Cima d’Auta Est (2624 m) – Ferrata Paolin Piccolin

Per presentare questa ferrata vorrei limitarmi a riportare le parole di due grandi, Paolo Bonetti e Paolo Lazzarin, che in una loro pubblicazione di molti anni fa così la fotografavano in due righe: “La Paolin Piccolin non è un itinerario per i ferratisti dal carattere sportivo, ma per chi vede i percorsi con attrezzature fisse come una possibilità per realizzare escursioni alpinistiche di grande respiro dove la montagna nel suo insieme rimane l’oggetto fondamentale” (Dolomiti, il grande libro delle ferrate; Zanichelli 1992). Sintesi perfetta per un percorso tutto sommato con pochi infissi dove lo scopo principale deve essere la salita alla Cima d’Auta Est, bella come la gemella a ovest e con una gran vista sulla Marmolada e sulle Pale di San Martino. Il percorso attrezzato si divide sostanzialmente in due parti ben distinte: la prima permette la risalita del canale tra le due cime d’Auta, fino alla forcella, la seconda affronta la parete appoggiata fino in vetta.

Zona: Dolomiti, Gruppo della Marmolada.
Dislivello in salita: 1350 m circa.
Difficoltà: EEA – ferrata mediamente difficile.
Tempi: ore 4.30 per la salita, 7.00 complessivamente.
Cartina: Carta Topografica Tabacco 015 – MARMOLADA, PELMO, CIVETTA-MOIAZZA

// Relazione
Da Belluno si guida verso Agordo e Cencenighe Agordino. Qui si svolta a sinistra verso Falcade ma giunti presso il paese di Caviola ci si inerpica a destra fino all’abitato di Colmean, dove si parcheggia (1274 m).
Si raggiunge la Baita Cacciatori seguendo il sentiero 689 e di qui la Baita Papa Giovanni Paolo I (1850 m), dove si abbandona il sentiero per seguirne uno a destra, sempre segnato, che risale ripidamente verso le Cime d’Auta (indicazioni per la ferrata; evitare di proseguire verso la via normale ad un successivo bivio). A quota 2280 m circa iniziano gli infissi che permettono di raggiungere la forcella posta tra le due vette (2450 m, un passaggio in particolare è più ostico degli altri perché richiede maggior forza). Proseguendo a destra si giunge in circa tre quarti d’ora sulla cima, lungo pendii e placconate poco inclinate, attrezzate con funi e scarsi gradini metallici (ore 4.30 dal parcheggio).
Per la discesa si segue la facile via normale, che discende il versante est e corre verso Forcella del Negher da cui si sovrasta il lago alpino de Negher, ove un giorno d’estate feci un magnifico bagno ristoratore nelle sue acque gelide. Dalla forcella si prosegue verso sud, lungo il sentiero 687, fino a Colmean (ore 2.30).


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Luca Bridda

Luca Bridda

Fondatore di www.abcDOLOMITI.com, laureato con master, lavora da oltre 10 anni nel settore Human Resources e nel settore marketing-vendite. Pubblica articoli per le più note riviste dedicate alla montagna e all’alpinismo, è appassionato da vent'anni di alpinismo e arrampicata sportiva.

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