Monte Serva (2133 m) – salita alla cima

Il Serva non sarà “la montagna di Belluno”, titolo che spetta indubitabilmente alla Schiara che con la sua roccia dolomitica caratterizza lo sfondo di tutte le fotografie turistiche della città, ma di sicuro è la montagna “dei bellunesi”, i quali la salgono quasi in processione per tutto l’anno, come se su questa cima vi fosse un santuario e non una semplice croce metallica. Durante l’inverno gli escursionisti segnano i dolci e regolari pendii innevati con curve e controcurve, non disdegnando discese anche con mezzi meno tecnici rispetto agli sci da scialpinismo e telemark, e mi riferisco agli slittini, ai bob e pure alle buone vecchie borse di plastica sotto il sedere. In estate rendono visibile a grande distanza la parte sommitale del sentiero di salita indicandola con i propri corpi in fila e le proprie fatiche, componendo una interminabile coda colorata e affollandone infine la vetta.
Il Serva, da Belluno, appare davvero molto imponente ma di aspetto benevolo. E’ largo, prativo, segnato da conche leggermente ghiaiose che dividono la cima principale da quelle secondarie. Sembra un grande pascolo per le pecore. Da Ponte nelle Alpi si mostra invece aguzzo e ripido, mentre verso nord-est presenta un versante scosceso e repulsivo.
La cima si raggiunge con grande facilità lungo il fianco sud-ovest e regala panorami meravigliosi, soprattutto verso il dirimpettaio paretone di dolomia formato dalla Schiara e dalle Pale del Balcon. Nelle giornate più terse lo sguardo corre libero verso la pianura veneta per decine di chilometri.

Zona: Dolomiti, Gruppo della Schiara.
Dislivello in salita: 1100 m circa.
Difficoltà: E
Tempi: 2.30-3 per la salita.
Cartina: Carta Topografica Tabacco 024 – PREALPI E DOLOMITI BELLUNESI

// Relazione
Da Belluno (zona Cavarzano) si guida l’auto verso la località Col di Roanza (indicazioni) posta a nord della città. La strada supera a sinistra il Bar Roanza e si inerpica per il pendio sempre più ripidamente con una serie di tornanti. In località Cargador a 1035 m circa di quota, poco prima che il fondo diventi sterrato si parcheggia e si imbocca il sentiero CAI 517 per il Monte Serva (indicazione ben visibili su un cartello). Questo si sviluppa prima nel fitto del bosco e poi d’un tratto sbuca sui prati del Col Cavalin. Con andamento regolare ci si innalza sino alla Casera Pian dei Fioc, dietro la quale il sentiero prosegue a zig-zag con pendenza via via crescente sino in vetta (ore 2.30-3).
La discesa può essere effettuata per il medesimo sentiero percorso in salita o per una variante che si stacca più a sinistra (tenere come punto di riferimento una vasca circolare per abbeverare gli animali vicino alla quale si transita) e che sbuca sulla strada del Col de Roanza quando questa è già diventata sterrata, cioè qualche centinaio di metri più a monte di dove si è posteggiata l’auto.
Può essere consigliabile collegare la vetta con la Ponta dei Tre Mas’ci, percorrendo la cresta erbosa che separa le due cime (20 minuti).


Visualizza mappa ingrandita

Luca Bridda

Luca Bridda

Fondatore di www.abcDOLOMITI.com, laureato con master, lavora da oltre 10 anni nel settore Human Resources e nel settore marketing-vendite. Pubblica articoli per le più note riviste dedicate alla montagna e all’alpinismo, è appassionato da vent'anni di alpinismo e arrampicata sportiva.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *