Monte Cimia (2051 m), via normale di salita

Credo che questa montagna, piuttosto difficile da individuare perchè punto culminante di una lunga e uniforme cresta a nord del Pizzocco, sia meta di escursioni assai di rado, eppure merita, molto! Il panorama è perfetto, sia verso i Piani Eterni, sia verso quella zona incredibilmente selvaggia che fa capo a cime dai nomi semisconosciuti ma che – per i locals più agguerriti – sono persino mitici: Roa Bianca, Gusela De La Val del Burt, Morsecca e Sass dei Gnei. Il sentiero nell’ultimo tratto non è segnato ma l’orientamento non crea comunque problemi. Si tratta di ravanare al meglio possibile e raggiungere l’obiettivo.

Zona: Dolomiti Feltrine.
Dislivello in salita: 1300 m
Difficoltà: EE, percorso senza tracce di passaggio nella parte terminale.
Tempi: ore 4.30 per la salita.
Cartina: Carta Topografica Tabacco 023 – ALPI FELTRINE, LE VETTE-CIMONEGA

Relazione via normale di salita al Monte Cimia

Da Belluno o da Feltre si percorre la statale 50 fino a Santa Giustina, si seguono le indicazioni per San Gregorio nelle Alpi e da qui ci si dirige verso gli abitati di Roncoi e Roer. Alla fine della strada asfaltata (località Staolet), giusto dove è ben piantato un cartello in legno con l’indicazione per il Rifugio Casera Ere, si parcheggia e si imbocca la strada sterrata contrassegnata dal segnavia CAI 852 (790 m).
Presso la Chiesetta di San Felice si piega verso nord, superando la Casera Pradel e arrivando al torrente che scorre sul fondo della Val Scura. Attraversatolo (ometto), ci si porta sulla destra idrografica della valle e si inizia a salire decisamente, prima nel fitto del bosco e poi allo scoperto, sotto corte pareti e sopra salti rocciosi abilmente evitati dal sentiero con svariati andirivieni (qualche passaggio esposto ma facile). Un corto passo di I grado inferiore dà infine accesso ai prati sotto il Passo di Forca (1873 m; ore 3.00).
Ci si dirige ora verso nord, per prati punteggiati di massi, lungo il sentiero 851 che punta al Passo Cimia al quale si arriva in circa 30 minuti. Da qui, senza via obbligata lungo la cresta che si dirige a nord, aggirando i vari ostacoli e tagliando per cenge in versante ovest fino all’elevazione che appare più alta delle altre, sperando che quella sia proprio la cima (ore 4.30 complessivamente).
Sempre senza via obbligata si può anche scendere direttamente al prato a nord del Passo Forca, senza passare per il Passo Cimia. Il percorso più agevole è un po’ da cercare, vanno evitati corti saltini rocciosi e macchie di mughi, ma con un po’ di mestiere questa soluzione fa risparmiare qualcosa.

Luca Bridda

Luca Bridda

Fondatore di www.abcDOLOMITI.com, laureato con master, lavora da oltre 10 anni nel settore Human Resources e nel settore marketing-vendite. Pubblica articoli per le più note riviste dedicate alla montagna e all’alpinismo, è appassionato da vent'anni di alpinismo e arrampicata sportiva.

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