Dolada (1938 m), via normale di salita

Il Dolada è la “mia” montagna, è la cima che si vede dalla casa dove sono cresciuto e che ho salito più di ogni altra. E’ quindi un luogo speciale, per me, rispetto al quale ogni mia valutazione potrebbe risultare esagerata. Dico quindi che è più slanciato del Cerro Torre e più imponente del K2, più sacro del Nanda Devi e più difficile del Totem Pole.
Ultimo avamposto a ovest del Gruppo Col Nudo-Cavallo, si presenta come una piramide rocciosa formata da una ripida lastronata di roccia poggiata su pendii boscati e dolci. Custodisce alla sua base un’alta falesia con quasi un centinaio di tiri di corda e vie multipitch, ove i falchi volteggiano e gli arrampicatori arrancano. Nel mondo, se qualcuno dovesse conoscere questo nome, sarebbe sicuramente un appassionato di volo libero.

Zona: Alpi Carniche, Gruppo Col Nudo-Cavallo.
Dislivello in salita: 450 m circa.
Difficoltà: EE, un passo di I-.
Tempi: 2.00 ore per la salita.
Cartina: Carta Topografica Tabacco 012 – ALPAGO, CANSIGLIO, PIANCAVALLO, V. CELLINA

Relazione via normale al Monte Dolada

Dal Lago di Santa Croce ci si addentra nella larga vallata dell’Alpago, fatta a mo’ di largo anfiteatro, raggiungendo il paese di Pieve. Proprio al centro c’è un incrocio: la strada che sale più ripidamente è quella che, passando per Plois e il Rifugio Carota, porta infine al parcheggio del Rifugio Dolomieu (1494 m), punto di partenza sia per il Dolada che per la salita del Col Mat.
Dallo spiazzo si percorre la sterrata fino al rifugio, si tralascia il sentiero 905 per Forcella Dolada e si prosegue dritti fino al punto di lancio dei parapendii, con bella veduta su tutta la conca ed il lago. Verso ovest parte il sentiero, prima tra alberi bruciati e poi in leggera salita nel bosco di faggi. Usciti dal bosco, subito (!) parte a destra, verso l’alto, il sentiero per la nostra cima, e quindi il precedente sentiero va abbandonato. Esso sale ripido fino alla sella tra Col Brustolà e spalla est del Dolada. Una volta qui, si traversa un canale erboso piuttosto ripido e si supera un breve salto roccioso con difficoltà di I grado inferiore. Da qui si prosegue a destra per terreno erboso e roccioso verso la cresta del monte, facendo attenzione a non scivolare. Si prosegue per cresta, superando un ripetitore, macchie di mughi e un passo facile ma esposto, giungendo infine sulla panoramica cima da cui lo sguardo spazia dal Pelmo alle Pale di San Martino, dalle Vette Feltrine al Monte Cavallo sino alla pianura veneta.

Luca Bridda

Luca Bridda

Fondatore di www.abcDOLOMITI.com, laureato con master, lavora da oltre 10 anni nel settore Human Resources e nel settore marketing-vendite. Pubblica articoli per le più note riviste dedicate alla montagna e all’alpinismo, è appassionato da vent'anni di alpinismo e arrampicata sportiva.

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