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Questo
sito, nei mesi che precedettero la sua messa on line, fu per me fonte
di un entusiasmo straordinario. Ancora ricordo quei giorni con
nostalgia. Potevo riversarvi tutta la mia passione per i monti, potevo
trasmettere ad altri appassionati quello che sapevo o andavo via via
scoprendo, ma soprattutto questo spazio mi permetteva di mostrare, a
chiunque, quanto fossero belle le Dolomiti, le “mie” montagne, le montagne che vedevo dalla finestra di casa, i cui pendii andavo calcando ogni qualvolta ne avevo occasione.
Ora quell’entusiasmo si è un po’ affievolito, ma così è la vita, non c’è da rammaricarsene.
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Cima della Torre dei Feruch - Monti del Sole, autunno 2004 (foto F.Durante) |
Questo
sito ha rappresentato per me anche il primo approccio con lo scrivere
di alpinismo ed arrampicata sportiva. Quest’esperienza si è poi
sviluppata in pubblicazioni su riviste specializzate: tre ampi servizi su “Pareti” nel 2003, nel 2004 e nel 2006, uno più contenuto nel marzo 2007, un articolo su “Le Alpi Venete” (2004) e due su “Planetmountain.com” (2004 e 2006). Di recente, è stato pubblicato sulla "Rivista del Club Alpino Italiano" (2007) un mio articolo sui Monti del Sole. Se vi interessano, gli articoli potete trovarli in fondo a questa pagina. Vai >>
Il mio battesimo con le vette avvenne nel 1992. Ricordo che mio zio mi propose un’escursione sul versante “alpagotto” del Col Nudo,
una larga ed imponente cima di più di 2400m delle cd Prealpi Carniche.
Partimmo di notte con le torce elettriche, dormimmo in quota per terra,
senza né tenda né altro. Al mattino ci svegliammo all'alba perché il
vero scopo di mio zio era cercare “’sciosèle”, cioè piccole
lumache molto buone da mangiare. In cuor mio speravo invece di salire
fino in cima…l’istinto alpinistico era in me e me ne stavo rendendo
conto! In vetta non ci arrivammo per poco, ma il dado era tratto.
Quell’esperienza cambiò in parte la mia vita perché, da quel giorno,
riversai un fiume in piena di passione verso le montagne e
l’escursionismo prima, l’alpinismo classico e l’arrampicata sportiva
poi. Molti di voi capiranno certamente cosa intendo.
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Lungo la cresta della Cima del Bus del Diaol - Monti del Sole, autunno 2003 (foto F.Durante)
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Dal
1992 al 1996 mi dedicai assiduamente all’escursionismo, percorrendo
numerose vie normali, spingendomi sino alle ferrate, alle Alte Vie ed
ai percorsi montani esposti di massimo II/II+. Il saper usare la corda,
il prendere dimestichezza con “l’arrampicare”, si rendevano sempre più
necessari. Venne così la volta del Corso Roccia 1996,
con la scuola bellunese del CAI. Mi furono maestri Vito Viel, “Tamba”,
Rinaldo Dell'Eva “Scannagatta” e “Rufus” Bristot, tutti ottimi alpinisti, con i
quali percorsi le mie prime viuzze: lo Spigolo del Sass de Stria, la
Nord della Torre Barancio, la Via del Topo e la Via dei Camini in
Moiazza e, soprattutto, lo Spigolo Jori alla Punta Fiames, un’ardita e
classicissima linea di V con un passo di V+.
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In arrampicata su "Lo Gnomo", Dvigrad - Istria, 2003 (foto P. Della Putta) |
Dopo
il corso cercai di migliorarmi come arrampicatore perché ancora non me
la sentivo di salire “da primo” in montagna, e non avevo nessuno che mi
portasse con sè. Feci tanta falesia, acquisii dimestichezza con la
tecnica arrampicatoria e, quando fui più o meno certo del fatto mio, mi
lanciai sulla mia prima via da capocordata: il già salito Spigolo del
Sass de Stria. Quello fu l’inizio vero come rocciatore, un inizio credo
comune a quasi tutti gli alpinisti che non si chiamino Bonatti o
Maestri (le cui prime esperienze iniziano sempre incredibilmente da
difficoltà estreme).
