Schiara (2565 m) e Pelf (2502 m)

due giorni di ferrate e creste

Il bivacco Dalla Bernardina con la Gusela del Vescovà

questa proposta è l'ideale per chi ama le ferrate (se ne percorrono ben tre: Zacchi, Berti, Mariano) ma anche per coloro che prediligono gli ambienti severi e le traversate di cresta. Si raggiungono due vette di tutto rispetto e si viene ammessi al cospetto della Gusela del Vescovà...ma a caro prezzo: 2150 m di dislivello e due giorni di cammino!  schizzo

I giorno : da Belluno si guida l'auto a Bolzano Bellunese e poi fino alle Case Bortot (694 m). Parcheggiata l'auto, si prende il facile sentiero 501 che, in circa 2 ore e 45 minuti, permette di raggiungere il Rifugio VII Alpini (1490 m). Aggirato l'accogliente punto d'appoggio, si prende il sentiero 503 che conduce all'attacco della ferrata Zacchi, presso il caratteristico "Porton" (1780 m circa; 0:45 dal rif.). Questo percorso attrezzato è, nel suo genere, tra i più classici e difficili delle Dolomiti; riserva molti passaggi interessanti e scorci di rara bellezza ma va affrontato con attenzione (lunghi tratti senza attrezzature) ed equipaggiamento adeguato (imbrago, cordini, moschettoni, casco, dissipatore) da sole persone esperte. "La Zacchi" è in genere ben segnalata e porta in 2 ore e mezza al Bivacco Dalla Bernardina (2320 m), presso la Forcella della Gusela. E' senza dubbio consigliabile una capatina sotto la Gusela (difficoltà di I e corde metalliche) e ancor di più la sua ascensione (IV con un passo di IV+). Dal bivacco si torna un poco indietro fino al bivio con la ferrata "Berti" (un po' più agevole della precedente ma comunque riservata ad esperti) e si sale il versante ovest della Schiara per rocce, caminetti e ghiaie fino alla larga cima (2565 m; ore 1:15). Dopo aver goduto del maestoso panorama non resta che percorrere l'aerea cresta est (corde metalliche, attenzione) fino al bivio dello spallone sovrastante la Forcella del Marmol (tabella), da dove si scende in breve al Bivacco del Marmol (2266 m; ore 0:45 dalla cima; ore 8:00 complessivamente; dislivello in salita: 1850 m; ricovero a semibotte con 9 brande; vena d'acqua nelle vicinanze).

II giorno : dal bivacco si ritorna al bivio per Forcella del Marmol e ci si dirige verso la stessa, a quota 2262 m (percorso non banale, attenzione!). Seguendo le segnalazioni, si comincia la ferrata Mariano, più agevole delle due precedenti ma con alcuni passi non facili. Le attrezzature non sono molte anche perchè il terreno non è sempre difficile. Occorre fare attenzione in alcuni tratti non attrezzati ma abbastanza esposti. In due orette si è in cima al Pelf (2502 m). Dalla vetta si scende per la via normale, molto ben segnalata e senza difficoltà tecniche, lungo la cresta est e il versante sud (sentiero 511). Alla base del Sass de Mel, sotto la Forcella Caneva (1848 m), si prende a sinistra il sentiero 505 che dopo aver raggiunto la forcella stessa, conduce piacevolmente fino al Pian de Caiada (1200 m circa), un luogo incantevole (NB: con maggiori difficoltà e senza segnavia è possibile raggiungere direttamente il sentiero 505 dalla normale al Pelf in prossimità della Forcella Sass de Mel, evitando di transitare per Forc. Caneva, aggirando il Sass de Mel a sinistra). Qui finisce questa lunga escursione e ci si deve far venire a prendere in auto. Ore 4:00-4:30 circa; 300 m di dislivello.

 

Il Bivacco del Marmol dalla ferrata Zacchi    Uno dei passaggi più atletici della ferrata Zacchi    Sulla cengia finale della ferrata Zacchi con la Gusela sullo sfondo    La cima del Pelf, stupendo punto d'osservazione

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