Monte La Banca (2875 m), via normale di salita

La salita del Monte La Banca presenta dislivelli tutto sommato “umani”, quantomeno per le Dolomiti, e si svolge in un ambiente severo e di assoluto fascino. Dagli alpeggi e dalle baite da fiaba della conca di Fociade si passa infatti a zone tormentate su paleofrane ormai rinverdite, a ghiaioni dove fai un passo in su e tre in giù, a forcelle in quota tra cime assai poco frequentate. Delle vette che gli stanno intorno, il Monte La Banca è l’unico che si possa salire senza affrontare difficoltà tecniche, sebbene sia comunque richiesta una certa fermezza di piede in più punti. Il panorama verso la parete sud della Marmolada sarà la ricompensa, come pure la visione della dirimpettaia e vicinissima Punta del Formenton, che dalla via di accesso al Monte La Banca verrebbe voglia di salire, ma che oppone passaggi di II grado su roccia molto friabile…

Zona: Dolomiti, Gruppo della Marmolada.
Dislivello in salita: 1000 m circa.
Difficoltà: EE
Tempi: ore 3.00 per la salita.
Cartina: Carta Topografica Tabacco 015 – MARMOLADA, PELMO, CIVETTA-MOIAZZA

// Relazione via normale di salita al Monte La Banca

Da Belluno si guida verso l’Agordino, si arriva a Cencenighe e da qui si va a sinistra verso il Passo San Pellegrino, godendosi l’apparizione delle guglie del Focobon. Poco prima del passo si imbocca una stradina che conduce fino alla conca di Fociade e all’omonimo rifugio, ma che è chiusa al traffico 3 km prima della meta. Qui si trova un ampio parcheggio (quota 1900 m circa). Si segue la strada fino alle baite, si oltrepassa il rifugio e si imbocca il sentiero 670, il quale affronta il pendio sud del Monte Le Saline, inoltrandosi poi lungo un ampio pascolo per le mucche, alle pendici del Sasso di Valfredda. Prima della zona centrale (caratterizzata da una tormentata orografia fatta di collinette, accumuli di frana e massi), si lascia il sentiero principale, aggirandola a sinistra e puntando alla traccia che, con tutta evidenza, discende il ghiaione posto sotto la Cima del Formenton.
La risalita del ghiaione non è delle più comode e fa procedere a zig zag. Qua e là si intravedono segni rossi sbiaditi.
Sotto la Torre del Formenton, fatta di roccia compatta e a buchi, la traccia obliqua decisamente a destra, entrando nella larga cengia detta “La Banca” che dà il nome alla nostra montagna. Non ci sono difficoltà tecniche ma bisogna fare attenzione in qualche punto a non scivolare, perché sotto ci attende un salto roccioso. La cengia termina alla Forcella La Banca, da cui si prosegue a destra per cresta. Circa a metà della stessa, si tralascia il sentiero che scende a sinistra verso valle, e si prosegue ancora sul filo verso il Monte La Banca (facili passaggi su roccia solida; attenzione). Qui si segue per 100-150 metri una traccia che taglia il monte a mezza costa, lasciandola solo quando il pendio soprastante non pare agevole. Lo si affronta quindi direttamente fino in cima (ore 3.00).

Luca Bridda

Luca Bridda

Fondatore di www.abcDOLOMITI.com, laureato con master, lavora da oltre 10 anni nel settore Human Resources e nel settore marketing-vendite. Pubblica articoli per le più note riviste dedicate alla montagna e all’alpinismo, è appassionato da vent'anni di alpinismo e arrampicata sportiva.

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