Oggi,
dopo 15 anni di vagabondaggi, sento di conoscere queste montagne
piuttosto bene, mi ci sento a mio agio con la luce ed il buio, ritengo
di saper valutare con sufficiente chiarezza cosa mi sento in grado di
fare e cosa non è alla mia portata. E’ maturato insomma quel minimo
d’esperienza che nessun corso o manuale ti può dare ma che solo la
frequentazione costante dei luoghi ti può trasmettere. Banalità, lo so.
Non
mi interessano più le vie note, anche se ne ho percorse alcune con
grande gioia; in alpinismo non mi interessano i gradi di difficoltà in
sé e per sé; soprattutto cerco la bellezza estetica della cima che
salgo, la linearità dello spigolo su cui arrampico; adoro soprattutto
le piccole/grandi avventure che si possono vivere nel mio gruppo
montuoso preferito, i selvaggi Monti del Sole-Feruch:
giorni e giorni nel silenzio di quelle valli isolate, dormendo nelle
grotte, percorrendo carichi del peso del materiale avvicinamenti
indicibili, attaccati dalle zecche e aggrappati ai pini mughi.
Adoro infine...anche gli aspetti più prettamente sportivi del gesto arrampicatorio: i monotiri in falesia, le vie multipitch spittate, il bouldering. Trieste è la mia patria adottiva per quanto riguarda tutto questo, e la Napoleonica la mia falesia preferita. Sul famoso “Scudo” ho concatenato rotpunkt quella che per me era ed è una via “mito”: Poker d’Assi,
7c+, un viaggio di tecnica, sensibilità, complessità, resistenza in
leggero strapiombo; chiodatura lunghissima e pedalare! Se contasse solo
il grado, poco varrebbe...
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La Napoleonica con Trieste sullo sfondo, che posto.... (ph. Lorenzo Del Terra, 2005) |
Alla
fine di queste righe che, probabilmente, interessano più a chi scrive
che a chi legge, vorrei ringraziare tutti i miei amici, con i quali ho
condiviso tanti giorni in montagna, per sentieri o sulle pareti; i miei
istruttori di roccia, che gratuitamente hanno trasmesso anche a me il
loro sapere; Eric, il grande capo dell’Olympic Rock di
Trieste, per i consigli e la fiducia; il caro Fausto, per le avventure
nei Monti del Sole che senza di lui mai avrei potuto vivere; Pietro
Sommavilla, un vero faro dello scrivere di montagna, che dopo tanti
anni di vie nuove e di pubblicazioni esemplari, ancora conserva intatta
la Passione.
Luca Bridda
Belluno 2007
I miei articoli pubblicati sino ad ora: |
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| Pareti n. 35: articolo sull'imponente Parete dei Falchi di Soverzene (multipitch dal 6a al 7c-8a) ...>> |
Pareti n. 40: articolo sulle stupende falesie istriane di Dvigrad e Limski Kanal ...>> |
Le Alpi Venete n. 2 2004: articolo sulla ripetizione della via Schuster-Conedera alla Cima del Bus del Diàol ...>> |
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Pareti n. 50 : articolo sulla spettacolare falesia di Vela Draga (o Vranjska Draga) in Istria [a breve le pagine] |
Pareti n. 55: articolo sul Torrione Stogaj nell'Isola di Pag - Croazia ... >> |
La Rivista del Club Alpino Italiano - 2007: articolo su tre vie nei Monti del Sole ... >> |
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Servizio sulle falesie di Trieste pubblicato sul sito di olympicrock.it vedi pagine mirror:
Napoleonica >>
Val Rosandra >>
Costiera >>
Sistiana >>
Falesie slovene >>
Dormire e mangiare a Trieste >> |
| Servizio su Planetmountain.com relativo alla presentazione della Val Rosandra... >> |
Servizio su Planetmountain.com relativo alla presentazione della Parete dei Falchi di Soverzene... >> |
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In arrampicata sulla "Svijeka", Vranjska Draga - Istria, 2002 (foto Pietro Della Putta)
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