate e vie normali di salita

Salita infinita, con dislivelli positivi enormi, che è necessario frazionare in due tappe dormendo al Rifugio VII Alpini o al Bivacco del Marmol, ma che è a dir poco entusiasmante! Si sale in groppa alla Schiara percorrendone la parete sud e le creste, poi si “conquista” pure il Pelf, che della Schiara appare come un marito un tantino succube, e si ritorna infine all’auto stravolti ma consapevoli di aver compiuto una due giorni del massimo impegno. Tre saranno i percorsi attrezzati in carniere (Ferrata Zacchi, Ferrata Berti e Ferrata Guardiano) e due le vette raggiunte. Proposta ideale per chi ama le ferrate ma anche per coloro che prediligono gli ambienti severi e le traversate di cresta. Si raggiungono due vette di tutto rispetto e si viene ammessi al cospetto della Gusela del Vescovà…ma a caro prezzo: 2200 m di dislivello e due giorni di fatiche sul filo dell’abisso.

Zona: Dolomiti, Gruppo della Schiara.
Dislivello in salita: 1900 m circa per la salita alla Schiara; altri 300 m per la salita al Pelf.
Difficoltà: EEA – ferrata molto difficile (Zacchi); difficile (Berti); med. difficile (Guardiano).
Tempi: ore 6.30 per la cima della Schiara, ore 7.30-8.00 fino alla cima del Pelf; ore 11-12 complessivamente.
Cartina: Carta Topografica Tabacco 024 – PREALPI E DOLOMITI BELLUNESI

// Relazione
Da Belluno si guida l’auto verso l’abitato di Bolzano Bellunese e da qui si seguono le indicazioni per il Rifugio VII Alpini. Presso Casere Bortot (694 m) si parcheggia e si imbocca (cartello) la strada percorribile dai mezzi forestali che porta il segnavia CAI 501. Più oltre la strada si trasforma in sentiero ben segnato, prima in piano, poi in discesa, quindi decisamente in salita. Si tralasciano altri segnavia che si staccano lateralmente (per Forcella Mompiana, Monte Cirvoi e Bivacco Medassa) e si prosegue sempre per il 501, superando infine il pendio detto “il Calvario”, oltre il quale sorge il rifugio (1490 m; ore 2.30).
Dal rifugio si sale verso la parete della Schiara, in corrispondenza di un enorme incavo detto “Porton”, nei pressi del quale è posto l’attacco della Ferrata Zacchi, la più difficile del gruppo (45 minuti). A destra del Porton si sale in obliquo una paretina attrezzata traversando poi verso una gola. Si supera un camino con scala metallica e per cengia si esce dalla gola, seguendo le attrezzature e arrivando su un dosso erboso sopra il Porton. Si raggiunge e si percorre una cresta secondaria, divisa dalla parete della Schiara da una gola, dopo la quale presso una terrazza si incontra il bivio per la Ferrata del Marmol. Si prosegue per la Zacchi con passaggi sempre più divertenti, in parte anche atletici e di non facile lettura, portandosi sulla parete principale della Schiara, arrivando infine in emozionante esposizione presso la famosa “cengia Zacchi”, larga e inclinata verso sud, che si percorre verso sinistra raggiungendo il Bivacco Dalla Bernardina (ore 3.00 dal rifugio).
Tornando brevemente sui propri passi, si individua a sinistra il segnavia che sale verso la vetta della Schiara lungo la Ferrata Berti, sicuramente più semplice della Zacchi. Poco dopo iniziano le attrezzature metalliche, per superare un salto roccioso poco inclinato. Seguono altri due camini ed un traverso su cengia fin sotto una parete che permette di accedere alla cresta, bene attrezzata con funi e scalette fino in vetta (ore 1.00 dal bivacco; ore 6.30 complessivamente).
Il giro prosegue lungo la cresta est della Schiara, dove corre la via normale. Si scende verso est per cresta affilata, attrezzata con cavo metallico, fino all’anticima. Di qui si scendono gradoni rocciosi e si prosegue fino ad una successiva anticima. Si scende il pendio prima ghiaioso e poi verdeggiante incontrando un bivio con tabella. Qualora si desiderasse pernottare in zona, vanno seguite le indicazioni per il Bivacco del Marmol G. Bocco, cui brevemente si arriva (ore 1.00). Volendo invece proseguire per il Pelf, è necessario calarsi con percorso tutt’altro che banale (attenzione) alla Forcella del Marmol, tra Pelf e Schiara, superando un tratto attrezzato con cavo metallico. Dal valico (qui giunge anche il sentiero dal Rifugio Bianchet), si scende brevemente verso nord e si vanno a raggiungere i cavi metallici della Ferrata Guardiano sulla sinistra. Essa è più agevole delle due precedenti ma con alcuni passi non facili. Le attrezzature non sono molte anche perchè il terreno non è sempre difficile. Occorre fare attenzione in alcuni tratti non attrezzati ma abbastanza esposti.
Prima verticalmente e poi a sinistra, ci si porta su uno spigolo che si risale aiutati dalle attrezzature fisse. Verso est si segue la traccia per rocce facili, si raggiungono più sopra altri cavi che aiutano la salita di un balzo roccioso e infine si segue più o meno fedelmente la cresta erbosa fino alla lignea croce di vetta (ore 1.30 dal Bivacco Bocco, ore 2.00-2.30 dalla cima della Schiara).
Dalla vetta si scende per la via normale del Monte Pelf, molto ben segnalata e senza difficoltà tecniche, lungo la cresta est e il versante sud (sentiero 511). Alla base del Sass de Mel, sotto la Forcella Caneva (1848 m), si prende a destra il sentiero 505 che scende al Rifugio VII Alpini dopo aver valicato la Forcella Pis Pilon. Da qui per il sentiero 501 all’auto (ore 3.30-4.00 dalla cima del Pelf; ore 11-12 complessivamente).


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Luca Bridda

Luca Bridda

Fondatore di www.abcDOLOMITI.com, laureato con master, lavora da oltre 10 anni nel settore Human Resources e nel settore marketing-vendite. Pubblica articoli per le più note riviste dedicate alla montagna e all’alpinismo, è appassionato da vent'anni di alpinismo e arrampicata sportiva.

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