Dolomiti informazioni generali: una panoramica

Le Dolomiti, una spettacolare regione montuosa delle Alpi italiane nota in tutto il mondo per le sue cime rocciose che s’innalzano, isolate e spesso incredibilmente dentellate, da verdi alpeggi e bianchi ghiaioni, si trovano all’interno delle province di Belluno, Trento e Bolzano, anche se molti vi comprendono montagne pure delle province di Pordenone e Udine. Le Dolomiti sono anche chiamate Monti Pallidi, sebbene questo nome sia oggi ricordato unicamente nei libri. Diamo qualche informazione generale.

Da un punto di vista strettamente geografico, con il termine Dolomiti ci si riferisce all’insieme di gruppi montuosi i cui limiti geografici sono: la val Pusteria e la sella di Dobbiaco, la valle di Sesto, il passo di Monte Croce Comelico, il torrente Padola, il fiume Piave, Feltre e la sella di Arten, il torrente Cismon, la Valsugana, la sella di Pergine, Trento, il fiume Adige e il fiume Isarco. Ma, come si accennava sopra, le Dolomiti sconfinano da questi limiti geografici e convenzionali, tant’è che “E’ accettato che le Piccole Dolomiti (a cavallo tra Val Lagarina e la testata delle vallate dell’Agno e del Posina) siano chiamate tali. È accettato inoltre che le Dolomiti di Brenta, pur essendo molto a ovest della valle dell’Adige, per le loro caratteristiche assai somiglianti a quelle delle Dolomiti vere e proprie, possano essere così denominate. Stesso discorso vale per le cosiddette Dolomiti d’Oltrepiave (a est del fiume) e per le Dolomiti Pesarine” (Alessandro Gogna, 2013).

Il 26 giugno 2009 sono state dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’apposito comitato dell’UNESCO, riunito a Siviglia, con voto unanime dei suoi 21 membri. Quello è stato un giorno importante, che ha coronato un lungo percorso fatto di lavoro e attese. Ora spetterà alle istituzioni, alle amministrazioni locali e a tutti noi proteggere questo ambiente di straordinario valore paesaggistico e naturale. Nello specifico, il sito UNESCO è in pratica un insieme di territori distinti e separati, ha un’estensione di 142 mila ettari, cui si aggiungono 85 mila ettari di “aree cuscinetto”, per un totale di 231 mila ettari. Ne fanno parte il gruppo formato da Pelmo e Croda da Lago, il massiccio della Marmolada, il gruppo formato da Pale di San Martino, Pale di San Lucano e Dolomiti Bellunesi; il gruppo formato dalle Dolomiti Friulane e d’Oltre Piave; le Dolomiti Settentrionali comprendenti i Cadini di Misurina, le Dolomiti di Sesto, le Dolomiti d’Ampezzo e le Dolomiti di Fanes, Senes e Braies; il gruppo Puez-Odle; il gruppo formato dallo Sciliar, dal Catinaccio e dal Latemar; le Dolomiti di Brenta e la piccola zona del Rio delle Foglie.
Nelle Dolomiti troviamo zone famosissime a livello mondiale e iper-frequentate, come le pendici delle Tre Cime di Lavaredo, e zone dove in pochi mettono piede, come i Monti del Sole o le Marmarole. Troviamo vette smaglianti che catturano per la loro incredibile bellezza, e monti dimessi che chiamano a sé soprattutto i cultori che ne sappiano riconoscere il più intimo e nascosto fascino. Troviamo zone integre e territori banalizzati dagli impianti di risalita. Zone ricche, con hotel di lusso e Ferrari in strada, e zone dove ancor oggi è vivo il fenomeno dell’emigrazione. Le Dolomiti sono quindi un territorio dove non mancano i contrasti.

A chi non le conosce per niente, consiglio di acquistare online una cartina per escursionisti in scala 1:25.000 della Tabacco, una a caso, e di osservarla, studiandovi i rifugi e le strade di accesso ai monti, magari individuando un comodo campeggio nel fondovalle da usare come base. E poi partire per una vacanza e una salita al giorno! Ci sarà tempo per esplorare tutto il resto. Partite da una cartina scelta a caso, da un gruppo montuoso qualsiasi, da una singola zona e poi allargate il raggio d’azione. Ne avrete per tutta la vita, se sarete costanti…

Le Dolomiti sono le “mie” montagne, quelle che ho amato di più, che meglio conosco e che ho frequentato maggiormente. Sono anche le più apprezzate dagli escursionisti e dagli scalatori, senza nulla togliere alle altre. Ho quindi descritto scalate ultra-celebrate come quella sullo Spigolo del Velo e sullo Spigolo Giallo, arrampicate di tipologia opposta e cioè di sapore quasi esplorativo/pionieristico, come le proposte nei Monti del Sole che un bagno di umiltà e sudore chiederanno ai pretendenti. Ho descritto vie normali su vette tra le più alte e famose o su cime di poco più di 1000 metri, che si raggiungono in breve per boschi e prati. Ho percorso e descritto scalate – quindi – ma anche ferrate, trekking di più giorni ed escursioni di vario impegno e difficoltà. Ce n’è insomma davvero per tutti i gusti.

Da buon bellunese, agli arrampicatori consiglio i due tiri necessari a montare in vetta alla Gusela del Vescovà, nel Gruppo della Schiara, mentre ai camminatori più sicuri consiglio la traversata integrale delle Marmarole.

Luca Bridda

Luca Bridda

Fondatore di www.abcDOLOMITI.com, laureato con master, lavora da oltre 10 anni nel settore Human Resources e nel settore marketing-vendite. Pubblica articoli per le più note riviste dedicate alla montagna e all’alpinismo, è appassionato da vent'anni di alpinismo e arrampicata sportiva.

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