Due giorni tra Croda dei Toni
e Tre Cime di Lavaredo
Escursione di due giorni tra ampi e spettacolari panorami, adatta a gruppi numerosi di escursionisti anche composti da elementi non pratici di montagna. Il percorso non presenta difficoltà, eccettuato un tratto per raggiungere il bivacco De Toni, peraltro evitabile, ed è caratterizzato da scarsi dislivelli in salita. (schizzo)
I Giorno: dal Rifugio Auronzo (2320 m), raggiungibile con automezzi da Misurina su strada a pagamento (!), si prende il facile sentiero 105 che prima scavalca la Forcella del Col de Mezo quindi, in leggera discesa, porta nello splendido pianoro a nord delle Tre Cime di Lavaredo (stupende e continue visioni sulle pareti nord delle montagne simbolo delle Dolomiti). Un ultimo tratto in salita conduce al Rif. Locatelli (2405 m; ore 1:30 circa). Da qui, si imbocca il sentiero 101 che taglia il versante nord-est del Paterno e conduce con uno strappetto finale alla Forcella Pian di Cengia (2528 m) e all'accogliente Rifugio Omonimo (niente a che vedere con l'obbrobrio paesaggistico chiamato Rif. Locatelli!!). Sin qui 2:30/3:00 complessivamente. Conviene ora fare una breve ma significativa digressione sulla facile Croda Fiscalina Est (2677 m) per il sentiero roccioso della via normale. Il panorama è eccellente e, per certi versi, anche orrido, in quanto dalla vetta lo sguardo può affacciarsi verso nord praticamente a perpendicolo; roba da far tremare le gambe anche ad un alpinista. Il tutto non porta via più di un'ora e mezza tra andata e ritorno e il dislivello supplementare è di soli 150 m. Ora non resta che dirigerci verso il Rifugio Zsigmondy-Comici (dove avremo per tempo prenotato il pernottamento) raggiungibile in una mezz'ora per il semplice sentiero 101 che transita per il Passo Fiscalino. Mitica visione della nord della Croda dei Toni. Ore 5:00 complessivamente; 550 m di dislivello in salita.
II Giorno: la mia proposta prevede una capatina al Bivacco De Toni e solo dopo, il ritorno alle auto. Lasciato a malincuore il rifugio, si imbocca il sentiero che per ripidi ghiaioni conduce alla Forcella Croda dei Toni (2524 m), quella che si apre subito a destra della poderosa parete nord della Croda dei Toni (3094 m). Percorrendo verso sud la traccia del sentiero 107, si tagliano i ghiaioni sotto la parete ovest fino ad un punto in cui è necessario utilizzare dei difficili cavi metallici per discendere un breve salto roccioso se il canale più a sinistra risulta intasato di ghiaccio. Se il canale è in buone condizioni la faccenda risulta abbastanza agevole ma se invece occorre usare le attrezzature fisse è necessario avere con sè il set da ferrata per proseguire in sicurezza. Attenzione agli eventuali inesperti!! Ora le cose si fanno semplici e in una mezz'ora si raggiunge il bivacco, in bella posizione (ore 2:00). Ripercorso a ritroso il sentiero fino a Forcella Croda dei Toni, resta soltanto da seguire l'evidente traccia 107 e poi 107/104 che, con belle visioni, conduce in meno di due ore al Rif. Auronzo, passando per i Laghi di Cengia, il lago di Lavaredo ed il Rifugio Lavaredo, da cui è facile osservare gli scalatori impegnati sul famoso Spigolo Giallo. Ore 4:00/5:00. Dislivello complessivo: 550 m